Intervista esclusiva a Bruno Carilli (Toccalmatto)

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Category : Interviste

Parte, con questa, una rassegna delle interviste/chiacchierate che abbiamo avuto modo di fare nei due giorni trascorsi a Bibbiano (SI) in occasione del Villaggio della Birra (recensione). Iniziamo con il patron del birrificio Toccalmatto, Bruno Carilli, che ci spiegherà, tra le altre cose, i processi dell’ideazione di una birra e il perchè della scelta di un marketing aggressivo per la promozione dei suoi prodotti.
Nei prossimi giorni pubblicheremo anche tutte le altre testimoniane, a patire dal mastro birraio prorpio di Toccalmatto, Alessio Gatti, passando per Schigi di Extraomnes, volando in Belgio con Nino Bacelle di De Ranke Brouwerij e Grègory Verhelst di Rulles, senza dimenticare Gianni Tacchini, organizzatore del Villaggio dellla Birra, senza il quale tutto questo non sarebbe stato possibile.

Intanto, partiamo con Bruno Carilli, che ringraziamo per la disponibilità.

Compagnia del Luppolo – Legnano (MI)

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Category : Birra, Locali

La mia visita alla Compagnia del Luppolo ruota sostanzialmente attorno al caso. Ci passai davanti qualche mese fa’, il nome luppoloso mi fece fermare a pensare se entrare o meno e, ahimè, non ebbi abbastanza tempo e fiuto. Per fortuna, grazie al dio del malto i beoni sono persone illuminate, e una visita casuale in un newsgroup mi ha ricondotto sulla scena di quel grande errore, con mia somma gioia.

Comunque sia, nonostante tutto ci sono arrivato, quindi partiamo con la « recensione » vera e propria. La Compagnia del Luppolo, situata a Legnano nella provincia milanese, gestita con passione, competenza (ma anche schietta modestia) da Gabriele Nigro, nasce nella sua forma attuale da un vero e proprio azzardo.

L’azzardo di cui parlo è quello di prendere un locale decennale, di tipo standard (anche se con qualche birra belga in lista) e convertirlo al servizio esclusivo di birre artigianali italiane. Gabriele ha descritto questo passaggio in modo semplice, dettato da quello che si può definire come un vero e proprio colpo di fulmine, nato da assaggi di non molto tempo fa’. Così oggi, alla Compagnia del Luppolo, è possibile trovare 5 diverse spine di birra artigianale italiana e una carta di bottiglie esclusivamente da 75cc, scelte tra le più interessanti produzioni nostrane.

Elencare le spine è praticamente inutile in quanto lo stesso Gabriele mi ha confermato la costante rotazione delle spine in grado di regalare sorprese sempre nuove a ogni visita. Giusto per dovere di cronaca al mio passaggio ho trovato alla spina due birre del birrificio del Ducato (BIA Ipa e BIA porter), la Sibilla di Toccalmatto, la S.Dalmazzo di Menaresta e una blanche di cui sinceramente non ricordo il nome.I prezzi sono corretti, 5 euro per la media, 3 per la piccola mentre il prezzo delle bottiglie è in linea con quelli dei beer-shop o di una enoteca ben fornita.

Raccontando qualche birra, ho degustato la BIA Ipa del ducato, birra molto equilibrata, fruttata e pulita al naso con i luppoli ben in evidenza e un finale amaro non invadente. Dell’assaggio della BIA porter ricordo la tostatura ben marcata, una bella schiuma persistente e il caffè a dominare i sapori. Il passaggio successivo è stato probabilmente il più deludente della serata, una Krampus 2008 (sempre del ducato), edizione speciale e a mio avviso troppo sperimentale e poco riuscita. Il profumo chiaramente rimanda alle birre acide di orgine belga mentre al palato si ferma a un ibrido poco convincente. Sapore lievemente acido e piuttosto inconsistente. Rimandata.

Infine per concludere bene la serata ci siamo concessi una bottiglia di Noel de Sanglier dell’ottimo Toccalmatto. Birra tipicamente natalizia, con un bel corpo carico, profumi dolci e bilanciata in bocca da una nota amara in grado di pulire piacevolmente il palato.

Lasciandomi alle spalle gli assaggi, qualche ultimo commento sulla Compagnia del Luppolo. Il primo pensiero che mi passa per la testa riguarda proprio l’accoglienza riservata, molto cordiale e sostenuta da un personale all’altezza della situazione.

Poco sopra ho paragonato la Compagnia del Luppolo (che non abbrevierò mai in CdL o CL … ) a una scommessa, e considerata la quantità di visitatori presenti posso concludere che sia una puntata potenzialmente vincente. Le difficoltà indubbiamente ci sono e ci saranno, sia per i costi dovuti all’esagerazione dei birrai nostrani, sia per convincere il pubblico della “Becks migliore birra del mondo” (cit.) ad aprirsi a prodotti completamente diversi dalla piattezza industriale. La rotazione delle spine, quasi eccessiva visto che cambiano di giorno in giorno, aiuterà a mio avviso a creare un buon gruppo di affezionati sempre pronti alla nuova esperienza. Il tentativo di creare uno zoccolo duro di “pasdaran della birra”, prevede inoltre una serie di eventi tra cui un corso di degustazione in collaborazione con Unionbirrai e una serie di visite mensili guidate ai birrifici più promettenti (il prossimo 29 Novembre al Maltus Faber).

