Brewfist VS Toccalmatto

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Category : Birra

Solo per dirvi che il 15 Novembre, al Northbar di Leeds (UK), ci sarA� la disfida tra i due birrifici italiani. Per Toccalmatto credo sia la prima volta che sbarca in Inghilterra e so che il pubblico del Northbar A? in trepida attesa.
La competizione sarA� a giudizio del “moderatore” Zak Avery e del pubblico che vorrA� intervenire, e vedrA� sulla scena 4 birre per ogni birrificio, piA? la presenza in loco di Bruno Carilli e Pietro Di Pilato.

Abbiamo saputo quali saranno gli scontri sulle spine (tutte le birre saranno in fusto) e ve le offriamo in anteprima.
Ditemi nei commenti, a mo’ di schedina, quali preferite, e se volete ovviamente anche il perchA?.

Prima sfida
Grooving Hop (Toccalmatto) VS 24k (Brewfist)
Seconda sfida
CafA? Racer (Toccalmatto) VS Fear (Brewfist)
Terza sfida
Zona Cesarini (Toccalmatto) VS Spaceman (Brewfist)
Quarta sfida
Re Hop (Toccalmatto) VS Caterpillar (Brewfist)

Chi vince? Quanto? PerchA??

mat

Torna l’Italia Beer Festival a Milano!

Category : Festival

Marzo, torna la bella stagione, torna uno dei festival piA? amati e piA? affollati del panorama italiano. Stiamo parlando ovviamente dell’Italia Beer Festival di Milano, organizzato come ogni anno dall’Associazione Degustatori Birra (ADB).

Il festival si terrA� da venerdA� 9 a domenica 11 marzo 2012 presso lo SPAZIO ANTOLOGICO (East End Studios) in Via Mecenate 84/10, molto facilmente raggiungibile in macchina da fuori cittA� (uscite C.A.M.M. o via Mecenate della tangenziale Est) oppure con i mezzi di superficie dell’ATM.

Questi gli orari di apertura dell’Italia Beer Festival 2012 di Milano:

VenerdA� 9: 17:00-02:00
Sabato 10: 12:00-02:00
Domenica 11: 12:00-00:00

Parteciperanno ben 28 (!) birrifici, tra nomi storici (Bi-Du, Orso Verde, Doppio Malto), quasi storici (Croce di Malto, San Paolo, Toccalmatto) ed emergenti (Brewfist, Elav, Extraomnes). Abbastanza nutrita la presenza di birrifici da fuori regione: circa un terzo, provenienti per lo piA? dalle regioni limitrofe, ma anche dal Friuli (Foglie d’Erba), dal Veneto (Acelum e Birrone) e dal Lazio (Birradamare).

Come ogni anno, non mancheranno laboratori, musica e altro ancora. Per tutte le informazioni (elenco espositori, trasporti pubblici e altro ancora) potete visitare il sito ufficiale della manifestazione.

Noi ci saremo, ovviamente.

Italia Beer Festival Bologna 2011 – preview

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Category : Notizie in breve

Come anticipato (e pure con qualche piccola coda polemica) da oggi comincia l’Italia Beer Festival di Bologna, che si terrA� dal 25 agosto al 19 settembre 2011 nell’ambito della Festa de la��UnitA� del Partito Democratico presso l’Area Parco Nord. E’ la prima volta che si svolge in questa prestigiosa e affollata sede, e la seconda volta sul suolo bolognese (un vecchio report invece vi racconta come andA? l’edizione di due anni fa).

La manifestazione si svolgerA� nei 300 metri quadri dello stand 45, con orario variabile, e precisamente:

Feriali 19:00 a�� 01:00
Festivi 18:00 a�� 01:00
In concomitanza di eventi principali (quali ad esempio l’MTV day) l’apertura A? fissata addirittura per le ore 13.00.

La lista espositori confermati vede la presenza di 10 birrifici:

Bauscia
Croce di Malto
Doppio Malto
Geco
Grado Plato
La��Orso Verde
Maltovivo
MM 1989
Statale Nove
Toccalmatto

Tutte le informazioni utili si trovano sul sito ufficiale dell’Associazione Degustatori Birra, mentre quelle generali sul resto del festival (concerti e quant’altro) si trovano qui.

Ho una domanda: ma secondo voi ci sarA� birra sufficiente per un mese consecutivo di festival, con tanto di qualche grosso evento correlato?

Ora vi saluto, sennA? faccio tardi per l’apertura….

Alessio

Birre maturate in botte, una nuova frontiera?

