Il futuro del bolleke

Category : Birra, Notizie in breve

Ovvero, come si chiama il boccale classico da belga in Olanda e nella regione fiamminga del Belgio.

Se chiedete un bolleke (il bicchiere a balloon per eccellenza) vi arriverà una sola birra, se è tra quelle spillate dal locale: la De Koninck, ovvero l’aperitivo e il passatempo ideale di buona parte dei paesi sopra indicati.

La notizia, in breve, è che la Heineken sta comprando le attività della De Koninck. Questo include un centinaio abbondante di bar in giro per il Belgio (in particolare nella regione dove viene prodotta, vale a dire quella di Anversa), lo stabilimento, ma pare non includa il marchio e le ricette De Koninck, che invece dovrebbe essere destinata al più piccolo tra gli squali del mercato della birra belga, vale a dire la Duvel Moortgat.

Nonostante il blog di Roger Protz dica diversamente, fonti attendibili sembrano dire che si vada verso lo scenario appena descritto. Se fosse vero, sarebbe una ulteriore morsa dei grandi gruppi birrari verso il controllo della produzione e dei consumi della birra in Belgio, con tre grandi gruppi a fare la parte del leone (AB-InBev, Heineken e Duvel Moortgat). Se per i primi due gruppi è pratica abituale lavorare su questo tipo di azioni, per la Duvel Moortgat si tratterebbe di una ulteriore espansione dopo l’acquisizione dei marchi Chouffe (forse la birra belga più famosa fuori dal Benelux che non sia mai passata per le mani della Interbrew/Inbev/AB-Inbev) e Liefmans. Oltre alla birra “di abbazia” Maredsous, del cui nome la Duvel Moortgat è da sempre licenziataria.

Insomma, per tutti i piccoli produttori resterebbe il mercato locale* e una vaga possibilità di crescita legata più al mercato estero che a quello locale, perché da quelle parti è normale per un grosso gruppo birrario controllare anche la stragrande maggioranza dei pub del paese…

* chi ha girato un po’ il Belgio in cerca di birra può testimoniare come, al di là di grossi marchi o abbazie, nella regione francofona si bevano birre vallone e viceversa, con particolare attenzione ai marchi locali. Figuriamoci se il bar è diretta emanazione di un grosso gruppo….

Un uomo e i suoi viaggi: Stuart Ashby

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Category : Notizie in breve, Viaggi

Mentre Mattia e Giacomo si dedicano a scolare (maledetti) un’infinità di pinte favolose dalle parti di Chicago, vi aggiorno con una notizia curiosa trovata in rete.

La Good Beer Guide è la prima, storica guida pubblicata dagli inglesi della Campaign For Real Ale. Viene pubblicata da un sacco di tempo (1974) e ogni anno viene aggiornata. La cura Roger Protz, che come anticipavamo poco tempo fa quest’anno sarà ospite al Villaggio della Birra.

Sulla Guida ci si trovano tutti i pub più interessanti della Gran Bretagna (no Irlanda, se ricordo bene: ho fatto l’errore di prestare la mia copia di qualche anno fa), e ogni anno viene aggiornata. Ci si trovano informazioni basilari (orari, giorni di chiusura), se e quali Real Ale si trovano alla spina, magari l’offerta di cibo e una breve descrizione su cosa aspettarsi. Per certi versi, è un po’ l’ispirazione al nostro blog, che oltre a raccontare qualche avvenimento, degustazione, viaggio, si propone soprattutto di segnalare e consigliare posti dove bere bene e passare delle serate piacevoli.

C’è anche qualche scheda sui birrifici, purtroppo meno godibile di quelle fatte in altre guide sempre a cura della CAMRA, tipo quella del Belgio curata da molti anni da Tim Webb.

Perché ve ne parliamo oggi? Perché nella vita è importante darsi degli obiettivi, e fare il possibile per raggiungerli. E’ il caso di Stuart Ashby, pensionato delle ferrovie britanniche di 60 anni, che si era riproposto, molti anni fa, di bere almeno una birra in ognuno dei 700 pub listati nella Guida (edizione 1990, per la precisione). L’ultimo locale scelto per chiudere il lungo viaggio è stato un pub a poche miglia da casa sua. Se l’impresa vi sembra tutto sommato facile, ad aggiungere difficoltà è il fatto che quest’uomo non guidi. Quindi, dove non riusciva ad arrivare con il trasporto pubblico si affidava al buon vecchio autostop. O al traghetto: sulla guida ci sono pure i pub delle isole inglesi, e così il buon Stuart ha dovuto farsi quattro ore di traghetto per potersi bere una birra sull’isola di Lundy, al largo del Devon.

