Festival Brassigaume, Marbehan (BE) – Report

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Category : Festival

Sono tornato da pochi giorni a casa dal Brassigaume, piccolo e affollato festival birrario della provincia belga del Lussemburgo. Un festival che diverse volte mi aveva “chiamato” tramite i racconti di chi ci era già stato, e a cui avevamo accennato poco tempo fa in occasione dell’intervista a Grégory della Rulles, una delle menti del festival (non a caso sia il birrificio Rulles che il festival hanno compiuto quest’anno i primi 10 anni di vita).

L’occasione si è presentata un po’ per caso, e ho approfittato delle circostanze per saltare sulla Toccalmattomobile e vivere il festival da molto vicino. Dopo una serata al Moeder Lambic Fontainas che avrò modo di raccontare nei prossimi giorni, ci siamo messi in viaggio nella mattina del sabato per arrivare in tempo utile per allestire lo stand in tempo per l’apertura.

Il festival si svolge ogni anno in un tendone riscaldato a fianco del campo sportivo della cittadina di Marbehan, paesotto a fianco di Rulles (paesotto e birrificio), e vede tra gli organizzatori lo stesso Grégory Verhelst (mastro birraio della Rulles) e un nutrito drappello di amici e appassionati. Tra i birrifici invitati, oltre a un discreto numero di volti noti del Villaggio della Birra (Cazeau, St. Helène, Lion à Plume e forse anche qualche altro che ora non mi sovviene), la birra d’abbazia Valdieu, un discreto numero di birrifici locali (non tutti eccezionali), qualche birrificio francese e quattro birrifici italiani (Lambrate, Orso Verde, Toccalmatto e Torrechiara, vale a dire le birre Panil).

Alle 14 di sabato 16 ottobre non c’era molta ressa, ma una certa attesa per i prodotti italiani si poteva percepire, con gruppetti di appassionati che puntavano gli stand in attesa della prima birra. Via via che il pomeriggio procedeva, il festival si popolava di tanta “gente comune” di tutte le età, con un buon numero di appassionati e superappassionati, provenienti sia dal Belgio che dai paesi confinanti (Germania, in particolar modo). Non moltissimi italiani (poco più di una manciata), anche se tutti con tanta sete e tanta voglia di vivere il festival nel migliore dei modi. Da parte mia, ho passato buona parte dei due giorni a dare una mano allo stand di Toccalmatto, avendo modo di servire ottima birra e parlare con tantissimi appassionati e curiosi.

Chiacchierando nel corso della due giorni di festival, ho avuto conferma di come molti appassionati (belgi e tedeschi) trovassero una delle principali ragioni della visita al Brassigaume nella presenza dei birrifici italiani ospiti, che presentano stili e approcci ben diversi da quelli autoctoni a cui sono tanto (troppo?) abituati. Devo dire la verità, a servire la birra e a leggere il loro entusiasmo negli occhi veniva naturale sentirsi orgogliosi del profilo che la birra artigianale italiana si è conquistata e si sta conquistando nella scena europea e, perché no, mondiale. Un entusiasmo molto simile a quello che si provava (questa volta da appassionato in viaggio di piacere) poche settimane prima al Borefts, anche se in quel caso a scatenare gli entusiasmi erano le produzioni del nord Europa (Olanda e Scandinavia in testa).

Tra birre belghe molto particolari e riuscite (si rinnova il plauso convinto alla Métisse del microbirrificio Lion à Plume, già apprezzata al Villaggio), birre meno convincenti, e veri capolavori (la Rulles Triple finalmente tornata sugli scudi, dopo anni di opacità in cui si era ridotta a un dolcione pallido ricordo di quella che tanto ci aveva entusiasmato). Purtroppo tra una spillatura e una chiacchiera mi sono perso la nuova produzione di Jandrain-Jandrouille, microbirrificio in rapida crescita che ha già sfornato un capolavoro come la Saison IV e la interessante V Cense (in bottiglia forse un po’ piatta, alla spina invece davvero meritoria di lode).