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Category : Varie

Negli ultimi anni, c’A? stato un proliferare sempre piA? spinto di birre maturate in botte di legno, tanto che perfino i monaci trappisti di De Koeninshoeven hanno lanciato il loro prodotto di punta, la famosa La Trappe Quadrupel in versione Oak Aged (ovvero maturata in botte). Tutto questo A? solo una moda del momento o puA? davvero contribuire a donare alla birra una complessitA� che non A? possibile ottenere diversamente?

Innanzitutto, A? bene chiarire che in questo articolo si vogliono prendere in considerazione solamente le birre che effettuano la maturazione nel legno, quindi non quelle birre che presentano note di Brett e affini. Birre fatte e finite, quindi, che tramite un ulteriore passaggio nelle botti acquistano nuove sfumature olfattive e gustative. Molto spesso le botti utilizzate sono usate, ovvero in precedenza hanno ospitato distillati, vino o vino fortificato. In questo modo, oltre all’apporto del legno, il distillato/vino presente in precedenza contribuisce a arricchire il gusto della birra.

Ma quanto dovrebbero essere presenti le note di legno/distillato in queste birre?Personalmente le divido in due categorie: birre dominate dalla botte e birre arricchite dalla botte.

Nel primo caso, rientrano sicuramente i prodotti della linea Paradox di Brew Dog. La base comune A? sempre la stessa, la loro Riptide, una Imperial Stout. Successivamente subiscono una lunga maturazione in botte in cui precedentemente era stato ospitato del whisky, tale da conferirgli fortissime note derivanti dal distillato precedente. In queste birre il carattere del prodotto base molto spesso A? molto coperto dalla botte, tale da renderlo diversissimo dall’originale.

Alla seconda categoria appartengono birre come La Trappe Quadrupel Oak Aged o la CuveA? Delphine di De Struise. La maturazione avviene lo stesso in botte (nel caso de La Trappe addirittura in diversi tipi di botte diversi), ma conservano ben distinto il carattere base della birra d’origine. Si sente che hanno qualcosa in piA?: normalmente sono piA? cupe e complesse, sia come aromi che come gusto, ma il carattere della birra originale non viene stravolto o coperto.

Personalmente preferisco il secondo tipo, in modo che il carattere originale non venga radicalmente modificato. CosA� come nel vino, dove dopo anni di vini particolarmente segnati dal legno si sta tornando a una visione piA? “gentile” dell’apporto di quest’ultimo, ritengo che la botte debba aggiungere un tocco di complessitA� alla birra, non diventare il carattere dominante della birra. CiA? non toglie che la prima categoria abbia un gran numero di estimatori, soprattutto quando vengono utilizzati disillati nobili come i whisky di Islay. Il loro carattere fortemente torbato e marino A? senza alcun dubbio estremamente affascinante e la maggior bevibilitA� di una birra rispetto a un whisky dA� la possibilitA� agli amanti dei nobili distillati scozzesi di goderne in modo piA? disinvolto.

E in Italia?

I birrai nostrani si sono tuffati in questa nuova dimensione, con risultati piuttosto interessanti.A�Un produttore che sta facendo prodotti molto interessanti in questo stile A? il Birrificio del Ducato. La loro Black Jack Verdi Imperial Stout A? una “normale” Verdi passata in botti di bourbon. GiA� il prodotto di base A? molto interessante, questa versione A? dotata di grande complessitA� e di un notevole carattere, tanto da fargli vincere il premio Birra dell’Anno 2010 nella categoria delle birre passate in botte. Un altro prodotto interessante del birrificio di Roncole Verdi di Busseto A? l’Ultima Luna, un barley wine maturato in botti da vino. Non ha la stessa finezza della Black Jack,ma A? sicuramente un prodotto dotato di un suo carattere.

Uno dei primi esprimenti a riguardo A? stato fatto daA�Revelation Cat (non un vero e proprio birrificio, dato che non hanno un impianto proprio), con la lineaA�Woodwork. L’idea di base era quella di avere una Double Ipa prodotta nell’impianto di A�De Proef, offerta sia in versione “normale” che passata in quattro essenze diverse. La considero un esperimento, in quanto giA� il prodotto di base era un prodotto molto estremo (un solo malto, un solo luppolo e 12 gradi alcolici). PiA? interessanti da bere in batteria per capire l’apporto di ogni singola botte alla birra che come birre a sA? stanti, ma l’idea di poter confrontare la stessa birra in differenti versioni A? sicuramente innovativa e intrigante.

Anche a Toccalmatto, sempre attenti alle nuove tendenze birraie, non sono stati con le mani in mano. Hanno realizzato una Russian Imperial Stout maturata in botti di Marsala e una Italian Strong Ale maturata in botti di grappa. Ho purtroppo avuto la possibilitA� di assaggiare solo la seconda, che ricordo ricca, potente, dotata di un finale dolce dato appunto dalla grappa. Molto particolare, da bere davanti a un caminetto ruggente, ma indubbiamente dotata di un gran fascino.

