Natale in America 2010

Category : Birra

Il titolo potrebbe sembrare quello dell’ultimo film con Massimo Boldi o Christian de Sica, ma si tratta invece di una semplice opinione personale su alcune delle birre natalizie disponibili quest’anno al di lA� dell’oceano (per i lettori in Europa). Eh si, perchA� le natalizie sono una vera e propria tradizione da queste parti, e praticamente tutti i birrifici artigianali si inventano qualcosa per i mesi invernali, o in particolare proprio per il periodo delle vacanze natalizie. Ne escono fuori sia birre interessanti, sia banalitA�. Quello che A? piA? curioso A? che non ci siano stili ben definiti: in genere, vengono fuori birre natalizie piuttosto alcooliche e dai sapori forti, ma non manca chi ha voglia di sperimentare, per cui le offerte variano dalle witbier alle imperial stout, passando per imperial pils, brown IPA e quant’altro vi possa venire in mente.

Avevamo giA� parlato di birre natalizie americane l’anno scorso: tutte le birre ritornano anche quest’anno, e ho trovato molto in forma la Bells Winter White, decisamente bevibile e frizzante al punto giusto. GiA� A? strano che mi piaccia una birra in stile witbier; d’inverno poi, A? praticamente impossibile. Eppure l’ottima scelta dei lieviti A? lodevole, e lo stile inusuale merita un ulteriore plauso. Inutile dire che l’Expedition Stout della Bells mi ha fatto scendere lacrime di gioia anche quest’anno; e sono riuscito finalmente a trovare anche la Double Cream Stout, che non A? propriamente natalizia (si trova fin da Ottobre), ma merita sicuramente una menzione per il periodo invernale. Infatti A? cosA� cremosa e con un finale secco, che non si puA? non adorarla. Col suo colore molto scuro e un contenuto alcoolico piuttosto ridotto per quello che puA? sembrare al primo assaggio (6%), la Bells conferma la sua straordinaria abilitA� in tutto quello che A? Stout et similia.

Sierra Nevada si getta nella mischia con il suo Celebration Ale, descritto come un’IPA ma molto simile ad uno winter ale; bel colore ambrato/ramato, due dita di schiuma come da manuale, e un bilanciamento pressochA� perfetto. Ottima la scelta dei malti, che danno un corpo robusto fino all’arrivo dei luppoli che chiudono ogni sorso. Veramente ben fatta, per la contrapposizione tra i malti caramellati e l’acidulo luppolato. La Sierra Nevada A? in cima alla lista di quelli che per queste festivitA� non riceveranno carbone.

Per non essere da meno con le tradizioni, Southern Tier sfoggia il suo tradizionale Krampus. A quanto pare, Krampus A? la nemesi di Santa Claus: mentre Santa porta i regali ai bambini buoni, Krampus fa il giro delle case a punire i bambini cattivi. Ne esce fuori una Imperial Helles Lager (denominazione americana) rosso scuro, con poca schiuma ma persistente, e dei malti assolutamente imponenti (per essere una Lager). Il luppolo arriva solo nel finale, ma A? molto convincente. Con il suo contenuto alcoolico a 9% non ve la scorderete facilmente, ma onestamente, si sente subito che A? il fratello maggiore delle Pils europee, e non si puA? che apprezzarla.

Great Lakes si cimenta in un classico Christmas Ale: una birra molto robusta, anch’essa ambrata, speziata di aromi natalizi come cannella e zenzero. Apprezzabile la carbonazione; non ho notato molto i luppoli, ma ciA? che colpisce di piA? A? la gradazione: 7.5%, molto difficili da percepire. Visti gli aromi, un classico di Natale, che da queste parti viene consigliato per il pranzo natalizio stesso (in Europa, la birra al pranzo di Natale probabilmente ha poca presa).

Andando piA? sul locale, ho assaggiato una East End Snow Melt. East End A? un birrifico localissimo di Pittsburgh, con alcune birre piuttosto interessanti. La Snow Melt purtroppo arriva poco sopra alla sufficienza: A? uno winter ale bello carico di sapori, ma un po’ troppo denso e “confusionario” per i miei gusti. Bello il color rame molto, molto torbido, piacevole la scelta dei malti, con note tostate e di cioccolato, e azzeccati anche i luppoli per bilanciare il tutto, ma rimane una birra di cui si apprezza la prima metA� della pinta, e non viene voglia di prendere la seconda. Peccato. Sempre rimanendo sul locale o quasi, Stoudts propone uno Winter Ale, ma A? talmente mediocre che non ci spendo altre parole. Troppo alcoolico.

