Secondo compleanno per la Birroteca di Greve (FI)

Category : Eventi, Notizie in breve

Sabato 25 e domenica 26 giugno 2011, la Birroteca di Greve in Chianti (FI) festeggia il suo secondo compleanno con una serie di iniziative speciali: questo l’articolo sul locale, scritto dopo solo qualche settimana di apertura. Si parte sabato con una cena messicana a prezzo fisso (15 euro, birra esclusa).

Sabato e domenica saranno presenti le produzioni di Toccalmatto (e il birraio Alessio “Allo” Gatti) da Fidenza, vale a dire Ambrosia, Sibilla, FumA? du Sanglier, Re Hop, Surfing hop, Grooving Hop (fresca di restyling nella luppolatura) e Stray Dog (a pompa). Domenica ci sarA� un concorso di homebrewing organizzato dall’associazione Pinta Medicea (sito), oltre che un cask speciale di Zona Cesarini con dry hopping (provata in crociera, imperdibile). Altra birra ospite la favolosa Madamin di Loverbeer.

Altre chicche e avvenimenti della domenica (dal sito della birroteca):

A�A�A�A�A�A� Mostra di collezionismo birraio organizzato dalla��Ass. Il Barattolo

A�A�A�A�A�A� Mongol Rally : la��ultimo scatto prima della partenza

A�A�A�A�A�A� Street-food: ospite Il Nerbone di Greve con i suoi panini al Lampredotto ed al Lesso

A�A�A�A�A�A� h. 18 FREE-BUFFET fino ad esaurimento

Una crociera davvero diversa

Category : Viaggi

Per farmi toccare il suolo iberico (terre quantomai infauste per la birra, almeno fino ad ora) ci voleva un’occasione speciale. E quale migliore occasione di Un Mare Di Birra, la crocieraA� organizzata da Publigiovane (ricordate Eurhop?) e dallo staff del Ma Che Siete Venuti A Fa’ (qui l’articolo di Mattia) per il decimo compleanno del pub trasteverino.

Il programma A? semplice, si parte sabato 11 da Civitavecchia in direzione Barcellona, con sosta di un giorno nella cittA� catalana fresca di trionfo in Champions League. A bordo qualche centinaio di bevitori entusiasti, qualche decina di birrai italiani e non, qualche ospite straniero, qualche degustatore piA? o meno famoso.

La lista delle birre confermate A? una lista di eccellenza, con nomi importanti dall’Italia e dall’estero, con rappresentati paesi come Danimarca (in gran numero), Olanda (De Molen), Belgio (Cantillon), Svezia (NA�rke) e Norvegia (Nogne A?).

Che altro dire? Per Pintaperfetta saremo presenti io e Andrea (quello che non scrive quasi mai). Seguiteci su Twitter (@pintaperfetta), vi terremo aggiornati.

Alessio

Italia Beer Festival Torino @ Palavela – report

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Category : Birra, Festival

Lo scorso weekend ho avuto modo di visitare l’Italia Beer Festival di Torino, alla sua prima edizione nella cittA� sabauda. Che cos’A? l’Italia Beer Festival? E’ il piA? importante, per storia e numeri, festival di birra in Italia. Lo organizza l’Associazione Degustatori Birra e si svolge da diversi anni a Milano (dove nacque come Salone della Birra Artigianale e di QualitA� svariati anni fa, quando il movimento birrario italiano era sA� in crescita ma ancora modesto, rispetto a oggi: quasi nessuno sito sull’argomento, quasi nessun altro festival di rilievo a testimoniare la scena italiana), poi nel corso degli anni si sono aggiunti appuntamenti consolidati o estemporanei in altre importanti cittA� italiane: Roma, Bologna, Brescia e Alessandria.

Il Piemonte A? terra di birrifici storici e affermati, oltre che di importanti realtA� emergenti del panorama nazionale. Questa ricchezza perA? non si A? mai davvero tradotta, almeno a sentire chi in Piemonte ci vive, in una vera affermazione della birra artigianale come prodotto. Per me, cresciuto in Lombardia, molti dei birrifici piemontesi sono piA? nomi sulla carta (o sullo schermo) che assaggi frequenti, vista la difficile reperibilitA� di quasi tutti i produttori nei locali specializzati e nei beer shop. Guardavo quindi con un certo interesse a questo festival e al riscontro che avrebbe potuto avere in una piazza considerata da molti appassionati come non facile.

