Selezione Birra Rimini 2011 – report

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Category : Birra, Fiere

Quella che si A? conclusa martedA� scorso A? stata la mia prima volta alla fiera di Rimini, quindi questo report sarA� per forza di cose un giudizio senza termini di paragone diretti con le edizioni precedenti. Detto questo, vi invito a rileggere i report di Mattia dedicati alle edizioni 2009 e 2010, giusto per darvi un termine di paragone almeno con il passato piA? recente.

Selezione Birra 2011 A? stata soprattutto, per me, una buona occasione per provare i nuovi birrifici o quelli che provengono da regioni lontane, quelli che non trovo con facilitA� nei pub del nord, oltre che per chiacchierare e fare assaggi in compagnia di amici vecchi e nuovi.

Grandi cose mi hanno detto di Ducato e Borgo, ma, mea culpa, in fiera non ho assaggiato nulla. Per quanto riguarda i primi (a cui rivolgo i complimenti per la razzia di premi nel concorso Birra dell’Anno di Unionbirrai), l’occasione si presenterA� giA� il prossimo weekend a Milano.

ParlerA? pochissimo del concorso, non avendo provato almeno due terzi delle birre premiate, anche se lascia un po’ perplessi vedere come tanti nomi storici o affermati siano assenti tra i premiati. Non so, provo a ipotizzare una voglia di premiare chi si A? appena presentato sul mercato con prodotti indubbiamente di ottimo livello, anche se forse A? un po’ presto per definire le loro birre come tra le migliori prodotte a livello nazionale.

Del lanciatissimo birrificio Foglie d’Erba ho provato pochino, anche perchA� il loro stand era spesso inesorabilmente vuoto (fino al pomeriggio inoltrato) oppure preso d’assalto. C’A? stato modo di fare un assaggio di BabA?l, birra che sembra suscitare entusiasmi che ancora non capisco. Avevo avuto sottomano una bottiglia presa al Domus Birrae di Roma, era discreta ma non mi dava grandi sensazioni. Mi ero ripromesso, anche per i tanti elogi spesi da amici e conoscenti, di riprovarla. Speravo che in fusto potesse darmi quel qualcosa in piA?, ma non ho notato grandi differenze. Rimando alla prossima occasione, chiedendomi perA? che senso abbia che un birrificio sia certificato per la salvaguardia di aghi e resine di pino. Misteri delle birre di montagna (a proposito, il dominio del birrificio mi sembra un bel colpo di genio). Complimenti anche per lo stand, uno dei pochi facilmente riconoscibili.

Tra i tanti birrifici visitati, un plauso a Bad Attitude per l’attenzione dimostrata nei confronti dei blogger (prima il progetto Tasting Room, poi gli inviti alla fiera) e per lo stand, curatissimo come e piA? che all’Italia Beer Festival diA� Torino. Per me A? stata la prima occasione per provare le loro produzioni in fusto e per testare, sia dalla lattina che dalla spina, l’ultima nata Kurt, una pale ale beverina e paracula quanto basta.

Molto attesa era anche la Working Class Mild di Toccalmatto, alla primissima cotta. Il risultato A? una mild molto piacevole e molto inglese ma che manca di quella caratterizzazione tanto tipica delle produzioni del birrificio fidentino: chiacchierando con Allo e Bruno l’intenzione sembra proprio quella di intervenire in tal senso. Le altre produzioni, a partire da birre ormai classiche come Zona Cesarini e Stray Dog Bitter, si confermano invece di altissimo livello.

Sempre sulla linea dei birrifici “amici”, non potevo non esimermi da un salto dai brianzoli di Menaresta: un po’ la voglia di provare la Bevera, birra originariamente destinata al Bardo di Carate Brianza e arrivata nientemeno che a Roma, vera Hollywood della scena birraria italiana, un po’ la voglia di provare la nuova Verguenza, che nella sua versione iniziale (estate 2010) avevo trovato un po’ troppo ruvida e con una nota un po’ alcolica. La nuova versione corregge gli eccessi di gioventA? diventando una luppolata di valore assoluto. Sempre restando in Brianza, ottima anche la TripA? di Lariano, tripla belga senza gli eccessi da dolcione.