Tornando sulla scala nazionale, dalla California arriva la Anderson Valley Winter Solstice. Forte di un 92/96 su ratebeer, dovrebbe trattarsi di un’ottima birra speziata; e invece personalmente l’ho trovata solo il classico dolcione. Intendiamoci: un dolcione ben fatto, ma mi sembrava di bere una birra mescolata a sciroppo (di buona qualitA�). Apprezzabile l’aroma acidulo, il bel colore ramato e la potenza dei malti, ma decisamente troppo zuccherosa per i miei gusti.

Non tradisce invece la Rogue con la sua Yellow Snow: giA� vincente per la scelta del nome, questa IPA invernale (non strettamente natalizia – si trova per circa 3 meesi nel periodo invernale), con un bel carico di luppoli Amarillo, ha dalla sua tutta l’esperienza della Rogue. Senza toccare picchi di eccellenza in nessuna categoria, rimane comunque impossibile trovarle un difetto: bel colore dorato, un dito e mezzo di schiuma, carbonazione piacevole, solida scelta dei malti e una valanga di luppolo, ma mai troppo potente. Con solo 6.2% ABV, si beve benissimo. Come giA� detto l’anno scorso, la birra strettamente natalizia della Rogue A? e rimane la Santa’s Private Reserve – una variazione del loro red ale, con piA? luppoli (Chinook, Centennial, e un curioso Rudolph, come il nome della renna) e una differente scelta di malti. A me piace, sebbene sia assolutamente non convenzionale per essere una natalizia: non A? nA� speziata, nA� particolarmente alcoolica.

La Victory si presenta alla competizione con un peso massimo: Yakima Glory, un IPA scuro di tutto rispetto. Qui a farla da padrone sono decisamente i malti scuri tostati e il caramello, ma anche i luppoli non sono da meno e bilanciano perfettamente il finale. Una birra potente e carica di tutto: a partire dall’aroma fortemente luppolato, passando per i sapori molto decisi in ogni direzione, per finire con il contenuto alcoolico (quasi 9%). Decisamente una birra da sorseggiare davanti al camino; un plauso alla Victory.

Finisco la carrellata con la birra che mi ha piA? piacevolmente sorpreso: Boulder Obovoid Oak-aged Oatmeal Stout. Questa stout, disponibile soltanto tra ottobre e dicembre, non ha niente da invidiare a nessuno. Un bel colore nero, schiuma spessa, A? davvero molto vellutata. Si sentono i malti scuri, ma ci sono molti aromi ben bilanciati (cioccolato, vaniglia su tutti), dati probabilmente dalla stagionatura. Per certi versi credevo di bere una milk stout, ma meno dolce. Una birra molto ricca di sapori, con alcool 8% ma non pesante da bere. Per questo natale, il mio primo premio va a questa birra del Colorado.

Buone vacanze!

Giacomo
(foto: internet!)

Aggiunta “postuma”: rimanendo in tema aggiungo la mia ben piA? breve esperienza di birre natalizie americane provate quest’anno. Entrambe le birre provate hanno in comune il fatto di variare lievemente ogni anno gli ingredienti con cui vengono fatte ed, ovviamente, entrambe sono rintracciabili solo tra novembre e gennaio. La prima arriva da San Francisco ed A? l’Anchor Our Special Ale, che ogni anno ho avuto la fortuna di provare alla spina all’Evening Star, dal colore rosso rubino e con un’intensa schiuma beige, vede dominare al palato un intenso e natalizio gusto di noce moscata, caramello, cannella e (a mio modesto parere) BigBabol… ma non lasciatevi intimidire dalla descrizione, perchA� potrete tranquillamente berne due pinte senza che diventi stucchevole, rischio che molte natalizie incautamente corrono.


L’altra arriva dal freddo ventoso di Chicago ed A? la Goose Island Chrismas Ale (2009, per la cronaca), piA? chiara e meno viscosa della precedente, vince la mia personale palma di birra natalizia piA? beverina che abbia mai provato: infatti, ad un inizio simile alla Anchor, ma meno aggressivo, si aggiungono delle piacevolissime note di arancio e luppoli nel finale che sicuramente vi invoglieranno non ad un altro sorso, ma addirittura ad un altra bottiglia!