Questi sono solo alcuni esempi, in quanto altri grandi produttori, come Birra del Borgo, Amiata e Montegioco (giusto per nominarne alcuni) hanno realizzato le loro personali versioni.

In conclusione, ritengo che il mondo delle birre maturate in legno abbia delle notevoli possibilitA� e che possa essere uno dei nuovi territori da esplorare, senza dimenticarsi comunque delle birre normali e tenendo sempre a mente il fattore piA? importante di una birra, la bevibilitA�.

Max

Secondo compleanno per la Birroteca di Greve (FI)

Category : Eventi, Notizie in breve

Sabato 25 e domenica 26 giugno 2011, la Birroteca di Greve in Chianti (FI) festeggia il suo secondo compleanno con una serie di iniziative speciali: questo l’articolo sul locale, scritto dopo solo qualche settimana di apertura. Si parte sabato con una cena messicana a prezzo fisso (15 euro, birra esclusa).

Sabato e domenica saranno presenti le produzioni di Toccalmatto (e il birraio Alessio “Allo” Gatti) da Fidenza, vale a dire Ambrosia, Sibilla, FumA? du Sanglier, Re Hop, Surfing hop, Grooving Hop (fresca di restyling nella luppolatura) e Stray Dog (a pompa). Domenica ci sarA� un concorso di homebrewing organizzato dall’associazione Pinta Medicea (sito), oltre che un cask speciale di Zona Cesarini con dry hopping (provata in crociera, imperdibile). Altra birra ospite la favolosa Madamin di Loverbeer.

Altre chicche e avvenimenti della domenica (dal sito della birroteca):

A�A�A�A�A�A� Mostra di collezionismo birraio organizzato dalla��Ass. Il Barattolo

A�A�A�A�A�A� Mongol Rally : la��ultimo scatto prima della partenza

A�A�A�A�A�A� Street-food: ospite Il Nerbone di Greve con i suoi panini al Lampredotto ed al Lesso

A�A�A�A�A�A� h. 18 FREE-BUFFET fino ad esaurimento

Un Mare di Birra! (report)

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Category : Festival, Viaggi

Vi avevamo anticipato pochi giorni fa che un paio di noi (io e Andrea, nello specifico) si sarebbero imbarcati sulla crociera organizzata dal Ma Che Siete Venuti A Fa’ per festeggiare i primi 10 anni del pub romano.

L’occasione era di quelle davvero da non perdere: una festa organizzata da uno dei locali piA? apprezzati (giA� vincitore del titolo di miglior pub dell’anno secondo Ratebeer, come molti di voi giA� sapranno) del mondo birrario, con tantissimi nomi di prestigio coinvolti, un concorso di homebrewing (ambito premio, il rimborso totale della quota di partecipazione alla crociera stessa), degustazioni e un sacco di chiacchiere tra appassionati.

Partiamo dall’inizio. La paura di imprevisti e intoppi motivava chi partiva da lontano a prendere in considerazione ampi margini di tempo sulla partenza. Questo ha portato a un primissimo assembramento di appassionati giA� a inizio pomeriggio, nonostante la partenza ufficiale fosse fissata intorno alle 22. Per non farmi mancare niente, la fortuna ha voluto che finissi nella primissima macchina a presentarsi nel piazzale del porto di Civitavecchia. Ci si sposta subito per un panino o due al terminal, dove piano piano vediamo arrivare, nell’ordine, un gruppetto dal Veneto, un simpatico irlandese amico della comitiva di Almond ’22, un gruppo di danesi. Poi un momento di stanca, l’arrivo dei primi birrai (Almond 22, Bi-Du, Olmaia) e poi di tutti gli altri. La nave A? in ritardo, prima leggero poi piA? pronunciato, prolungando la lunga attesa e il sospirato primo sorso. Finalmente ci si imbarca, ricevendo braccialetto e bandana arancione e bicchiere e di ordinanza. Salto in camera a liberarsi dei bagagli, folla al ristorante, forsennato lavoro dello staff per aprire in tempi record le spine, e poi si parte (dal porto, e con le birre), con buona parte dei 500 partecipanti a Un Mare Di Birra che carichi di entusiasmo si recano a procurarsi i primi assaggi.

La lista delle birre e dei birrifici annunciati a bordo era qualcosa di impressionante e forse mai visto, almeno in Italia. Tutti i migliori nomi dell’Italia della birra, supportati da un nutritissimo gruppo di birrifici danesi e scandinavi, piA? chicche dal Belgio ad opera dello staff del Moeder Lambic di Bruxelles e tanto altro ancora.

