Bière Academy

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Category : Locali

Bière Academy

7, rue des Ecoles, 75005 Paris

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Nelle costose serate parigine il viaggiatore è spesso costretto ad esplorare gli angoli più deserti, pur di calmare la sete che tipicamente lo contraddistingue; ed è per questo che vi segnalo questo buon indirizzo al di fuori dai normali giri degli autoctoni. Pur essendo nel quinto arrondissement, molto frequentato tutte le sere della settimana (la zona del Pantheon e’ piena di locali: rue de la Montagne Sainte-Geneviève e rue Descartes sono costellate di bar e ristorantini, e sono piene di gente), questo pub all’inizio di rue des Ecoles non fa parte dei sentieri più battuti, e lo si trova molto spesso quasi vuoto, anche il sabato sera. Eppure, a mio avviso meriterebbe più fortuna. Vediamo che cosa ha da offrire.

Il pub si presenta con un arredamento in legno assolutamente tipico: sgabelli al bancone, tavoli con panche in fondo alla sala. Molti i bicchieri in vista. La musica è ad un volume più che accettabile: permette di parlare senza alcun disturbo, cosa che apprezzo sempre. Il proprietario è un tizio simpatico che sembra aver passato da non molto la trentina, e gestisce il locale sempre da solo. C’è un buon numero di spine presenti: Guinness, Grolsch, De Koninck blonde e ambrée, Chouffe, Faro Lambic, Erdinger Weisse, Gordon Finest Red, Carling, ed un sidro. In più, c’è una piccola selezione di birre in bottiglia; non moltissime, ma di grande qualità, fra cui spiccano: Chimay, Westmalle Tripel, Rochefort 10, Orval.

Una scelta di birre di tutto rispetto, quindi. I prezzi sono in linea con la media parigina, se non più bassi: escludendo Carling e Grolsch, che costano molto poco ma mi piacciono ancora meno, una pinta costa 6.90 o 7.20 euro. I prezzi scendono in caso di happy hour (fino alle 21 in settimana, fino alle 22 il sabato): molte pinte costano a quel punto 5.20 euro, tranne Chouffe e Guinness, per le quali non c’è happy hour. Le birre in bottiglia sono tutte a 6.50 euro, tranne la Westmalle Tripel, che costa 6. Nei pub specializzati in birre, generalmente si spende di più, e soprattutto nessuno propone happy hour fino alle 22 il sabato sera. Una possibilità da non farsi sfuggire. Inoltre, fa sempre piacere vedere che le birre in bottiglia sono tutte servite nel loro apposito bicchiere.

Purtroppo ci sono anche dei lati negativi, se scegliete di passare la serata alla Bière Academy: innanzitutto la spillatura, che spesso è poco curata, e le birre alla spina vengono servite tutte nello stesso tipo di bicchiere. Trattasi di uno stange, che può essere adatto per la Faro, ma non lo è certo per la Chouffe. Credo che per la Guinness ci sia il classico bicchiere da pinta, ma non avendo mai preso una Guinness qui, non posso confermare. Secondariamente, come dicevo il locale è gestito da una sola persona: se disgraziatamente la serata è affollata, preparatevi a dover aspettare parecchio per essere serviti, specie se qualcuno ordina del cibo.

A mio avviso, i punti deboli di questo locale sono ampiamente compensati dalla buona scelta di birre, sia alla spina che in bottiglia, e dal prezzo più basso della media, in particolar modo visto che c’è happy hour fino alle 22 il sabato sera. Inoltre, cosa da non sottovalutare, non è facile trovare un posto spesso deserto a Parigi, dove poter bere un paio di De Koninck in tutta calma, senza il fiato sul collo del cliente successivo che vuole il posto a sedere.

Giacomo

Au Rendez-Vous des Belges

Category : Locali

Au Rendez-Vous des Belges

23, rue de dunkerque Paris (75010)

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La Gare du Nord è una delle principali stazioni ferroviarie di Parigi, arrivo abbastanza obbligato per i viandanti del nord (il nome non è casuale) e in particolare per i belgi.
Potrei aggiungere che si trova nel X arrondissement, che è la prima stazione come traffico di passeggeri della città, costruita tra gli altri da Léonce Reynaud e con una storia di oltre 150 anni.
A questo punto il lettore birraiolo dovrebbe porsi una domanda.

Perché questo cialtrone parla di stazioni, di storia, di facezie e non di birra?
Quella che sto cercando di scrivere in teoria dovrebbe essere la mia prima recensione, in teoria.
Invece mi trovo tra le mani una storia finita con l”introduzione, un tentativo tristemente abortito senza riuscire a bagnarsi le labbra.

Parto dal principio. La serata prevedeva una visita da “Au Rendez-Vous des Belges”, di fronte alla Gare du Nord, una zona teoricamente puntellata di locali per gli arrivi dal Belgio.
Essendo sostanzialmente nuovo di Parigi ci vado in compagnia del buon Giacomo portatore della soffiata sul locale, senza troppi dettagli ma con la promessa di buone spine e qualche bottiglia.
Dopo una breve ricerca arriviamo davanti a destinazione, si entra gentilmente invitati da un barista. Il posto è stranamente deserto (dopo si capirà il perché), presenta un arredamento piuttosto classico con i soliti richiami al Belgio e le abituali chincaglierie legate a marchi come Chouffe o Rulles.
Guardo l’ora, sono quasi le 9 e tre quarti di sera, a Parigi, in un pub vicino alla stazione, lo trovo vuoto e mi insospettisco.
Il sospetto dura pochissimo, si condensa in modo tangibile e solido sulla carta delle consumazioni.
Le spine effettivamente sono promettenti, tra le altre troviamo la Maredsous Blonde, la Chouffe Blonde, la Chimay Brune e la Leffe Blonde più altre 2/3 classiche/infide.
A memoria tra le bottiglie ricordo l’Orval e la Rochefort.