Sono arrivato abbastanza presto sia venerdA� che sabato, avendo modo di scambiare due parole piA? o meno a ogni stand con i birrai. Ho deciso di dedicare il venerdA� all’assaggio di birrifici che giA� conoscevo, concentrandomi su nuove produzioni e riassaggi dei “classici”, mentre il sabato l’ho dedicato a birrifici che conoscevo meno.

Sono partito facendo gli onori di casa a Bauscia, vale a dire il birrificio artigianale di Paolo Polli, presidente dell’Associazione Degustatori Birra che organizza il festival, anche per la classica indecisione causata dal piA? classico imbarazzo della scelta. Le sue birre mi sono sembrate interessanti come sempre, e durante un passaggio successivo ho avuto anche modo una birra che rimanda a quegli anni ’80 meneghini fatti di paninari, socialisti e pubblicitA�. Il nome A? tutto un programma, vale a dire Milano Da Bere, mentre lo stile A? un classico: una pils. Una birra annunciata come un po’ giovane dallo stesso Paolo, ma che risulta subito interessante con una luppolatura abbastanza importante a base del piA? classico e rinomato dei luppoli cechi, lo ZateA�, meglio noto con il suo nome germanico (Saaz). La prima delle quattro etichette “da collezione” merita una visione, vi rimando alla pagina ufficiale per non far torto all’esperienza visiva. Ne sono previste altre tre, il cui il nostro sarA� truccato di volta in volta da punk (con cresta mohicana di altri tempi), paninaro e non ricordiamo bene che altro look. Ottime anche La30, Sesi e Onice, quest’ultima bevuta durante la degustazione del sabato avente tema birra e cioccolato (protagonista Marco Vacchieri). Nell’occasione, ho anche avuto modo di scoprire la Gea, barley wine di Bauscia, un po’ giovane ma giA� parecchio intrigante. Non sono invece stato presente alla degustazione della domenica con le favolose Loverbeer di Valter Loverier e i formaggi.

Buone conferme anche da HA�nquet, forse il birrificio piA? tedesco d’Italia, scoperto all’IBF di Milano. Birre classiche, forse appena un po’ troppo: una punta di coraggio e di ambizione in piA? forse potrebbero tornare vantaggiose, anche se i prodotti sono di buon livello e non lasciano delusi.

Ma andiamo avanti, che c’A? ancora un bel po’ da raccontare. Qualche temerario forse aveva visto la puntata di BQ Tv a cui ero stato invitato poco meno di un mese fa (chi se la fosse persa la puA? scaricare qui). Tra gli ospiti era presente Lorenzo “marcos” Bottoni, personaggio molto interessante e birraio italiano in Svizzera (Bad Attitude ha base pochi chilometri oltre il confine, a Stabio). Ho avuto modo di provare le tre produzioni portate in fiera, tutte assolutamente interessanti e tutte molto beverine, semplici e pulite. Birre particolari anche senza essere particolarmente aggressive o caratterizzate. Ho passato molto tempo a chiacchierare e scambiare impressioni al loro stand, uno dei piA? frequentati del festival.

Rurale conferma l’ottima vena, con la Black Out che, ultima nata, giA� vanta un posto d’eccezione nel panorama delle stout italiane. Delle altre produzioni (la bitter Milady, la blanche Seta e l’american pale ale Terzo Miglio) abbiamo credo giA� parlato in altre occasioni, quindi mi limiterA? a ribadire la gran forma delle produzioni del birrificio di Certosa di Pavia. Ultima novitA�, la nuova grafica, con un bel gallo in controluce su sfondo colorato.

