Festival “Le bire de Nadal” al “Dome” (BG)

Category : Eventi

Presso il “The Dome” di Nembro va in scena nel weekend del 18-19 e 20 Dicembre la prima edizione del Festival “Le bire de Nadal”. Riportiamo qui le anticipazioni scritteci da Michele Galati.

Birre alla spina:
K9 (Flying Dog), Avec le Bons Voeux (Dupont), Christmas Ale (St. Bernardus), Christmas (Gouden Carolus), Pere Noel (De Ranke), Cuvee de Noel (St. Feuillien), Bashah & Stones (Brewdog), Santa’s Butt (Ridgeway), Bad Elf (Ridgeway), Santa’s Little Hepler (Mikkeler), Winterkininkske (Kerkom), Rasputin (De Molen), Tsjesees 2008 (Struise), Birra di Natale (Orso Verde), Brighella (Lambrate), X-treem (Bidu), Anteprima&Ultima (Montegioco).

Birre in bottiglia:
K9 (Flying Dog), Avec le Bons Voeux (Dupont), Christmas Ale (St. Bernardus), Christmas (Gouden Carolus), Pere Noel (De Ranke), Christmas 09 (Anchor), Tournay de Noel (Cazeau), Hibernation Ale (Great Divide), Rochefort Cuvee 09, N’Ice (Achouffe), Cuvee Mellieur Voeux (Rulles), Tsesees Reserva (Struise), Stille Nacht (De Dolle), Fra…Til (Mikkeler), Santa’s Little Hepler 08, Star Festival Special Ed. (Mikkeler), Cru de Noel (Almond 22), Birra di Natale (Maltus Faber), Platinum (Croce di Malto).

Birre “vintage”:
N’Ice (Achouffe), Christmas 07 (Anchor), Tournay de Noel (Cazeau), Rochefort Cuvee 08, Tsesees Reserva (Struise), Pannepot Reserva (Struise), Stille Nacht (De Dolle), Pere Noel (De Ranke), Cuvee Mellieur Voeux (Rulles), Santa Bee (Boelens), Canaster (glazen Toren), Special Noel (Abbaye des Rocs), Special Noel (Binchoise).

Orari di apertura:
Venerdì 18-03, Sabato 14-03, Domenica 12-23
Possibilità di degustazioni da 0,1o

Ci sarà la possibilità di partecipare ai laboratori:

  • Sabato ore 17.30
    Laboratorio “vintage” a 3 nasi, con Kuaska, Schigi e Giorgio
  • Domenica ore 17.30
    Laboratorio “produzioni 2009″ sempre a 3 nasi

Durante i laboratori verranno servite “le stuzzicherie di fabrio”, chef del The Dome
Prenotazione obbligatoria, costo di € 20.00 per laboratorio.

  • Domenica ore 13.00
    Primo pranzo di Natale
    Cannelloni gratinati ricotta & spinaci
    Stracotto di “maiale setoloso” con polenta
    Dolce, caffè e ammazzacaffè
    Ogni portata sarà accompagnata da una birra
    Prenotazione consigliata, costo € 30.00.

Per prenotazioni:
The Dome 035 522555 dopo le 15.00
cell. 3939315880
mail: galati.michele@virgilio.it
thedome1510@gmail.com
info@birrabelga.org

In De Wildeman – Amsterdam (NL)

Category : Locali, Viaggi

Questo è stato il primo posto “da birra” che ho scoperto ad Amsterdam, diversi anni fa, tramite conoscenze. E, proprio lì, scoprii tante cose che per me erano nuove: la Good Beer Guide di Tim Webb dedicata a Belgio e Olanda, l’esistenza della CAMRA e di altre importanti associazioni che promuovono la birra “di qualità”, insomma di una cultura della birra consolidata da pubblicazioni, associazioni di esperti e di appassionati. Tra cui la Alliantie van Bier Tapperijen, di cui il Wildeman è orgoglioso promotore, che raduna i migliori pub olandesi dove trovare birra di qualità.

Un po’ di storia: il Wildeman (o meglio: In De Wildeman, che si traduce come “Dal Cavernicolo”) esiste sotto l’attuale gestione da oltre 20 anni (1986). Da allora, è stato meta importante del turismo birrario mondiale e segnalato su ogni guida possibile dai migliori beer writer al mondo (Tim Webb, Michael Jackson e altri ancora). Allora i bar specializzati in birra erano ancora delle rarità, e per certi versi lo sono ancora.