Luci e ombre nei miei assaggi di Opperbacco: bene TriplIpa, un po’ anonima Eipiei, un po’ un dolcione la 10elode. Meglio, forse anche perchA� meno impegnative, le produzioni di Brewfist, senza tanti fronzoli ma assolutamente godibili. Promossa in particolare la Burocracy, ma buone sensazioni anche dalle altre produzioni. RipasserA? da entrambi a Milano.

Sono rimasto un po’ deluso, invece, dalla Castigamatt di Rurale, che perA? vince il primo premio nella sua categoria. Forse me l’aspettavo diversa, chissA�. Ad ogni modo, le altre birre (Blackout e Terzo Miglio) si confermano su livelli altissimi. Resta la perplessitA� qualche dubbio, tornando al concorso, per una categoria-calderone che racchiude birre scure che vanno dalla Confine del Bidu (sei gradi, non starebbe meglio a far la gara con le altre stout o porter?) fino alle piA? impegnative Imperial Stout e Double IPA…

In conclusione: Pianeta Birra (questo il nome storico della fiera) A? stato per tanti anni un colossale carrozzone della birra e del beverage che fa i grandi numeri, con tutti i piA? grandi nomi delle multinazionali del settore presi ad allestire stand faraonici con cui conquistare il favore di piccoli e grandi clienti. Negli ultimi anni, tutto questo A? andato scomparendo, trasformando quella che era la fiera nazionale del settore birra in quello che A? un lussuoso (a giudicare dal prezzo dell’ingresso) appuntamento destinato a replicare vagamente gli stilemi del Salone del Gusto, con un solo padiglione dedicato alla birra, e neanche per intero (un padiglione per intero, invece, era dedicato all’olio extravergine di oliva), con stand piA? disparati che arrivavano a includere il Consolato (o era l’Ambasciata? o la camera di Commercio? boh) della Namibia. Tutte queste riflessioni ho cercato di farle con amici appassionati e con qualche birraio, oltre che con Simone Monetti di Unionbirrai, che perA? invitava (giustamente) a guardare il bicchiere mezzo pieno del settore artigianale che rappresenta. Un po’ le stesse riflessioni le ha fatte con un post una persona ben piA? autorevole di me, che esprime un po’ lo stesso spaesamento. Insomma, solo il futuro saprA� rispondere agli interrogativi sulle prossime edizioni di questa manifestazione.

(solito ringraziamento a Moreno e Simona per le foto dell’articolo)

Real Ale Party – Arrogant Pub (Scandiano, RE)

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Category : Eventi, Festival

Rompiamo il silenzio santo del venerdA� sera per una notizia che abbiamo avuto in anteprima, e non potevamo certo tenerla per noi. Alle dell’Arrogant Pub di Scandiano (RE) ci ha appena informati che conviene a tutti tenersi liberi per la serata dell’11 Dicembre e la Domenica 12, e prendere l’auto, il calesse, l’aquila o l’elicottero e dirigersi o farsi paracadutare all’Arrogant con della sete.

Per la prima volta in Italia, ci sarA� una serata interamente dedicata alle Real Ales a pompa: ne verranno servite ben otto in contemporanea. La serata dell’11 sarA� completamente dedicata alla Gran Bretagna, con 4 produzioni della Orkney Brewery (Red McGregor, Dragonhead, Raven Ale e Northern Light), due BrewDog (Trashy Blonde, e Punk Ipa) e tre della Ridgway (Ivanhoe, la magnifica porter Quercus e la Foreign Ex. Stout). Una scelta davvero difficile, niente di meglio da fare se non provare tutte!

Il weekend a tema proseguirA� la domenica (dalle 13:00 in poi), quando verranno spinate, tutte a pompa anche questa volta, specialitA� italiane: Notte Celtica (Real Beer), Wagoner Porter (White Dog), Cinnamon Bitter Ale (Birr. Italiano), Zona Cesarini con dryhopping di Sarachi Ace e l’ultima uscita Stray Dog con dryhopping Citra (entrambe di Toccalmatto), l’ArtigianAle (Bi-Du), Des (Birr. Lambrate) e la Miloud (Birr. Lariano). Anche per la domenica la scelta A? al limite dell’imbarazzo/soggezione, con specialitA� nuove, confermate o in versioni particolari.

La domenica A? anche organizzato il pranzo tipico: tortelli, arrosto, cotechino. Solo su prenotazione a 18a��.
Che altro die se non “ci vediamo lA�”?

mattia

p.s. cliccate sulla locandina per vederla ingrandita!