Buon Natale e buone vacanze anche da parte mia.

Lorenzo

Eventi Dicembrini

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Category : Eventi

Ecco una carellata degli eventi che ci accompagneranno fino a Natale:

Le Bire de Nadal
3-4-5 Dicembre 2010, The Dome, Nembro (BG)
Se passerete al The Dome tra il 3 e il 5 dicembre potrete trovare delle chicche impressionanti (Struise, Ridgeway, De Dolle, 3 Fonteinen, Dupont, Kerkom, Het Anker, BechBrau, Almond 22, Toccalmatto, Bi-Du) e le birre di alcuni birrifici presentate direttamente dai birrai (Endorama, Via Priula, Extraomnes (solo sabato), HiBu e l’ottimo Barley). Costo dei gettoni: 7 per 10 euro. Orari: Ven 20-03, Sab 14-03, Dom 14-23. Qui la presentazione ufficiale dell’evento.

Eccellenzabirra
3-4-5 Dicembre 2010, Area Fabbricone, Prato
Orari Ven 10-22, Sab 11-24, Dom 10-21. Anche qua la lista dei birrifici “presenti” A? lunga per cui, a parte qualche nome, vi rimando alla pagina ufficiale: ci sarannoAlmond 22, Olmaia, Maltus Faber, Mosto Dolce, Glazen Toren, De Dolle, Struise, Boelens, Nogne A?, Southern Tier, De Molen. La tre giorni A? piena zeppa di incontri tematici. Se siete in zona direi che l’evento non vada assolutamente perso.

Festival dei Birrai Eretici
4-5 Dicembre 2010, Lortica, Bologna
Prima edizione di questo Festival, che racchiuderA� in sA? la possibilitA� di fare numerosi (e notevoli) assaggi, di chiacchierare e incontrare i mastri birrai e di presenziare alle discussioni sui temi caldi del mondo birraio artigianale. La lista delle birre la potete trovare qui, ma vi anticipiamo che saranno presenti (ore 16-02 il sabato e 12-02 la domenica, con rotazione furiosa a max 5 spine alla volta, degustazione da 0.15 a 2a��) nomi come Ayinger, Bi-Du, Bad Attitude, Toccalmatto, Ducato, Revelation Cat, De Ranke, Dupont, Dark Star (qua trovate il nostro articolo sul pub ufficiale), Orkney, BrewDog, Great Divide, Southern Tier, Left Hand e altre. Peccato che io sia via, altrimenti un salto ce l’avei fatto eccome.

Christmas Beer Festival
10-11-12 Dicembre 2010, Area Polifunzionale, Imbersago (MI)
Seconda edizione del Christmas Beer Festival dedicato, come da titolo, alle birre natalizie. Dopo il successone dell’anno scorso, per il 2010 troverete le birre natalizie come la St. Bernardus, Dupont Avec Le Bon Voeux, Chouffe N’Ice, Rulles CuvA?e Meilleurs Voeux, Sierra Nevada Celebration Ale, Toccalmatto Noel de Sanglier (in cask), piA? svariate bottiglie (Gouden Caolus, Trappe Isid’or, Schneider Aventinus, Ducato Winterlude e altre). Ingresso libero (orari: Ven dalle 19, Sab dalle 16, Dom dalle 12). Per aggiornamenti potete consultare il sito ufficiale.

Real Ale Party
11-12 Dicembre 2010, Arrogant Pub, Scandiano (RE)
Otto pompe con birre inglesi la sera dell’11 e otto con birre italiane la domenica 12 da mezzogiorno in poi (possibilitA� di prenotare anche un gustoso pranzo). Per vedere la lista completa, cliccando qua accederete al nosto articolo completo.

Festa del Birrificio Emiliano
19 Dicembre 2010, Birroteca Al Goblet, Modena
Orari ancora in via di definizione, ma presumibilmente da mattina a sera per la festa del Birrificio Emiliano. Per la prima volta (era ora…) tutte le birre del birrificio saranno spinate in contemporanea e, volendo, potrete accompagnarle con lo stinco al forno. Potrete quindi trovare la Forum Gallorum, la Pomposa, Rimasta di Farro, ZemiA�n, Jorgo Stout e la nuova Pomposa di Natale. Unica assente (purtroppo) la Pils.

