Presentazioni EurHop!

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Category : Varie

E’ stata decisamente una settimana impegnativa, ma altrettanto divertente e stimolante. Da venerdA� 2 a ieri sera (domenica 11) si son rincorsi gli eventi itineranti legati alla presentazione della guida EurHop! (della quale abbiam parlato qui). VenerdA� scorso in pompa magna a Roma prima presso il Domus Birrae e successivamente al Ma che siete venuti a fA�, (recensione) con la presenza degli autori di maggior “peso” come Manuele Colonna, Andrea Turco, Kuaska (e in piccolo anche il sottoscritto). Il mio personale tour A? poi proseguito alla Birroteca di Greve (la nostra recensione) dove s’A? tenuta una splendida serata in compagnia di Michela e Piso, i due fantastici gestori che si son fatti in quattro (riuscendoci!) per rendere l’evento davvero speciale. Il magnifico buffet coll’indimenticabile cefalo sfumato di Orbetello, i crostini toscani e formaggi e salumi tipici e le buone Lilith (Bruton), Zona Cesarini (Toccalmatto), Odyessey, Amager IPA… slurp.

Dopo un giorno di pausa (il venerdA�), si entra nella due giorni Modenese-Reggiana. Sabato sera presenti a Birreggio (prossimamente la nostra recensione completa) per la presentazione piA? “ufficiale”, domenica alle 19 presso il Goblet di Modena (recensione) e ieri sera all’Arrogant Pub di Scandiano (RE), dove abbiam trovato le solite spine clamorose piA?A� la Three Floyds Behemoth (100-100 su ratebeer). Volevo solo sottolineare come ognuna delle tappe fatte finora (il mio tour si conclude qui, ma i ragazzi di Publigiovane continuano!) sia stata a suo modo speciale, e colgo la piccola occasione per ringraziare chi ha reso possibile la guida (che sta avendo un grande successo), chi mi ha accolto all’interno del gruppo, i favolosi (in ordine di data, eh!) Michela e Piso di Greve, Christian del Dickinson e l’organizzazione di Birreggio, Gabriele del Goblet e Alle dell’Arrogant Pub, che ci han tutti trattato da re e si son dati da fare per noi.

Infine, un ringraziamento alle persone con cui ho trascorso gli ultimi giorni, che anche se son lontane e ci son sempre troppe poche occasioni per vedersi (Alessio e Freddy) o li conosco da poco (Marco & Marco con le rispettive morose (eheheeh!!!) Germana & Claudia) si son dimostrate dei veri amici. Amici che, in fondo, son ben piA? importanti di una birra (ma di poco! :-)) e che quando si trovano A? giusto tenerseli stretti. Anche con un articolo autoreferenziale come questo. I lettori abituali mi perdoneranno, spero.

mattia

p.s. vabA? dai, grazie anche a Silvia che mi sta sopportando anche troppo 🙂

Brasserie 4:20, Roma

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Category : Locali

Proseguiamo il viaggio birraio di Roma con uno di locali piA? famosi e piA? apprezzati: la Brasserie 4:20 di Alex Liberati. Diverso, diversissimo da tutti gli altri locali romani che ho recensito o recensirA? a breve, A? aperto tre anni e mezzo e si trova in zona Portuense (mappamappa dettagliata), non lontano dal famoso mercato di Porta Portese. Tra i suoi “difetti”, sicuramente ha quello della non facile raggiungibilitA� (almeno per chi come me non conosce bene la cittA� e le linee di trasporto pubblico): la metropolitana non gli passa nemmeno vicino, quindi, in mancanza di mezzi autonomi, suggerisco di visitarlo presto o di mettere in conto una bella camminata o una bella botta da tassametro.

