“Saranno Famosi”, Locanda del Monaco Felice – Suisio (BG)

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Category : Festival

Sono reduce da un paio di giornate a “Saranno Famosi, Anglo-beer festival per giovani birrifici”, per la precisione la serata di venerdA� e il (lunghissimo) pomeriggio di sabato. Posso quindi candidamente ammettere di aver perso quasi tutta la serata di sabato e il concerto dei Jabberwocky, che mi dicono essere niente male.

Ma andiamo con ordine. Dopo un mese e mezzo circa di temperature tropicali e di afa mortale, venerdA� decide finalmente di piovere, con qualche grandinata leggera qua e lA�. Il tutto nel paio di ore immediatamente precedenti all’orario di inizio. Questo comporta qualche difficoltA� iniziale e qualche leggero ritardo, ma per fortuna la nuvolona malefica decide di proseguire la corsa verso altri lidi. Quel che resta A? un cielo piA? limpido che mai e una temperatura drammaticamente crollata di una quindicina di gradi fino a livelli da inizio primavera che perdurerA� fino a notte fonda. Durante l’allestimento i primi stand (Rurale, Emiliano, Valcavallina) riescono a mettersi sotto a un gazebo, restano fuori quelli che per un motivo o l’altro sono arrivati per ultimi: Alex Liberati (Revelation Cat, 4:20) non fa una piega e monta al volo il suo banchetto (Dark Star Hophead, Revelation Cat/Gadds West Coast IPA, Revelation Cat/De Molen Milk Mild, Struise Black Albert, De Molen Op & Top), il rappresentante del birrificio Geco invece decide che lui non ha sufficiente spazio e torna a casa senza nemmeno avvisare, o almeno cosA� ci riferiscono. Resta l’occasione persa per approfondire la conoscenza delle sue birre, e la perplessitA� tra un comportamento un po’ da star e la descrizione di umiltA� e disponibilitA� fattami da almeno un paio di publican parlando del loro birrificio…Dr. Jekylle e Mr. Hyde o semplicemente una giornata storta?

La serata di venerdA� comincia tardi ma bene, si fanno due chiacchiere tra amici e con i publican. L’offerta cibaria prevede chili con carne, frikadellen (salsicciotti-polpetta direttamente dall’Olanda), patatine fritte e una convenzione con la pizzeria da asporto a fianco alla piazzetta. Quella birraria invece A? forte dell’intera linea del birrificio Rurale (Seta, Milady, Terzo Miglio) e del birrificio Valcavallina (Cavallina, Alba Rossa, Calypso), il birrificio Emiliano invece obbedisce alle indicazioni di stile (anglosassone) e lascia a casa il prodotto di punta, una ottima kolsch bevuta al Goblet di Modena con Mattia qualche tempo fa. Schigi di Extraomnes, che ha solo produzioni in stile belga, porta la sola blonde (giA� gustata con massimo piacere all’OBF) in fusto: una ottima conferma.

Il tempo scorre veloce tra musica rock-blues in chiave acustica, chiacchiere in libertA� con amici e birrai e un passaggio piA? o meno approfondito di birre di facile reperibilitA� (trovare le birre del Rurale alla Locanda e in altre birrerie specializzate A? diventato molto facile, in questi mesi) e non. Abbiamo anche modo di provare un paio di birre di un homebrewer che partecipa al concorso, tutte e due piA? che discrete con la dry stout che mi colpisce particolarmente: l’esito finale sarA� positivo, con la sua APA al terzo posto e la Dry Stout al quarto. Chiusura imperiale con la Black Albert di Struise, che purtroppo A? arrivata a fine fusto: essere favolosa ed essere l’unica birra corposa di tutto il festival ha portato al rapido esaurimento.

La risposta della gente nonostante la temperatura inusuale A? piA? che buona, anche se manca il movimento visto lo scorso novembre. Si guarda con molto ottimismo alla giornata di sabato, che si preannuncia calda e senza nuvole.

Il pomeriggio di sabato perA? porta con sA?, oltre al sole, un vento in stile mare del nord che mi ricorda le tante vacanze olandesi e incasina la fruizione del festival nonchA� la cotta pubblica, con il fornelletto da campo che fatica a reggere l’intensitA� delle folate. Passa un rumoroso e affollato motoraduno attraverso il paese, arriva qualche gruppo di appassionati non visti il venerdA� sera, il pomeriggio scivola via lento di birra in birra, con la Hophead di Dark Star a farla da padrone per estrema beverinitA� e per necessitA� di finire il fusto e passare alla APA dello stesso birrificio, di cui Lorenzo mi aveva detto grandissime cose. Alex ci aveva “ingannato” dicendo che stava finendo giA� a inizio pomeriggio, ma ci vuole tutto l’impegno di un plotone ben selezionato per raggiungere (solo ore e ore dopo) l’obiettivo. Purtroppo una mezza delusione, il fusto sembrava aver sofferto il caldo o il viaggio e non reggeva le aspettative createsi.

L’estrema tranquillitA� mi permette di scambiare qualche parola con i mastri birrai di Valcavallina, Emiliano e Rurale, oltre che con amici vecchi e nuovi. Poco prima dell’inizio del concerto serale, abbiamo deciso di allontanarci verso casa per sopraggiunta stanchezza.

Avevo grandi aspettative per questo festival, e alla fine la sensazione A? un misto di piacere per i due giorni da fanatico di birra (e delle ottime bevute e chiacchierate con amici ed appassionati) e un po’ di delusione per la risposta complessiva del pubblico. Il clima ha sicuramente pesato e non poco, come credo abbia pesato il pesante esodo estivo verso mari e montagne. Penso che un fattore negativo sia stato anche il valore tematico del festival (come stili) e la mancanza di grandi nomi (almeno a livello di popolaritA�) tra i birrifici ospiti, una combinazione forse un po’ azzardata per un festival cosA� avanti nella stagione estiva e alla prima edizione. Qualche perplessitA� su alcune scelte organizzative di posizionamento: a nostro avviso lo stand di Alex Liberati avrebbe trovato perfetta collocazione al bancone della Locanda (come visto lo scorso novembre), mentre attaccato ai birrifici italiani sembrava togliere un po’ di visibilitA�, oltre che a rendere piA? confuso il senso della manifestazione, che era intitolata proprio a loro. Il clima (prima freddo, poi ventoso) non ha reso facile nA� la fruizione del festival nA� la cotta pubblica, ma il vero problema A? stato probabilmente nella scelta del weekend: organizzare a fine luglio era una grande sfida che purtroppo non A? stata vinta (vince l’esodo estivo con mezza Lombardia in giro per laghi, mari e monti), come credo che la scelta dei birrifici possa essere stata tutto sommato controproducente: il solo Rurale ha un profilo che definirei affermato, gli altri forse avevano bisogno di un piccolo “traino” promozionale (che so, mettere una spina a rotazione per i birrifici in arrivo per il festival, in modo da creare aspettativa su nomi ancora minori nella scena birraria nazionale e tutto sommato quasi assenti nell’offerta birraria dei locali specializzati nella zona tra Bergamo e la Brianza).

Nota di chiusura: Davide, ex collaboratore del nostro blog e homebrewer da pochi mesi e poche cotte, ha portato a casa il primo premio del concorso con la sua Zapata APA. Direi un ottimo inizio che fa ben sperare per un futuro radioso da homebrewer.

(si ringraziano Moreno e Simona per le foto)