Ne parla il Daily Mail, spiegando come nel corso della ricerca per la pinta perfetta (appunto) abbia visitato, dal 1984 a oggi, qualcosa come 17.000 pub. Se sapete l’inglese, merita una lettura.

Ah, e non crediate che quest’uomo intenda fermarsi: a fine mese farà un giro nel nord del Galles, e in otto giorni pensa di riuscire a visitare un centinaio di pub. Che dire? Buon viaggio…

Anticipazioni sul Villaggio della Birra 2010

Category : Festival, Notizie in breve

Il Villaggio della Birra è uno dei festival più graziosi, interessanti e meglio organizzati della penisola. Organizzato nell’area esterna del TNT Pub di Bibbiano, frazione collinare di Buonconvento (SI), è un appuntamento ormai storico e di grandissimo interesse.

Noi ci siamo stati per la prima volta lo scorso anno, ed è stata una grandissima occasione per conoscere nuovi birrifici, partecipare a degustazioni e scambiare pareri con appassionati italiani e non.

Lo stupendo weekend di inizio settembre, caldo e assolato, oltre che la location nel cuore delle colline toscane ne fanno un appuntamento unico nel panorama delle rassegne italiane, oltre che la caratura degli ospiti. L’anno scorso ci fu uno dei nostri idoli, quel Tim Webb autore del fondamentale Good Beer Guide To Belgium pubblicato dalla CAMRA, che è un po’ la BBC della birra, se vogliamo, per autorevolezza e imparzialità.

Di quell’esperienza ricordiamo appunto le chiacchiere con Tim Webb e con il suo amico Roger (anch’egli attivo nella CAMRA, ma non è “quello famoso”), la birra con il dry hopping in bottiglia (Maagd van Gottem) e tanto altro ancora.

Ma basta pensare al passato, guardiamo al futuro, perché non si scherza.

Il Villaggio della Birra 2010 si annuncia con il botto, per quantità e qualità degli ospiti annunciati e in via di definizione. Partiamo dall’Italia: confermatissima Olmaia (che da anni fa gli onori di casa come birrificio locale), salutiamo Baladin, Barley e Maltus Faber. I sardi in particolare erano stati quelli che tra gli italiani ci avevano colpito di più, ed era anche stata la prima occasione in cui avevo avuto modo di provare le loro produzioni, che sul continente erano abbastanza rare e di difficile reperibilità.

Ad ogni modo, la formula prevede rotazione e rotazione sia. A Pausa Caffè, birrificio della casa circondariale (vedi alla voce carcere) di Saluzzo (TO), abbiamo accennato nell’ultimo articolo di Pinta Perfetta, quello sul Pils Pride 2010. Ci eravamo persi la recente degustazione alla Locanda del Monaco Felice (purtroppo) perché un po’ provati da un intenso weekend svedese, ma recupereremo a Bibbiano, per approfondire le loro produzioni e un progetto sicuramente diverso dalla norma.

Pils Pride, ma non solo. Agostino Arioli è una delle figure cardine del movimento birrario italiano, sia per il ruolo di pioniere con il Birrificio Italiano che per quello ricoperto all’interno di Unionbirrai per lunghi anni. Sarà un piacere poter provare le sue produzioni in serie e in un ambiente diverso dal Birrificio Italiano (troppo lontano per andarci spesso, troppo vicino per pensare a un weekend a Lurago Marinone).

In principio era Toccalmatto, o poco ci manca. Una delle prime degustazioni riportate sul nostro blog, per un birrificio a cui ci siamo subito affezionati e che abbiamo visto crescere e raccogliere consensi.

E poi, tutti i belgi. Confermati la maggior parte dei partecipanti all’edizione 2009 (tra cui la De Ranke), si aggiungono Schelde e Glazen Toren, mentre si attendono conferme da nomi importanti come Rulles (presente lo scorso anno), o nuovi (sia come presenza al Villaggio, sia come storia) come Kerkom, Senne e Jandrain-Jandrenouille.

E per finire, qualche nome degli ospiti annunciati. Lorenzo “Kuaska” Dabove è un habitué del Villaggio, Roger Protz è probabilmente il nome più famoso della  CAMpagna per salvare la Real Ale inglese, oltre che autore di tantissimi libri a tema birrario, a partire dall’annuale Good Beer Guide. Ha un interessante blog a tema birrario, ovviamente in inglese.

Tutto questo per dirvi, insomma, che noi ci saremo anche quest’anno.

Informazioni in evoluzione sui due siti di riferimento, quello ufficiale e il blog di Birrerya.com.