Capitano quei weekend lunghi in cui uno non abbia niente da fare. E se uno si organizza per tempo, quei weekend lunghi possono diventare un’ottima scusa per farsi un giro nel Belgio birraio. Quello che ci accingiamo a fare è un resoconto sul nostro viaggio di 3 giorni in Belgio, alla ricerca delle migliori birrerie, in modo tale che possa servirvi come guida se volete ricalcare le nostre orme. I dettagli su alcuni locali dove andare a bere arriveranno in seguito, ma anche le informazioni logistiche possono essere d’aiuto – e per adesso ci atteniamo a quelle.
Il viaggio inizia il venerdì mattina da Parigi, dopo aver noleggiato una macchina; ma siccome abbiamo fatto tappa all’aeroporto di Charleroi per prendere degli amici in arrivo dall’Italia (moltissimi i voli lowcost disponibili), possiamo considerare di partire da lì. Ci sono vari autonoleggi, e non avrete problemi.
Dove dirigersi inizialmente? La nostra idea era partire dal sud del Belgio, e progressivamente dirigersi verso nord. E così abbiamo fatto. Purtroppo la Brasserie Rulles era chiusa, quindi la prima tappa è stata la Fantome, nello sperduto villaggio di Soy, sulle Ardenne. Ci vogliono meno di 2 ore di macchina da Charleroi. La Fantome si è rivelata un disastro: il proprietario, nonostante ci avessimo fissato proprio il giorno prima via mail, si era assolutamente scordato di noi, e doveva andare via causa impegno urgente. L’affidabilità non è il suo forte; e questo si vede anche dalle birre, che alternano ottime produzioni e birre mediocri. Comunque il sabato e la domenica pomeriggio ci ha assicurato che la sua taverna, accanto alla birreria, è aperta. Tra l’altro, per andare a Soy passerete vicino a Rochefort; ma lì purtroppo non c’è nulla da vedere, e nemmeno un pub ufficiale dove bere la famosa trappista. Non bisogna comunque disperarsi: la zona delle Ardenne è ricchissima di birrifici, e a nemmeno 20 minuti di distanza si trova Achouffe, con l’altrettanto noto birrificio. La taverna è aperta la sera e propone ottimo cibo (per essere in Belgio) e birra in quantità a prezzi più che onesti. C’è anche il liquore al caffè da loro prodotto. E’ probabilmente l’unica taverna ufficiale di un birrificio dove potrete mangiare decentemente, quindi approfittatene senza timori. Ci sono anche molti piatti cucinati con la birra (coniglio alla Chouffe, costine di maiale alla McChouffe).
Davanti alla taverna c’è anche un’altro pub, che serve ovviamente tutta la linea Achouffe come ci hanno abituato: Chouffe, McChouffe, Chouffe N’Ice (natalizia) d’inverno, Chouffe Bok d’autunno, e alcuni cocktail Chouffe. Personalmente credo che le più riuscite siano sempre Chouffe e McChouffe. Però, a differenza della taverna della Achouffe, qua si trova anche la Lupulus d’estate: la nuova birra del precedente proprietario della Achouffe (prima che fosse comprata dalla Duvel/Moortgat). Avremo modo di parlarne in seguito, ma se vi capita l’occasione, non lasciatevela sfuggire: la Lupulus è veramente ottima.
Dove passare il resto della serata? A meno di 15 minuti di macchina da Achouffe (che è un po’ sperduto nel nulla) si trova la piccola cittadina di La-Roche-en-Ardennes, decisamente più grande di Achouffe. E’ un luogo di passaggio per camionisti: la sera, vicino al ponte c’è un pub aperto fino a tardi (per le usanze nord-europee). Alla spina ha sempre Chouffe più altre birre meno conosciute, ma se di Chouffe non ne potete proprio più, ha anche una vasta selezione di trappiste in bottiglia ai soliti prezzi irrisori (tutto meno di 3 euro). E ovviamente, il bicchiere è abbinato alla bottiglia.
Potete anche dormire in questo paese. Ci sono molti alberghetti a prezzi dignitosi; se pagate in contanti e dormite in molti nella stessa stanza, probabilmente riuscirete anche a strappare uno sconto. E dopo tutta la Chouffe che avrete bevuto, potrete fare anche voi il Live at Wembley.
Giacomo e Davide
(foto: courtesy of Duccio)










