Torna la Grande Sete!

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Category : Eventi

Come ogni anno quando la primavera fa capolino torna una sete … ma una sete… Anche quest’anno, sabato 14 aprile, al Dickinson Pub a Scandiano (RE) il simpatico publican Maso organizza “La Grande Sete”.
Il nome deriva da una omonima manifestazione fiamminga (ma ovviamente dal nome fiammingo) che si tiene in zona Zythos e lo schema è collaudato. Si serve solo una birra per trenta minuti e poi si passa alla successiva.
Non provate a berle tutte…ho visto cosa succede a chi ci riesce. Ma una bevutina qua e là, dalle 18 alle 2 di notte si può fare.

Il programma di quest’anno prevede

18:00/18,30 TRIPEL KARMELIET (alc.8,0) Brouwerij Bosteels(vers.mercato belga,non di importazione)
18:30/19:00 HOMMELBIER(alc.7,5) Brouwerij Van EEcke (Belgio)
19:00/19:30 ARTIGIANALE (alc.6,2%) Birrificio BI-DU (ITALIA)
19:30/20:00 SLAAPMUTSKE TRIPEL (alc.8,1) Brouwerij Slaapmutske (Belgio)
20:00/20:30 PUNK I.P.A. (alc 5,6%) Brewery Brewdog (Scozia)
20:30/21:00 KRAUS PILSNER (alc.4,7) Brauerei – Gasthof Kraus Bamberg (Germania)
21:00/21:30 ST. PETERS GOLDEN ALE (alc.4,7%) (Inghilterra)
21:30/22:00 AUGUSTIJN (alc 7,5) Brouwerij Van Steenberge (Belgio)
22:00/22:30 GOLD (alc.5,2%) Brauerei Mittenwalder (Germania)
22:30/23:00 BRUSCA (alc.5,0%) Birrificio Birrone (Italia)
23:00/23:30 DE KONINK (vers.per il mercato belga,non di importazione alc.6) Brouwerij De Koninck
23:30/24:00 OUD ZOTTEGEMS (alc.6,5) Brouwerij Strubbe (Belgio)
24:00/24:30 DEUGNIET (alc.7,3) Brasserie Du Bocq (Belgio)
24:30/01:00 JOSEFI BOCK (birra di Pasqua alc.7,1) Brouwerei Mittenwalder (Germania)
01:00/01:30 FARO (alc 4,5)(lambic addolcito)Lindemans (Belgio)
01:30/02:00 BOON KRIEK (alc. 5,0%) Brouwerij BOON (Belgio)

L’evento sarà condito da musica da vivo e da cibo della più varia specie.

Gli anni passati è andata molto bene! (2010 , 2011)
Speriamo di dissetarci anche quest’anno.

 

La locandina

 

 

Marcos lascia Bad Attitude

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Category : Notizie in breve

Chi frequenta i blog birrari o ha controllato facebook probabilmente già lo sa: Lorenzo “Marcos” Bottoni non lavora più per la Bad Attitude, birrificio ticinese di fatto più presente sul mercato italiano che su quello svizzero.

Ho conosciuto Marcos durante una registrazione di BQ TV un annetto e mezzo fa. Fu una puntata scoppiettante e che non mancò di sollevare polemiche. Ora il rapporto tra il birrificio e Marcos sembra arrivato al capolinea, con un messaggio di addio che non lascia molti dubbi sulle cause che hanno portato alla fine dello stesso. Ci mancherà, il Marcos che abbiamo conosciuto in questi mesi. Idee rivoluzionarie, progetti come la Bomb e piccole gioie per noi blogger come la tasting room.

Un fulmine a ciel sereno, specie pensando che domenica a Milano lui era lì e parlava di birra e di progetti futuri, a partire dalla collaboration con Nøgne Ø che aveva accennato presentandoci l’omone norvegese che da qualche ora si aggirava per gli stand. Collaborazione che, se confermata, ora assumerà un significato del tutto nuovo.

Chissà che ne è di quella birra, chissà se ritroveremo a breve Marcos nel mondo birrario.

Intanto, un post che vuole essere un saluto e un arrivederci da parte di Pintaperfetta.

p.s. la foto è proprietà di Fermento Birra

Torna l’Italia Beer Festival a Milano!