Orobie Beer Festival – il mio report

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Category : Birra, Festival

L’Orobie Beer Festival 2010 A? stato il primo dei due eventi estivi organizzati nel mese di luglio dalla sezione bergamasca di Mo.Bi., vale a dire la attivissima Compagnia del Luppolo.

Un evento molto atteso, sia per l’indubbia qualitA� dei birrifici giA� noti coinvolti che per la possibilitA� di poter conoscere le novitA�, sia in termini di birrifici che di nuove produzioni.

Ma andiamo per ordine. Sabato sono arrivato nel primissimo pomeriggio al The Dome, un locale che visto da fuori sembra un sogno di Fox Mulder dopo una abbondante peperonata, situato all’inizio della val Seriana in quel di Nembro (BG) e inaugurato poco meno di un anno fa da Michele Galati dell’Abbazia di Sherwood.

Giornata soleggiata e afosa, con gruppetti di appassionati che via via raggiungono il festival e fanno scorta di gettoni da degustazione. Il formato sembra un po’ replicare quello del Villaggio della Birra, con apertura limitata al sabato e alla domenica, ma che comincia giA� piA? o meno all’ora di pranzo (domenica) o subito dopo (sabato). La grossa differenza sta nell’offerta birraria, che in Toscana A? dedicata soprattutto al Belgio, mentre qui A? dedicata ai birrifici italiani, con la sola eccezione di un habituA� degli eventi targati Michele Galati, vale a dire lo svizzero JA�rA?me Rebetez del BFM, che oltre a portare un paio di birre A? presente nella giuria tecnica incaricata di decidere le produzioni migliori del festival. Come al Villaggio, l’apertura pomeridiana A? amata soprattutto dagli appassionati, che nella tranquillitA� dell’assolato pomeriggio trovano l’habitat ideale per chiacchiere con i birrai o con amici e conoscenti che seguono con regolaritA� questi appuntamenti.

Decido di dedicare il sabato soprattutto alle scoperte e alle novitA�. Ma da cosa partire, con un’offerta cosA� sterminata?A� Da Extraomnes, vale a dire Luigi “Schigi” D’Amelio. Le birre presenti (in bottiglia) sono due, di chiara ispirazione belga, una blonde e una tripel. Assente la Saison, di cui pure qualcuno (ma non ricordo bene chi) mi aveva detto buone cose. Escludo, per temperatura e orario, la piA? corposa e mi dedico alla blonde. Una birra che mi ha colpito come poche tra quelle del festival, semplice, beverina e per niente banale, che giA� al primo sorso sembra un classico. Carine anche le etichette, semplici e di buon impatto visivo.

Di blonde in blonde, per il secondo assaggio faccio meno strada possibile, affidandomi allo stand confinante, vale a dire quello dei genovesi di Maltus Faber. La novitA� del festival A? alla spina, e come il nome stesso suggerisce (Blonde Hop) A? una versione della classica Blonde con dry hopping. Il risultato A? notevolte, e risulterA� una delle birre piA? apprezzate del festival.

Sempre nell’ottica di tenermi su birre leggere, raggiungo Maurizio Cancelli allo stand del birrificio Lodigiano. Maurizio A? stato protagonista di diverse degustazioni e presentazioni alla Locanda del Monaco Felice a Suisio (BG), e in questi anni ci A? capitato di assaggiare numerose produzioni nel suo peregrinare di birrificio in birrificio (BABB, Manerba, Lambrate, ora Lodigiano). La sua pils (anch’essa con dry hopping) non delude, anzi, e nel corso del pomeriggio avrA? modo di chiacchierare con Maurizio di progetti per il futuro. Meno entusiasti i commenti dei conoscenti (non ho avuto modo di verificare) sulle altre due produzioni, in particolare la bitter pare non fosse troppo in forma.

E’ quindi il momento di raggiungere Valter Loverier, che sta dietro al banco e con passione e gentilezza spiega le sue birre. Che dire delle Loverbeer? Il mio primo assaggio di Madamin A? stato circa una settimana prima del festival quando ho conosciuto Valter, e sono rimasto colpito, dopo le tante parole positive spese su di lui da amici e conoscenti che giA� avevano avuto modo di provare le sue produzioni. Nel weekend ho avuto modo di provare le altre due produzioni presenti e di riassaggiare la prima: la Beer-bera A? vinosa e beverina, mentre la Papessa (l’unica delle tre servita alla spina) A? una vera sorpresa, una imperial stout tutt’altro che scontata e moderatamente (per il genere) alcolica. Nella mia scala di gradimento, la Beer-Bera resta leggermente dietro alle altre due, ma sono tutte e tre produzioni entusiasmanti di un produttore originale che sta raccogliendo tutta la meritata attenzione.