Brasserie 4:20, Roma

Brasserie 4:20, Roma

Ricavato all’interno di vecchi magazzini, la Brasserie 4:20 A?, al colpo d’occhio, uno dei locali piA? belli in cui mi sia mai capitato d’entrare, forse il piA? bello in assoluto: composto da un’unica enorme sala, si presenta con arredamenti scintillanti e di grande impatto visivo. Al contrario, rimane probabilmente un pA? freddo, meno intimo e accogliente di altri locali… diciamo il posto adatto piA? per portare la ragazza o un paio di amici che quello dove andare a fare della gran baracca. Al piano di sopra, invece, presente una terrazza, dove c’A? piA? possibilitA� di fare baccano, e dove troverete altre sei spine 🙂

Io ci sono stato due volte in quattro giorni, ed entrambe le volte mi son seduto a bancone, che A? ampio e dA� la possibilitA� di stare comodi (e non stretti stretti) anche nel caso si volesse mangiare qualcosa. A proposito di cibo, i piatti succulenti non mancano nel menA? e la specialitA� A? il pesce. I prezzi, d’altro canto, non aiutano troppo ad organizzare delle abbuffate.

Venendo alla scena birraia interna, bisogna dire che A? di primissimo livello: se nell’articolo sul Mastro Titta elogiavo la classicitA� dei prodotti, la sicurezza che i grandi nomi storici possono dare alla clientela, il 4:20 basa la sua “politica” sull’esatto contrario… la sorpresa. La quasi totalitA� delle persone puA? tranquillamente entrare e trovare un sacco di birre sconosciute, anche io, pur conoscendo i prodotti di Alex, son rimasto colpito da nomi, etichette e sapori che non credevo nemmeno esistessero.

Le spine sono ben 34: quando son stato io, 17 erano attaccate e 11 no (non conosco lo stato delle sei spine al piano di sopra). Si trovavano tre Mikkeller (due delle quali della linea Single Hop, cioA? fatte con un solo tipo di luppolo e spesso usate a scopo “didattico” per trovare profumi, aromi e sentori erbacei o fruttati), la meravigliosa Southern Tier Choklat (100 su ratebeer) – che A? una stout talmente cioccolatosa (passatemi il termine) che se non fosse alcolica si potrebbe tranquillamente scambiare con una tazza di Nesquik – e la sorella Southern Tier Ipa (ratebeer 97), davvero notevole. Inutile aggiungere che qui le spine cambiano a velocitA� vorticosa.

Brasserie 4:20, Roma

Brasserie 4:20, Roma

Tra le bottiglie, si trovano tutte le Revelation Cat (etichetta – di proprietA� di Liberati – che collabora principalmente con i danesi di Mikkeller e gli olandesi di De Molen), Mikkeller, tutte le Southern Tier, le Nogne O, Portbrewing, Hoppin’ Frog, Haandbryggeriet, De Molen… nomi da mozzare il fiato ma anche birre di difficile degustazione, con spesso gradazione alcolica importante o sapori intensi: A? l’altro lato della medaglia. Io ho assaggiato la Southern Tier Jah-Va che su ratebeer prende un “normalissimo” 100 e una ottima la Nogne O Dobbel Ipa (98). PerchA? metto il voto di ratebeer (pur non essendo io un gran fan di voti e premi)? PerchA? al 4:20 ogni spina ha segnalato voto e descrizione originale del famoso sito di rating.

In conclusione, posto eccezionale. Ma per mia personale convinzione, il 4:20 rimane il locale in cui chiudere la serata e non quello dell’aperitivo… in ogni caso, chapeau.

mattia

Mastro Titta, Roma

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Category : Locali

Comincio il mio giro di recensioni sui locali di Roma con quello che non conoscevo affatto e che invece A? un must assoluto, e molto differente dagli altri che recensirA? fra qualche giorno. Parlo del Mastro Titta di Roma (mappa piccolamappa grande), locale che nella capitale A? considerato uno dei primi promotori della birra artigianale sulla scena cittadina. Il locale prende il nome da Giovanni Battista Bugatti, detto appunto Mastro Titta, che tra il 1796 e il 1864 fu il boia di Roma.

Particolarmente ampio, e disposto su due livelli, la prima caratteristica che viene in mente quando si entra A? l’atmosfera: il Mastro Titta, almeno al piano terra, A? particolarmente buio e all’ingresso si rimane stupiti su come sarA� possibile vederci. Pian piano perA? gli occhi si abituano e le varie cose cominciano a prendere forma e colori: il locale A? arredato nel classico stile irlandese, in legno e presenta numerosi tavoli con divanetti.

