Abbazia di Sherwood – Caprino Bergamasco (BG)

4

Category : Birra, Locali

L’Abbazia di Sherwood di Caprino Bergamasco (poco oltre Pontida per chi arriva da Bergamo, pochi chilometri oltre il ponte di Brivio per chi arriva dalla Brianza) è una delle birrerie di qualità storiche della Lombardia.

Sono infatti ormai diversi anni che Michele Galati e la sua famiglia gestiscono questo pub-pizzeria che ha sempre potuto vantare una selezione di birre in bottiglia tra le più numerose e interessanti d’Italia, facendolo diventare un ritrovo abituale di appassionati e non. L’ambiente è accogliente e tranquillo, il personale sempre indaffarato tra una pizza (indubbiamente buona) e un consiglio competente e appassionato.

La selezione di birre alla spina prevede una pils di tutto rispetto e due birre che hanno fatto la storia (commerciale e non) del loro genere: Guinness (stout) e Hoegaarden (bianca belga), più un paio di altre belghe interessanti. Ad esse si aggiungono con una certa regolarità e buona rotazione birre artigianali italiane (Montegioco su tutte, ma anche Maltus Faber) e vere e proprie chicche come come Brewdog (nel corso degli ultimi mesi sono passate quasi tutte dalle spine dell’Abbazia), Mikkeller, Sierra Nevada, Anchor e tante altre ancora. Purtroppo è capitato di tanto in tanto che  i fusti delle linee di spina più particolare  non siano in condizioni ottimali, anche se problemi veri li abbiamo riscontrati raramente. Sul sito dell’Abbazia di Sherwood potete verificare quotidianamente la lista delle spine “in tempo reale”.

Tra le bottiglie domina il Belgio, vuoi per ragioni storiche vuoi per lo storico successo delle birre “artigianali” belghe in Italia, successo che ha ispirato tanti mastri birrai italiani e che ha contribuito a diffondere cultura birraria e abitudine a stili di birra diversi dalle classiche lager e pils industriali di casa nostra. All’Abbazia, oltre alle classiche trappiste e di abbazia, si trova una prestigiosa selezione di birre a fermentazione spontanea con nomi quali Cantillon o Girardin, o anche l’assortimento quasi completo della De Dolle (compresa la prestigiosa Oerbier Reserva) e numerosissime rarità sapientemente custodite nella cantina di Michele Galati. Una liste di bottiglie che è sempre stata in lenta ma costante espansione, e che ha saputo allargarsi ai paesi emergenti della scena birraria artigianale: bretoni, canadesi, scandinave (Mikkeller, Nøgne Ø), olandesi (De Molen), e soprattutto americane (Flying Dog, Left Hand, Great Divide, Sierra Nevada), in uno sguazzare di imperial stout, india pale ale e barley wine adatti a ogni palato e occasione.

Oltre a tutto questo, un impegno costante sul fronte dell’approfondimento della conoscenza della birra, dalle degustazioni (Kuaska e Schigi sono di casa, ormai) ai corsi spesso in collaborazione con l’associazione  Compagnia del Luppolo, meritorio e attivo gruppo di appassionati con base nella bergamasca.

L’Abbazia di Sherwood si trova in via Cava di Sopra, 20 a Caprino Bergamasco (BG, ovviamente). Anche se l’indirizzo lascia presagire chissà quali complicate ricerche, si trova in realtà proprio sulla statale 342 Briantea che collega Como a Bergamo, ed è abbastanza facile da trovare. Il parcheggio di fronte al locale può essere un po’ pieno, specie nelle sere del weekend, ma la ricerca di un posto dietro l’angolo (si trova tra la statale e una zona residenziale) non è troppo complicata. Nel weekend può capitare di aspettare che si liberi un tavolo per sedersi, ma di solito non passa troppo tempo.

Alessio

Un’altra opinione:

Sono stato all’Abbazia solo una volta, nel periodo natalizio; devo ammettere che le spine, sebbene di buon livello, non mi hanno colpito, e non c’era nulla che mi abbia fatto gridare “al miracolo”. Ma la selezione di bottiglie, quella si era impressionante: sia per le belga più ricercate, che – soprattutto – per la buona scelta di americane. Trovo infatti che trascurare le produzioni USA sia un grosso difetto della maggior parte dei pub italiani (e in generale dell’Europa continentale), perché c’è roba buonissima, che si conserva senza troppi problemi, e con un prezzo all’origine molto, molto basso. All’Abbazia ho visto decisamente delle buone cose – non al prezzo a cui le trovo oltreoceano, ma questo è comprensibile. Bene anche per le birre scandinave. Guardare quei frigoriferi era veramente un piacere, e chissà quante me ne sono perse in cantina.