La prima nottata si A? trascorsa nell’entusiasmo generale che ci ha portato ad assaggiare quante piA? cose nuove possibili tra quelle attaccate, piA? qualche classicone qui e lA� a cui A? difficile rinunciare. Abbiamo passato tutto il tempo possibile al pub nella sala principale, salutando vecchi e nuovi amici e lasciandoci coinvolgere nell’entusiasmo e nella follia che regnava su di noi. E poi, dato che non ci bastava e dato che c’era qualche mattone prestigioso, tutti a bordo piscina dove aveva nel frattempo aperto il “pub sotto le stelle”. Ancora birre, chiacchiere, casino, altre birre, fino alla splendida alba sulle bocche di Bonifacio, tra Corsica e Sardegna, giusto in tempo per cedere alla stanchezza e rifugiarci in cabina.

Qualche ora di sonno, un caffA? propizio per ritrovare le forze, e un giro al pub mattutino, sempre a bordo piscina (a dire la veritA�, piA? simile a un grosso bidet, ma non era per quello che ci eravamo imbarcati). Sole, sorrisi, facce stanche ma non disposte a cedere: si ricomincia, chi con la Biscotti, chi con la Not So Mild Ale (forse la miglior birra della crociera, anche se la concorrenza A? spietata e so che ognuno ha eletto le sue) di Shiga Kogen/NA?gne A?. Corsa a sfamarsi in mensa, riposino, e via di nuovo al pub principale, con qualche fusto nuovo e qualcuno giA� aperto la sera prima. I piA? attenti erano reduci da una degustazione sulle birre lavorate in botte di cui ho sentito dire (non mi ero iscritto, ahimA?) cose favolose, con il coinvolgimento di nomi noti e nobili come quelli di Lorenzo “Kuaska” Dabove, Jos Brouwer e Derek Walsh.

Sbarchiamo a Barcellona domenica sera, sorprendentemente puntuali: la nave aveva recuperato il ritardo alla partenza. Raggruppamento in direzione di un ristorante poi trovato chiuso, cena in un posto abbastanza turistico, dopocena in un brewpub barcellonese di cui mostro una foto. Delle birre non parlerA?, limitandomi a dire che non sono state trovate particolarmente gradevoli da nessuno dei presenti. Se passate da quelle parti, trovate altro a cui dedicarvi. E’ andata meglio a chi ha attraversato la cittA� per recarsi a un evento in un locale abbastanza valido, anche se l’accoglienza pare sia stata abbastanza fredda. Attendo testimonianze piA? specifiche da chi c’era.

La mattinata di lunedA� A? cominciata con la solita routine (colazione, raggruppamento, e poi via a trotterellare per un giro turistico – le due case di GaudA�, poi Sagrada Familia, poi un ristorante dove ci siamo trovati benissimo (la Cerveceria Catalana, raccomandatissima). Due passi nel barrio Gotico, vagando senza meta, per vedere il centro storico e per digerire l’impegnativo pranzo. Per puro caso ritroviamo un gruppo di crocieristi (Gennaro di Amiata, Bruno e Allo di Toccalmatto, Nino dello Sherwood Pub e altri ancora), il tempo di fare 20-30 metri a piedi e ci ritroviamo, senza averla cercata, alla Cerveteca. Locale promosso a pieni voti, piccolo e caotico (c’era mezza nave!), con buone spine e ottime bottiglie, e il piacere di ritrovare le Rogue, forse la birra americana importanta con piA? discontinuitA� in Italia. Anche la birra spagnola, stavolta, ne esce benone, con la Pura Pale (giA� provata mesi fa al Moeder Lambic Fontainas) fresca e beverina.

La festa prosegue in nave, dato che A? ormai sera e bisogna ripartire. Stavolta non ci sono imprevisti, e si parte senza contrattempi per un’altra lunga notte di bevute e risate in direzione Porto Torres. Stavolta perA? facciamo un pochino piA? i bravi, e rientriamo in cabina ben prima dell’alba. La notte pare sia durata molto a lungo, con scene che voi umani non potete immaginare. Nemmeno io, a dire il vero, e mi toccherA� vivere con la curiositA�.

La mattina il pub a bordo piscina gode della piscina finalmente aperta e di un sole battente (qualcuno commenterA� “sembra Rimini a Ferragosto”). Da buon vampiro, sopporto male cosA� tanta luce e lascio ad altri la tintarella e le sdraio. Mi dirigo verso la sala principale, dove si sta consumando il giudizio delle birre homebrewing. Numero abbastanza moderato (poco sotto le 20) ma qualitA� molto alta, con diverse birre davvero interessanti. Primi classificati due amici (uno A? Valentino Roccia, purtroppo mi sfugge il nome del secondo) che hanno fatto cotte a quattro mani. Bravi!