Category : Festival

Marzo, torna la bella stagione, torna uno dei festival più amati e più affollati del panorama italiano. Stiamo parlando ovviamente dell’Italia Beer Festival di Milano, organizzato come ogni anno dall’Associazione Degustatori Birra (ADB).

Il festival si terrà da venerdì 9 a domenica 11 marzo 2012 presso lo SPAZIO ANTOLOGICO (East End Studios) in Via Mecenate 84/10, molto facilmente raggiungibile in macchina da fuori città (uscite C.A.M.M. o via Mecenate della tangenziale Est) oppure con i mezzi di superficie dell’ATM.

Questi gli orari di apertura dell’Italia Beer Festival 2012 di Milano:

Venerdì 9: 17:00-02:00
Sabato 10: 12:00-02:00
Domenica 11: 12:00-00:00

Parteciperanno ben 28 (!) birrifici, tra nomi storici (Bi-Du, Orso Verde, Doppio Malto), quasi storici (Croce di Malto, San Paolo, Toccalmatto) ed emergenti (Brewfist, Elav, Extraomnes). Abbastanza nutrita la presenza di birrifici da fuori regione: circa un terzo, provenienti per lo più dalle regioni limitrofe, ma anche dal Friuli (Foglie d’Erba), dal Veneto (Acelum e Birrone) e dal Lazio (Birradamare).

Come ogni anno, non mancheranno laboratori, musica e altro ancora. Per tutte le informazioni (elenco espositori, trasporti pubblici e altro ancora) potete visitare il sito ufficiale della manifestazione.

Noi ci saremo, ovviamente.

Birra Nostra 2012

Category : Birra, Eventi, Festival, Fiere

Ecco in arrivo le nuove dall’ultima edizione di Birra Nostra, tenutasi dal 4 all’8 Febbraio scorsi a Padova, all’interno di Tecno&Food. La mia giornata di visita è stata “obbligatoriamente” il lunedì, siccome vi dovevo tenere un paio di laboratori.

Malgrado le inspiegabili soppressioni di treni da parte della nostra compagnia di bandiera, sono arrivato sano e salvo in fiera nel pomeriggio del 6 Febbraio. Come lo scorso anno l’ingresso era gratuito, con possibilità di acquistare bicchiere di vetro (per chi non si accontentasse di quelli di plastica a gratis) e gettoni da 30 cl. (3€). Interessante scelta: le degustazioni nel bicchierino piccolo erano esplicitamente gratuite, permettendo così agli avventori di scegliere con accuratezza cosa bere ed evitare di “lavandinare” i propri denari. Per quel che riguarda gli eventi, si sono susseguiti laboratori tenuti da Agostino Arioli (Birrificio Italiano), me medesimo, Fabiano Toffoli (32 Via dei Birrai) e il consueto torneo di cultura birraria.

Dovendo scegliere le birre da degustare durante i laboratori mi sono messo subito a lavoro per provarne il più possibile. Quindi con spirito di ferro ho cominciato dal primo espositore procedendo poi a casaccio per non s/favorire alcuno negli assaggi. Come avvenuto negli ultimi anni, vi era una grande presenza di aziende venete, con rare eccezioni. Per il sottoscritto è stata un’ottima possibilità per testare prodotti di una regione che conta numerosi birrifici ma che fa molta fatica ad uscire dall’ambito prettamente locale. Speculazioni su questo argomento le rimanderei ad un’altra occasione…

Primo birrificio degno di menzione è sicuramente il neonato Umami, di Olgiate Comasco. Su tre prodotti ciò che più mi ha colpito è una bassa fermentazione ambrata (Desmo 5,5%): a metà strada tra una Märzen e una Bock, presenta profumi molto delicati e una sottile nota di amaretto che la caratterizza.

Altro interessante prodotto, oltre che idea imprenditoriale, riguarda Marcello Colombari di Birra Frara. Ha sede a Ferrara (come dice il nome stesso, per chi avesse confidenza con l’Emilia Romagna) ma il birraio produce al Beerbante. Questi, quando non impegnato nella produzione, si muove col suo furgone per la città scegliendo sempre posti diversi e updatando la clientela su Facebook riguardo i suoi spostamenti. Devo ammettere che l’idea mi è apparsa alquanto interessante. Degna di nota è sicuramente la sua Boia, una export stout. Questo stile, un po’ come le più diffuse oatmeal e imperial stout, è decisamente accessibile ad un pubblico non ancora alfabetizzato, ma che riscuote non poco successo anche tra gli appassionati.

