Marcos lascia Bad Attitude

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Category : Notizie in breve

Chi frequenta i blog birrari o ha controllato facebook probabilmente giA� lo sa: Lorenzo “Marcos” Bottoni non lavora piA? per la Bad Attitude, birrificio ticinese di fatto piA? presente sul mercato italiano che su quello svizzero.

Ho conosciuto Marcos durante una registrazione di BQ TV un annetto e mezzo fa. Fu una puntata scoppiettante e che non mancA? di sollevare polemiche. Ora il rapporto tra il birrificio e Marcos sembra arrivato al capolinea, con un messaggio di addio che non lascia molti dubbi sulle cause che hanno portato alla fine dello stesso. Ci mancherA�, il Marcos che abbiamo conosciuto in questi mesi. Idee rivoluzionarie, progetti come la Bomb e piccole gioie per noi blogger come la tasting room.

Un fulmine a ciel sereno, specie pensando che domenica a Milano lui era lA� e parlava di birra e di progetti futuri, a partire dalla collaboration con NA?gne A? che aveva accennato presentandoci l’omone norvegese che da qualche ora si aggirava per gli stand. Collaborazione che, se confermata, ora assumerA� un significato del tutto nuovo.

ChissA� che ne A? di quella birra, chissA� se ritroveremo a breve Marcos nel mondo birrario.

Intanto, un post che vuole essere un saluto e un arrivederci da parte di Pintaperfetta.

p.s. la foto A? proprietA� di Fermento Birra

Torna l’Italia Beer Festival a Milano!

Category : Festival

Marzo, torna la bella stagione, torna uno dei festival piA? amati e piA? affollati del panorama italiano. Stiamo parlando ovviamente dell’Italia Beer Festival di Milano, organizzato come ogni anno dall’Associazione Degustatori Birra (ADB).

Il festival si terrA� da venerdA� 9 a domenica 11 marzo 2012 presso lo SPAZIO ANTOLOGICO (East End Studios) in Via Mecenate 84/10, molto facilmente raggiungibile in macchina da fuori cittA� (uscite C.A.M.M. o via Mecenate della tangenziale Est) oppure con i mezzi di superficie dell’ATM.

Questi gli orari di apertura dell’Italia Beer Festival 2012 di Milano:

VenerdA� 9: 17:00-02:00
Sabato 10: 12:00-02:00
Domenica 11: 12:00-00:00

Parteciperanno ben 28 (!) birrifici, tra nomi storici (Bi-Du, Orso Verde, Doppio Malto), quasi storici (Croce di Malto, San Paolo, Toccalmatto) ed emergenti (Brewfist, Elav, Extraomnes). Abbastanza nutrita la presenza di birrifici da fuori regione: circa un terzo, provenienti per lo piA? dalle regioni limitrofe, ma anche dal Friuli (Foglie d’Erba), dal Veneto (Acelum e Birrone) e dal Lazio (Birradamare).

Come ogni anno, non mancheranno laboratori, musica e altro ancora. Per tutte le informazioni (elenco espositori, trasporti pubblici e altro ancora) potete visitare il sito ufficiale della manifestazione.

Noi ci saremo, ovviamente.

Birra Nostra 2012

Category : Birra, Eventi, Festival, Fiere

Ecco in arrivo le nuove dalla��ultima edizione di Birra Nostra, tenutasi dal 4 alla��8 Febbraio scorsi a Padova, alla��interno di Tecno&Food. La mia giornata di visita A? stata a�?obbligatoriamentea�? il lunedA�, siccome vi dovevo tenere un paio di laboratori.

Malgrado le inspiegabili soppressioni di treni da parte della nostra compagnia di bandiera, sono arrivato sano e salvo in fiera nel pomeriggio del 6 Febbraio. Come lo scorso anno la��ingresso era gratuito, con possibilitA� di acquistare bicchiere di vetro (per chi non si accontentasse di quelli di plastica a gratis) e gettoni da 30 cl. (3a��). Interessante scelta: le degustazioni nel bicchierino piccolo erano esplicitamente gratuite, permettendo cosA� agli avventori di scegliere con accuratezza cosa bere ed evitare di a�?lavandinarea�? i propri denari. Per quel che riguarda gli eventi, si sono susseguiti laboratori tenuti da Agostino Arioli (Birrificio Italiano), me medesimo, Fabiano Toffoli (32 Via dei Birrai) e il consueto torneo di cultura birraria.