Il resto del pomeriggio di sabato passa attraverso qualche scambio di battute con Paolo Polli (che promette scintille sulla guida Eurhop), la visione del partitone Germania-Argentina, un paio di assaggi di Zona Cesarini di Toccalmatto (purtroppo servita a temperatura eccessiva) e un giro da Enrico di Menaresta, per la nera Pan-negar (ottima come la ricordavo) e per bere una Verguenza ascoltando gli scambi di opinione tra Marco Valeriani (l’homebrewer che l’ha prodotta presso Menaresta) e Stefano Ricci.

Tra una birra e l’altra, ovviamente, c’A? spazio anche per uno spuntino. Il numero di proposte A? abbastanza limitato, la qualitA� buona, i prezzi onesti. Ottimi gli anelli di cipolla e il piattino di formaggio e salumi locali, buona anche la salamella, un po’ insapori invece i primi piatti.

La domenica invece scorre piA? tranquilla, quasi sonnacchiosa. Arriviamo appena in tempo per incrociare qualche amico presente fin dal pranzo, ma in generale c’A? meno gente rispetto al giorno precedente. A differenza del giorno precedente, che ho dedicato soprattutto alle nuove produzioni, mi dedico a un giro di “ripassi” di produzioni note, magari non bevute ultimamente. Trovo la Wabi in forma strepitosa, e pur avendo buoni profumi e una discreta luppolatura in passato l’avevo trovata poco interessante. Saranno le 5 stelle appena ricevute da Slow Food, sarA� la stagione propizia, ma non l’ho mai trovata cosA� buona.

Tra una Groovin’ Hop (Toccalmatto) e un paio di produzioni toscane (BK di Olmaia e Contessa di Amiata, che in teoria sarebbe una IPA) trovo tempo e modo di fare il ripasso delle tre produzioni Bi.Du. presenti: SuperanAle, Black Mamba, Rodersch. La prima A? una riscoperta e non la bevevo da almeno un anno e mezzo, per chi non la conoscesse A? una specie di ArtigianAle con un’esagerazione di luppoli, la seconda la favolosa stout estiva di Beppe Vento, la terza invece ha reso popolare il genere kolsch tra i produttori artigianali italiani.

Ah, come accennavo sopra, c’era un concorso con giuria. I primi due posti sono andati a due produzioni gemelle di Maltus Faber (Blonde e BlondeHop, unica differenza nota il dry hopping sulla seconda), il terzo a un classicone di Menaresta (Bockstaele Dirk), quarta piazza sempre per Menaresta con la “birra ospite” Verguenza, quinto per la Madamin di Loverbeer. Una scelta (quella delle prime due) che mi lascia un po’ perplesso, perchA� se A? vero che la birra A? buona ed A? giustamente piaciuta alla giuria, mi fa un po’ strano vedere due versioni della stessa produzione premiate insieme, e vedere al primo posto una delle poche birre in bottiglia di tutto il festival. Le altre posizioni non ci sono note, purtroppo, forse sarebbero servite a capire meglio la classifica finale.

Concludendo, il bilancio sulla prima edizione dell’Orobie Beer Festival A? ampiamente positivo, e ci auguriamo che possa diventare un appuntamento fisso dell’estate birraria. Vi salutiamo con questa ultima foto…

(un ringraziamento a Moreno e Simona per le foto presenti sull’articolo e per gli scambi di idee e assaggi durante il festival)

Report: Italia Beer Festival Milano 2010

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Category : Festival, Fiere

Anche quest’anno si A? svolto l’ormai tradizionale festival milanese della birra organizzato dalla Associazione Degustatori Birra di Paolo Polli. Il luogo era lo stesso della passata edizione (il Palalido di piazza Stuparich, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici o in automobile), il biglietto di ingresso non troppo caro, specie sottoscrivendo il miniabbonamento per i piA? giorni o entrando dal pomeriggio (o dall’aperitivo nel caso del venerdA�).