Il locale, che si trova in un vicolo (Kolksteeg 3) a pochi passi da piazza Dam e 5 minuti di camminata dalla stazione centrale, è una  vera gemma. La passione qui è palpabile nei muri (che hanno visto passare ogni epoca giacché il locale serve liquori da centinaia di anni), nel personale preparatissimo, nei clienti. Non è cambiato molto da allora: qualche ritocco alla lista, il divieto di fumo introdotto dal governo olandese recentemente (prima solo in una delle due sale era vietato fumare), mentre sono rimaste invariate alcune caratteristiche specifiche, l’offerta limitata di cibo (qualche salsiccia fresca molto interessante, qualche formaggio trappista, qualche stuzzichino “da birreria”) e l’assenza totale di musica: silenzio, parla la birra, parlano le persone.

La lista delle 200 birre in bottiglia è dedicata in particolar modo a Belgio e Olanda, ed è suddivisa per tipologia (trappiste, abbazia, acide) o provenienza (il Belgio è diviso in birre fiamminghe e valloni, poi ci sono piccole sezioni dedicate a una selezione di americane, tedesche e via dicendo). Oltre a tutte queste, si trova sempre una selezione di birre fuori lista: per scoprirle bisogna tenere d’occhio le lavagnette al banco o vicino alla lavagna delle spine.

Il meglio, infatti, arriva con i fusti. Non si parla infatti del normale pub di provincia a cui siamo abituati, con le sue linee di spina rigidamente inchiodate ai contratti di fornitura, ma di un locale che fa del continuo rinnovarsi della proposta alla spina un vanto e una bandiera. Le spine sono circa 18, e in pratica l’unica fissa è la Guinness. Il resto delle proposte varia di settimana in settimana, e spesso è facile trovare novità e sostituzioni anche a distanza di pochissimi giorni. In generale, segue certi schemi per coprire le tipologie più richieste (Pils, Weizen, Bock, Tripel e via dicendo) senza disdegnare birre particolari o fuori dagli schemi. Mi limiterò a nominare alcune squisitezze trovate durante la mia ultima trasferta: Hel en Verdoemenis (De Molen, NL), 4 Granen Bock (Jopen, NL), Snake Dog I.P.A. (Flying Dog, U.S.A.) e la Fuller’s E.S.B (UK).

Il modo per conoscere le proposte in anticipo è visitare il pub o sito del Wildeman (in inglese), aggiornato con puntualità.

Guida pratica al Belgio rapido (parte II)

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Category : Viaggi

Riprendiamo il viaggio là dove ci eravamo lasciati, nelle Ardenne. Nella zona vicino ad Achouffe, oltre alla Fantome e alla Rulles (di cui abbiamo già accennato, e che purtroppo erano chiuse – contattate i rispettivi proprietari prima di andare!), c’è un’altra piccola perla da non perdersi: il ristorante/microbirreria Les 3 Fourquets (Google Maps). Lo stabile è una vecchia proprietà del birrificio Achouffe, e infatti si trova a meno di 20 minuti di distanza dall’omonimo villaggio. Quando la Achouffe è stata acquistata dalla Duvel Mortgaat, il vecchio proprietario della Achouffe, Pierre Gobron, ha deciso di tenersi l’attuale Les 3 Fourquets, e trasformarlo in microbirreria. Attualmente produce una sola birra, la Lupulus, un belgian ale con la freschezza della Chouffe di qualche anno fa, e una bella carica di luppolo in più. La sua idea era abbinare buon cibo e buona birra nello stesso posto. Purtroppo al momento il ristorante è chiuso per lavori; noi ci siamo passati lo stesso, e così abbiamo potuto fare quattro chiacchiere col gentilissimo proprietario, che ci ha fatto vedere l’interno del locale e offerto una birra. Potrete anche comprare bottiglie da 75cl dell’eccellente Lupulus (3 euro, un prezzo ridicolo vista la qualità; aggiungo come nota che la Lupulus è piuttosto facile da trovare anche in Italia, in quanto ha un distributore in Veneto). Quando il ristorante sarà riaperto, ci saranno anche tutte le spine del birrificio Achouffe. Vista la bellezza del luogo (d’estate probabilmente è un incanto, noi l’abbiamo trovato innevato), vale la pena farci una visita.

Da lì, abbiamo deciso di spostarci verso nord. Non sono a conoscenza di altri birrifici visitabili con taverna nella zona, oltre quelli già menzionati; quindi era giunto il momento di cambiare regione. Con circa un’ora e mezzo di viaggio si può arrivare nel piccolo villaggio di Tourpes, nella regione dell’Hainaut, sede del famoso birrificio Dupont (Google Maps). Il loro bar è piccolo ma ben fornito: potrete gustare tutte le birre prodotte, alcune alla spina, altre in bottiglia, comprese alcune introvabili nel resto del mondo (una su tutte: la sorprendente pils Redon). C’è anche un negozio di formaggi, sempre prodotti dalla Dupont, e un fornaio, ma il sabato e la domenica sono chiusi. Inoltre avrete modo di intrattenervi con la numerosa gioventù locale.