Dovendo scegliere le birre da degustare durante i laboratori mi sono messo subito a lavoro per provarne il piA? possibile. Quindi con spirito di ferro ho cominciato dal primo espositore procedendo poi a casaccio per non s/favorire alcuno negli assaggi. Come avvenuto negli ultimi anni, vi era una grande presenza di aziende venete, con rare eccezioni. Per il sottoscritto A? stata una��ottima possibilitA� per testare prodotti di una regione che conta numerosi birrifici ma che fa molta fatica ad uscire dalla��ambito prettamente locale. Speculazioni su questo argomento le rimanderei ad una��altra occasionea��

Primo birrificio degno di menzione A? sicuramente il neonato Umami, di Olgiate Comasco. Su tre prodotti ciA? che piA? mi ha colpito A? una bassa fermentazione ambrata (Desmo 5,5%): a metA� strada tra una MA�rzen e una Bock, presenta profumi molto delicati e una sottile nota di amaretto che la caratterizza.

Altro interessante prodotto, oltre che idea imprenditoriale, riguarda Marcello Colombari di Birra Frara. Ha sede a Ferrara (come dice il nome stesso, per chi avesse confidenza con la��Emilia Romagna) ma il birraio produce al Beerbante. Questi, quando non impegnato nella produzione, si muove col suo furgone per la cittA� scegliendo sempre posti diversi e updatando la clientela su Facebook riguardo i suoi spostamenti. Devo ammettere che la��idea mi A? apparsa alquanto interessante. Degna di nota A? sicuramente la sua Boia, una export stout. Questo stile, un poa�� come le piA? diffuse oatmeal e imperial stout, A? decisamente accessibile ad un pubblico non ancora alfabetizzato, ma che riscuote non poco successo anche tra gli appassionati.

Altre birre accattivanti le ho bevute davanti alle spine del BrA?ton, a mio parere ottimo esponente toscano della realtA� italiana. La Lilith A? una degnissima rappresentante delle APA, la Bianca A? invece adatta per chi andasse in cerca di sperimentazioni. Alla ricetta base di una blanche viene aggiunto un buon 10% di farro della Garfagnana; ne risulta una piacevole e rinfrescante birra di frumento ben tendente alla��acido. Ottima anche la loro Dieci (barley wine).

Al centro del capannone troneggiavano le numerose spine di Ferro Distribuzione, dalle quali si poteva mescere un buon bicchiere del Birrificio Italiano,A� diverse trappiste, belghe in generale, qualche tedesca e qualche ceca. Ammetto che non mi sono soffermato molto in quanto preferisco di solito fare due chiacchere col birraio; inoltre avevo fin troppo da bere tra le italiane per potermi permettere di sbevazzare birre ottime, ma giA� conosciute.

Giunti a questo punto vi chiederete dove sono finiti i birrifici venetia��per quelli rimando al mio articolo del Maggio scorso, in cui ho speso qualche parola sugli interessanti Ma��anis e San Gabriel, presenti anche questa��anno.

Alla prossima edizione!

Jacopo

Londra: Pub Crawl tra il Borough Market e il Covent Garden

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Category : Birra, Locali, Pub Crawl, Viaggi

Un saluto vivissimo dalla��Inghilterra, dove mi sono da poco trasferito per immergermi nella ricerca accademica. Non per questo ho pensato di abbandonare i lettori di PP, anzi, ecco che vi propongo il primo Pub Crawl fatto in compagnia della mia sezione del CAMRA, ovvero il Southern Hampshire (Southampton, Hampshire). Da dove si poteva iniziare se non dalla capitale? Londra puA? risultare molto dispersiva, e proprio per questo A? necessario stabilire quale zona si vuole battere, quindi un percorso ben preciso. Differentemente da altre cittadine inglesi ben fornite ma piA? piccole, qui non si puA? certamente pensare di a�?perdersi tra i vicolia�?a��

La guida che vi propongo oggi riguarda quindi la��area circostante la stazione di Waterloo, facilmente raggiungibile in treno dai dintorni di Londra, senza la��obbligo di dover utilizzare i costosissimi mezzi pubblici cittadini. Nove pubs in tutto, che potrete facilmente trovare come sempre utilizzando la mia mappa googlizzata.

Incamminiamoci di buona lena che la giornata sarA� lunga. Usciti dalla stazione il primo pub che incontriamo A? il Kinga��s Arms, in Roupell St. Staff giovane ma interni gustosamente datati, con isola-bar centrale e pompe su entrambi i lati del locale. Tavolini generalmente piccoli e tondi. Nella stagione fredda troverete facilmente mull cider, cioA? sidro scaldato con spezie e zucchero.

