Segnalazioni: Venezia Beer Festival (in corso) + Fa’ La Cosa Giusta (Milano) 2010

Category : Festival, Fiere

E’ cominciato ieri (e durerà fino a lunedì 14 marzo) il Venezia Beer Festival, organizzato dal Voodoo Child Pub in via Gorgo 56 a Caltana di S. Maria di Sala (Venezia).

Un assortimento di birra impressionante, forse addirittura esagerato (anche se il grosso è ovviamente in bottiglia) che propone alcune delle migliori produzioni italiane (i ben noti 32 via dei birrai, Toccalmatto, Ducato, Orso Verde, Borgo e tanti altri ancora, alcuni con mastri birrai in loco, altri no), alcuni dei principali importatori (Interbrau, ma anche Ales & Co.) e una scelta smodata di produzioni artigianali belghe, inglesi, tedesche, americane. Interverrà il solito Lorenzo “Kuaska” Dabove ed è prevista la cucina di ricette “di birra” (coniglio alla Westmalle Tripel, pasta e fagioli alla Bi-bock, chi più ne ha più ne metta).

Noi non ci saremo, salvo sorprese dell’ultimora. Abbiamo infatti in programma una festa di addio al celib un weekend di volontariato e impegno sociale. Se qualcuno vuole farci sapere com’è stato saremo lieti di raccogliere le impressioni nei commenti, sul forum o per e-mail (info chiocciola pintaperfetta punto com).

Altra segnalazione interessante per vive in Lombardia è Fa’ La Cosa Giusta 2010, la fiera del commercio equo e solidale, del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Oltre a tutti gli stand che potete immaginare avendo visto un negozietto del commercio equo e solidale, c’è una significativa presenza del mondo birrario artigianale italiano e lombardo. Birrificio Italiano, Rurale, Hibu, Br’hant, Gedeone e Birradamare sono alcuni dei produttori che saranno presenti nei padiglioni 1 e 2 della Fieramilanocity (la vecchia Fiera di Milano, insomma).

Buon weekend birrario, ovunque voi siate.

A giorni: report sul Sussex Beer Festival della CAMRA. Se intanto volete vedere com’è andata lo scorso anno potete leggere il nostro report a cura di Lorenzo.

Birranostra 2010 – Padova

Category : Eventi

Passa da Rovigo a Padova (zona Padovafiere) l’esposizione di birre artigianali di Birra Nostra. Il programma dei partecipanti sulla carta è molto ricco, con il colosso Interbrau in prima fila ma anche con la presenza di numerosi produttori artigianali italiani (Birrificio del Ducato, Birrificio Italiano, Bruton, White Dog e molti altri consultabili nel sito ufficiale ). L’esposizione si svolgerà tra il 6 e il 10 febbraio, dalle 19:30 alle 24:00 (dalle 10:00 alle 18:00 per gli operatori e i partecipanti ai laboratori), con la possibilità di accedere a laboratori di degustazione guidata dall’ottimo Kuaska.
Per maggiori informazioni vi lascio al sito ufficiale, e al futuro report di Pintaperfetta, che ovviamente in queste occasioni non può assolutamente mancare.. :-)

Pianetabirra, Rimini

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Category : Eventi

Nella giornata di Lunedì 16, son stato alla fiera di Rimini per partecipare a Pianetabirra, un’importante rassegna annuale dedicata alla nostra amata birra. Anche gli anni scorsi avevo provato ad andare, ma ogni progetto era sempre naufragato poco prima per via delle difficoltà nel reperire i biglietti. Per accedere alla manifestazione, infatti, o si pagano circa 40 euro di ingresso, o si entra tramite una sorta di “accredito” che possono avere solo i titolari di locali o esercizi commerciali attinenti al mondo birraio. avere uno di questi inviti permette altresì di poter accedere a zone più particolari, come gli stand di Interbrau, di Eurosaga e altri grossi importatori.