Secondo noi, una tappa da non perdere, anche se, visto il tipo di clientela, difficilmente sarà aperto fino a tardi. Dove passare la serata, quindi? A Tourpes non ci sono possibilità di pernottare, è un villaggio veramente piccolo. Tuttavia, a 10 minuti di distanza c’è Leuze, attraverso la quale siamo solo passati ma non è piccolissima ed ha sicuramente degli alberghi. Altrimenti, con meno di mezz’ora di macchina si può arrivare in città decisamente più grandi come Mons, Tournai, Kortrijk. C’è solo l’imbarazzo della scelta per alberghi, ostelli, bed & breakfast e, ovviamente, pub. In preparazione per la tappa finale (e più ambita) di questo breve escursione nel Belgio birraio: il selvaggio West.

Giacomo e Davide
(foto: courtesy Bonaga)

Guida pratica al Belgio rapido (parte I)

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Category : Viaggi

Capitano quei weekend lunghi in cui uno non abbia niente da fare. E se uno si organizza per tempo, quei weekend lunghi possono diventare un’ottima scusa per farsi un giro nel Belgio birraio. Quello che ci accingiamo a fare è un resoconto sul nostro viaggio di 3 giorni in Belgio, alla ricerca delle migliori birrerie, in modo tale che possa servirvi come guida se volete ricalcare le nostre orme. I dettagli su alcuni locali dove andare a bere arriveranno in seguito, ma anche le informazioni logistiche possono essere d’aiuto – e per adesso ci atteniamo a quelle.

Il viaggio inizia il venerdì mattina da Parigi, dopo aver noleggiato una macchina; ma siccome abbiamo fatto tappa all’aeroporto di Charleroi per prendere degli amici in arrivo dall’Italia (moltissimi i voli lowcost disponibili), possiamo considerare di partire da lì. Ci sono vari autonoleggi, e non avrete problemi.

Dove dirigersi inizialmente? La nostra idea era partire dal sud del Belgio, e progressivamente dirigersi verso nord. E così abbiamo fatto. Purtroppo la Brasserie Rulles era chiusa, quindi la prima tappa è stata la Fantome, nello sperduto villaggio di Soy, sulle Ardenne. Ci vogliono meno di 2 ore di macchina da Charleroi. La Fantome si è rivelata un disastro: il proprietario, nonostante ci avessimo fissato proprio il giorno prima via mail, si era assolutamente scordato di noi, e doveva andare via causa impegno urgente. L’affidabilità non è il suo forte; e questo si vede anche dalle birre, che alternano ottime produzioni e birre mediocri. Comunque il sabato e la domenica pomeriggio ci ha assicurato che la sua taverna, accanto alla birreria, è aperta. Tra l’altro, per andare a Soy passerete vicino a Rochefort; ma lì purtroppo non c’è nulla da vedere, e nemmeno un pub ufficiale dove bere la famosa trappista. Non bisogna comunque disperarsi: la zona delle Ardenne è ricchissima di birrifici, e a nemmeno 20 minuti di distanza si trova Achouffe, con l’altrettanto noto birrificio. La taverna è aperta la sera e propone ottimo cibo (per essere in Belgio) e birra in quantità a prezzi più che onesti. C’è anche il liquore al caffè da loro prodotto. E’ probabilmente l’unica taverna ufficiale di un birrificio dove potrete mangiare decentemente, quindi approfittatene senza timori. Ci sono anche molti piatti cucinati con la birra (coniglio alla Chouffe, costine di maiale alla McChouffe).

Davanti alla taverna c’è anche un’altro pub, che serve ovviamente tutta la linea Achouffe come ci hanno abituato: Chouffe, McChouffe, Chouffe N’Ice (natalizia) d’inverno, Chouffe Bok d’autunno, e alcuni cocktail Chouffe. Personalmente credo che le più riuscite siano sempre Chouffe e McChouffe. Però, a differenza della taverna della Achouffe, qua si trova anche la Lupulus d’estate: la nuova birra del precedente proprietario della Achouffe (prima che fosse comprata dalla Duvel/Moortgat). Avremo modo di parlarne in seguito, ma se vi capita l’occasione, non lasciatevela sfuggire: la Lupulus è veramente ottima.