Il locale Mastro Titta di Roma con Giorgione, il gestore

Il locale "Mastro Titta" di Roma con Giorgione, il gestore

Le spine sono di grande rispetto e a prezzi decisamente contenuti (5.00 – 5.50 a��) . Essendo a vorticosa rotazione, posso dirvi quello che c’era quando son stato io. L’impianto prevede una quindicina di spine, di cui due erano riservate alla Sierra Nevada Ipa e alla Sierra Nevada Harvest, e 4-5 alle classiche birre tedesche. Il meglio arriva quando ci si sposta sulle spine belghe: qui la scelta A? ampissima con Gouden Carolus, Rulles Estivale e Rulles Triple, St. Bernardus Abt 12, Moinette Blonde piA? altre due di altissimo livello che non ricordo. Tra queste mi son bevuto la Harvest e successivamente la Estivale, e le ho trovate in splendida forma.

Il piano interrato offre circa una cinquantina di posti a sedere, con tavoli e panche di legno, sicuramente un pA? piA? spartano e piA? illuminato del piano terra, e per questo meno fascinoso. Il simpatico gestore Giorgione – che vedete nella foto e che mi dicono essere uno dei piA? grandi bevitori conosciuti al mondo – propone anche cucina tipica romana, io ho mangiato dei rigatoni alla carbonara davvero ottimi ed abbondanti.
Sicuramente un posto da tenere in alta considerazione in quel di Roma, soprattutto se intendete bere quancosa di belga o molto classico, con i grandi nomi valloni e fiamminghi a darsi battaglia sul bancone… in fondo i classici son sempre di qualitA�, sempre buoni e non bisogna mai dimenticarli.

mattia

Guida Rapida di Cardiff

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Category : Locali, Viaggi

Non che Cardiff sia una località particolarmente turistica, anzi, ma se mai foste di passaggio, o in città per questioni prettamente rugbystiche (come me), ecco un breve decalogo dei pochi luoghi da visitare e dei tanti luoghi da ignorare.
Comincio col dire che non c’è nulla che mi abbia entusiasmato: molti, moltissimi pub sono in realtà delle catene, e la stragrande maggioranza è di proprietà della Brains, che ha la sede proprio nella capitale gallese, e la fa ovviamente da padrone.

Di pub in linea di massima ne salvo tre, uno sulla via principale e due vicinissimi al centro. Poi ne vengono due in linea di massima decenti, e concludono la serie migliaia di posti che non meritano visita alcuna.

Il trio delle (piccolissime) meraviglie
The Goat Major, High St. praticamente di fronte al ponte levatoio del castello è la miglior proposta in città. Non enorme, ha una qualità eccezionale, che è il “numero chiuso”: non ci sarà mai affollamento all’interno perchè il buttafuori all’ingresso farà entrare le persone in maniera proporzionata a quante ne usciranno. Cinque-sei birre commerciali trovabili ovunque e 10 birre a pompa, di cui tre Real Ales e le restanti sette della Brains (ecco, mi chiedo come sia possibile sentire la differenza tra sette Ale di stile inglese di una sola marca). Il Goat Major è un pub storico di Cardiff ed è situato in una delle pochissime case ancora a tralicci.

Il The Cayo, Cathedral Rd, è segnalato dal 2006 ad oggi sulla Good Beer Guide versione UK. Rispetto al Goat Major è appena fuori dal centro, ma raggiungibile a piedi in 5 minuti dal Millennium Stadium. Abbastanza spazioso, anche se diviso in svariate sale che lo rendono un pò “labirintico” e con un bel giardino estivo fronte-strada, presenta le solite commerciali e 6 Real Ales a pompa. Io ero di particolare fretta e ho notato (e bevuto) con piacere una Wychwood Paddy’s Tout, bella corposa e cioccolatosa. Simpatica anche l’iniziativa con cui è il cliente a scegliere, attraverso un questionario, quali saranno le birre ospiti in futuro.

Y Mochyn Du, che in gallese significa Il Maiale Nero (non chiedetemi quale sia la parola che identifica “maiale”), si trova a 50 metri dal The Cayo, all’interno del parco di Sophia Garden. La casetta in cui è ospitato appare cone un mix tra la casa degli gnomi a Gardaland e una vecchia stazione-casa cantoniera completamente ristrutturata. L’interno è enorme, il bancone a pianta quadrata prende la parte centrale e tutto intorno alle vetrate ci sono i tavoli (presente anche un ampio giardino). Anche qui, oltre alle commerciali che sono presenti in grande quantità (almeno una dozzina, compresa la Moretti!) ci son tre Real Ales a pompa. Provate tutte e tre e se non ricordo il nome, (nè ho avuto la voglia di scriverlo) vuol dire che non erano niente di particolare.