Concludendo, insomma, il Brassigaume è un festival che merita assolutamente una visita e che non deluderà chi ama manifestazioni come il Villaggio della Birra.

Alessio

Intervista esclusiva con Gregory Verhelst (Brasserie Rulles)

Category : Interviste

Dopo la chiacchierata con Nino Bacelle (Brouwerij De Ranke), abbiamo il piacere e l’onore di ospitare il celebre e bravissimo Gregory Verhelst, mastro birraio della Brasserie Rulles. Abbiamo incontrato Gregory al Villaggio della Birra e questa intervista chiuderà il giro delle chiacchierate fatte con i vari ospiti, birrai e organizzatori. Gregory ci racconterà, tra le altre cose, le anticipazioni sul prossimo festival della sua zona, il Brassi-Gaume, e ci spiegherà la nuova “La Grande 10” che celebra i 10 anni del suo birrificio.

A proposito di Brassigaume, anche quest’anno il tradizionale festival birrario del Lussemburgo belga si svolgerà durante il terzo weekend di ottobre (16-17 ottobre 2010). Quest’anno parteciperanno ben 21 birrifici, con qualche nome belga visto al Villaggio della Birra 2010 (Brasserie du Lion à Plume, Cazeau, Rulles, Sainte Helène), oltre a una nutrita pattuglia di italiani (Lambrate, Toccalmatto, Orso Verde, Torrechiara), qualche ospite inglese e francese di cui sappiamo poco o nulla e diversi altri belgi, sia locali che distribuiti in Italia (Valdieu, Jandrain-Jandrouille). Toccalmatto sarà anche protagonista di una serata di presentazione al prestigioso Moeder Lambic il 15 ottobre 2010.

Ringraziando Gregory per la disponibilità (anche fuori-onda), vi lasciamo all’intervista:

mattia e alessio

Report sul Villaggio della Birra 2010 – Bibbiano (SI)

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Category : Eventi, Festival

Il nostro arrivo a Bibbiano nella serata di venerdì era molto speranzoso: previsioni di bel tempo dopo le pioggerelle dei giorni precedenti, l’ottimismo sulla riuscita e sul piacere della manifestazione, e una bella truppa di PintaPerfetta pronta a provare a raccontarvi le sensazioni di un weekend vissuto di assaggio in assaggio: Alessio, Gabriele e Mattia, con gole arse e voglia di non lasciarsi sfuggire nulla di quanto il Villaggio poteva offrire.

Le confuse giornate precedenti al festival avevano avuto come protagonista il tormentone legato alla presenza-assenza delle birre di Pausa Cafè, con l’annuncio della presenza ufficiale del birrificio torinese al festival. Si è partiti (venerdì sera) con una serata “pre-Villaggio” ispirata a quella dello Zythos, che vedeva una offerta culinaria abbastanza ridotta e la presenza in fusto di una serie di ottime birre che non sarebbero state servite nei giorni di sabato e domenica: sugli scudi la V Cense di Jandrain-Jandrenouille, la Hercule Stout di Ellezoise e la Saison Dupont Dry-Hop, unica poi riproposta anche nei giorni successivi. Della serata, oltre al vento polare e a delle belle chiacchierate con Kuaska (approfittiamo del report per auguragli buon compleanno), si ricorda un simpatico siparietto con l’allegra comitiva dei birrai belgi protagonista di un ballo con tanto di filastrocca in fiammingo e schiaffi in fronte. Purtroppo non siamo a conoscenza di foto o filmati che testimonino l’avvenuto, ma se li ritrovate vi preghiamo di segnalarceli.