Dove passare il resto della serata? A meno di 15 minuti di macchina da Achouffe (che è un po’ sperduto nel nulla) si trova la piccola cittadina di La-Roche-en-Ardennes, decisamente più grande di Achouffe. E’ un luogo di passaggio per camionisti: la sera, vicino al ponte c’è un pub aperto fino a tardi (per le usanze nord-europee). Alla spina ha sempre Chouffe più altre birre meno conosciute, ma se di Chouffe non ne potete proprio più, ha anche una vasta selezione di trappiste in bottiglia ai soliti prezzi irrisori (tutto meno di 3 euro). E ovviamente, il bicchiere è abbinato alla bottiglia.

Potete anche dormire in questo paese. Ci sono molti alberghetti a prezzi dignitosi; se pagate in contanti e dormite in molti nella stessa stanza, probabilmente riuscirete anche a strappare uno sconto. E dopo tutta la Chouffe che avrete bevuto, potrete fare anche voi il Live at Wembley.

Giacomo e Davide
(foto: courtesy of Duccio)

Brasserie d’Achouffe

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Category : Locali

Brasserie d’Achouffe
Rue du Village 32
6666 Wibrin-Achouffe, BELGIO

Per molti di noi, e di voi, questo nome già dice tutto. La Brasserie d’Achouffe (www.achouffe.be) è forse una delle più famose di tutto il Belgio: famosa perchè produce una delle birre più apprezzate, ma anche per aver associato un simpatico gnomo all’immagine del loro merchandising.
Achouffe, che si trova nella parte sud-orientale del Belgio, non lontano dal confine tedesco, è un paese minuscolo, perso tra le verdi colline delle Ardenne (forse la regione paesaggisticamente più bella di tutto il paese) che però non si fa mancare nulla. Proprio qui (Guarda dove si trova Achouffe) gli abitanti del paese, i turisti e gli amanti della buona birra hanno un punto di ritrovo fondamentale: la Brasserie produce quattro tipologie di birra, e tramite la locanda interna, chiunque può assaggiare le specialità della casa.
Le quattro birre prodotte sono:

  • La Chouffe
  • McChouffe
  • Chouffe Houblon
  • N’Ice Chouffe

a cui si aggiunge una birra (Chouffe Bok) che viene prodotta e commercializzata esclusivamente per l’Olanda.
La Chouffe non ha bisogno di grandi presentazioni, è il loro cavallo di battaglia da anni: una birra fruttata, equilibrata, di un gran bel colore biondo torbido, nasconde con tutto il suo gusto una gradazione di 8%. In formato da 75cl. e nel magnum da 1,5lt, è sinonimo di garanzia ed affidabilità: una birra che piace a tutti, davvero “popolare” (nell’accezione positiva del termine). Ormai in Italia la si può trovare anche in alcuni supermercati.
La McChouffe, prodotta solo nel formato da 75cl, è sicuramente meno conosciuta e commercializzata, e purtroppo anche sottovalutata. Risulta una birra gradevole, che si accompagna bene anche ai dessert, e ha un sapore abbastanza fruttato, come la sorella “bionda”, con una particolarità notevole: è una delle pochissime birre aromatizzate al mirto.
La N’Ice Chouffe è la birra stagionale che viene prodotta nel periodo delle festività natalizie. Non una delle grandi Birre di Natale del Belgio, è la tipica birra scura, abbastanza alcolica (10%), speziata (liquerizia) e discretamente dolce. Non è di facilissima reperibilità e non è universalmente riconosciuta come “capolavoro”.
La Chouffe Houblon è una birra a tripla fermentazione, molto luppolata (come una IPA). La produzione è destinata all’esportazione, in particolare negli USA, ma si riesce a trovare anche qui da noi. E’ una birra che lascia un sapore molto amaro in bocca, dovuto alla altissima presenza di luppolo. Il colore è giallo-paglierino, schiuma persistente.

La locanda interna alla Brasserie è graziosa, si mangia abbastanza bene (quantomeno in confronto a molte altre Brasserie belghe) e un piatto come la Trota alle Mandorle è perfetto da associare ad una buona spina. Proprio a fianco della locanda, si trova il negozietto che negli utlimi anni s’è sempre più arricchito di gadget, grazie ad una politica di marketing e merchandising decisamente “aggressiva” e azzeccata – probabilmente anche dettata dal fatto che la Brasserie d’Achouffe è stata acquistata nel 2007 dalla potente Duvel-Moortgat.
Nota di colore: lasciate perdere il mischione che fanno con Chouffe e sciroppo, davvero non ne vale la pena!

In definitiva, un luogo assolutamente da visitare per chi fa della cultura birraia una risorsa, un piacere e una passione: un must da non mancare, come altre Brasserie di cui tratteremo nei prossimi tempi…