A questo punto, vi starete chiedendo… “orca ma se questo era il meglio, adesso che si scende a livelli infimi che ci aspetta?”
Domanda legittima, e risposta scontata: “il nulla”.

L’incognita
Ne segnalo due, di locali, così, velocemente, che a prima vista mi avevano semi-ispirato ma in cui non son riuscito ad entrare: il Cardiff Cottage, 25 St. Mary st., uno dei pub più antichi della città, segnalato sulla Good Beer Guide 2009, che però fa parte della catena Brains. Di fronte al castello, c’è invece la Rummers Tavern, Duke St., ospitata in un inconfondibile palazzo a tralicci. Questi due sono forse i soli locali che potrei consigliarvi di provare nel caso gli altri tre fossero pieni, chiusi o sprofondati.

I maxischermi
Prima di visitare Cardiff, nessuna città o locale inglese, diciamo britannico in questo caso, mi aveva mai lanciato il messaggio “meglio avere 50 televisori ultrapiatti e un dolby sproporzionato piuttosto che della buona birra”: nella capitale gallese invece succede il contrario. Sono tanti, tantissimi i pub che pubblicizzano gli ingressi con mega-cartelloni dove si sfidano a suon di pixel, HD e canali satellitari invece che malti e luppoli. Il mio consiglio è di stare alla larga da tutti questi locali, da catene tipo O’Neill eccetera.

E, per carità, non andata a mangiare da Wok to Walk alle 3 e mezza del mattino. Fatelo per il vostro bene.
Al contrario, High St. e St. Mary St. dopo le 23 sono una fucina di fenomeni da baraccone: armatevi di telecamera e farete serata.

La Grande Sete – Dickinson Pub

Category : Notizie in breve, Varie

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la locandina della��evento che si terrA� Sabato 3 Aprile 2010 presso il Dickinson Pub di Scandiano (RE). La manifestazione, con inizio alle 17.30, ha tutta la��idea di essere particolarmente interessante e soprattutto nuova (almeno per questi luoghi): ci saranno una quindicina abbondante di birre alla spina (al Dickinson son conosciuti per andare direttamente in Belgio e Germania a prendere i fusti e bypassare cosA� gli importatori vari), e la cosa divertente A? che ognuna sarA� servita solo per mezza��ora! Ogni 30 minuti infatti si procede al cambio della birra e via, sotto con un altro bicchiere e un altro sapore!

Allego qui la preview della locandina, con orari e birre servite (ca��A? giA� la a�?scalettaa�?). Se ci cliccate sopra vi si aprirA� in formato decisamente piA? leggibile. La��occasione pare buona, non lasciatevela scappare e se passate di lA� e volete fare due chiacchiere, mi troverete di sicuro!

mattia

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La Grande Sete c/o Dickinson Pub

Category : Eventi

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la locandina dell’evento che si terrà Sabato 3 Aprile 2010 presso il Dickinson Pub di Scandiano (RE). La manifestazione, con inizio alle 17.30, ha tutta l’idea di essere particolarmente interessante e soprattutto nuova (almeno per questi luoghi): ci saranno una quindicina abbondante di birre alla spina (al Dickinson son conosciuti per andare direttamente in Belgio e Germania a prendere i fusti e bypassare così gli importatori vari), e la cosa divertente è che ognuna sarà servita solo per mezz’ora! Ogni 30 minuti infatti si procede al cambio della birra e via, sotto con un altro bicchiere e un altro sapore!

Allego qui la preview della locandina, con orari e birre servite (c’è già la “scaletta”). Se ci cliccate sopra vi si aprirà in formato decisamente più leggibile. L’occasione pare buona, non lasciatevela scappare e se passate di lì e volete fare due chiacchiere, mi troverete di sicuro!

mattia

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Abbazia di Sherwood – Caprino Bergamasco (BG)

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Category : Birra, Locali

L’Abbazia di Sherwood di Caprino Bergamasco (poco oltre Pontida per chi arriva da Bergamo, pochi chilometri oltre il ponte di Brivio per chi arriva dalla Brianza) A? una delle birrerie di qualitA� storiche della Lombardia.