Dopo pranzo (e dopo la premiazione del concorso hb), degustazione su barley wine e dintorni. Si comincia con un raffinatissimo progetto del Birrificio del Ducato, vale a dire la Beersel Morning, che come il nome fa capire trattasi di una birra basata sul lambic 18 mesi di Armand Debelder della Drie Fonteinen e, come avrete intuito, sulla New Morning del birrificio di Roncole Verdi. La birra A? interessante ed equibrata, davvero una piacevole scoperta.

Si prosegue con due produzioni a cura degli statunitensi di Stillwater, vale a dire la Stateside Saison e la Existent. Due birre che partono dal Belgio per arrivare…boh? Devo dire la veritA�, non mi hanno conquistato. La prima A? una saison con sentori fruttati molto piacevoli, ma che scalda un po’ troppo il palato. La seconda A? scura, si sente del tostato(ne) e pare abbia passato del tempo in botti di bourbon. Forse la mia preferita tra le due, ma per nessuna mi sarei strappato i capelli.

Arriva il momento di Valter Loverier, che presenta una birra che rappresenta l’inizio (A? stata brassata all’apertura del birrificio) e la fine (viene commercializzata ora) di Loverbeer, almeno fino a ora. La Dama Bruna basa la sua struttura su quella della Madamin, ma c’A? un percorso di riposo e maturazione aggiuntivo per arrivare a quello che A? un dichiarato omaggio alle oud bruin belghe. Il risultato A? soddisfacente ma direi perfezionabile, specie in prospettiva di un annunciato cambio di zuccheri che dovrebbe far giovare sia l’aspetto visivo (“scurendo” il prodotto finito) sia aggiungendo complessitA� organolettica.

Chiusura di degustazione con un birrificio che come pochi sa farsi amare o odiare. Personalmente, ci ho messo davvero tanto, spaventato a volte dai sentori acidi a volte dalla potenza alcolica di buona parte delle sue produzioni piA? celebrate. Una combinazione che raramente amo, ma che ultimamente mi sta cominciando ad affascinare. L’ultimo assurdo progetto parte da un’idea nata dopo una buona sbronza, protagonisti lo stesso Jerome RA�betez e il birraio di Terrapin (Athens, Georgia, USA). Trattasi di un birrone (barley wine?) carico di stranezze che ho apprezzato e non poco, e con un nome credo ancora provvisorio (qualcosa tipo “incredibile cuvA�e di Jerome e xxx”).

C’A? il tempo per un paio di birre, stiamo scegliendo cosa quando veniamo convogliati a un assaggio per pochi di perle della NA�rke Kulturbryggeri (Skvatt GALEn, BA�sta RA�kA�l, BA�ver). La prima A? erbale piA? che erbacea, se ho capito bene brassata con acqua in cui sono state bollite bacche di ginepro. La seconda A? affumicatona, la terza A? un’assurditA� che contiene estratto di ghiandole di castoro. Medicinale come uno sciroppo di altri tempi, ma non cattiva. Chiusura con la classicissima Kaggen Stormaktsporter 2005, un dannato capolavoro di cui non ci si stancherebbe mai.

Che dire? Un’esperienza fantastica, forse irripetibile. Chi c’A? stato sa cosa intendo, gli altri spero che potranno avere un’altra occasione.

Alessio

Una crociera davvero diversa

Category : Viaggi

Per farmi toccare il suolo iberico (terre quantomai infauste per la birra, almeno fino ad ora) ci voleva un’occasione speciale. E quale migliore occasione di Un Mare Di Birra, la crocieraA� organizzata da Publigiovane (ricordate Eurhop?) e dallo staff del Ma Che Siete Venuti A Fa’ (qui l’articolo di Mattia) per il decimo compleanno del pub trasteverino.

Il programma A? semplice, si parte sabato 11 da Civitavecchia in direzione Barcellona, con sosta di un giorno nella cittA� catalana fresca di trionfo in Champions League. A bordo qualche centinaio di bevitori entusiasti, qualche decina di birrai italiani e non, qualche ospite straniero, qualche degustatore piA? o meno famoso.

La lista delle birre confermate A? una lista di eccellenza, con nomi importanti dall’Italia e dall’estero, con rappresentati paesi come Danimarca (in gran numero), Olanda (De Molen), Belgio (Cantillon), Svezia (NA�rke) e Norvegia (Nogne A?).

Che altro dire? Per Pintaperfetta saremo presenti io e Andrea (quello che non scrive quasi mai). Seguiteci su Twitter (@pintaperfetta), vi terremo aggiornati.