Bitter Winter Beer Festival
16-17-18-19 Dicembre 2010, Brasserie 4:20, Roma
Probabilmente parleremo nei prossimi giorni in maniera dettagliata di questo appuntamento. Per ora basti sapere che per ogni serata ci sarA� un “tema”: il 16 sarA� “Usa Inedited” con tutte le novitA� provenienti da oltreoceano; il 17 “Mortazza e Lambic” con Boon, Girardin, 3 Fonteinen, Revelation Cat; il 18 “West Coast Christmas” con PizzaPort, Smuttynose, Russian River e Stone; il 19, per chiudere, “Northern Light Beers” con Mikkeller e una svalangata di Nogne A?. Aggiornamenti nei prossimi giorni.

Birre sotto l’Albero
18-19 Dicembre 2010, Macche e Bir&Fud, Roma
La splendida cornice di Trastevere come sfondo ad uno dei festival natalizi piA? apprezzati. Le birre italiane saranno ovviamente al Bir&Fud, mentre al Macche troverete quelle un po’ piA? “esotiche”. Tra i nomi eccellenti, Loverbeer, Lambrate, Lariano, Grado Plato, Rurale, Olmaia, Carrobbiolo per la parte italiana e, da quel che si puA? leggere su Cronache di Birra, De Dolle, De Molen, Narke e The Evil Twin al Macche come rappresentanti dell’estero.

Insomma, di carne al fuoco pare essercene davvero tanta, e per la prima volta anche un po’ sparsa in giro per le varie regioni, senza grosse concentrazioni. Invitiamo chiunque volesse segnalarci un evento a farlo scrivendoci alla casella info@pintaperfetta.com.

mattia

La Pazzeria – Milano

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Category : Birra, Locali

Milano A? sempre stata una cittA� ricca di pub e birrerie, ma che sul fronte artigianale si A? mossa con colpevole ritardo, specie se paragonata a Roma. Uno dei locali piA? interessati del panorama meneghino negli ultimi anni si A? senza dubbio rivelata la Pazzeria, situata in piazza Bande Nere. Ci si arriva comodamente sia in macchina che con i mezzi pubblici, complice la fermata della metropolitana (linea rossa). E’ aperta tutti i giorni dalle 18.00 alle 02.00.

Le spine propongono una linea di birre tedesche abbastanza interessanti direttamente da Chemnitz (Einsiedler, viste solo alla Pazzeria sinora), poi spazio alla Scozia con diverse produzioni Belhaven (in questo periodo A? tempo di Howell at the Moon) e al Belgio con le classicissime St. Feuillien (alla spina trovo favolosa la Brune, in particolare) da Le Roeulx.

Molto interessante il grande spazio dato al panorama artigianale italiano, con una selezione di spine a rotazione di produttori locali (Orso Verde da Busto Arsizio, Geco da Cornaredo, appena fuori Milano) e non (Toccalmatto, San Paolo). Birrifici affermati o emergenti, che raggiungono o rasentano l’eccellenza nazionale, e di una certa difficoltA� da reperire in cittA�.

Due frigo hanno il compito di ospitare e mostrare la selezione di bottiglie, che ospita anche le birre di Barley (praticamente introvabili in Lombardia), di gran lunga il produttore artigianale sardo piA? noto e celebrato. Tra i prodotti di alta fascia reperibili in Pazzeria, va sicuramente menzionata la BB10 di Barley, vero e proprio capolavoro birrario contenente anche una percentuale di sapa (mosto cotto) di uve Cannonau, come vanno menzionate le due produzioni in barrique di Toccalmatto, la Italian Strong Ale e la Imperial Russian Stout.

L’arredamento e l’atmosfera sono abbastanza classici da pub, come la cucina, che pur non proponendo piatti troppo ricercati permette di saziarsi con gusto e con una spesa contenuta, e anche i prezzi delle birre sono assolutamente onesti.A� Il locale, di medie dimensioni, ha un buon movimento di clientela. D’estate qualche tavolo in legno permette di poter sorseggiare la propria birra all’esterno, comodamente a contatto con l’ottima aria milanese.

Ultima cosa, ma non meno importante, il sito internet A? sempre aggiornato e fa sapere quali birre si troveranno alla spina in quel periodo. Cosa abbastanza importante per chi, come me, arriva da fuori e spesso decide se passare o meno da un locale anche in base all’offerta birraria di quella serata-periodo.