Avendo presenziato a tutte le edizioni passate (comprese le prime svoltesi presso fiera Milanocity con il vecchio nome di Salone della Birra Artigianale e di QualitA�), attendevamo con una certa trepidazione la manifestazione, un po’ per rivedere “le solite facce” da fiera della birra (noi compresi), un po’ per saggiare lo stato di salute della scena microbirraria italiana.

Da parte mia, dopo anni passati a cantare le lodi di produttori ormai storici come Bi.Du., Ducato e Orso Verde, o di altri giovani ma giA� affermati come Toccalmatto, c’era soprattutto voglia di assaggiare i prodotti un po’ meno noti o di difficile reperibilitA�.

VenerdA� arrivo con amici nel tardo pomeriggio. E’ ancora tutto molto tranquillo, si incontrato vecchi amici, si parla e beve in tranquillitA�. Parto con una Re Hop di Toccalmatto mentre ancora mi sto guardando intorno, cercando qualcosa che solletichi la mia curiositA�. Sorseggiando e chiacchierando arrivo cosA� allo stand del birrificio Henquet di Ovada (AL), che mi colpisce per diversi motivi: la presenza dell’intero assortimento alla spina, e il fatto che tutte le birre fossero di stili tipicamente tedeschi. Fatto non nuovo in sA? nel panorama artigianale italiano, ma la professionalitA� e la passione lo facevano spiccare rispetto ai tanti produttori stile “facciamo una bionda, una weiss e una doppio malto”. Ottima anche la scelta di far provare un sorsetto delle birre prima della conferma. Tra venerdA� e domenica ho avuto modo di provare la Pils, la Munchner Helles e la Schwarz, e tutte e tre mi sono sembrati prodotti di ottimo livello.

Per scoprire un birrificio interessante un ottimo sistema A? guardare dove vanno i mastri birrai stessi quando non sono al loro stand. E’ stato cosA� (seguendo le tracce di Beppe Vento del Bi.Du e di Cesare Gualdoni dell’Orso Verde) che venerdA� ho scoperto la favolosa Calypso del birrificio Valcavallina, una delle poche birre a cui ho dedicato il “ripasso” durante la visita domenicale, oltre che la mia personale preferenza come birra preferita del festival. A proposito: delle tre birre premiate in fiera l’unica che ho assaggiato A? la vincitrice, l’ottima Winterlude del Ducato.

Note positive anche dal birrificio Rurale, di cui avevo conosciuto uno dei mastri birrai in occasione della giornata sulle bitter al birrificio Italiano di Lurago Marinone. Davvero ottime Milady (bitter) e Terzo Miglio (APA fresca vincitrice del primo premio di Unionbirrai), mentre non ho provato la blanche.

Gli amici del birrificio brianzolo Menaresta hanno portato tutte le produzioni regolari, con la curiositA� di provare la ottima San Dalmazzo sia con la spinatura classica che a pompa. L’inedita soluzione (almeno per la San Dalmazzo) ha portato a risultati davvero sorprendenti.

Un po’ cosA� cosA� la Due Colpi del birrificio Bauscia, annunciata dal mastro birraio come “troppo giovane”. In effetti pur piacevole non lascia traccia e rimane un po’ anonima al palato: mi riprometto di riassaggiarla tra qualche settimana a piena maturazione. In formissima invece la 30, birra meravigliosamente fresca e piacevole che qualche mese fa avevo avuto modo di provare in bottiglia. Alla spina, come immaginabile, guadagna in freschezza e aromaticitA�, mentre la beverinitA� A? assicurata dal corpo leggerissimo e dalla speziatura gradevole e bilanciatissima. Salvia, luppolo Nelson Sauvin, lichees e tanta freschezza, si candida a essere la “birra dell’estate”. Nota di colore aggiunta, la presenza venerdA� sera dell’attore hard Franco Trentalance per la promozione della suddetta, definita dall’abile marketing “birra afrodisiaca”.