Alessio

Nuovo impianto (o quasi) in casa Toccalmatto

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Category : Notizie in breve, PintaPerfetta

Fervono i lavori in casa Toccalmatto: settimana scorsa sono arrivati i nuovi “pezzi di impianto” che permetteranno di aumentare sensibilmente i volumi di produzione, ma senza far il salto nel buio qualitativo che spesso si verifica quando si cambia l’intero impianto di produzione passando da dimensioni modeste a impianti di medie o grosse dimensioni.

In questo caso, si tratta di quattro nuovi pezzi, un “pentolone” di bollitura di dimensioni ragguardevoli, un mixer e due fermentatori da 1750L che vanno cosA� ad aggiungersi all’impianto giA� presente.

Il birrificio, che aveva chiuso il primo anno di attivitA� con una produzione di circa 400 hl e il secondo con un ottimo 700 hl, avrA� cosA� la possibilitA� di poter aumentare la produzione fino a raggiungere i circa 1500 hl annuali.

Questo permetterA� di poter aumentare progressivamente la produzione fino a portarla a circa il doppio di quella attuale, permettendo cosA� di dissetare molti piA? palati e di raggiungere, in futuro, anche gli obiettivi di esportazione che sono nelle corde del birrificio.

Italia Beer Festival Milano 2011 @ Palasharp – report

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Category : Birra, Festival

Vi avevamo dato per tempo le indicazioni piA? importanti sull’Italia Beer Festival di Milano, ora A? il momento di raccontare com’A? andata l’edizione 2011.

La location si A? dimostrata molto piA? adatta di quelle precedenti alla gestione di un evento che per vocazione trascende la sola platea di appassionati e che ormai comincia ad attirare l’interesse dei media nazionali, tra un articolo del Corriere e un servizio del TG5. Metropolitana per chi viene con i mezzi, ampio parcheggio e raccordo autostradale per chi viene da fuori, sarA� una bella sfida per l’Associazione Degustatori Birra trovare una struttura piA? adatta per le prossime edizioni. Qualche leggera difficoltA�, a dire il vero, si A? avuta sia nel trovare dei servizi accessibili (molto comodi per chi vede un concerto o una partita dalle tribune, meno adatti per chi dal basso deve andarseli a cercare, specie se non conosce la struttura) e nel lavaggio dei bicchieri, con una sola postazione decisamente inadeguata alle grandi folle viste al festival.

Ottime invece la conferma dei prezzi per quanto riguarda l’accesso e l’acquisto dei gettoni-consumazione, come ottima A? stata la presenza di espositori gastronomici che sono andati a sostituire il banco-bar. Prezzi abbastanza contenuti, ottimi salumi e insaccati (con commenti entusiastici del pubblico dell’IBF), e velocitA� di servizio che sicuramente ha reso piA? facile e piacevole la permanenza del pubblico alla manifestazione. Molto riuscita anche l’introduzione di un altro grande prodotto a base di malto, vale a dire il whisky: laboratori, assaggi, vendita di prodotti molto interessanti e molto graditi agli appassionati frequentatori del festival.

Ma veniamo al piatto forte della rassegna, la birra. Gli stand erano un buon mix tra birrifici ormai classici nelle passate edizioni dell’IBF Milano (Bidu, Orso Verde, Toccalmatto), birrifici di recente apertura giA� apprezzati a Rimini (Brewfist, Bad Attitude e Opperbacco), piA? un gruppetto di birrifici visti all’IBF Torino (Lungo Sorso, San Paolo).

Ad arricchire l’offerta, la presenza delle birre del Ducato (portate da Stefano Allera, valente distributore lombardo del birrificio di Roncole Verdi). Oltre alle celebrate produzioni “classiche”, qualche fusto della Machete Double IPA, un piccolo capolavoro che spero possa diventare una produzione regolare. Il successo di questa produzione all’IBF di Milano A? stato sorprendente quanto inequivocabile. Per quanto riguarda le produzioni abituali, ennesima ottima prova per la Verdi Imperial Stout.

A proposito di scure di carattere: grandissima eccitazione tra gli appassionati per l’arrivo della Inverno Nucleare del BiDu, una Confine che si A? allenata in palestra. Con risultati un po’ scarsini, purtroppo. Pur partendo da una favolosa base, la Inverno Nucleare non riesce nell’impresa riuscita (ad esempio) alla Imperial Ghisa del Lambrate, tanto per fare un esempio. Ottima invece la classica Confine, mentre ho trovato la Rodersch un po’ poco convincente.