Stasera (lunedA� 15 novembre 2010), per chi ci sarA�, A? prevista una interessante serata di presentazione di birre natalizie italiane, a titolo “Venite Adoremus“, ovvero “la famigerata degusta di Natale“. A fare gli onori, oltre ai padroni di casa, i mastri birrai di Geco, Jeb, Orso Verde, San Paolo e Toccalmatto, che presenteranno le proprie strenne natalizie 2010. Dei primi sinceramente non ho mai provato nulla, e dopo una rapida ricerca su ratebeer so solo che sono della provincia di Biella. Fatemi sapere, se andate…

La nostra idea sulle Birre di Natale 2009

Category : Birra, PintaPerfetta, Varie

Quello che avete iniziato a leggere A? un articolo sulle Birre di Natale. Partiamo con una sorta di spiegazione-base.
Cosa sono le “Birre di Natale”? Sono produzioni speciali che i birrifici commercializzano circa tra metA� Novembre e metA� Gennaio. Alcune di queste produzioni hanno una storia e si sono evolute nel tempo, altre sono solo operazioni commerciali per vendere un prodotto in piA?, altre sono semplicemente troppo “nuove” per poterne dire granchA?. Alcune Birre di Natale cambiano poi ricetta ogni anno, in minima parte o completamente, rendendo cosA� un’annata completamente diversa da quella precedente o quella successiva. Tendenzialmente, anche se A? una generalizzazione piuttosto forzata che perA? rende bene l’idea, le Birre di Natale sono principalmente ambrate o scure, dolciastre e speziate e un pA? inflazionate per quello che riguarda il tasso alcolico.

Detto questo, iniziamo una breve carrellata-antologia delle produzioni migliori, curiose, piA? trovabili tra quelle che abbiamo assaggiato.
Cominciamo con una delle piA? famose “natalizie”, piA? per il nome che per la qualitA�: stiamo parlando della natalizia di casa Achouffe, la N’Ice Chouffe (provata alla spina), che si lascia bere se non avete troppe pretese di gusto, una rossa da 8%, con la pecca di non aver un gusto particolarmente persistente e risultare un pA? annacquata. La sua versiona invecchiata di un anno (provata alla spina) risulta tuttavia eccessivamente alcolica, e sebbene il gusto ne possa appena guadagnare, la bevibilitA� cala notevolmente. Per quanto riguarda la bottiglia, il tasso alcolico A? maggiore (ben 10%) e risulta facilmente stucchevole.
Restando in Belgio, una tra le nuove produzioni A? la Kapittel Christmas, nel formato da 75cl. Il 2009 pare essere solo il secondo anno di produzione. Nel 2008 l’avevo trovata abbastanza scialba, senza particolari note positive nA? carattere. Avendola potuta riprovare poche sere fa (bottiglia, 75cl), devo dire che non arriva all’eccellenza ma una sorta di sufficienza la conquista senza grossi problemi… probabilmente meglio della N’Ice.
Tra i marchi che stanno guadagnando popolaritA� in Italia in questi ultimi tempi, ho avuto un buon incontro gustativo con la Corsendonk Christmas (8.5%, bottiglia da 75cl), che rispetto alle due appena citate risulta essere decisamente piA? corposa ed equilibrata, e si lascia bere in modo piacevole. Una vera sorpresa – forse LA sorpresa dell’anno – riguarda la produzione natalizia della Trappe, la Isid’or (provata alla spina), che si distacca notevolmente dalle succitate invernali, piuttosto classiche. Il colore leggermente ambrato, la schiuma non troppo persistente anche se molto densa, e i mille profumi di spezie la rendono particolarmente beverina, e i suoi 7.5% non risultano essere esagerati – almeno per quanto riguarda le sensazioni delle mie papille gustative.
Attraversiamo per un attimo l’Oceano Atlantico e spostiamoci in California: A? qui che viene prodotta un’eccellente Anchor Christmas (bottiglia 33cl), che come tutte le sue “sorelle” prodotte a San Francisco, A? un’eccezione per quel che riguarda il tasso alcolico: con i suoi “soli” 5.5% A? una delle invernali piA? leggere. Preparatevi perA? all’esplosione di gusto quando la sentirete: spezie, liquerizia, profumo di malto tostato per un’eccellente ambrata scura. Questa birra in linea di massima cambia piA? o meno radicalmente ricetta ogni anno, per cui probabilmente servirA� un assaggio per produzione… mi sacrificherA? volentieri 🙂
Niente di speciale invece la K9 di Flying Dog (spina) che ai suoi 7% abbina un gusto non troppo forte, e si lascia dimenticare abbastanza in fretta.
Tornando in Belgio, ho assaggiato con piacere per l’ennesima volta la St. Feuillien, che di rado sbaglia una birra, e la loro CuvA?e de Noel (33cl, bottiglia) A? semplicemente fantastica nonchA? una delle piA? impegnative per quel che concerne tasso alcolico e gusto. Scrussima a prima vista, in realtA� se messa controluce rivela un bellissimo colore rosso-rubino, ha una schiuma ben persistente e molto molto densa. La bevuta, come detto, A? molto piacevole ma non facile: la birra, corposa ed equilibrata, ha i sentori della liquerizia e i suoi 9% si fanno sentire.
Tra le natalizie piA? acoliche, ricordiamo la produzione della De Dolle, la Stille Nacht (33cl, bottiglia) che con i suoi 12% risulta essere eccellente ma anche di difficilissima degustazione, non disconstandosi troppo dalle altre produzioni del birrificio di Esen (la piccola “punta” di acidulo A? sempre presente). Particolarmente adatta all’invecchiamento, quest’estate al Kulminator di Anversa ne ho assaggiata una del 1999: il suo tasso alcolico era accentuato dai 10 anni trascorsi in bottiglia e faceva assomigliare la Stille Nacht ad un liquore.
Una delle birre che piA? escono dal contesto A? la PA?re Noel della De Ranke (33cl, bottiglia) che, come le altre produzioni della casamadre, non solo non ha nulla di dolce, ma anzi A? amara, molto luppolata e, gradazione di 7% a parte, per certi versi assomiglia molto alla sua sorella XX Bitter. Non male, anzi, ma niente di clamoroso, soprattutto se vi aspettate qualcosa di dolciastro.