Altre birre accattivanti le ho bevute davanti alle spine del Brùton, a mio parere ottimo esponente toscano della realtà italiana. La Lilith è una degnissima rappresentante delle APA, la Bianca è invece adatta per chi andasse in cerca di sperimentazioni. Alla ricetta base di una blanche viene aggiunto un buon 10% di farro della Garfagnana; ne risulta una piacevole e rinfrescante birra di frumento ben tendente all’acido. Ottima anche la loro Dieci (barley wine).

Al centro del capannone troneggiavano le numerose spine di Ferro Distribuzione, dalle quali si poteva mescere un buon bicchiere del Birrificio Italiano,  diverse trappiste, belghe in generale, qualche tedesca e qualche ceca. Ammetto che non mi sono soffermato molto in quanto preferisco di solito fare due chiacchere col birraio; inoltre avevo fin troppo da bere tra le italiane per potermi permettere di sbevazzare birre ottime, ma già conosciute.

Giunti a questo punto vi chiederete dove sono finiti i birrifici veneti…per quelli rimando al mio articolo del Maggio scorso, in cui ho speso qualche parola sugli interessanti M’anis e San Gabriel, presenti anche quest’anno.

Alla prossima edizione!

Jacopo

Londra: Pub Crawl tra il Borough Market e il Covent Garden

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Category : Birra, Locali, Pub Crawl, Viaggi

Un saluto vivissimo dall’Inghilterra, dove mi sono da poco trasferito per immergermi nella ricerca accademica. Non per questo ho pensato di abbandonare i lettori di PP, anzi, ecco che vi propongo il primo Pub Crawl fatto in compagnia della mia sezione del CAMRA, ovvero il Southern Hampshire (Southampton, Hampshire). Da dove si poteva iniziare se non dalla capitale? Londra può risultare molto dispersiva, e proprio per questo è necessario stabilire quale zona si vuole battere, quindi un percorso ben preciso. Differentemente da altre cittadine inglesi ben fornite ma più piccole, qui non si può certamente pensare di “perdersi tra i vicoli”…

La guida che vi propongo oggi riguarda quindi l’area circostante la stazione di Waterloo, facilmente raggiungibile in treno dai dintorni di Londra, senza l’obbligo di dover utilizzare i costosissimi mezzi pubblici cittadini. Nove pubs in tutto, che potrete facilmente trovare come sempre utilizzando la mia mappa googlizzata.

Incamminiamoci di buona lena che la giornata sarà lunga. Usciti dalla stazione il primo pub che incontriamo è il King’s Arms, in Roupell St. Staff giovane ma interni gustosamente datati, con isola-bar centrale e pompe su entrambi i lati del locale. Tavolini generalmente piccoli e tondi. Nella stagione fredda troverete facilmente mull cider, cioè sidro scaldato con spezie e zucchero.

Proseguendo per Union St verso il Borough Market si incontra il Charles Dickens, forse un po’ meno accogliente del precedente ha dalla sua l’ampiezza degli spazi, ergo i tavoli sono più capienti e quindi adatti ad ospitare gruppi numerosi. Indipendentemente dalla corposità della vostra compagine consiglio di seguire l’opzione LocAle e provare uno dei prodotti della londinese By The Horns: sebbene il birrifico abbia solo pochi anni di vita, la Red vi darà un’idea di cosa sia una vera bitter inglese, dura e pura. Possibilità di mangiare a prezzi ragionevoli.

Nei pressi della fermata Borough della metro troverete The Royal Oak, altro pub con buona cucina, isola-bar tradizionalmente centrale che divide il locale in due parti. Generalmente offrono le birre prodotte dal birrificio Harveys Sussexs. Tutti ottimi prodotti tra cui, oltre le solite bitter e pale ales, troverete anche una mild e una interessantissima old ale.

