Torna la Grande Sete!

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Come ogni anno quando la primavera fa capolino torna una sete … ma una sete… Anche quest’anno, sabato 14 aprile, al Dickinson Pub a Scandiano (RE) il simpatico publican Maso organizza “La Grande Sete”.
Il nome deriva da una omonima manifestazione fiamminga (ma ovviamente dal nome fiammingo) che si tiene in zona Zythos e lo schema è collaudato. Si serve solo una birra per trenta minuti e poi si passa alla successiva.
Non provate a berle tutte…ho visto cosa succede a chi ci riesce. Ma una bevutina qua e là, dalle 18 alle 2 di notte si può fare.

Il programma di quest’anno prevede

18:00/18,30 TRIPEL KARMELIET (alc.8,0) Brouwerij Bosteels(vers.mercato belga,non di importazione)
18:30/19:00 HOMMELBIER(alc.7,5) Brouwerij Van EEcke (Belgio)
19:00/19:30 ARTIGIANALE (alc.6,2%) Birrificio BI-DU (ITALIA)
19:30/20:00 SLAAPMUTSKE TRIPEL (alc.8,1) Brouwerij Slaapmutske (Belgio)
20:00/20:30 PUNK I.P.A. (alc 5,6%) Brewery Brewdog (Scozia)
20:30/21:00 KRAUS PILSNER (alc.4,7) Brauerei – Gasthof Kraus Bamberg (Germania)
21:00/21:30 ST. PETERS GOLDEN ALE (alc.4,7%) (Inghilterra)
21:30/22:00 AUGUSTIJN (alc 7,5) Brouwerij Van Steenberge (Belgio)
22:00/22:30 GOLD (alc.5,2%) Brauerei Mittenwalder (Germania)
22:30/23:00 BRUSCA (alc.5,0%) Birrificio Birrone (Italia)
23:00/23:30 DE KONINK (vers.per il mercato belga,non di importazione alc.6) Brouwerij De Koninck
23:30/24:00 OUD ZOTTEGEMS (alc.6,5) Brouwerij Strubbe (Belgio)
24:00/24:30 DEUGNIET (alc.7,3) Brasserie Du Bocq (Belgio)
24:30/01:00 JOSEFI BOCK (birra di Pasqua alc.7,1) Brouwerei Mittenwalder (Germania)
01:00/01:30 FARO (alc 4,5)(lambic addolcito)Lindemans (Belgio)
01:30/02:00 BOON KRIEK (alc. 5,0%) Brouwerij BOON (Belgio)

L’evento sarà condito da musica da vivo e da cibo della più varia specie.

Gli anni passati è andata molto bene! (2010 , 2011)
Speriamo di dissetarci anche quest’anno.

 

La locandina

 

 

La Grande Sete ed. 2011

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Il Sollievo dopo la Grande Sete (In de Verzekiring tegen de Grote Dorst) è il nome di un magico e atipico locale belga, in un minuscolo paesello nel cuore del Pajottenland (la terra del lambic), Eizeringen, dove, rigorosamente una sola volta alla settimana, si possono degustare birre a fermentazione spontanea classiche, con alcune perle di lunga data. La Notte della Grande Sete (Nacht Van de Grote Dorst) è l’evento che organizzano appena prima dell’inizio dello Zythos, il grande festival della birra belga artigianale.
Il Dickinson Pub ha preso spunto da queste suggestioni per creare un evento originale quanto impegnativo: La Grande Sete. Lo scorso anno c’era stata la prima edizione, quest’anno, nonostante l’oste ne fosse uscito realmente provato per l’afflusso di persone, il 9 aprile si è replicato.
La formula è semplice: dalle 17.30 alle 2 di notte viene spinata spina una birra diversa ogni mezz’ora e in quella mezz’ora la birra a disposizione è quella e nessun altra. In totale sono state servite 17 diverse birre artigianali italiane, tedesche e belghe.

Maso alle prese con la sete dei suoi ospiti

L’elenco comprendeva, in ordine di apparizione: Mittenwalder Pils, IV Saison de Jandrain de Jandrenouille, Der Vogel Pils, Cuvèe de Ranke, Seta del Birrificio Rurale, Backdoor Bitter (Orso Verde), Hop Harvest 2010 (De Ranke), Statale 63 (Birrone&Dickinson), Tripel Klok (Boelens, purtroppo non servita perchè schiumava troppo per essere compatibile con i tempi della festa), Burocracy IPA (Brewfist), 4.7 (Opperbacco), Linfa (Birranova), San Lorenzo (Birrone), Vertigo (Orso Verde), Mittenwalder Gold.
A coronamento della serata va menzionata la performance dell’idolo scandianese Freddie J Night accompagnato dagli Starlights in un concerto di sicuro impatto emotivo (!).
Per sfortunate ragioni personali mi sono divuto fermare a due birre: all’ora del mio arrivo era il tempo della Seta, una blanche speziata e delicata come vuole lo stile e la Burocracy, IPA tra le migliori a mio avviso nel panorama italiano.

rob

Io invece, al contrario del mio disorganizzato collega, sono arrivato poco dopo l’apertura delle spine, quindi verso le 18, e son rimasto fino alle 21,30 circa, e ho potuto gustarmi in pieno la prima parte della festa, quella a parer mio con le birre migliori. Saltando solo la Mittenwalder Pils che ho bevuto in più occasioni (buona, a parer mio la miglior Mittenwalder dopo la Marzen, sicuramente superiore alla Gold), ho trovato in formissima la IV Saison di J.J., un po’ meno la Vogel che resta però una eccellente Pils: a differenza della giornata passata all’Arrogant Pub con el spine (anche) del Dickinson in cui la Vogel aveva scalato tutte le mie classifiche di piacevolezza, stavolta l’ho trovata un po’ sottotono, schiarita e un po’ troppo beverina. In ogni caso, per non farsi mancare nulla, mi sono fatto fare il bis.