Sono infatti ormai diversi anni che Michele Galati e la sua famiglia gestiscono questo pub-pizzeria che ha sempre potuto vantare una selezione di birre in bottiglia tra le piA? numerose e interessanti d’Italia, facendolo diventare un ritrovo abituale di appassionati e non. L’ambiente A? accogliente e tranquillo, il personale sempre indaffarato tra una pizza (indubbiamente buona) e un consiglio competente e appassionato.

La selezione di birre alla spina prevede una pils di tutto rispetto e due birre che hanno fatto la storia (commerciale e non) del loro genere: Guinness (stout) e Hoegaarden (bianca belga), piA? un paio di altre belghe interessanti. Ad esse si aggiungono con una certa regolaritA� e buona rotazione birre artigianali italiane (Montegioco su tutte, ma anche Maltus Faber) e vere e proprie chicche come come Brewdog (nel corso degli ultimi mesi sono passate quasi tutte dalle spine dell’Abbazia), Mikkeller, Sierra Nevada, Anchor e tante altre ancora. Purtroppo A? capitato di tanto in tanto cheA� i fusti delle linee di spina piA? particolareA� non siano in condizioni ottimali, anche se problemi veri li abbiamo riscontrati raramente. Sul sito dell’Abbazia di Sherwood potete verificare quotidianamente la lista delle spine “in tempo reale”.

Tra le bottiglie domina il Belgio, vuoi per ragioni storiche vuoi per lo storico successo delle birre “artigianali” belghe in Italia, successo che ha ispirato tanti mastri birrai italiani e che ha contribuito a diffondere cultura birraria e abitudine a stili di birra diversi dalle classiche lager e pils industriali di casa nostra. All’Abbazia, oltre alle classiche trappiste e di abbazia, si trova una prestigiosa selezione di birre a fermentazione spontanea con nomi quali Cantillon o Girardin, o anche l’assortimento quasi completo della De Dolle (compresa la prestigiosa Oerbier Reserva) e numerosissime raritA� sapientemente custodite nella cantina di Michele Galati. Una liste di bottiglie che A? sempre stata in lenta ma costante espansione, e che ha saputo allargarsi ai paesi emergenti della scena birraria artigianale: bretoni, canadesi, scandinave (Mikkeller, NA?gne A?), olandesi (De Molen), e soprattutto americane (Flying Dog, Left Hand, Great Divide, Sierra Nevada), in uno sguazzare di imperial stout, india pale ale e barley wine adatti a ogni palato e occasione.

Oltre a tutto questo, un impegno costante sul fronte dell’approfondimento della conoscenza della birra, dalle degustazioni (Kuaska e Schigi sono di casa, ormai) ai corsi spesso in collaborazione con l’associazioneA� Compagnia del Luppolo, meritorio e attivo gruppo di appassionati con base nella bergamasca.

L’Abbazia di Sherwood si trova in via Cava di Sopra, 20 a Caprino Bergamasco (BG, ovviamente). Anche se l’indirizzo lascia presagire chissA� quali complicate ricerche, si trova in realtA� proprio sulla statale 342 Briantea che collega Como a Bergamo, ed A? abbastanza facile da trovare. Il parcheggio di fronte al locale puA? essere un po’ pieno, specie nelle sere del weekend, ma la ricerca di un posto dietro l’angolo (si trova tra la statale e una zona residenziale) non A? troppo complicata. Nel weekend puA? capitare di aspettare che si liberi un tavolo per sedersi, ma di solito non passa troppo tempo.