Arrivato alle 9:40 di mattina, comincio a prendere familiarità con gli stands, e soprattutto con le spine. La prima che assaggio è la Sierra Nevada IPA, di cui tanto mi han parlato bene i colleghi del blog. Sul mio orologio sono le 9:55. Alla fine della giornata, le birre bevute saranno circa 25. Da ricordare le migliori, ovviamente: Chouffe Houblon, Gouden Carolus che rimane sempre eccellente, Saison Dupont, Rulles Estivale. Ci si sposta quindi verso l’area degli stand italiani, e si trovano i piccoli e forniti banconi delle solite note garanzie: Bi-Du, Orso Verde, Vecchio Birraio, Lambrate. In più, qualcosa di nuovo come Toccalmatto che ha cose veramente interessanti (soprattutto una affumicata) e la conferma dell’eccellenza per quel che riguarda la Verdi Imperial Stout del Birrificio del ducato (già sentita a Villimpenta in una bella serata organizzata da Degustabirra).

Molti altri stand decisamente più commerciali affollano gli enormi padiglioni, ma si può dire che non ci fosse molto altro tranne il reparto italiano e i grossi stand degli importatori.
Durante le varie chiacchierate intraprese, posso dire di aver mangiato assieme ai tre importanti rappresentanti della Augustiner, e di aver conosciuto di persona i mastri birrai di Abbaye des Rocs, Rulles, e i proprietari di Sierra Nevada e della Bosteels.

Infine, la mia opinione. Credo che Pianetabirra sia di gran lunga la miglior fiera del settore, ma mi sento di suggerire (a chi non potrà essere presentato da qualche titolare di locale) di valutare bene il costo dell’ingresso, in quanto le vere specialità sono all’interno di quegli stands che senza invito rischiano, ahimè, di diventare irraggiungibili. Consigliatissimo l’arrivo in prima mattinata di giorno feriale per evitare la ressa del weekend e del pomeriggio.
Mattia

BirraNostra – Report

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Category : Eventi

Ecco il report dall’appuntamento 2008 di BirraNostra a Rovigo, che si è svolto durante tutto il weekend appena passato. Da cosa partire? Dall’organizzazione, che non è impeccabile. La location, seppur bella, rimane particolarmente spoglia e dà un pò l’idea del “vuoto”, avendo un enorme superficie disponibile e così pochi stand. Da rivedere inoltre il rapporto organizzatori-espositori, dato che inizialmente nessuno sembrava sapere dell’esistenza dei tappi e come questi funzionassero.

Praticamente inesistente il servizio di cibarie, con solo un paio di piatti disponibili, e non di grande qualità. Il venerdì, invece, l’unica fonte di sollievo per lo stomaco erano arachidi e grissini, gentilmente offerti dal Birrificio del Ducato e Freccia. La compartecipazione di Slow Food Veneto aveva fatto ben sperare e abbinare birre di qualità a prodotti nostrani non poteva esser più facile e azzeccato, ma evidentemente l’impegno nell’organizzare questo evento è stato pari allo sforzo pubblicitario. La scena delle birre artigianali italiane è senza dubbio in crescita, ma di certo questo evento non puo esser preso come modello per far conoscere queste al di fuori della solita ristretta nicchia di appassionati.

Gli stand presenti erano 10, per un totale di una 40ina di spine diverse, e alcuni nomi buoni non mancavano. A fianco del colosso Interbrau c’erano i più piccoli birrifici come Freccia, 32 via dei Birrai, Birrificio Italiano, Birrificio Lariano, White Dog Brewery, Amiata, MM 1989, Birrificio del Ducato e un paio “multi-marca”, tra cui uno che aveva un paio di spine di Baladin.
Venendo alle birre, scriviamo due diverse recensioni, che segnano il diverso punto di vista di chi di noi c’è stato.