Un vero classico del periodo natalizio, da ormai tanti anni, A? la Gouden Carolus Christmas, dolce e fortemente speziata, straordinariamente piacevole e adatta ad accompagnarsi alle specialitA� natalizie di casa nostra, panettone in primis. Una birra che invece (fin dal nome) nasce come natalizia A? la Avec Le Bons Voeux (letteralmente: con i migliori auguri) della Dupont, un birrificio belga che ci ha sempre conquistato. Tasso alcolico importante (9,5%), bilanciatissima ed estremamente piacevole, A? perA? diventata da diversi anni una birra prodotta e venduta durante tutto l’anno.

Tra le meno interessanti (ma non sempre terribili) possiamo citare Gordon Xmas (che quest’anno ci A? sembrata, almeno alla spina, in discreta ripresa) e Delirium Noel. Entrambe sono discreti prodotti che perA? non ci sentiamo di consigliare come “speciali”.

Il discorso cambia (relativamente), quando ci troviamo a parlare di birre natalizie nella nostra giovane (maltosamente parlando) Italia. Se A? pur vero che la categoria “Birra di Natale” indica tutto e nulla, nel contesto locale questa variabilitA� aumenta in modo ancora piA? netto sia tra birra e birra, sia nella stessa birra tra un anno e il successivo.
Quest’anno nel mio personale taccuino del 2009 qualche assaggio da raccontare c’A? pure, ovviamente senza avere la pretesa di citare le birre piA? buone o piA? rappresentative del nostro scenario, quindi introduciamo qualche nome per mettere un pA? di ciccia al fuoco.
Il primo personale assaggio natalizio A? stato la Babbo Bastardo prodotta dal lombardo birrificio Geco, birra dal nome clamoroso e caratterizzata da una speziatura con bacche di ginepro e pepe rosa. Purtroppo al palato la speziatura A? difficilmente percettibile e il tutto affonda in un alcool fin troppo invadente. Discorso opposto per la natalizia del birrificio Inconsueto. Sgraziata e con un tenore alcolico veramente poco natalizio.