Arrivo a Lampugnano venerdA� sera con l’eccitazione di un bambino in gita, con l’intenzione di provare un po’ di tutto nel corso delle varie giornate. Avevo anche un mezzo programma di assaggi, ma programmarli mi riesce male, mi piace lasciarmi trascinare dai consigli raccolti in giro, o dalla curiositA� per le nuove produzioni. In tutto questo, mi sono perso il compito di riassaggiare Opperbacco: lo faccio adesso, lo faccio dopo, lo farA? la prossima volta (vedi fine articolo). Un amico birraio mi ha comunque detto la 10elode (provata pochi giorni prima a Rimini) fosse la miglior birra dell’IBF.

Tra i primi assaggi colpisce la Bitterland di Doppio Malto, con un interessante blend di cinque luppoli americani che dA� un aroma veramente intrigante mantenendo la tipica beverinitA� dello stile. Assente dallo stand purtroppo la Zingibeer (aromatizzata allo zenzero), ripiego con qualche dubbio sulla India Pale Ale, che mi dicono essere nata come produzione natalizia.

Tra un riassaggio e l’altro di produzioni ormai classiche, vengo attirato con l’esca perfetta per un appassionato di luppoli: il randall. Si parte con una Valcavallina filtrata in luppolo neozelandese motueka: il profumo A? intenso ed erbaceo, ma al palato l’erbaceo diventa quasi fieno. Le piacevoli chiacchiere con Renato lasciano capire i lavori in corso su due delle tre produzioni del birrificio, vale a dire la Valcavallina stessa e la Alba Rossa. SarA? curioso di poter testare i risultati di questa evoluzione tra qualche mese. Decisamente piA? proficuo il passaggio (ormai storico) in randall della Backdoor Bitter, uno dei grandi classici della produzione dell’Orso Verde. Ottima forma anche per la Nubia.

Tra una chiacchiera e l’altra ho modo di ripassare da Brewfist e Bad Attitude (per entrambi confermo i giudizi positivi espressi dopo Rimini, e si conferma la bravura nell’allestire stand colorati e caratteristici: anche l’occhio vuole la sua parte) e da Rurale (anche qui tutto bene, e la Castigamatt l’ho trovata piA? gradevole che a Rimini: probabilmente mi sto abituando a una Black IPA un pochino fuori stile).

Come ogni anno, c’era anche una specie di concorso tra le birre del festival, con ogni birrificio che sceglieva la propria sfidante. Questo l’esito finale:

1) ZestExtraomnes
2) Two PennyBad Attitude
3) WeissManerba Brewery
4) CanizzaHenquet
5) BurocracyBrew Fist

Concludendo, l’Italia Beer Festival di Milano si conferma un festival molto riuscito, dove trovare (quasi) tutto il meglio della produzione brassicola artigianale del nord Italia. Appuntamento tra un mesetto circa a Roma, con una prima lista di birrifici presenti che comprende Bad Attitude, Borgo, Brewfist, Croce di Malto, Lambrate, Opperbacco, Toccalmatto

Selezione Birra Rimini 2011 – report

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Category : Birra, Fiere

Quella che si A? conclusa martedA� scorso A? stata la mia prima volta alla fiera di Rimini, quindi questo report sarA� per forza di cose un giudizio senza termini di paragone diretti con le edizioni precedenti. Detto questo, vi invito a rileggere i report di Mattia dedicati alle edizioni 2009 e 2010, giusto per darvi un termine di paragone almeno con il passato piA? recente.

Selezione Birra 2011 A? stata soprattutto, per me, una buona occasione per provare i nuovi birrifici o quelli che provengono da regioni lontane, quelli che non trovo con facilitA� nei pub del nord, oltre che per chiacchierare e fare assaggi in compagnia di amici vecchi e nuovi.

Grandi cose mi hanno detto di Ducato e Borgo, ma, mea culpa, in fiera non ho assaggiato nulla. Per quanto riguarda i primi (a cui rivolgo i complimenti per la razzia di premi nel concorso Birra dell’Anno di Unionbirrai), l’occasione si presenterA� giA� il prossimo weekend a Milano.

ParlerA? pochissimo del concorso, non avendo provato almeno due terzi delle birre premiate, anche se lascia un po’ perplessi vedere come tanti nomi storici o affermati siano assenti tra i premiati. Non so, provo a ipotizzare una voglia di premiare chi si A? appena presentato sul mercato con prodotti indubbiamente di ottimo livello, anche se forse A? un po’ presto per definire le loro birre come tra le migliori prodotte a livello nazionale.