Risaliamo verso il London Bridge per approdare finalmente ad una delle zone più incantevoli e caratteristiche della città (a mio parere, ovviamente): il Borough Market. Dispendioso e fighetto come pochi altri, gode pero del tipico respiro cosmopolita londinese, che fortunatamente si rispecchia anche nell’offerta delle birre. Nei due sempre stipati pubs della zona troverete infatti alla spina o a pompa, oltre alla normale offerta locale, anche prodotti internazionali quali l’americana Sierra Nevada o la tedesca Schlenkerla (soprattutto la seconda ha un tocco d’esotico, per Loro) e altre. Il Market Porter, accerchiato da una splendida cornice floreale, è costantemente pieno di gente e ordinare una birra potrebbe diventare un’impresa. Poco importa. Appena più avanti, girato l’angolo sulla destra, nei pressi del trendy Vinopolis (solo il nome è un programma…) troveremo il Rake. Sito giusto dietro il mercato, ospita un’ottima selezione di bottiglie (cosa davvero rara da queste parti!) e non si fa mancare neanche le sopracitate spine internazionali. In entrambi i casi la coda è assicurata, ma la qualità non viene mai meno. Inoltre se il tempo lo permette, si può tranquillamente sostare per strada, davanti o dietro al pub, senza noie. Nel caso del Rake vi ritroverete a bere una pinta in mezzo alle bancarelle dei formaggi, con il cavalcavia della ferrovia che vi passa sopra la testa e la Southwark Cathedral come sfondo.

Superata la metà del percorso, la prossima tappa è situata a nord del Tamigi. Per oltrepassarlo non fatevi mancare una passeggiata sul Millenium Bridge, ponte pedonale dal quale si gode di uno splendido paesaggio sulla città. Prendendo sulla sinistra Queen Victoria St raggiungerete il Blackfriar, in prossimità della London Blackfriars Rail Station. Il pub è un capolavoro dell’Art Nouveau. Costruito nel 1905 su vecchi possedimenti dominicani, ha mantenuto la vocazione del luogo presentando sulle pareti innumerevoli raffigurazioni di fraticelli in ogni posa. Può essere una buoa idea optare per una saporitissima cornish bitter, la King di Keltek. Tra tutti i citati, direi che senza dubbio alcuno meriti la medaglia del più elegante.

Ci dirigiamo ora verso un’altra delle zone più coinvolgenti della metropoli, l’incantevole Covent Garden. Consiglio vivamente di arrivare in zona col buio, perché le luci dei teatri alla sera sono qualcosa di eccezionale e vi rapiranno lo sguardo mentre cercate di convincervi di avere ancora sete, prima di giungere al Cross Keys, in Endell St. Qui le birre da provare sono davvero tante, perché il pub tiene i prodotti di Brodie’s, un ottimo birrificio della Nuova scena londinese (se mi permettete i termini). Sarà il paradiso per gli amanti del luppolo, lo posso assicurare. Infatti spesso potrete trovare alla pompa le loro single hops (luppoli americani, australiani, neo zelandesi e compagnia bella). Anche chi cerca qualcosa più di nicchia non sarà scontentato. Da buon amante del diverso, personalmente mi son fiondato su d’una belgian saison tanto stagionale da non aver meritato neanche la clip sulla pompa. Vi ho potuto solo leggere scritto a penna “Brodie’s Saison 4%”: poco alcool per lo stile, ma direi che il gusto c’era tutto, e mi reputo soddisfatto della scelta. Non voglio assolutamente fare una crociata sul grado alcolico: d’altro canto, anche le Italian English Bitter sono molto più strong delle originali (a dire il vero delle originali hanno poco e nulla, con rare eccezioni)…pensando ad una British Belgian Saison potrebbe aprirsi un dibattito molto simile a quello riguardante le Black IPA…!!! Che ne pensate?

La strada e lunga e sarà meglio scannarci sui dettagli strada facendo. Circumnavighiamo il Covent Garden scendendo per Upper Saint Martin’s Lane ed eccoci piombati nell’Harp. Una tappa che non può assolutamente e categoricamente mancare nel nostro itinerario, in quanto il locale in questione è stato premiato in occasione dell’ultima [2011] edizione dell’ambito premio CAMRA Pub of the Year. A giudicare dal casino che lo circonda…la gente deve essersene accorta! Per quanto lo spazio non sia tantissimo, dietro al bancone lavora freneticamente senza sosta un nutrito gruppo di barmen. La sala di sopra (l’immagine non rende un granché, lo ammetto) regala qualche momento di relativa calma, con la possibilità di sedersi in poltrona o di rimirare accattivanti quadri alle pareti, e fuori dalla finestra le luci del Covent Garden.