Nella seconda giornata, quella degli assaggi (per lo piA?) temerari, ho visitato Civale, Piazza dei Mestieri e Lungo Sorso, tra gli altri. Dei primi avevo giA� visto qualche bottiglia in giro: look accattivante, birre….hmm…boh? Dico che ne ho provate due produzioni che proprio non mi hanno entusiasmato (Ulula e Punto Di Fuga, se ricordo bene). AvrA? modo di approfondire la conoscenza delle loro birre questo weekend. Certo aver trovato un ragazzo volonteroso ma non troppo informato sulle produzioni del suo birrificio non ha aiutato a fugare i dubbi.

Di Piazza dei Mestieri ho provato una A.P.A. (Hopper?): il giovane birraio sembrava particolarmente orgoglioso della sua creazione, io ho assaggiato con interesse ma, devo dire, senza particolare convinzione.

Maggiore attenzione mi sembra meriti il birrificio Lungo Sorso, vera rivelazione di questo festival: mentre di altri avevo giA� sentito parlare (e magari avevo provato qualcosa), questo birrificio mi risultava totalmente nuovo. Ho avuto modo di assaggiare credo 4-5 birre e in tutte ho trovato spunti interessanti e incoraggianti. Un plauso sincero e un invito a continuare sulla buona strada.

Il birrificio Croce di Malto non A? certo una novitA�, avendo vinto un anno fa a Strasburgo (con la TripleXXX) un premio internazionale tra i piA? prestigiosi in Europa. Oltre ad essa ho provato la nuova produzione, una collaborazione di prestigio con uno dei birrai piA? celebrati d’Italia, vale a dire Agostino Arioli del Birrificio Italiano. La Due Mondi A? una doppelbock tedesca con buon uso di luppoli americani, paracula quanto basta per piacere (e tanto) al sottoscritto e immagino a un buon numero di bevitori.

Grande attenzione, nel corso dei due giorni, ho riservato a un birrificio che avevo incrociato all’IBF di Milano a marzo con un paio di assaggi un po’ di corsa, vale a dire San Paolo di Torino. Ero arrivato con alte aspettative, colpa di un comune amico, e le alte aspettative sono un nemico mortale nel prepararsi a un assaggio piA? o meno critico. Nel corso della due giorni ho assaggiato tutte le loro proposte alla spina, dalla India Pale Ale IpA� aromatizzata al chinotto alla versione Harvest con luppoli freschi (buon esperimento, ma trovo meglio riuscita la versione classica) passando per Robinia, Pecan e JatobA�. Assaggi proficui e voglia di provarle con piA? calma e a bicchiere pieno, per cogliere tutte le sfumature con la dovuta calma.

Concludo sottolineando l’ottimo successo del festival in termini di pubblico, direi davvero niente male per una prima edizione. Un premio anche alla sciura sui 45 che, appena arrivata, si A? lamentata (dopo aver impegnato il lavabo per 5 minuti di orologio in compagnia di amici e amiche) a gran voce per “6 euro di ingresso e devo anche lavare il bicchiere“?

Sabato 17 e domenica 18 Luglio c’A? MonteBirra 2010!

Category : Festival, Notizie in breve

Un breve articolo (tardivo) per segnalare un evento di cui eravamo a conoscenza e di cui, per nostra disattenzione, non avevamo ancora parlato. Io ero convinto che l’avesse fatto Mattia, lui probabilmente del contrario, e stavamo per trascurare un evento tra i piA? interessanti del mese di luglio 2010.

Come il nome stesso suggerisce, trattasi di festa organizzata in casa del birrificio Montegioco. Momento clou della due giorni (alle 17.00 di sabato 17 luglio) un laboratorio di degustazione con produzioni legate in particolare alle lavorazioni in botte (Montegioco, Loverbeer, Toccalmatto, Panil) e alle birre che prevedono l’uso di uve o mosti (Montegioco, Loverbeer, Henquet, Pasturana) condotto da Lorenzo “Kuaska” Dabove e Luca Giaccone, con tanto di ghiottonerie locali garantite Slow Food.

La festa parte sia sabato che domenica nel tardo pomeriggio e si conclude a notte fonda. Per la serata di sabato A? prevista musica dal vivo, mentre domenica toccherA� a un dj occuparsi dell’intrattenimento sonoro.

Che altro? Ma ovviamente l’onnipresente (di questo periodo) presentazione di Eurhop con editori e qualche autore.