Ma non tutto A? male, pur ammettendo che in Italia le natalizie realmente commoventi mancano ancora all’appello. Buona e ribevibile volentieri la Noel Du Sanglier , con piacevoli sapori di candito, dolce e un amaro ben bilanciato. Una spanna leggermente sotto la Natalizia di Maltus Faber, una “tripel” secca ma equilibrata e scorrevole al palato. In ultimo, l’assaggio piA? recente (A? in questo momento nel mio bicchiere 🙂 ), la Natale 2009 del Orso Verde. Assaggio che conferma come il mio Orso preferito sia tornato nuovamente in sella dopo una natalizia 2008 finita nel lavandino (e qualche cotta sfortunata nel nuovo impianto). Birra robusta (l’alcool batte il suo conto), di colore ambrato carico e con sentori di anice. Promossa, pur senza essere clamorosa. Un pA? come i miei italici assaggi 2009.

Dall’altra parte dell’oceano, ecco che cosa A? arrivato sulla slitta quest’anno:

Decisamente inconsueta, visto lo stile, tutti gli anni fa la sua comparsa la Bells Winter White: una bianca sullo stile belga, con frumento americano e lieviti Hefe mescolati con lieviti belga. Nonostante non sia un fan delle witbier, devo ammettere che questa A? piuttosto ben fatta, molto beverina; quantomeno rappresenta una variazione alle alcooliche birre invernali che si trovano di solito.
Infatti, per non smentirsi la Bells propone anche, nel periodo invernale, il devastante Expedition Stout: un concentrato di malti e luppoli per un Imperial Stout di prima qualitA�. Il malto tostato la fa da padrone, con un potente aroma di caffA?, frutti scuri, cioccolato e un sentore di spezie (vaniglia). Denso, densissimo, cremoso e poco carbonato, A? in assoluto un piacevole colpo di grazia. Consigliato a fine serata.
Sempre nel periodo invernale, poco prima di Natale, arriva, attesa come i dolci della befana dai bambini che sanno di essere stati buoni, la Brooklyn Black Chocolate Stout. Un’esplosione di gusto che non mancherA� di invadere il vostro palato, se avrete occasione di bere questo capolavoro: colore intenso, corpo potente di malto con un deciso sapore di cioccolato, non troppo dolce, finale ben bilanciato dal luppolo. Ottimo candidato anche per l’invecchiamento – da non perdere.
Ci offre qualcosa di natalizio anche la Rogue: la sua Santa’s Private Reserve A? un amber ale prodotto con molti luppoli, carbonazione vivace, malti leggermente aromatici, un tocco di spezie, e amaro luppolato finale. Non una delle mie preferite, ma ben fatta.
Smuttynose produce un ben piA? modesto Winter Ale, disponibile di solito da fine Ottobre a Gennaio. Corposo, sullo stile di una Dubbel belga, ma mi convince poco – come molte delle produzione americane fatte sullo stile europeo. Leggermente speziato, non troppo alcoolico, passa piuttosto inosservato.
Great Divide si getta invece su un old ale, con il suo ormai tradizionale Hibernation Ale natalizio: invecchiato almeno tre mesi prima di essere distribuito, inizia con malto prepotente, noci, abbastanza dolce; finisce piA? acidulo, con alcool ben presente, adatto a riscaldare le notti invernali. PuA? essere ulteriormente lasciato in cantina per intensificare il giA� complesso profilo.
Infine, personalmente considero natalizia anche la Stone Double Bastard: disponibile per poco tutti gli anni a partire da Novembre, A? in tutto e per tutto una versione “incattivita” dell’Arrogant Bastard ale, con tutto ciA? che questo comporta. Un Ale americano potente, opaca, con un corpo deciso di malto che viene presto annichilito dal luppolo. Estrema sotto ogni punto di vista, eppure piacevole. Un bel regalo di Natale.

Mattia (Belgio&Usa)
Davide (Italia)
Giacomo (Usa)

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Cena Natalizia, Croce di Malto – Vigevano (PV)

Category : Eventi

Lo staff Croce di Malto in collaborazione con la Frottola di Vigevano (PV) organizza:


Cena di degustazione birre di Natale con abbinamenti

  • Platinum Croce di Malto

con involtino invernale e castagne al burro

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  • A�Baladin Noel

con gnoc cla cA�a al roquefort

  • Pere Noel

con arista di maiale al latte con funghi misti

  • Stille Nacht

con frolla ripiena di datteri e crema alla banana

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La serata sarA� condotta da Kuaska
avrA� inizio alle ore 21.00
e il costo di
a�� 30.00

Per maggiori informazione
tel:
038178185 – 3487095910
MAIL:
Leonistefano@live.it

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Fonte