Per trascinarci verso la ferrovia percorriamo nuovamente un ponte pedonale, questa volta però quello che parte da Embankement e ci rituffa in Waterloo. Se siete così arditi da voler visitare anche l’ultima tappa, The Hole in the Wall, Mepham St, sicuramente prima di bere dovrete pensare a sfrattare il proverbiale ragno. Non mi credete? Pensate al ragno come a liquido in eccesso e i conti vi torneranno a quadrare immediatamente! Detto ciò, anche qui il movimento non manca, e si ha l’impressione che sia più legato allo sport che ad altro. Nella prima sala magliette di calcio e rugby troneggiano alle pareti, mentre nella seconda, la più ampia, si riuniscono i tifosi davanti al megaschermo. Concedetevi una Dorking Brew, la Number One vi lascerà un bel ricordo e anche, si spera, un piacevole senso di…sazietà.

Quando ne avete abbastanza potete finalmente strisciare (alla fine è questo il senso del pub crawl…) fino alla stazione e ritornarvene da dove siete venuti.

Alla prossima trascinata.

Jacopo

Bologna: collezione autunno-inverno

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Category : Locali, Viaggi

Per gli amanti di birra bolognesi questi ultimi mesi sono stati particolarmente significativi. Lo dico con non poco orgoglio perché, lo ammetto, credevo che una Bologna birraria non sarebbe mai esistita e che, malgrado la generale vitalità cittadina, sarebbe rimasta per sempre all’ombra di province minori, ma birrariamente assai più evolute.

Chiariamoci: la situazione non è ancora cambiata, è solo migliorata!

Gli ultimi eventi rappresentano infatti solo i primi vagiti di un pupo che sta tentando di lasciare il grembo materno per cominciare a giocare con gli amici più grandi. Questa città è stata finora talmente rappresentativa del suo ruolo di confine tra Emilia e Romagna da rispecchiare tale “ambiguità” anche nell’offerta birraria. Partendo dal centro e uscendo dalla città verso Est…il nulla assoluto (con rare eccezioni), verso Ovest…il tutto relativo. Cioè: quattro birrifici e una buona quantità di locali interessanti dispersi in mezzo alla Bassa.

Vado ora a spiegare il motivo di tanto entusiasmo, partendo da quest’estate.

Un mese di IBF all’interno della Festa dell’Unità infatti (25 agosto-19 settembre), è stata una dura prova, a cui la città reputo abbia risposto tutto sommato bene, tenendo conto della carente attività di promozione dell’evento e di altri problemi non trascurabili (avere di fianco a noi la balera non ci ha agevolati!). Appena una settimana dopo, BrewLab ha organizzato l’anagrammatico FBI, una tre giorni che ha ottenuto un’ottima risposta di pubblico, soprattutto del più giovane, dimostrando così che gli studenti non sono una fetta di pubblico da ignorare.

Ma non solo di eventi si parla. Procedendo in ordine cronologico citerei l’apertura del nuovo birrificio Birra del Reno, sull’Appennino bolognese. Amici fidati mi hanno parlato piuttosto bene delle sue birre, soprattutto della loro Bianca, che ahimé non ho potuto provare personalmente.

Veniamo ora al nuovo progetto di Roberto Poppi di Vecchia Orsa e dell’ex presidente di BrewLab Gianfranco Sansolino. Prendendo in gestione un locale già esistente, poche centinaia di metri fuori porta, lo hanno trasformato in un pub totalmente votato all’artigianale, riempiendo così l’enorme vuoto che affliggeva il Capoluogo (in particolare se parliamo di spine). Il loro Harvest Pub è piccolo ma piuttosto accogliente, ed è gestito con passione. Le birre offerte alla spina e a pompa hanno prezzi ragionevoli e variano costantemente. Come fissa viene proposta l’interessante Bender, brassata appositamente dalla Vecchia Orsa per il locale, afferente allo stile American Wheat Ale. è rinfrescante e ben luppolata, ottima come birra estiva, buona rappresentante dello stile in Italia (sicuramente l’unica). Aggiornamenti costanti sulla pagina facebook.