1) Tolte le eccellenti spine che poteva vantare Interbrau (Chouffe, Gouden Carolus Tripel, Kwak, La Trappe) e le sue bottiglie, il resto degli espositori devo dire che non mi ha colpito in maniera eccessiva. Ho provato 11 diverse spine, più qualche assaggio qua e là, e in mezzo a cose buone che dopo elencherò, ho trovato anche qualche obrobrio allucinante. Tra le cose migliori, ho gustato una buona Weizen del Birrificio Lariano, due eccellenti bottiglie da 32 via dei Birrai (Curmi, una blanche, veramente ottima e la Audace) e una buona Strabionda dal Birrifico Freccia. Da segnalare anche una particolarissima Black Rebel Mint Stout del Birrificio Citabiunda di Neive (CN), una stuot corposa, con una bellissima e densa schiuma, con gusto a base di menta piperita. In fin dei conti non sono rimasto nè contento nè dispiaciuto, e probabilmente mi aspettavo qualcosina di più. (Mattia)

2) La delusione data dell’organizzazione precendentemente descritta è stata a mio avviso riscattata da qualche birra di buonissima qualità. Spiccano l’Audace di 32 Via dei Birrai (ottima golden ale rifermentata in bottiglia), la Cinabro del Birrificio Amiata (barley wine ben strutturata, che però mantiene un’ottima bevibilità); particolare menzione personale per il Birrificio del Ducato che ha portato una superba saison (New Morning), un’ottima imperial stout (Verdi) e una non inferiore APA (A.F.O.). (Lorenzo)

Durante tutti i tre giorni si son svolte varie attività collaterali, come la cotta di una birra, le degustazioni guidate da Lorenzo Dabove (in arte Kuaska), e vari incontri di abbinamento cibo-birra.
Nota dolente, i prezzi. Il sistema faceva sì che ogni degustazione (0,2 lt) alla spina costasse 2,50€ e ogni assaggio da una bottiglia, 3€… e fin qua può anche starci. Quello che continuo a non capire sono i prezzi delle bottiglie. Un sistema come quello italiano, che è emergente e poco conosciuto dal grande pubblico, avrebbe bisogno (a mio modo di vedere) di avere prezzi concorrenziali, invece ieri ogni bottiglia andava da un minimo di 7 ad oltre i 10 euro (la media era sui 8,50-9). E’ ovvio che allo stesso prezzio io-consumatore difficilmente sceglierò il prodotto di nicchia italiano, e mi getterò sul prodotto belga di cui conosco tutto, e di cui mi posso fidare. [Lorenzo: un mio amico ha preso 5 bottiglie di Verdi Imperial Stout dal Birrificio del Ducato per 20€, ma sinceramente non so se sia stata una cortesia o se quello fosse il prezzo "ufficiale". In ogni caso a me sembrano esagerati anche i 4/8 euro per bottiglia da 33/75cl belga, soprattutto tenendo conto che si era in fiera]

Altra cosa che mi va di dire. Negli ultimi mesi ho sentito svariate lamentele da parte di proprietari di locali nella mia zona, riguardo al costo dei fusti e, soprattutto, dell’impossibilità di trovare determinate birre. Nei fumi dell’alcol ieri mi son finto organizzatore di feste, e ho scoperto che i prezzi che mi venivano raccontati sono in realtà la metà. Non solo: la possibilità e varietà di spine accessibili anche a privati (a maggior ragione a chi ha un locale, partita iva e quindi una grande possiblità di vendita) è enorme, con eccellenti spine, alcune delle quali da noi inspiegabilmente introvabili.

Posso dire quindi che la fiera mi è piaciuta, ma l’ho trovata abbastanza “scarica” (anche un paio di gestori se ne lamentavano chiaramente). Il fatto di essere una fiera gestita da un circolo ristretto di birrifici ed appassionati non ha sicuramente aiutato, forse per il futuro si dovrebbe cercare di aumentare il numero dei produttori, per avere più qualità, più quantità, e va da sè, anche più movimento. [Lorenzo: se l'obiettivo è anche quello di allargare il proprio bacino d'utenza, un evento un po' più mediatico, magari organizzato con più criterio in una piazza di una grande città (Padova?), è sicuramente preferibile a un'esposizione non pubblicizzata, per di più locata in una delle fiere più disperse del Nord-Est]

Mattia e Lorenzo