Giacomo

Beertemple – Amsterdam (NL)

3

Category : Locali, Viaggi

Prima di andare al sodo, permettetemi una digressione autocelebrativa. Era la mia prima volta ad Amsterdam e nell’organizzare il weekend mi sono detto “perchè non testare di persona se PintaPerfetta.com è davvero utile per chi viaggia alla ricerca di birra come ci vantiamo?”
Il risultato è stato ottimo, anche perchè Amsterdam è una delle città più coperte dal nostro blog. Ho visitato tutti i posti di cui abbiamo parlato (*) e per tutti ho trovato che la scheda fosse utile ed esprimesse giudizi corretti. Se poi ci aggiungiamo che i posti in questione erano tutti più che meritevoli, con menzione speciale per l’Arendsnest, allora non vedo proprio l’ora di provare altre città.

Ma, parlando con Alessio, viene fuori che sul sito manca ancora una scheda importante, quella del Beertemple. Perchè? Facile, perchè il pub ha aperto solo da una manciata di giorni ed io sono il primo di noi a poterlo provare.
Le premesse sono delle migliori. Creato da Peter van der Arend, il proprietario dell’Arendsnest, vuole essere per le birre americane ciò che l’Arendsnest è per le birre olandesi. Non solo, ma il Beertemple si vanta di essere l’unico pub in Europa ad essere specializzato in birre artigianali made in USA – e ammetto che mi piacerebbe aver girato abbastanza da poter confermare o smentire quest’affermazione. Quello che è certo è che la selezione è impressionante, sia alla spina che in bottiglia.

Andiamo con ordine. Il Beertemple si trova in pieno centro, vicinissimo a piazza Dam e a pochi passi dal Bierkoning. Il locale non è grande e l’ambiente è da birreria moderna, tavoli e sedie sono di legno ma non sono “vintage looking”. Ciò che cattura maggiormente l’occhio sono da un lato il grande bancone, con dietro le spine (una trentina, non ancora tutte attive) e due frigoriferi ai lati, dall’altra l’enorme lavagna delle bottiglie. Il resto del locale è prevedibilmente pieno di bottiglie vuote e di gadget dei vari birrifici. In fondo alla stanza principale c’è anche una seconda sala leggermente rialzata con pochi tavoli, a memoria direi non più di 4 o 5.

La selezione di birre è, come già accennato, impressionante. Escludendo qualche spina commerciale, il nocciolo dell’offerta è dato da Anchor, Flying Dog, Great Divide e Left Hand, tutte brewery con le quali si va sul sicuro. Per “testare l’impianto”, ho provato qualche birra che già conoscevo ma che non avevo mai bevuto alla spina (Anchor Liberty Ale, Flying Dog Old Scratch) e mi è parso che entrambe guadagnassero in bevibilità rispetto alle versioni in bottiglia. A seguire, una ottima Great Divide Titan IPA e in chiusura una Saranac Pumpkin Ale in bottiglia.
Lo so, le pumpkin ale non sono esattamente il massimo (e questa non fa certo eccezione). Il fatto è che volevo provare qualcosa in bottiglia, ma l’elenco è talmente lungo che alla fine mi sono affidato al barista chiedendogli una bottiglia della cosa più strana che si può trovare nel pub. Beh, strana era strana, poco da dire. Ad ogni modo la scelta è vastissima, il sito ufficiale elenca 50 tipi di bottiglie ma a me sembra di ricordare che la lavagna ne elencasse anche di più.

Ultima nota, i prezzi sono più che onesti, in media 3,50 € per la mezza pinta e 5,50 € per la pinta, più variabili quelli delle bottiglie, ma la maggior parte delle 33cl non superano i 5 €.
Un ottimo esordio, quindi, quello del Beertemple, e non poteva essere altrimenti. Con 2 soli mesi di vita alle spalle si piazza di diritto tra i pub da non perdere di Amsterdam, nonchè una vera Mecca per gli appassionati di birre americane (e in Europa ce ne sono sempre di più).

(*) In realtà non sono stato al Wildeman perchè… ehm… mi sono dimenticato che è chiuso la domenica. Però a fine mese rimedio, eccome se rimedio…