Guida alla California (1/3): San Francisco

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Category : Viaggi

Disclaimer: la West Coast Good Beer Guide A? uno strumento piA? che affidabile per muoversi senza prendere (troppe) cantonate; ratebeer&co inoltre sono sicuramente piA? attendibili di me per valutare la bontA� di una birra.A� Detto questo nei prossimi 2-3 articoli vi racconterA? in che locali e birre mi sono imbattuto in questi bei 20 giorni e 2500km alla scoperta della California, aggiungendo qualche commento personale ai suggerimenti della Good Beer Guide, che mi ha fatto da stella cometa.

Tutto ha inizio a San Francisco, arrivo alle 6 del pomeriggio circa con un jet lag e un sonno micidiale, decido che l’unico modo per arrivare a sera A? quello di bere una buona birra nel posto relativamente piA? vicino al mio albergo. La scelta ricade sulla Rogue Ales Public House, memore dell’articolo di Giacomo dell’anno scorso. Non mi soffermo quindi sul locale, in cui sono anche tornato qualche sera dopo e Shakespeare Stout, Morimoto Black Obi Soba Ale e Mocha Porter non hanno bisogno di commenti: voglio perA? aggiungere che se vi capita di passare di lA� e non sapete ancora dove mangiare, il sushi dall’altro lato della strada A? molto buono e particolarmente economico, nonostante l’apparenza abbastanza posh!
Ma non voglio annoiarvi con i miei aneddoti e passo subito al sodo: a SF ci sono bar a migliaia, se capitate li per una conferenza molto probabilmente sarete al Moscone Center, di conseguenza una capatina al Thirsty Bear A? d’obbligo: l’ambiente accogliente, un’ottima paella, la degustazione da $10 delle 9 principali birre da loro prodotte – spiccano Howard Street IPA, Meyer ESB e Brown Bear – e un’ottima cask conditioned ale a rotazione non vi lasceranno delusi. Ah, quasi dimenticavo, per chi come me fosse un first timer negli States, la mancia si lascia anche al pub (in linea di massima $1 a drink).

Degustazione al Thirsty Bear

Degustazione al Thirsty Bear

La palma di miglior posto di SF va a Toronado: pochi tavoli, musica alta, migliaia di adesivi, cimeli appesi ovunque e tante spine di ottima qualitA� lo portano a mio parere a un gradino sopra gli altri. Per soddisfare la fame prendete un’hot dog dal locale nexdoor e dite che lo mangiate dentro Toronado. Qui la selezione A? di altissima qualitA� e non di certo a discapito della quantitA�. Sfortunatamente (e stupidamente) mi sono fermato per una Russian River Blind Pig IPA veloce – e farmi approcciare da una 40enne – convinto di tornarci nelle sere successive per approfondire la conoscenza (del locale!), ma purtroppo non sono potuto tornare. Una volta da quelle parti potete continuare lungo Haigh St. verso il Magnolia Pub!

Toronado, quella lista di cartellini bianchi nel centro-sinistra della foto A? la lista delle spine!

Toronado, quella lista di cartellini bianchi nel centro-sinistra della foto A? la lista delle spine!

Delude invece la Jack’s Cannery, piA? di 100 spine ma molte commerciali o non di alta qualitA� o assenti, inoltre la saltuaria mancanza totale di cibo e la desolazione che presenta nel caso il locale – enorme – sia mezzo vuoto, sono dei motivi abbastanza validi per farvelo cancellare dalla wishlist e non farvi apprezzare una buona Bear Republic Racer 5 e una Mount Tam IPA tutt’altro che indimenticabile. Rimanendo in centro A? da menzionare il Tunnel Top, che nonostante le poche spine con un paio di chicche (Speakeasy Big Daddy IPA ad esempio) e ottimi cocktail A? sicuramente il posto giusto dove andare per una birra volante (o due), con dell’ottima musica di sottofondo e Paura e Delirio a Las Vegas proiettato sul muro. Il Tunnel Top diventa utile nel caso dobbiate aspettare un tavolo per un’ottima – e relativamente costosa – cena nel ristorante di fianco: l’ex Crudo Bar, ora The Swell (la gestione A? la stessa, solo il nome A? cambiato) dove potrete abbinare dell’ottimo pesce a una Hitachino Nest White Ale o alla Red Rice Ale (consiglio di gran lunga la prima, anche a chi, come me, non ama le birre bianche).

Per concludere la rassegna sulla CittA� sulla Baia, nel caso vi troviate dalle parti di The Mission, lo Zeitgeist A? il tipico bar underground di San Francisco dove potete bere una Lagunitas IPA, una Stone IPA o una Russian River Damnation in uno spazioso beer garden decorato da murales con elefanti volanti da un lato e biciclette appese d’altro, o entrare e fare una partita a biliardo dopo aver selezionato una canzone da il Jukebox piA? punk (quello vero!) che io abbia mai visto, con l’aggiunta di un paio di band indie della SF Bay area. Se siete fortunati potreste anche vedere Quentin Tarantino entrare per una birretta!

A questo punto era arrivata l’ora di prendere la macchina noleggiata, una truzzissima Dodge Avenger blu metallizzato con tanto di spoiler (…) e dirigersi verso sud, rotta su LA via Big Sur…

Lorenzo

Nota1: la San Francisco Brewing Company e il 12 Galaxies hanno chiuso i battenti!

Nota2: ringrazio i rispettivi autori delle foto, dato che quelle fatte da me facevano schifo!

Rogue Ales Public House – San Francisco (CA)

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Category : Birra, Locali

Ovvero il Paese dei Balocchi in California. A due passi da Washington Square Park, vicino al quartiere cinese e a quello italiano, nonchA� al quartiere a luci rosse per chi non sapesse come finire la serata, l’unico pub californiano della Rogue Ales A? una tappa obbligata, se passate a San Francisco.