Il posto perfetto quindi?
Per nulla, perché accanto agli invitanti nomi di birra ci sono quei numeretti che per convenzione indicano il loro costo, in denaro ma in questo caso ricordano più una condanna penale, reato grave oltretutto. Una piccola (0,25 cc) alla spina ondeggia dai 4,50 ai 4,80 , le pinte a 9,50 e le bottiglie dai 6 a infinito. Il tutto ovviamente maggiorato di 0,50 dopo le 22, niente happy hours, niente sconti su grossi quantità. L’imbarazzo si scorge subito nei nostri sguardi, sto imparando che Parigi è una città cara, ma stavolta si è andato troppo in là.
Il disagio dura poco, giusto il tempo di capire che è meglio alzarsi, andare altrove e lasciare il Rendez-Vous ad avventori più facoltosi o al massimo a rapinatori a volto coperto e ben armati.

Se proprio vi trovate assetati nelle vicinanze, segnalo la Pinte du Nord in 38, Rue de St.Quentin, luogo abbastanza spartano, con spine praticamente imbevibili ma con la Duvel in bottiglia a 4,5.
Vista la piega che stava prendendo la serata, ci si è accontentati volentieri.

Clichy’s Tavern

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Clichy’s Tavern

128 bis Boulevard de Clichy, Paris (75018)

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Inauguriamo la sezione Locali con un Bar à bières a due passi da casa mia: Clichy’s Tavern. Sull’esterno del locale recita: “15 birre alla spina, 135 birre in bottiglia”. Mi sento in dovere di verificare.

Il bar/ristorante ha un po’ di tavoli all’esterno, alcuni coperti da un tendone riscaldato, altri no, e molti tavoli all’interno, con un piano superiore che non ho visitato. L’arredamento è tutto in legno con molti ammennicoli colorati (cercherò di aggiungere una foto dell’interno non appena mi ricorderò di portare la macchina fotografica!), niente di speciale, ma funzionale. Propone un servizio ristorante non molto sviluppato, ma ci sono alcuni piatti a prezzo ragionevole: un menu moules et frites (cozze e patatine) con una pinta di Bitburger a 13.90 euro, oppure choucroute allo stesso prezzo. La mia ragazza afferma che le moules non sono male, tuttavia gli autoctoni dicono che ci sono posti migliori per mangiarle a Parigi (e parleremo anche di quelli, in futuro!). Ma quello che mi interessa di più è ovviamente il menu delle birre, e in effetti una nutrita sezione della carta è dedicata solo al mio obiettivo principale. Inizio a spulciare.

Le 15 linee di spina sono a tutti gli effetti presenti: c’è un sidro (Strongbow), Bitburger Pils, Maredsous blonde, Grimbergen, Blanche de Bruges, Faro, Chimay blonde,  Carlsberg Elephant, Kronenbourg, Desperados, Beamish Stout e Red, più una fantomatica Framboise, che non sono riuscito a capire a quale birra corrisponda, ma è catalogata tra le belga. In più, due linee di spina aggiuntive sono a rotazione tutti i mesi; adesso propongono Paulaner Oktoberfest e Chouffe. Assolutamente non male. I prezzi sono alti ma ahimè in linea con la vita parigina: generalmente 3.80 euro per la piccola (25cl), 7.40 per la pinta (50cl). In alcuni bar specializzati costano anche più di così. Una nota molto piacevole: tutte le birre che ho avuto modo di prendere qua sono state servite nel loro apposito bicchiere.

Non mi metto a contare le bottiglie, ma c’è una bella lista, divisa per paese. 3 olandesi (Trappe), 10 francesi (Ch’ti, Pelforth), una ventina di tedesche, 5 inglesi (Bass Pale Ale, Whitbread), almeno una cinquantina di belga. Tra queste, la sezione acida propone solo Mort Subite, Lindemans e Bellevue. Ci sono però alcune Chimay, Rochefort, Orval, Westmalle, Gouden Carolus (Triple e d’Or), Duvel, una Rodenbach, St Bernardus 12, Maredsous ed altre meno degne di nota. Il prezzo medio di una bottiglia è sui 6 euro, ma c’è un ampio margine di variazione a seconda della birra. Poche le bottiglie da 75 cl presenti.

In sostanza, un locale con una buona selezione di birre. Non ci sono rarità introvabili: anche se si vantano della loro vasta selezione, molte delle birre offerte sono assolutamente comuni, alcune non le berrei nemmeno sotto tortura. Però ci sono sicuramente delle spine degne di nota: Maredsous e Chimay blonde in primis, e, con un po’ di fortuna, le spine a rotazione propongono qualcosa di interessante. La Paulaner Oktoberfest, ad esempio, non è così scontata da trovare, la Chouffe alla spina è buonissima e si beve sempre volentieri. Quindi vale la pena passare da queste parti almeno una volta al mese per vedere cosa offrono di nuovo. I prezzi, come già detto, sono elevati ma in linea con gli altri bar à bières. Non vi consiglio di venire qua per fare una scorpacciata di birre in bottiglia perchè costano troppo secondo me, ma se avete voglia di qualcosa di buono alla spina, non rimarrete delusi.

Giacomo