Proseguendo per Union St verso il Borough Market si incontra il Charles Dickens, forse un poa�� meno accogliente del precedente ha dalla sua la��ampiezza degli spazi, ergo i tavoli sono piA? capienti e quindi adatti ad ospitare gruppi numerosi. Indipendentemente dalla corpositA� della vostra compagine consiglio di seguire la��opzione LocAle e provare uno dei prodotti della londinese By The Horns: sebbene il birrifico abbia solo pochi anni di vita, la Red vi darA� una��idea di cosa sia una vera bitter inglese, dura e pura. PossibilitA� di mangiare a prezzi ragionevoli.

Nei pressi della fermata Borough della metro troverete The Royal Oak, altro pub con buona cucina, isola-bar tradizionalmente centrale che divide il locale in due parti. Generalmente offrono le birre prodotte dal birrificio Harveys Sussexs. Tutti ottimi prodotti tra cui, oltre le solite bitter e pale ales, troverete anche una mild e una interessantissima old ale.

Risaliamo verso il London Bridge per approdare finalmente ad una delle zone piA? incantevoli e caratteristiche della cittA� (a mio parere, ovviamente): il Borough Market. Dispendioso e fighetto come pochi altri, gode pero del tipico respiro cosmopolita londinese, che fortunatamente si rispecchia anche nella��offerta delle birre. Nei due sempre stipati pubs della zona troverete infatti alla spina o a pompa, oltre alla normale offerta locale, anche prodotti internazionali quali la��americana Sierra Nevada o la tedesca Schlenkerla (soprattutto la seconda ha un tocco da��esotico, per Loro) e altre. Il Market Porter, accerchiato da una splendida cornice floreale, A? costantemente pieno di gente e ordinare una birra potrebbe diventare una��impresa. Poco importa. Appena piA? avanti, girato la��angolo sulla destra, nei pressi del trendy Vinopolis (solo il nome A? un programmaa��) troveremo il Rake. Sito giusto dietro il mercato, ospita una��ottima selezione di bottiglie (cosa davvero rara da queste parti!) e non si fa mancare neanche le sopracitate spine internazionali. In entrambi i casi la coda A? assicurata, ma la qualitA� non viene mai meno. Inoltre se il tempo lo permette, si puA? tranquillamente sostare per strada, davanti o dietro al pub, senza noie. Nel caso del Rake vi ritroverete a bere una pinta in mezzo alle bancarelle dei formaggi, con il cavalcavia della ferrovia che vi passa sopra la testa e la Southwark Cathedral come sfondo.

Superata la metA� del percorso, la prossima tappa A? situata a nord del Tamigi. Per oltrepassarlo non fatevi mancare una passeggiata sul Millenium Bridge, ponte pedonale dal quale si gode di uno splendido paesaggio sulla cittA�. Prendendo sulla sinistra Queen Victoria St raggiungerete il Blackfriar, in prossimitA� della London Blackfriars Rail Station. Il pub A? un capolavoro della��Art Nouveau. Costruito nel 1905 su vecchi possedimenti dominicani, ha mantenuto la vocazione del luogo presentando sulle pareti innumerevoli raffigurazioni di fraticelli in ogni posa. PuA? essere una buoa idea optare per una saporitissima cornish bitter, la King di Keltek. Tra tutti i citati, direi che senza dubbio alcuno meriti la medaglia del piA? elegante.

Ci dirigiamo ora verso una��altra delle zone piA? coinvolgenti della metropoli, la��incantevole Covent Garden. Consiglio vivamente di arrivare in zona col buio, perchA� le luci dei teatri alla sera sono qualcosa di eccezionale e vi rapiranno lo sguardo mentre cercate di convincervi di avere ancora sete, prima di giungere al Cross Keys, in Endell St. Qui le birre da provare sono davvero tante, perchA� il pub tiene i prodotti di Brodiea��s, un ottimo birrificio della Nuova scena londinese (se mi permettete i termini). SarA� il paradiso per gli amanti del luppolo, lo posso assicurare. Infatti spesso potrete trovare alla pompa le loro single hops (luppoli americani, australiani, neo zelandesi e compagnia bella). Anche chi cerca qualcosa piA? di nicchia non sarA� scontentato. Da buon amante del diverso, personalmente mi son fiondato su da��una belgian saison tanto stagionale da non aver meritato neanche la clip sulla pompa. Vi ho potuto solo leggere scritto a penna a�?Brodiea��s Saison 4%a�?: poco alcool per lo stile, ma direi che il gusto ca��era tutto, e mi reputo soddisfatto della scelta. Non voglio assolutamente fare una crociata sul grado alcolico: da��altro canto, anche le Italian English Bitter sono molto piA? strong delle originali (a dire il vero delle originali hanno poco e nulla, con rare eccezioni)a��pensando ad una British Belgian Saison potrebbe aprirsi un dibattito molto simile a quello riguardante le Black IPAa��!!! Che ne pensate?