Infine, fresca di pochi giorni, è l’apertura del beer shop Astral Beers di Roberto Astolfi. Pochi metri al di là del famoso Meloncello, è stato inaugurato lo scorso sabato 15 ottobre. Il negozio è ben organizzato, con le birre ordinate per provenienza su eleganti scaffali, a muro ed in mezzo alla sala. L’offerta già dal primo giorno è piuttosto ampia ma promette di crescere col tempo. Il simpatico e competente titolare, inoltre, intende utilizzare gli spazi del negozio per organizzare eventi legati al mondo dell’arte, così da creare un’offerta il più possibile variegata.

Mi sembrano ottimi propositi per il futuro, segno che il movimento in Italia sta continuando a crescere, soprattutto in qualità, riuscendo a espugnare anche le città più restie. Bologna era una di queste, ma forse -speriamo- la strada è ormai spianata.

Buona fortuna a tutti.

Jacopo

Programma BeVeg – presso Arci Girone a Fiesole (FI)

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Category : Eventi, Festival

Qualche riga per segnalare un evento a cui collaboro personalmente. E’ una manifestazione dedicata alla birra artigianale e alla cucina vegetariana, forse la prima nel suo genere a combinare due universi un po’ distanti. Io mi sono occupato, come potrete immaginare, della gestione birraria.

E’ articolata su due weekend, vale a dire quello del 14-15-16 ottobre 2011 e quello immediatamente successivo (21-22-23 ottobre 2011). Per ogni weekend abbiamo scelto tre birrifici che venissero a presentare e servire le proprie produzioni. Una piccola ma significativa rappresentanza di birrifici di cui abbiamo che i frequentatori del nostro sito conoscono bene, avendone parlato in occasione di festival, fiere ed eventi.

I birrifici saranno così distribuiti:

14-15-16 ottobre 2011:

Birrificio Emiliano – Anzola nell’Emilia (BO)

Birrificio Endorama – Grassobbio (BG)

Birrificio Mosto Dolce– Prato (PO)

21-22-23 ottobre 2011:

Birrificio Bad Attitude – Stabio (Canton Ticino, CH)

Birrificio Brewfist – Codogno (PV)

Birrificio Dada – Correggio (RE)

L’evento si svolgerà in orario serale (19-23.30 circa) al circolo Arci del Girone nel comune di Fiesole, alle porte di Firenze. Nella giornata di domenica, si apre a pranzo (ore 12 circa) e si tira fino a chiusura. Sono previsti concerti, mercatini e laboratori per bambini.

 

Italia Beer Festival Bologna 2011 – preview

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Category : Notizie in breve

Come anticipato (e pure con qualche piccola coda polemica) da oggi comincia l’Italia Beer Festival di Bologna, che si terrà dal 25 agosto al 19 settembre 2011 nell’ambito della Festa de l’Unità del Partito Democratico presso l’Area Parco Nord. E’ la prima volta che si svolge in questa prestigiosa e affollata sede, e la seconda volta sul suolo bolognese (un vecchio report invece vi racconta come andò l’edizione di due anni fa).

La manifestazione si svolgerà nei 300 metri quadri dello stand 45, con orario variabile, e precisamente:

Feriali 19:00 – 01:00
Festivi 18:00 – 01:00
In concomitanza di eventi principali (quali ad esempio l’MTV day) l’apertura è fissata addirittura per le ore 13.00.

La lista espositori confermati vede la presenza di 10 birrifici:

Bauscia
Croce di Malto
Doppio Malto
Geco
Grado Plato
L’Orso Verde
Maltovivo
MM 1989
Statale Nove
Toccalmatto

Tutte le informazioni utili si trovano sul sito ufficiale dell’Associazione Degustatori Birra, mentre quelle generali sul resto del festival (concerti e quant’altro) si trovano qui.

Ho una domanda: ma secondo voi ci sarà birra sufficiente per un mese consecutivo di festival, con tanto di qualche grosso evento correlato?

Ora vi saluto, sennò faccio tardi per l’apertura….