La mattina di sabato vede il risveglio e la riorganizzazione del gruppetto di Pinta Perfetta, con breve tappa mattutina a Buonconvento e rientro al Villaggio più o meno per l’apertura. Quasi tutti i birrifici sono in ritardo più o meno clamoroso con i preparativi, quindi per non sbagliare mi procuro una Tipopils nell’unico stand già pronto: quello del Birrificio Italiano, che purtroppo è presente solo con le birre e senza nessuno dello staff, nonostante l’annunciata presenza di Agostino Arioli. Davvero un brutto modo di partecipare ad un festival, e in special modo a un festival a inviti e “a rotazione” come il Villaggio della Birra, e una mancata occasione per presentare le sue birre di persona e scambiare due chiacchiere con gli appassionati.

L’Olmaia come sempre fa gli onori di casa (come birrificio “di zona” ha una wild card di partecipazione che lo rende ospite fisso, unico tra gli italiani), le birre sono molto piacevoli e Moreno è una persona di una disponibilità e umiltà davvero rare.

Un rapido giro di Saison (genere dominante al Villaggio di quest’anno, con almeno una decina di ottime variazioni sul tema a opera dei vari birrifici belgi e italiani) de Dottignies di De Ranke e siamo pronti per testare le birre di Pausa Cafè, presente in extremis con un gruppo di volonterosi ragazzi ma senza il mastro birraio Andrea Bertola, rimasto in convalescenza a Torino. Le birre… personalmente (Alessio) faccio davvero fatica ad appassionarmi alle birre che puntano tanto (tutto?) su aromatizzazioni spinte e (fin troppo?) fantasiose. Tra le suggestioni da risotto alla milanese della Duiemes (trionfo di zafferano) e gli incensi (no, dico: incensi?) mi sono un po’ perso. Vedremo se Mattia o Gabriele vorranno aggiungere qualcosa sulle birre portate al Villaggio. Certo la fortuna non mi assiste: anche al Pils Pride 2010 ero rimasto deluso da una P.I.L.S. tutt’altro che in forma.
(Mattia: Concordo in tutto e per tutto, anche io non amo le estremizzazioni di spezie. Sicuramente un passo indietro rispetto a Rimini 2010, quando avevo trovato una buona Chicca, da bottiglia però.)

Come al solito abbiamo trovato una strepitosa Rulles Estivale e nella chiacchierata domenicale con Grégory Verhelst (fra qualche giorno piubblicheremo l’intervista video in esclusiva) abbiamo scoperto la nuova La Grande 10.

La mancanza (o quasi) di una birra di altissima bevibilità ha spesso rallentato il ritmo delle bevute, ma non ci siamo abbattuti e abbiamo continuato a marciare con l’ultima Saison, quella di Extraomnes, di cui siamo rimasti ampiamente soddisfatti. Schigi ci ha poi raccontato i progressi e le sue ultime idee riguardo al suo birrificio in particolare e più in generale alla scena birraia italiana (anche questa intervista verrà rilasciata fra qualche giorno). Nel nostro girovagare, di spina in spina, non possiamo che parlare bene della Vergine di Gottem (Maeght van Gottem: la famosa birra con dry-hopping in bottiglia!) di Sint Canarus, provata per la prima volta in fusto; della eccellente Saison d’Erpe-Mere di Glazen Toren, con la “collega” Ondineke che invece non ci ha lasciato soddisfattissimi (buona, ma niente di clamoroso); buona la Metisse (Saison) di Lion a Plume e ottima la Oesterstout di Schelde Brouwerij.

Capitolo a parte per Toccalmatto, che si sta confermando un ottimo punto di riferimento nella scena birraia italiana. Grazie alla disponibilità di Bruno Carilli e “Allo” Gatti, abbiamo potuto avere le loro testimonianze in esclusiva circa i nuovi progetti e le nuove birre. Tra quelle presenti, menzione d’onore per la Zona Cesarini, la Surfing Hop e la nuova bitter (senza nome, anche se durante il Villaggio ha assunto via via le denominazioni di “No Name’s”, “Allo’s”, “Bruno’s”, “Boero’s”, “XWZZE’s” e chissà quante altre che ci siam persi), leggera come lo stile comanda e luppolata come una IPA .