Maggiori informazioni su Cronache di Birra.

Orobie Beer Festival – il mio report

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Category : Birra, Festival

L’Orobie Beer Festival 2010 A? stato il primo dei due eventi estivi organizzati nel mese di luglio dalla sezione bergamasca di Mo.Bi., vale a dire la attivissima Compagnia del Luppolo.

Un evento molto atteso, sia per l’indubbia qualitA� dei birrifici giA� noti coinvolti che per la possibilitA� di poter conoscere le novitA�, sia in termini di birrifici che di nuove produzioni.

Ma andiamo per ordine. Sabato sono arrivato nel primissimo pomeriggio al The Dome, un locale che visto da fuori sembra un sogno di Fox Mulder dopo una abbondante peperonata, situato all’inizio della val Seriana in quel di Nembro (BG) e inaugurato poco meno di un anno fa da Michele Galati dell’Abbazia di Sherwood.

Giornata soleggiata e afosa, con gruppetti di appassionati che via via raggiungono il festival e fanno scorta di gettoni da degustazione. Il formato sembra un po’ replicare quello del Villaggio della Birra, con apertura limitata al sabato e alla domenica, ma che comincia giA� piA? o meno all’ora di pranzo (domenica) o subito dopo (sabato). La grossa differenza sta nell’offerta birraria, che in Toscana A? dedicata soprattutto al Belgio, mentre qui A? dedicata ai birrifici italiani, con la sola eccezione di un habituA� degli eventi targati Michele Galati, vale a dire lo svizzero JA�rA?me Rebetez del BFM, che oltre a portare un paio di birre A? presente nella giuria tecnica incaricata di decidere le produzioni migliori del festival. Come al Villaggio, l’apertura pomeridiana A? amata soprattutto dagli appassionati, che nella tranquillitA� dell’assolato pomeriggio trovano l’habitat ideale per chiacchiere con i birrai o con amici e conoscenti che seguono con regolaritA� questi appuntamenti.

Decido di dedicare il sabato soprattutto alle scoperte e alle novitA�. Ma da cosa partire, con un’offerta cosA� sterminata?A� Da Extraomnes, vale a dire Luigi “Schigi” D’Amelio. Le birre presenti (in bottiglia) sono due, di chiara ispirazione belga, una blonde e una tripel. Assente la Saison, di cui pure qualcuno (ma non ricordo bene chi) mi aveva detto buone cose. Escludo, per temperatura e orario, la piA? corposa e mi dedico alla blonde. Una birra che mi ha colpito come poche tra quelle del festival, semplice, beverina e per niente banale, che giA� al primo sorso sembra un classico. Carine anche le etichette, semplici e di buon impatto visivo.

Di blonde in blonde, per il secondo assaggio faccio meno strada possibile, affidandomi allo stand confinante, vale a dire quello dei genovesi di Maltus Faber. La novitA� del festival A? alla spina, e come il nome stesso suggerisce (Blonde Hop) A? una versione della classica Blonde con dry hopping. Il risultato A? notevolte, e risulterA� una delle birre piA? apprezzate del festival.

Sempre nell’ottica di tenermi su birre leggere, raggiungo Maurizio Cancelli allo stand del birrificio Lodigiano. Maurizio A? stato protagonista di diverse degustazioni e presentazioni alla Locanda del Monaco Felice a Suisio (BG), e in questi anni ci A? capitato di assaggiare numerose produzioni nel suo peregrinare di birrificio in birrificio (BABB, Manerba, Lambrate, ora Lodigiano). La sua pils (anch’essa con dry hopping) non delude, anzi, e nel corso del pomeriggio avrA? modo di chiacchierare con Maurizio di progetti per il futuro. Meno entusiasti i commenti dei conoscenti (non ho avuto modo di verificare) sulle altre due produzioni, in particolare la bitter pare non fosse troppo in forma.