Insomma, c’è carne al fuoco in abbondanza, non resta che mettersi in fila con l’adeguata sete, difficilmente si resterà delusi.

ps, si ringrazia Gabriele per le fotografie e Antonella per i suggerimenti nella scrittura dell’articolo… grazie.. :-)

Italia Beer Festival Milano @ Palalido

Category : Eventi

Oggi è l’ultimo giorno dell’Italia Beer Festival di Milano, organizzato per la quarta volta dall’Associazione Degustatori Birra e per la prima volta all’interno del Palalido, palazzetto in zona piazzale Lotto noto per lo più agli appassionati di basket o di concerti rock.

Quest’anno abbiamo mantenuto il tradizionale appuntamento del sabato pomeriggio come occasione di incontro tra amici e di scambio consigli, pareri ed esperienze su ciò che la scena birraria italiana può offrire.

Del festival e dei suoi meccanismi abbiamo già parlato per presentarlo, dare qualche consiglio e mettere così il lettore in condizione di saperne il più possibile quindi poterne godere al meglio.

Ora che il festival (almeno per il pubblico: oggi è l’ultimo giorno, tradizionalmente riservato agli operatori del settore) è chiuso, possiamo mostrarvi un paio di foto e raccontarvi le nostre impressioni a posteriori.

Partiamo dalla location: la zona del “campo” è un po’ angusta. Gli stand ci stanno comodamente, la gente un po’ meno, negli orari di massimo affollamento (il dopocena, che abbiamo evitato) immaginiamo che la situazione non fosse delle più facili sia per gli espositori che per il pubblico. L’idea che la gente vada a sedersi ai seggiolini in plastica lungo le gradinate non sembra essere troppo gradita alle persone con cui abbiamo chiacchierato, e viene vista più come un ripiego inevitabile: l’anima delle manifestazioni di questo tipo è stare in mezzo alla gente, scambiare pareri e consigli in quella che è la naturale Agorà del palazzetto.

Gli espositori: non c’è che dire, la scena birraria italiana si conferma viva e interessante, con birrifici ormai storici che presentano nuovi prodotti di sicuro interesse e debuttanti che non sembrano temere complessi di inferiorità nei confronti di nomi e marchi consolidati. Il problema è capire come mai non fossero presenti altri nomi importanti che negli anni scorsi avevano deliziato il pubblico con le loro produzioni, se per un problema di costi, di organizzazione o di motivazioni. La risposta non ce l’abbiamo, possiamo solo augurarci che si possa trovare un bilanciamento tra location troppo grandi (Fieramilanocity) e troppo piccole (il Palalido, appunto), e che ci siano sempre, anche in futuro, un buon numero di birrifici a portare e far conoscere le loro produzioni in questa vetrina che si conferma una delle più importanti italiane.

Provate e piaciute: ci siamo dedicati quasi esclusivamente alla scoperta di nuovi prodotti o birrifici.

Tra le piacevoli novità, vanno sicuramente menzionate la Terrarossa del birrificio B94 di Lecce, terza classificata nella categoria alta fermentazione sotto i 12° Plato al concorso per la miglior birra dell’anno indetto da Unionbirrai. I complimenti al mastro birraio e un sincero in bocca al lupo per il futuro, sperando di rivederlo di fiera in fiera. Notevole anche la Surfin’ Hop di Toccalmatto (birrificio di cui avevamo parlato qui), provata per la prima volta alla spina.

Tra i nomi storici, spiccano due nuovi prodotti a forte presenza di luppoli. Il primo è la SuperanAle del Bi.Du. di Rodero (CO), una specie di rielaborazione ancora più carica della classica ArtigianAle: promossa a pieni voti. Altra birra interessante è la nuovissima I.P.A. dei lucchesi del Brùton, ancora priva di nome e temporaneamente indicata come “La Cosa”.

Tra gli importatori, impossibile non parlare dell’angolino gestito dal 4:20 di Roma, dove alcune tra le più interessanti produzioni europee (Mikkeler e De Molen) venivano servite con passione e competenza. Dell’olandese De Molen si era già parlato nell’articolo sul Wildeman, mentre la danese Mikkeler ha alcune tra le birre più apprezzate da diversi autori di questo blog (in particolare Andrea).

Un ultimo appunto riguarda l’offerta gastronomica, troppo limitata e a prezzi tutt’altro che competitivi. Un classico purtroppo ripetuto negli anni, il tutto in un ambiente che si fa forte – di locale in locale, di degustazione in degustazione – di trovare cibi interessanti e appetitosi e che purtroppo vede la scelta (cioccolato a parte) al tragico bivio tra una salamella argentina e una piadina a prezzi da capogiro.