Alessio

Quattro birre (diverse) per l’Estate

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Category : Birra

L’estate ormai è al suo culmine, e non c’è niente di meglio di un’ottima birra artigianale per placare la sete e rinfrescarci sotto al solleone. Ormai le preferenze dei maggiori publican e esperti di birra riguardo alle birre estive  le conosciamo, ed è ovvio che compaiano i grandi nomi del panorama birrario. Ma se a un’ottima Tipopils o a una freschissima Rulles Estivale volessimo alternare qualcos’altro?

L’idea era quella di suggerirvi 4 birre italiane, non troppo conosciute, assaggiate di recente e che ho trovato perfette per il periodo estivo e che si abbinano bene con i piatti tipici della stagione.

La prima birra è la Alba del B.A.B.B. una weizen che esce dagli schemi classici dello stile. Sulle ultime cotte, i sentori di banana tipici delle weizen sono parecchio attenuati da un’abbondante speziatura, dominata in primis da sentori di pepe bianco, che ricorda le blanche belghe. In bocca è leggera, con il carattere del frumento assolutamente non dominante, fresca, beverina e con un finale delicato e morbido. E’ interessante perchè si pone fuori dagli schemi classici weisse(weizen)/blanche risultando una via di mezzo davvero interessante.

Passiamo alla Ruis di Orso Verde, prodotta dal “folle” e simpaticissimo Cesare Gualdoni. E’ una birra estiva prodotta con 4 cereali, ovvero orzo, segale, frumento e avena. Ha un bel profumo di cereali, fresco grazie al frumento e alla segale, molto leggero. In bocca ritorna il concetto di freschezza e bevibilità: sottile, molto watery, ha un luppolatura molto misurata che gli conferisce un bel finale secco. Davvero golosa e pericolosamente beverina, impossibile fermarsi dopo il primo sorso.

Cambiando decisamente stile, passiamo alla TropicAle del Birrificio Emiliano. Dietro un nome di una “originalità” sconcertante, si cela una Ipa molto interessante. Molto spinta al naso, dove trionfano note tropicali date del luppolo utilizzato (Nelson Sauvin), in bocca invece l’amaro è estremamente moderato e gentile. Buona la bevibilità, grazie a un corpo medio-sottile e a questa luppolatura elegante e mai sfacciata che invita a un’altro sorso. Fuori dagli schemi delle varie Ipa ispirate agli Stati Uniti, qua il luppolo è un mezzo e non un fine, quindi non aspettatevi una hop bomb. La nota negativa riguarda la reperibilità: la maggior parte della produzione è destinata al pub Goblet di Modena (di cui i proprietari sono anche soci del Birrificio Emiliano), ma lo spaccio del birrificio è aperto il sabato mattina e qualcosa si riesce a reperire in giro per l’Italia. Spero vivamente che crescendo le loro birre diventino più reperibili sul mercato.

Ultima nell’elenco è la Hugo Ball Bitter del Birrificio Dada. Le bitter sono, purtroppo, birre non troppo considerate dai produttori italiani, anche se quando sono ben fatte hanno una bevibilità straordinaria. In questo caso, ci troviamo di fronte a una bitter da 4% , leggera, con un naso tenue dominato da note di radici, in bocca è delicatamente maltata, per chiudere con un finale secco e pulente. Beverina e leggera proprio come deve essere una vera bitter, una pinta tira l’altra.

E voi? Quali sono le vostre grandi o piccole scoperte per dissetarvi nel periodo estivo?

Max

Le nostre birre estive preferite!

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Category : Birra

In questi giorni, tra una chiacchiera sui classici birrari e l’altra, ci è venuta un’idea abbastanza semplice. Fare un piccolo sondaggio interno nell’affollata redazione di Pintaperfetta per capire quali erano le nostre birre estive preferite, dando come unico parametro la reperibilità delle stesse. Per dirla in modo molto semplice, evitando di nominare quella birra bevuta una sola volta in uno sperduto pub giapponese o americano o addirittura in crociera.

Così abbiamo incominciato a stilare dei parametri con cui ordinare le classifiche che ognuno di noi avrebbe compilato. E già che c’eravamo, ci è venuto in mente che poteva essere carino chiedere la classifica a qualche amico del sito: publican, birrai, appassionati. Chi voleva, poteva anche scrivere due righe sul perché ha fatto determinate scelte.

Nel giro di una settimana circa abbiamo raccolto le classifiche e le impressioni e ci siamo messi a fare i conteggi.