Del lanciatissimo birrificio Foglie d’Erba ho provato pochino, anche perchA� il loro stand era spesso inesorabilmente vuoto (fino al pomeriggio inoltrato) oppure preso d’assalto. C’A? stato modo di fare un assaggio di BabA?l, birra che sembra suscitare entusiasmi che ancora non capisco. Avevo avuto sottomano una bottiglia presa al Domus Birrae di Roma, era discreta ma non mi dava grandi sensazioni. Mi ero ripromesso, anche per i tanti elogi spesi da amici e conoscenti, di riprovarla. Speravo che in fusto potesse darmi quel qualcosa in piA?, ma non ho notato grandi differenze. Rimando alla prossima occasione, chiedendomi perA? che senso abbia che un birrificio sia certificato per la salvaguardia di aghi e resine di pino. Misteri delle birre di montagna (a proposito, il dominio del birrificio mi sembra un bel colpo di genio). Complimenti anche per lo stand, uno dei pochi facilmente riconoscibili.

Tra i tanti birrifici visitati, un plauso a Bad Attitude per l’attenzione dimostrata nei confronti dei blogger (prima il progetto Tasting Room, poi gli inviti alla fiera) e per lo stand, curatissimo come e piA? che all’Italia Beer Festival diA� Torino. Per me A? stata la prima occasione per provare le loro produzioni in fusto e per testare, sia dalla lattina che dalla spina, l’ultima nata Kurt, una pale ale beverina e paracula quanto basta.

Molto attesa era anche la Working Class Mild di Toccalmatto, alla primissima cotta. Il risultato A? una mild molto piacevole e molto inglese ma che manca di quella caratterizzazione tanto tipica delle produzioni del birrificio fidentino: chiacchierando con Allo e Bruno l’intenzione sembra proprio quella di intervenire in tal senso. Le altre produzioni, a partire da birre ormai classiche come Zona Cesarini e Stray Dog Bitter, si confermano invece di altissimo livello.

Sempre sulla linea dei birrifici “amici”, non potevo non esimermi da un salto dai brianzoli di Menaresta: un po’ la voglia di provare la Bevera, birra originariamente destinata al Bardo di Carate Brianza e arrivata nientemeno che a Roma, vera Hollywood della scena birraria italiana, un po’ la voglia di provare la nuova Verguenza, che nella sua versione iniziale (estate 2010) avevo trovato un po’ troppo ruvida e con una nota un po’ alcolica. La nuova versione corregge gli eccessi di gioventA? diventando una luppolata di valore assoluto. Sempre restando in Brianza, ottima anche la TripA? di Lariano, tripla belga senza gli eccessi da dolcione.

Luci e ombre nei miei assaggi di Opperbacco: bene TriplIpa, un po’ anonima Eipiei, un po’ un dolcione la 10elode. Meglio, forse anche perchA� meno impegnative, le produzioni di Brewfist, senza tanti fronzoli ma assolutamente godibili. Promossa in particolare la Burocracy, ma buone sensazioni anche dalle altre produzioni. RipasserA? da entrambi a Milano.

Sono rimasto un po’ deluso, invece, dalla Castigamatt di Rurale, che perA? vince il primo premio nella sua categoria. Forse me l’aspettavo diversa, chissA�. Ad ogni modo, le altre birre (Blackout e Terzo Miglio) si confermano su livelli altissimi. Resta la perplessitA� qualche dubbio, tornando al concorso, per una categoria-calderone che racchiude birre scure che vanno dalla Confine del Bidu (sei gradi, non starebbe meglio a far la gara con le altre stout o porter?) fino alle piA? impegnative Imperial Stout e Double IPA…

In conclusione: Pianeta Birra (questo il nome storico della fiera) A? stato per tanti anni un colossale carrozzone della birra e del beverage che fa i grandi numeri, con tutti i piA? grandi nomi delle multinazionali del settore presi ad allestire stand faraonici con cui conquistare il favore di piccoli e grandi clienti. Negli ultimi anni, tutto questo A? andato scomparendo, trasformando quella che era la fiera nazionale del settore birra in quello che A? un lussuoso (a giudicare dal prezzo dell’ingresso) appuntamento destinato a replicare vagamente gli stilemi del Salone del Gusto, con un solo padiglione dedicato alla birra, e neanche per intero (un padiglione per intero, invece, era dedicato all’olio extravergine di oliva), con stand piA? disparati che arrivavano a includere il Consolato (o era l’Ambasciata? o la camera di Commercio? boh) della Namibia. Tutte queste riflessioni ho cercato di farle con amici appassionati e con qualche birraio, oltre che con Simone Monetti di Unionbirrai, che perA? invitava (giustamente) a guardare il bicchiere mezzo pieno del settore artigianale che rappresenta. Un po’ le stesse riflessioni le ha fatte con un post una persona ben piA? autorevole di me, che esprime un po’ lo stesso spaesamento. Insomma, solo il futuro saprA� rispondere agli interrogativi sulle prossime edizioni di questa manifestazione.

(solito ringraziamento a Moreno e Simona per le foto dell’articolo)