La strada e lunga e sarA� meglio scannarci sui dettagli strada facendo. Circumnavighiamo il Covent Garden scendendo per Upper Saint Martina��s Lane ed eccoci piombati nella��Harp. Una tappa che non puA? assolutamente e categoricamente mancare nel nostro itinerario, in quanto il locale in questione A? stato premiato in occasione della��ultima [2011] edizione della��ambito premio CAMRA Pub of the Year. A giudicare dal casino che lo circondaa��la gente deve essersene accorta! Per quanto lo spazio non sia tantissimo, dietro al bancone lavora freneticamente senza sosta un nutrito gruppo di barmen. La sala di sopra (la��immagine non rende un granchA�, lo ammetto) regala qualche momento di relativa calma, con la possibilitA� di sedersi in poltrona o di rimirare accattivanti quadri alle pareti, e fuori dalla finestra le luci del Covent Garden.

Per trascinarci verso la ferrovia percorriamo nuovamente un ponte pedonale, questa volta perA? quello che parte da Embankement e ci rituffa in Waterloo. Se siete cosA� arditi da voler visitare anche l’ultima tappa, The Hole in the Wall, Mepham St, sicuramente prima di bere dovrete pensare a sfrattare il proverbiale ragno. Non mi credete? Pensate al ragno come a liquido in eccesso e i conti vi torneranno a quadrare immediatamente! Detto ciA?, anche qui il movimento non manca, e si ha la��impressione che sia piA? legato allo sport che ad altro. Nella prima sala magliette di calcio e rugby troneggiano alle pareti, mentre nella seconda, la piA? ampia, si riuniscono i tifosi davanti al megaschermo. Concedetevi una Dorking Brew, la Number One vi lascerA� un bel ricordo e anche, si spera, un piacevole senso di…sazietA�.

Quando ne avete abbastanza potete finalmente strisciare (alla fine A? questo il senso del pub crawla��) fino alla stazione e ritornarvene da dove siete venuti.

Alla prossima trascinata.

Jacopo

Australia

Category : Viaggi

Sono andato in Australia per visitare l’Australia e le bellissime attrazioni di un continente eccezionale. Dalla partenza non pensavo alla birra. Anzi, mi ero detto che non avrei studiato. Per quanto il tempo era poco e avrei bevuto quel che capitava. PerA? il destino ha voluto un po’ diversamente. O forse l’istinto. Passeggiavo per Sydney, sceso dall’Harbour Bridge e non pensavo alla birra. Ho visto un locale affollato. Ma non mi interessava. Stavo solo pensando a dove cenare. Sono passato di fianco al locale distrattamente: c’erano dei buttafuori che erano quasi dei buttadentro. Poi ho buttato l’occhio.
Stand. Anzi, stands. L’inconfondibile clima dell’happening a base di birra artigianale. Musica dal vivo. Gente sbronza. Timidamente ho chiesto se potevo entrare e il buttadentro mi ha buttato dentro. Era davvero una festa della birra artigianale. Un Australian Beer Festival. Un bel clima, molto festoso, musica, gente che si divertiva, tutti giovani. Un po’ sbronzi. Una ragazza mi ha cantato urlando in faccia a�?Somebody told me..that you had a boyfriend…a�? mentre il gruppo cantava la canzone. Il moroso l’ha trascinata via.
Il tempo era poco. Non volevo stravolgere il mio programma, ma volevo approfittare dell’occasione. Il primo stand vendeva tickets e bicchieri in perfetto stile Zythos o TNT Pub. Dieci tagliandi. Assaggi da 100 cc. A stomaco vuoto. In breve tempo. Un piano suicida.
Gli stand presenti saranno stati una ventina, ciascuno con le sue spine e i birrai dietro a servire e impressionare il pubblico. Tutti birrifici artigianali australiani provenienti da tutta l’Australia (che A? grossa e non poco).
Lo ammetto. L’eccitazione c’era. Ero nel mio ambiente: il classico bevitore di birra artigianale nel contesto di un beer festival. Ero come Rafa Nadal sul centrale del Roland Garros. Un pesce nella sua acqua. Il mio essere europeo e persino non angolofono mi dava anche quel tocco di esotismo che mi avrebbe ingraziato i birrai.