La Cuvèe de Ranke non credo abbia un gran bisogno di presentazioni, era” perfettamente lei”. Salto la Seta del Rurale in quanto non amo troppo il genere (con Bruno Carilli poco tempo fa al Bir&Fud si discuteva appunto del genere di appartenenza della Seta) e mi lancio nelle ultime due, prima di svenire e dover per forza andare a mangiare qualcosa: la Backdoor Bitter di Orso Verde è una delle birre storicamente più apprezzate da noi di pintaperfetta, inutilissimo dire quanta soddisfazione ci sia nel berla, ogni santa volta la si trovi in giro. La Hop Harvest di De Ranke invece buona, piacevole ma non quel capolavorone che mi aspettavo, devo dire di preferire nettamente sia la loro XX Bitter sia la favolosa Guldenberg. Questa mi è sembrata un po’ una sorta di via di mezzo, un “vorrei ma…”. Da riassaggiare per poterla valutare correttamente.

Come al solito serata piacevolissima e festa interessantissima per le modalità, i tempi da chilometro lanciato e la fauna locale.

mattia

Birreggio 2009

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Birreggio 2009, giunto alla seconda edizione, si è svolto dal 2 al 5 di luglio in quel di Reggio Emilia, poco distante dallo stadio Giglio. Una sagra paesana tipicamente estiva con un contorno di appassionati di buona birra. Potrei riassumere in questa frase l’evento di quest’anno a cui ho partecipato la sera di sabato 4.

L’elenco delle birre proposte alla spina era particolarmente ghiotto, in cui si trovava una scelta di birrifici artigianali italiani e di nomi noti (per chi la sera non beve Nastro Azzurro ovviamente) di spine estere. Snocciolando i presenti, la formazione italiana la sera di sabato “schierava” le birre dell’Orso Verde (Rebelde, Vertigo, Chiara, Wabi e Backdoor Bitter quest’ultima rigorosamente spillata a pompa), quelle del Birrificio del Ducato (assaggiato la ViaEmilia) e del Birrificio Birrone. Tra gli ospiti esteri purtroppo ho mancato la serata delle Cantillon e sono arrivato agli sgoccioli dell’ultima Oerbier dell’ottimo De Dolle. In compenso come graditissima sorpresa ho trovato tre spine americane, assolutamente inaspettate e fuori programma, e nello specifico la Sierra Nevada Pale Ale, e due della Flying Dog (Snake Dog IPA e Classic Pale Ale). Il tutto all’aperto, con contorno alla serata di buona musica dal vivo caciarona (cover band Ac/Dc, Beatles, Rolling Stones e simili), tavolate mangerecce (fantastico il gnocco fritto) e tanta voglia di divertirsi.

Birreggio 2009

Fatta l’introduzione classica del “dove, cosa, quando ecc…” , lascio lo spazio a qualche considerazione personale. Innanzitutto apprezzabilissima l’idea di proporre a un pubblico non prettamente di appassionati la possibilità di assaggiare prodotti di qualità, in particolare italiani. Spesso nelle feste paesane abbonda musica, divertimento, quello che si vuole insieme ma accompagnato da pessima birra annacquata. Quindi mi trovo pienamente favorevole nello sfruttare questi eventi per promuovere prodotti di qualità ma che non debbano essere necessariamente di nicchia. Il prezzo (3 euro), sicuramente popolare e conveniente data la varietà di prodotti ha sicuramente aiutato il tutto. In aggiunta mi piace ricordare l’atmosfera molto conviviale dell’evento, con i birrai piuttosto disponibili al confronto (certo se mi avessero aperto la Oerbier…. ) con la voglia di conoscere e farsi conoscere. Qualche appunto lo dovrei fare sulla scelta dei bicchieri in plastica, anche se è comprensibile la difficoltà data la forma dell’evento nel dare bicchieri adatti per ogni birra. Altro aspetto meno scintillate è stata la “tendata salva patente”, idea grandiosa in sé ma purtroppo andata semi-deserta (probabilmente il tempaccio in arrivo non ha aiutato), lasciandomi praticamente unico coraggioso a dormire sotto le stelle. La cotta “pubblica” è stata una piacevole aggiunta, utilissima per i newbie completi in materia, e interessante trovata per gli homebrewer più scafati per condividere le proprie impressioni e esperienze sulla produzione artigianale..

Man mano che la serata andava alla sua conclusione, con un pubblico sempre più selezionato, la componente “passione” si è mostrata nei suoi lati più piacevoli. I classici “racconti di battaglia” di produzione, di viaggi, di sboronate alcoliche mi hanno ricordato come sia proprio dietro queste esperienze che sta crescendo una cultura del buon bere. Le conclusioni non possono che essere positive quindi, sperando che eventi come questo possano solo aumentare e rendere meno a macchia di leopardo la diffusione della birra di qualità.