E’ quindi il momento di raggiungere Valter Loverier, che sta dietro al banco e con passione e gentilezza spiega le sue birre. Che dire delle Loverbeer? Il mio primo assaggio di Madamin A? stato circa una settimana prima del festival quando ho conosciuto Valter, e sono rimasto colpito, dopo le tante parole positive spese su di lui da amici e conoscenti che giA� avevano avuto modo di provare le sue produzioni. Nel weekend ho avuto modo di provare le altre due produzioni presenti e di riassaggiare la prima: la Beer-bera A? vinosa e beverina, mentre la Papessa (l’unica delle tre servita alla spina) A? una vera sorpresa, una imperial stout tutt’altro che scontata e moderatamente (per il genere) alcolica. Nella mia scala di gradimento, la Beer-Bera resta leggermente dietro alle altre due, ma sono tutte e tre produzioni entusiasmanti di un produttore originale che sta raccogliendo tutta la meritata attenzione.

Il resto del pomeriggio di sabato passa attraverso qualche scambio di battute con Paolo Polli (che promette scintille sulla guida Eurhop), la visione del partitone Germania-Argentina, un paio di assaggi di Zona Cesarini di Toccalmatto (purtroppo servita a temperatura eccessiva) e un giro da Enrico di Menaresta, per la nera Pan-negar (ottima come la ricordavo) e per bere una Verguenza ascoltando gli scambi di opinione tra Marco Valeriani (l’homebrewer che l’ha prodotta presso Menaresta) e Stefano Ricci.

Tra una birra e l’altra, ovviamente, c’A? spazio anche per uno spuntino. Il numero di proposte A? abbastanza limitato, la qualitA� buona, i prezzi onesti. Ottimi gli anelli di cipolla e il piattino di formaggio e salumi locali, buona anche la salamella, un po’ insapori invece i primi piatti.

La domenica invece scorre piA? tranquilla, quasi sonnacchiosa. Arriviamo appena in tempo per incrociare qualche amico presente fin dal pranzo, ma in generale c’A? meno gente rispetto al giorno precedente. A differenza del giorno precedente, che ho dedicato soprattutto alle nuove produzioni, mi dedico a un giro di “ripassi” di produzioni note, magari non bevute ultimamente. Trovo la Wabi in forma strepitosa, e pur avendo buoni profumi e una discreta luppolatura in passato l’avevo trovata poco interessante. Saranno le 5 stelle appena ricevute da Slow Food, sarA� la stagione propizia, ma non l’ho mai trovata cosA� buona.

Tra una Groovin’ Hop (Toccalmatto) e un paio di produzioni toscane (BK di Olmaia e Contessa di Amiata, che in teoria sarebbe una IPA) trovo tempo e modo di fare il ripasso delle tre produzioni Bi.Du. presenti: SuperanAle, Black Mamba, Rodersch. La prima A? una riscoperta e non la bevevo da almeno un anno e mezzo, per chi non la conoscesse A? una specie di ArtigianAle con un’esagerazione di luppoli, la seconda la favolosa stout estiva di Beppe Vento, la terza invece ha reso popolare il genere kolsch tra i produttori artigianali italiani.

Ah, come accennavo sopra, c’era un concorso con giuria. I primi due posti sono andati a due produzioni gemelle di Maltus Faber (Blonde e BlondeHop, unica differenza nota il dry hopping sulla seconda), il terzo a un classicone di Menaresta (Bockstaele Dirk), quarta piazza sempre per Menaresta con la “birra ospite” Verguenza, quinto per la Madamin di Loverbeer. Una scelta (quella delle prime due) che mi lascia un po’ perplesso, perchA� se A? vero che la birra A? buona ed A? giustamente piaciuta alla giuria, mi fa un po’ strano vedere due versioni della stessa produzione premiate insieme, e vedere al primo posto una delle poche birre in bottiglia di tutto il festival. Le altre posizioni non ci sono note, purtroppo, forse sarebbero servite a capire meglio la classifica finale.

Concludendo, il bilancio sulla prima edizione dell’Orobie Beer Festival A? ampiamente positivo, e ci auguriamo che possa diventare un appuntamento fisso dell’estate birraria. Vi salutiamo con questa ultima foto…

(un ringraziamento a Moreno e Simona per le foto presenti sull’articolo e per gli scambi di idee e assaggi durante il festival)