Australian glass

Le premesse erano perfette, la realizzazione un po’ meno. Il bicchierino in plastica era carino e adatto allo scopo, ma le birre meno. Al primo stand (non faccio nomi, li ricordo ma potrei recuperarli dalle foto che ho appositamente fatto) la produzione era decisamente da homebrewers. Anzi, i proprietari erano ex homebrewer che producono professionalmente, ma i prodotti erano ruvidi e poco significativi. Unica nota positiva, affittano l’attrezzatura ad homebrewers perchA? ognuno faccia la propria birra come vuole. Lodevole, simpatico. Ma le birre non granchA?.
Anche il seguito non A? stato appassionante: dieci birre bevute, due-tre buone ma a livello che in Italia se ne trovano molte di piA? nel similare contesto. Le altre tra il passabile e l’orrido. Alcune esotiche come una alla zucca, ma in generale ruvide, con sapori troppo sbilanciati e grezzi. E in generale poco luppolo da aroma.
Sono uscito dal festival un po’ deluso. SA�, atmosfera simpatica, molti birrifici, con birrai agli stand, disponibili, simpatici, ma alla prova dei fatti poco piA? che simpatici homebrewer in un contesto semplice ma che prometteva di piA?. Sono tuttavia convinto che esista un movimento di appassionati australiani abbastanza vivace: al festival vendevano una guida e mi A? parso che ci sia una associazione di appassionati. ChissA� che non si possa fare uno cambio culturale.
Nel resto della vacanza qualcosa ho bevuto, senza mai rimanere davvero impressionato. Ovviamente quasi ovunque quando chiedi something australian ti danno orrende lager che assomigliano alla Corona. Due soli sono stati i miei punti di riferimento. Parlo delle produzioni di Little Creatures, birrificio di Perth (o meglio Freemantle) nel quale sono poi anche stato, in particolare della pale ale facilmente reperibile, e Fat Yak di Matilda Bay Brewing.
Che dire? Buone birre. Pale in stile americano. Non troppo luppolo da aroma, beverine, gradevoli, ma di meglio ho bevuto in Italia francamente. Non voglio essere troppo severo, forse troppe aspettative da un paese anglofono, ma in effetti non ho trovato sapori che mi hanno fatto urlare al miracolo nA� ho trovato produzioni particolarmente originali.
Quando volevo birra e le trovavo prendevo queste. Verso la fine della vacanza mi sono dato un po’ al vino, visto che la birra non era lo scopo e non dava soddisfazioni e lA� mi son divertito di piA?.
Locali carini invece ne ho visti. A parte svariati pub di atmosfera, si segnalano i classici di Freemantle, Sail and Anchor e Little Creatures (sA�, gli stessi di cui sopra).
Sail and Anchor aveva una abbondante e intrigante scelta di spine (mi sono dovuto contenere purtroppo). E’ un pub classico quanto ad atmosfera, tavoli in legno, grande bancone. Molto inglese. Piacevole. Little Creatures A? ricavato in una rimessa per barche nel porto di Freemantle. Molto grande, con possibilitA� di mangiare e anche bene direi (imballatissimo) con alla spina le produzioni del birrificio, che A? a fianco e visitabile.
Ottimi posti, curioso che siano nella stessa cittadina in un continente grosso come l’Europa. Curioso anche che il nostro beer lover Putro abbia deciso di andare proprio lA�.
Lui perA? mi ha detto di recente che si sta ambientando con il mondo della birra australiana e sta trovando perle che sicuramente nella mia gita fugace sono sfuggite.
ChissA� che non abbia voglia di scriverci lui qualcosa di piA? approfondito.

Rob

Programma BeVeg – presso Arci Girone a Fiesole (FI)

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Category : Eventi, Festival

Qualche riga per segnalare un evento a cui collaboro personalmente. E’ una manifestazione dedicata alla birra artigianale e alla cucina vegetariana, forse la prima nel suo genere a combinare due universi un po’ distanti. Io mi sono occupato, come potrete immaginare, della gestione birraria.