Veniamo alla nuda classifica finale:

1- Tipopils (Birrificio Italiano, IT) “Mi vizio col mio flute pieno di Tipo, tavolino esterno al Birfud intorno alle 5 del pomeriggio e mi godo i vicoletti di Trastevere ancora privi del caos notturno…Se ci aggiungi il leggero venticello romano hai fatto il resto…Non c’è niente di meglio!” (il Colonna)

2- Estivale (Rulles, BE) “una birra che, insieme alla Dupont, mi ha introdotto nel meraviglioso mondo delle saison. E quella che ancora oggi mi scivola via dal bicchiere più veloce di tutte nelle calde serate estive” (Gabriele)

3- Gose (Bayerischer Bahnhof, DE) la grande “novità” del 2011, anche se di novità non si tratta affatto. “Sentita la prima volta al BQ di Paolo Polli, me ne sono subito innamorato, beverina come pochissime birre, leggera ma al tempo stesso speziata e sapida, disseta e soddisfa il palato al tempo stesso. Il suo grosso problema? La reperibilità. Ma per chi ha l’Arrogant Pub a pochi km da casa, tutto diventa più facile…” (Nota di colore: chi ha avuto modo di passare all’Arrogant e sentirla, l’ha messa come prima assoluta)

4- Taras Boulba (De La Senne, BE) “Belgio da bere in spiaggia” (Tyrser) “Da bere a secchiate. Anzi, ora vado a farmene una…” (Darkav di Mo.Bi.: frase valida sia per la Taras Boulba che per la Estivale)

5- XX Bitter (De Ranke, BE)

6- Saison (Dupont, BE) “birra dalla quale non si può prescindere” (il Laschi)

7- Rosé de Gambrinus (Cantillon, BE)

8- Rodersch (Bi-Du, IT) una birra storica nella produzione artigianale italiana. Ha sofferto di un andamento un po’ altalenante dai tempi del vecchio Bi-Du, ma è senza dubbio un classico da cui è difficile prescindere.

9- Orval (Orval, BE) “fresca, con una puntina acida rinfrescante e facilmente reperibile, per le giornate di caldo e sete tra le mura domestiche” (Tyrser)

10- Ortiga (Lambrate, IT) “la mia prima scelta, e chi ha avuto la fortuna di berla alla spina (al Lambrate, a Roma, e nei pochi altri posti dove si ha la fortuna di trovarla) sa senza dubbio a cosa mi riferisco. Luppoli sloveni, la Ortiga è una golden ale elegante e amara quanto basta per non stancare mai” (Alessio)

Ora un po’ di dati:

  • tra le birre non in classifica che hanno ricevuto non pochi voti e commenti, ricordiamo Op & Top (De Molen, NL), Zona Cesarini (Toccalmatto, IT), Iris (Cantillon, BE), Magut (Lambrate, IT) e Wabi (Orso Verde, IT).
  • In totale sono state 83 le birre scelte dai nostri amici, dimostrando così che la scelta sul mercato è ampia e di qualità.
  • La birra più volte inserita nella lista è stata la Tipopils (13 volte), seguita da Rulles Estivale (8), Saison Dupont (7), XX Bitter (6) e Zona Cesarini (5).
  • Tra le birre che hanno sono state messe al primo posto più di una volta, ricordiamo Gose (4 vittorie), Tipopils (3), Rosè de Gambrinus e Taras Boulba (2 ciascuna). Trentacinque le birre che hanno avuto almeno un podio, 13 quelle che hanno conseguito almeno un primo posto. Le uniche due ad avere fatto l’en-plein dei primi tre piazzamenti, sono Tipopils e Estivale, ovvero le prime due classificate.

Infine, i ringraziamenti a chi in questi giorni ci ha risposto: in ordine di tempistica (così da non fare torto a nessuno) Stefano Ricci, Davide di Bussola dell Birra, Manuele Colonna, Claudio de La Locanda del Monaco Felice, Gianluca di BeerMessenger, Velleitario, Livio di Beertop Beershop, Darkav di MoBi, Tyrser, Alle dell’Arrogant, Maso del Dickinson, Alberto Laschi di inbirrerya e Bruno Carilli di Toccalmatto. Questi quelli che hanno risposto, per gli altri, buon per la prossima volta…

mattia e alessio