White Horse, London (UK)

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Category : Locali, Viaggi

A Londra, come potete ben immaginare e forse sapete meglio di me, i pub dove bere non mancano, e certamente non manca la cultura birraia che pero non è distribuita in maniera uniforme. Come da noi ci sono locali e persone che preferiscono la quantità alla qualità: ecco perché è buona cosa prepararsi qualche indirizzo prima di partire per la perfida Albione.

Uno, se non IL, locale  immancabile è il White Horse (sito ufficiale), situato a pochi metri dalla stazione di metropolitana di Parsons Green (district line direzione Wimbledon). E’ qui che il compianto Michael Jackson veniva a cercare qualcosa di speciale, e dopo la mia visita non mi resta che inchinarmi alla scelta del beerhunter più famoso di tutti.

Più di trenta spine, alcune doppie, fanno bella mostra sul bancone di legno a pianta quadrata. Il locale è ampio, con spazio anche all’esterno e al piano superiore. Noi arriviamo in una serata fortunata e troviamo posto abbastanza in fretta nel locale affollato anche da persone reduci dal GBBF (che recensiremo a breve), che si svolge e poca distanza. Serata fortunata perché è in corso un festival di birre americane, che affiancano le cask ales fisse. Insomma, altro da fare non c’è che mettersi sotto: parto con una leggera e eccellente Harvey’s Best Bitter mentre scorro con l’occhio il bancone per l’ispirazione. Impossibile per me bere troppo, poche ore dopo ho il volo per San Francisco e non riuscendo a prendere sonno in aereo, meglio star svegli senza mal di testa: opto quindi per delle mezze pinte.

La prima è una 90 Shilling della Odell Brewing, una ale ambrata, equilibrata e fresca, davvero niente male. Riesco ad assaggiare una Tommyknocker Maple Nut Brown Ale che però è troppo dolce per i miei gusti (anche se il sapore di nocciola era invitante): mi butto a sorpresa su una Mikkeller SpontanAle, che risulta piacevole anche se mi aspettavo tutt’altro. Questo perché la pecca del locale è che i ragazzi dietro al bancone non sono particolarmente esperti e non sanno spiegare le birre, preferendo dare un mezzo dito di assaggio.

Per l’ultima birra sono stato indeciso tra una De Molen Zomer Hop IPA e la Great Divide Yeti… alla fine decido per la seconda perché una delle mie preferite e le volte che si trova non si può certo mancare. Quello che rimane al bancone con mio sommo rammarico sono fiumi di eccellenti birre come la Ruination Stone, 4-5 Real Ales, Schneider Weisse, la Revelation Cat di Alex Liberati, un paio di americane sconosciute da 12% e le più commerciali come Veltins.

Il cibo è il classico da pub inglese, presentato e cucinato un po’ meglio del solito, e a prezzi decisamente più sostenuti. Spiace aver fatto una visita poco approfondita ma la stanchezza preventiva chiamava. Ci saranno mille altre occasioni per tornare a bere una pinta, perfetta, allo splendido White Horse.

mattia

Note di Andrea – Torno a scrivere in un’occasione speciale, per un locale altrettanto speciale. Il White Horse di Parsons Green mi ha rubato il cuore, vista la presenza di spine assolutamente interessantissime, ma anche l’atmosfera decisamente interessante. Sono stato in questo pub sia giovedì 5 agosto (dopo una giornata al GBBF), la sera, che venerdì 6: nella prima occasione ho bevuto pochino, giusto una Stone IPA e una Southern Tier 2xIPA. Ero cotto dall’intera giornata nella fiera londinese, quindi mi sono presentato l’indomani, verso mezzogiorno, munito del mio fegato di riserva per non mancare all’appuntamento: il nome della giornata è assolutamente indicativo “American Beer Celebration“.

Vent’otto spine, tutte americane, che vi riporto di seguito: Sky High Rye e Whitsun (Arcadia Ales); Amber Ale e Big Eye IPA (Ballast Point); Porkslap e Moo Thunder (Butternuts); Midas Touch (Dogfish); Hoss Rye Lager, 16th anniversary IPA e Yeti (Great Divide); Double Stout (Green Flash); Milk e Imperial Stout (Left Hand); IPA e 90 Shilling (Odell); Dale’s Pale Ale e Ten Fidy (Oskar Blue); Baltic Porter (Smutty Nose); 2xIPA e Mokah (Southern Tier); IPA e Old Guardian Barley Wine (Stone); Black Rye IPA e Maple Nut Brown Ale (Tommyknocker); Siamese Twin e Bacon Brown (Uncommon Brewery); Hopdevil e Golden Monkey (Victory). Nei prossimi giorni vedrò di scannerizzare i fogli e postarne qui le immagini. Potete solamente immaginare quanto il mio fegato sia stato contento di trovarsi lì.

andrea