Una menzione speciale anche per l’angolo dedicato alle Oud Bruin, con una proposta di spine rara da trovare anche in Belgio per un genere molto particolare e certamente non diffuso. Oltre alla famosissima Rodenbach Grand Cru, abbiamo avuto modo di provare la Ichtegems Oud Bruin e soprattutto la favolosa Cnudde Oud Bruin.

La domenica è cominciata con la cotta pubblica (come lo scorso anno a opera dell’associazione Ars Birraria) e l’incontro tra homebrewing. Nel tardo pomeriggio invece la premiazione del concorso homebrewing,. Tra una birretta e l’altra, c’è stato anche modo di fare un bilancio dell’edizione 2010 con Gianni Tacchini, organizzatore del festival e gestore del TNT Pub.

La nostra seconda esperienza al Villaggio è stata forse anche migliore di quella della passata edizione, complessivamente. Rispetto allo scorso anno si è solo sentita la mancanza di un personaggio di rilievo internazionale come Tim Webb, ma questo non ha assolutamente impedito di poter apprezzare appieno una delle poche manifestazioni di respiro internazionale con mastri birrai disposti a spiegare e raccontare le loro birre in una cornice fantastica come quella delle colline toscane, oltre che una grande occasione di ritrovo e confronto con altri appassionati di birra da tutta Italia (e non solo).

Vi lasciamo con la nostra carrellata-video di alcuni dei birrifici presenti:

Alessio, Gabriele e Mattia.

Villaggio della Birra 2009 (Bibbiano, SI)

Category : Birra, Eventi, Viaggi

Il Villaggio della Birra si tiene ogni anno nello spazio antistante il TNT Pub a Bibbiano, frazione di Buonconvento (SI). L’edizione 2009 si è svolta sabato 5 e domenica 6 settembre, con la benedizione di un clima da favola (sole e caldo, ventilato specie nella giornata di domenica).

Attendavamo con molte aspettative questa edizione del Villaggio della Birra, per diversi motivi. Il primo è che né io né Gabriele ci eravamo ancora stati, pur avendo visitato il TNT Pub in più occasioni. Il secondo è che erano presenti tante birre e birrifici mai provati prima (Barley e Maltus Faber, per dirne un paio), e di cui avevamo sentito parlare parecchio bene da amici e conoscenti appassionati. Il terzo era la partecipazione dei mastri birrai e di una “leggenda” vivente come Tim Webb, autore della Good Beer Guide To Belgium (da parecchi anni testo di riferimento per tutti gli appassionati di birra belga) di cui recentemente è stata pubblicata la sesta edizione.

Ma andiamo con ordine. Siamo giunti al Villaggio nel primo pomeriggio di sabato 5 settembre, e dopo un’ampia scorta di gettoni-consumazione (con cui si pagava tutto: birra, cibo, e pure la maglietta del Villaggio) abbiamo cominciato il lungo e atteso giro di degustazione. Abbiamo trovato subito gli amici Piso e Michela della Birroteca di Greve, con cui abbiamo chiacchierato e passato buona parte del pomeriggio tra scambi di pareri e impressioni su ciò che provavamo. Su loro suggerimento siamo partiti dalla Zagara del birrificio Barley, fresca e invitante e con un piacevole retrogusto derivante dal miele di fiori d’arancio. Una vera scoperta, come del resto la loro Macca Meda, apprezzata tantissimo da molti dei presenti.

Il pomeriggio è passato tra sorsate di birre ben note, di quelle che almeno per noi erano vere novità , di molto relax e qualche snack. Nel tardo pomeriggio era previsto il talk show sul Belgio a cura di Lorenzo “Kuaska” Dabove (nella veste di conduttore e traduttore), con ospiti Tim Webb, il canadese Mike Tessier e Nino Bacelle della De Ranke (noti soprattutto per le adorabili XX Bitter e Guldenberg). Mentre il sole tramontava, si è chiacchierato tra aneddoti sul Belgio e altre amenità. La serata è proseguita con la musica dal vivo di una cover band tutto sommato apprezzabile e qualche altra birra.