Alessio

Un’altra opinione:

Sono stato all’Abbazia solo una volta, nel periodo natalizio; devo ammettere che le spine, sebbene di buon livello, non mi hanno colpito, e non c’era nulla che mi abbia fatto gridare “al miracolo”. Ma la selezione di bottiglie, quella si era impressionante: sia per le belga piA? ricercate, che – soprattutto – per la buona scelta di americane. Trovo infatti che trascurare le produzioni USA sia un grosso difetto della maggior parte dei pub italiani (e in generale dell’Europa continentale), perchA� c’A? roba buonissima, che si conserva senza troppi problemi, e con un prezzo all’origine molto, molto basso. All’Abbazia ho visto decisamente delle buone cose – non al prezzo a cui le trovo oltreoceano, ma questo A? comprensibile. Bene anche per le birre scandinave. Guardare quei frigoriferi era veramente un piacere, e chissA� quante me ne sono perse in cantina.

Giacomo

I prossimi eventi (Gennaio-Febbraio)

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Category : Fiere, Rassegne

Ecco gli appuntamenti importanti delle prossime settimane.

Birre della Merla (29-30 Gennaio 2010)
Presso la Locanda del Grue (o meglio all’esterno della locanda, al freddo e al gelo), si terrA� l’insolita festa della birra sessione invernale, nei giorni piA? freddi dell’anno (quelli appunto della Merla, per chi non lo sapesse).

Questa la selezionata lista dei birrifici presenti: Montegioco (Dracoe Demon Hunter); Bi-Du (XTrem, Confine e ArtigianALE); Orso Verde (Wabi e Rebelde); Toccalmatto (Russian Imperial Stout e altre a sorpresa); Almond ’22 (Nuova fredric, Maxima e Torbata); La Buttiga (Polka e Sophia); Troll (Stella di Natale e Porter Mejo); Pasturana (Filo doppio e Filo forte e…); Revelation Cat e Torrechiara (Panil).

Ovviamente al tutto si aggiungerA� menA? adeguato al clima (polenta, salamelle, etc.)
Per informazioni piA? dettagliate, consigliamo di guardare anche la loro pagina su Facebook.
Contatto e-mail: birredellamerla@gmail.com

Birra Nostra, Padova (6-10 Febbraio 2010)
Passa da Rovigo a Padova (zona Padovafiere) l’esposizione di birre artigianali di Birra Nostra. Il programma dei partecipanti sulla carta A? molto ricco, con il colosso Interbrau in prima fila ma anche con la presenza di numerosi produttori artigianali italiani (Birrificio del Ducato, Birrificio Italiano, Bruton, White Dog e molti altri consultabili nel sito ufficiale ). L’esposizione si svolgerA� tra il 6 e il 10 febbraio, dalle 19:30 alle 24:00 (dalle 10:00 alle 18:00 per gli operatori e i partecipanti ai laboratori), con la possibilitA� di accedere a laboratori di degustazione guidata dall’ottimo Kuaska.
Per maggiori informazioni vi lascio al sito ufficiale, e al futuro report di Pintaperfetta, che ovviamente in queste occasioni non puA? assolutamente mancare.. 🙂

Pianeta Birra, Rimini (21-24 Febbraio 2010)
Come ogni anno, a Rimini si terrA� l’esposizione internazionale di Pianeta Birra (& Co.), appuntamento dell’anno italico e tra i maggiori eventi europei data la mole e la varietA� di espositori presenti. L’evento A? dedicato agli addetti del settore (grossisti, distributori, importatori e gestori di locali), alla stampa e alle associazioni di categoria. Alle giornate partecipano Unionbirrai e Mo.Bi., con interessanti seminari.

Il prezzo del biglietto d’ingresso A? di a��38 per chi avrA� un biglietto invito fornito dalle aziende espositrici o un biglietto ridotto (costo a�� 3); mentre l’abbonamento per le 4 giornate A? di a��80.

E’ da ricordare che l’esposizione A? aperta esclusivamente agli addetti, quindi spopoleranno come ogni anno tentativi di struscio, raccomandazioni di amici e tecniche ninja di infiltrazione. Noi consigliamo di affidarsi alle associazioni di categoria, ad esempio gli associati Mo.Bi. avranno la possibilitA� di accedere alla fiera a prezzo ridotto.

Ultimo appunto per chi riuscirA� ad andare: evitare sacche capienti, vestiario “da fattone” e ubriacature piA? o meno moleste. L’organizzazione dell’evento A? infatti abbastanza rigida a proposito e non esiterebbero a burrarvi (spalmarvi su una fetta di pane) e buttarvi fuori gentilmente.

Antonella e Mattia