La Rogue Ales ha sede a Newport, nell’Oregon, e ha prodotto circa una sessantina di birre diverse, non pastorizzate e senza conservanti. La qualitA� degli ingredienti fa parte della loro filosofia, e quindi, nonostante la produzione sia elevata e si riescano a trovare le loro birre in varie parte del mondo (prevalentemente bottiglia perchA� trasportare i fusti A? un problema, ma negli USA anche le spine sono sufficientemente facili da reperire), nella maggior parte dei casi non rimarrete delusi da quello che berrete.

Il brewpub con sede a San Francisco offre 40 linee di spina: una ventina di queste sono dedicate alla Rogue, mentre le altre ospitano birrerie artigianali locali (spesso a rotazione) o prodotti piA? noti, come la Guinness. L’impianto di spinatura A? molto decorato, e ogni linea A? immediatamente riconoscibile dal disegno o “statuetta” che si trova sopra (come il cadavere per la Dead Guy Ale, ad esempio); ci sono anche le informazioni sulla gradazione alcoolica. Un’esempio da seguire per l’utilitA� e il piacere alla vista. PoichA� la Rogue A? molto attenta agli abbinamenti col cibo, nel brewpub A? anche possibile mangiare, e la qualitA� del cibo A? piA? che discreta; i piatti sono comunque quelli tipici nordamericani, quindi panini/burger di vario tipo, insalate o chili, ma si lasciano mangiare volentieri.

L’interesse principale A? ovviamente per le bevute: se non sapete cosa scegliere, potrete chiedere consigli o delucidazioni allo staff, molto cordiale e sempre disponibile a suggerire qualcosa o a dare piA? informazioni su una particolare birra. Ma c’A? di meglio: se avete delle indecisioni, in genere non ci sono problemi a farsi dare due/tre bicchierini da assaggio, per poter scegliere con cognizione di causa. E’ bene approfittarne! Il prezzo delle pinte A? poi assolutamente accettabile: 6 dollari, niente di cui lamentarsi da questo punto di vista. Quando il tempo atmosferico lo permette, sul retro del locale A? stato creato un beer garden piuttosto rudimentale, ma efficace: si trova in una corte interna nel mezzo ad alcuni edifici, ma nel pomeriggio il sole A? ben presente, quindi potete approfittarne per bere qualcosa sui tavoli di legno al sole o sotto gli ombrelloni. Segnalo anche alcune iniziative piacevoli, come il Meet the brewer del martedA�, in cui mastri birrai di birrifici locali (uno alla settimana) sono presenti per rispondere ad eventuali domande o semplicemente bere una pinta in compagnia. PoichA� la scena di San Francisco A? ricca di microbirrifici, la materia prima certo non manca.

Se non avete mai bevuto qualcosa della Rogue, vi chiederete come sono le birre: beh, alcune sono dannatamente buone. Alla Rogue ci sanno fare, e nonostante la produzione molto variata (moltissimi gli stili disponibili), raggiungono alcuni picchi di eccellenza notevoli. Personalmente apprezzo molto le loro bitter, porter e stout: mi sento di suggerire senza problemi Mocha Porter (si sente il malto tostato, caffA?, leggere note di cioccolato, ma A? soprattutto apprezzabile l’amaro finale che bilancia perfettamente il tutto), Shakespeare Stout (incarnazione perfetta dello stile stout, senza eccessi, ma senza il minimo difetto: prevedete 5-10 minuti per avere una pinta spillata, in quanto deve riposare molto dopo la spinatura), Imperial Stout (devastante, aroma e gusto fortissimi che vi lasceranno senza fiato). Menzione speciale per l’Old Crustacean Barley Wine, medaglia d’oro 2008 allo World Beer Championship, davvero eccellente: denso, corposo, con un finale secco e decisamente luppolato per essere un barley wine. Ci sono perA? buoni esempi anche su birre meno scure e piA? tradizionali: American Amber, Dead Guy Ale. E’ sorprendente soprattutto la bevibilitA� delle loro produzioni, grazie al sapiente uso dei luppoli e dei malti per creare birre molto ben bilanciate. Se avete una serata libera davanti, potrete bere numerose pinte senza stancarvi mai, e sarA� un’esperienza molto piacevole.

Jack Joyce, proprietario della Rogue Ales, nel brewpub a Newport.

Qui sopra: Jack Joyce, proprietario della Rogue Ales, nel brewpub a Newport.

Da notare che praticamente tutte le loro birre sono disponibili anche in bottiglia (che potrete acquistare al pub); a mia conoscenza, perA?, nessuna delle birre prevede rifermentazione in bottiglia, e quindi mi sento di consigliare la spina, quando possibile, in modo da apprezzare in pieno la freschezza e la vivacitA� delle produzioni. Pochissime le eccezioni: il barley wine sicuramente gioverebbe dall’invecchiamento, ma nella maggior parte dei casi si tratta di birre che danno il meglio se gustate fresche.

Piccola curiositA�: la maggior parte degli autoctoni adora alla follia la Kells Lager; una pilsner dallo stile europeo, onesta ma che non mi ha colpito particolarmente. E ad un certo punto della serata, A? entrato un tizio che ha avuto il coraggio di chiedere una Millers Lite in bottiglia… Da non crederci! Ma in generale, se siete amanti della buona birra in questo pub vi troverete in ottima compagnia! Da non perdere.

Giacomo
(P.S: non mi piace prendere in giro nessuno e le foto non le ho fatte io, poichA� non avevo la macchina fotografica disponibile. Ringrazio i rispettivi autori delle foto)