La giornata di domenica è cominciata con estrema tranquillità: incontro tra homebrewer e mastri birrai organizzato da Mo.Bi., e in parallelo l’avvio della cotta pubblica con Laurent Agache della Cazeau (di cui, tra l’altro, abbiamo provato la interessante Saison, davvero particolare) e i ragazzi di Ars Birraria.

Particolarmente apprezzata tra gli assaggi pomeridiani la Kameleon Villaggio della Den Hoppert, prodotta e infustata per l’occasione: in pratica la loro Kameleon Tripel, microbirrificio belga totalmente dedito alla produzione di birre “bio”. In pratica si trattava della Kameleon Tripel “alleggerita” di qualche grado alcolico e con un gustoso dry hopping (Styrian Golding, se non vado errato).

Nel pomeriggio si è anche tenuta il laboratorio di degustazione con Kuaska e Tim Webb, dedicato come il resto del Villaggio a produzioni italiane e belghe. Tra le protagoniste la Rulles Estivale (piccola nota: davvero notevole la differenza tra la versione in bottiglia, provata in degustazione, e quella alla spina, con agrumi molto più in evidenza), la Hofblues (pregevole stout belga della ‘t Hofbrouwerijke), la favolosa e ormai diffusa XX Bitter della De Ranke, la curiosa e apprezzabile Maagd van Gottem (la vergine di Gottem, golden ale belga con un dry hopping in bottiglia – vedi foto – più unico che raro: luppolo galleggiante compreso) e la Macca Meda di Barley. Chiusura con la ottima Extra Brune del birrificio genovese Maltus Faber, di chiara ispirazione belga e destinata, oltre che alla degustazione immediata, all’invecchiamento in cantina. Ne è stata prova l’assaggio finale di un sorso delle produzione di un paio di anni fa, davvero eccellente.

Che dire dell’esperienza nel suo complesso? Le giornate sono state molto piacevoli, con una bella atmosfera e molta tranquillità. Un’esperienza da ripetere, per tantissimi motivi, a partire dalla passione con cui viene organizzato questo evento ormai storico e consolidato.

Sembra ci sia un po’ troppo scollamento invece tra appassionati e pubblico casuale, forse troppo, anche paragonando ad altri eventi simili in altre zone d’Italia. Sembra che nonostante tutti gli sforzi e l’ottima proposta che si rinnova di anno in anno, qualcosa ancora manchi per far decollare la passione nella gente della zona, giovani e meno giovani. A numeri ci siamo, perché l’affluenza è stata buona. Sembra un po’ mancare quel tipo di pubblico intermedio, anche non superesperto di birra, curioso e pronto a provare cose nuove e intriganti, capace di apprezzare al meglio le proposte più coraggiose dei mastri birrai che di anno in anno sono protagonisti di questo evento.

Una breve nota anche sui laboratori di degustazione: favolosa l’idea di farne due con Kuaska e Tim Webb, che sono andati ovviamente esauriti in prenotazioni prima dell’inizio del Villaggio. Qualche perplessità invece sul doppio laboratorio sigari e birra, per i quali ci sembra ci fossero posti liberi fino all’inizio del laboratorio stesso: forse uno era sufficiente, lasciando spazio libero a un terzo laboratorio dedicato a qualcosa di meno impegnativo dei sigari.

Alla fine si tratta comunque di un successo in tutto e per tutto per la manifestazione. E se è vero che molto del merito va alla qualità delle birre proposte, non possiamo fare a meno di citare l’ottima organizzazione di Gianni, Vanessa e tutto lo staff del TNT pub e di chi ha collaborato. Appuntamento quindi all’anno prossimo, dato che ora che finalmente abbiamo provato il Villaggio non credo che riusciremo a farne a meno.

Se volete vedere qualche altra foto scattata al Villaggio, potete cliccare qui.

’t Hofbrouwerijke