Una tradizione che si rinnova A? quella dell’uso del randall con fiori di luppolo: non ricordo se l’avevo scoperto in passato applicato alla Backdoor Bitter dell’Orso Verde o alla Artigianale del Bi.Du., dato che le ho scoperte insieme e sono tra le mie artigianali italiane preferite. Quest’anno, comunque, toccava alla Artigianale e non ce la siamo fatta sfuggire:

Positiva la scelta di liberare lo spazio centrale precedentemente occupato dagli stand per inserire dei tavoloni certo piA? adatti alle pause dei seggiolini in plastica del palazzetto, giudizio sospeso invece sul sistema per la lavatura dei bicchieri. Rispetto agli anni scorsi non sembrava dare problemi di affidabilitA�, ma un solo lavatore A? forse un po’ pochino per una manifestazione del genere. Una soluzione gettonatissima A? stata quella di sciacquarli nei bagni, mentre qualche birrificio piA? lungimirante aveva lasciato una linea di spina per il risciacquo dei bicchieri. Buona anche la scelta di abbandonare l’improbabile grigliata latinoamericana dello scorso anno per affidarsi ai collaudati panini made in BQ.

Concludendo, insomma, l‘Italia Beer Festival si conferma come un appuntamento imperdibile per appassionati e curiosi, organizzato con efficienza e con la presenza di alcuni tra i birrifici piA? interessanti del panorama nazionale. Cercheremo di esserci anche la prossima edizione.

Ancora eventi: febbraio/marzo!

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Category : Fiere, Rassegne

Per chi fosse distratto e non consultasse il calendario qui a fianco 🙂

Riepiloghiamo qui gli eventi di febbraio che ancora non avevamo segnalato e i nuovi appuntamenti per marzo.

Public House 27 – Firenze (febbraio/marzo/aprile)
Serie di incontri domenicali con i birrai di L’Olmaia, Mostodolce, BrA?ton, Birrificio del Ducato e Birra del Borgo. Il tutto organizzato da Public House 27, FermentoBirra e Studio Umami.

Il calendario in breve prevede:
– 7 febbraio: L’Olmaia
– 21 febbraio: Mostodolce
– 7 marzo: BrA?ton
– 21 marzo: Birrificio del Ducato
– 4 aprile: Birra del Borgo

Inoltre le birre di ciascun birrificio saranno disponibili presso il locale per circa due settimane dalla data dell’incontro.

RistorExpo/Birre e dintorni – LarioFiere/Erba (CO) (14-17 febbraio)

Ristorexpo, salone dedicato alle attrezzature, prodotti e servizi per la ristorazione professionale, vedrA� quest’anno uno spazio dedicato al mondo della birra artigianale italiana, o piuttosto regionale.
La manifestazione prevede degustazioni guidate gratuite e la partecipazione diretta dei birrifici Bi-Du, Birrificio Italiano, Doppio Malto, Lariano, Menaresta e Orso Verde.

Segnaliamo, inoltre, che alla manifestazione sarA� presente anche uno stand della Locanda del Monaco Felice (pad.A), che porterA� in degustazione 20 spine di birra artigianale (di cui 5 a pompa) di birrifici italiani ed esteri tra cui Kerkom, Spezial, Jever, Radeberger, Ducato, Theresianer, Brew Dog e Ridgeway.

L’ingresso A? gratuito per gli operatori del settore muniti di invito, mentre il prezzo di ingresso al pubblico “non professionale” A? di 7a��.

Italia Beer Festival – Milano (5-7 marzo)

Rinnovato l’appuntamento con l’Italia Beer Festival a Milano. Per questa quinta edizione, Associazione Degustatori Birra prevede la partecipazione di ben 31 birrifici, alcuni eventi tra lunedA� e giovedA� prima della manifestazione presso alcuni locali della cittA�, musica dal vivo e stand gastronomici.
I prezzi dell’ingresso alla fiera:
8 Euro comprensivo di bicchiere e porta bicchiere;
Prezzo ridotto (6 euro) per chi entra il venerdi’ prima delle 19, il sabato prima delle 17 e la domenica prima delle 15;
Ingresso e consumazioni gratuite il lunedi’ per i soli operatori previa presentazione visura camerale.

L’appuntamento A? al Palalido (piazza Carlo Stuparich), noi di Pintaperfetta non mancheremo sicuramente!

Un tram che si chiama desiderio…di birra! – Milano (20 marzo)

Occasione insolita per degustare birra artigianale facendovi scorrazzare in giro per le strade di Milano in tram, in compagnia di ottimi mastri birrai.

L’evento A? organizzato da Bomb’s Guide e prevede la partecipazione dei birrifici Bi-Du, Orso Verde, Lambrate, Olmaia e Montegioco, ciascuno con il proprio birraio.

Prenotazione ovviamente obbligatoria.

Costo 32a��, che comprendono passaggio tram, birra a volontA� e buffet.