E’ articolata su due weekend, vale a dire quello del 14-15-16 ottobre 2011 e quello immediatamente successivo (21-22-23 ottobre 2011). Per ogni weekend abbiamo scelto tre birrifici che venissero a presentare e servire le proprie produzioni. Una piccola ma significativa rappresentanza di birrifici di cui abbiamo che i frequentatori del nostro sito conoscono bene, avendone parlato in occasione di festival, fiere ed eventi.

I birrifici saranno cosA� distribuiti:

14-15-16 ottobre 2011:

Birrificio Emiliano – Anzola nell’Emilia (BO)

Birrificio Endorama – Grassobbio (BG)

Birrificio Mosto Dolce– Prato (PO)

21-22-23 ottobre 2011:

Birrificio Bad Attitude – Stabio (Canton Ticino, CH)

Birrificio Brewfist – Codogno (PV)

Birrificio Dada – Correggio (RE)

L’evento si svolgerA� in orario serale (19-23.30 circa) al circolo Arci del Girone nel comune di Fiesole, alle porte di Firenze. Nella giornata di domenica, si apre a pranzo (ore 12 circa) e si tira fino a chiusura. Sono previsti concerti, mercatini e laboratori per bambini.

 

Italia Beer Festival Bologna 2011 – preview

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Category : Notizie in breve

Come anticipato (e pure con qualche piccola coda polemica) da oggi comincia l’Italia Beer Festival di Bologna, che si terrA� dal 25 agosto al 19 settembre 2011 nell’ambito della Festa de la��UnitA� del Partito Democratico presso l’Area Parco Nord. E’ la prima volta che si svolge in questa prestigiosa e affollata sede, e la seconda volta sul suolo bolognese (un vecchio report invece vi racconta come andA? l’edizione di due anni fa).

La manifestazione si svolgerA� nei 300 metri quadri dello stand 45, con orario variabile, e precisamente:

Feriali 19:00 a�� 01:00
Festivi 18:00 a�� 01:00
In concomitanza di eventi principali (quali ad esempio l’MTV day) l’apertura A? fissata addirittura per le ore 13.00.

La lista espositori confermati vede la presenza di 10 birrifici:

Bauscia
Croce di Malto
Doppio Malto
Geco
Grado Plato
La��Orso Verde
Maltovivo
MM 1989
Statale Nove
Toccalmatto

Tutte le informazioni utili si trovano sul sito ufficiale dell’Associazione Degustatori Birra, mentre quelle generali sul resto del festival (concerti e quant’altro) si trovano qui.

Ho una domanda: ma secondo voi ci sarA� birra sufficiente per un mese consecutivo di festival, con tanto di qualche grosso evento correlato?

Ora vi saluto, sennA? faccio tardi per l’apertura….

Alessio

Quattro birre (diverse) per l’Estate

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Category : Birra

L’estate ormai A? al suo culmine, e non c’A? niente di meglio di un’ottima birra artigianale per placare la sete e rinfrescarci sotto al solleone. Ormai le preferenze dei maggiori publican e esperti di birra riguardo alle birre estive A�le conosciamo, ed A? ovvio che compaiano i grandi nomi del panorama birrario. Ma se a un’ottima Tipopils o a una freschissima Rulles Estivale volessimo alternare qualcos’altro?

L’idea era quella di suggerirvi 4 birre italiane, non troppo conosciute, assaggiate di recente e che ho trovato perfette per il periodo estivo e che si abbinano bene con i piatti tipici della stagione.

La prima birra A? la Alba del B.A.B.B. una weizen che esce dagli schemi classici dello stile. Sulle ultime cotte, i sentori di banana tipici delle weizen sono parecchio attenuati da un’abbondante speziatura, dominata in primis da sentori di pepe bianco, che ricorda le blanche belghe. In bocca A? leggera, con il carattere del frumento assolutamente non dominante, fresca, beverina e con un finale delicato e morbido. E’ interessante perchA? si pone fuori dagli schemi classici weisse(weizen)/blanche risultando una via di mezzo davvero interessante.

Passiamo alla Ruis di Orso Verde, prodotta dal “folle” e simpaticissimo Cesare Gualdoni. E’ una birra estiva prodotta con 4 cereali, ovvero orzo, segale, frumento e avena. Ha un bel profumo di cereali, fresco grazie al frumento e alla segale, molto leggero. In bocca ritorna il concetto di freschezza e bevibilitA�: sottile, molto watery, ha un luppolatura molto misurata che gli conferisce un bel finale secco. Davvero golosa e pericolosamente beverina, impossibile fermarsi dopo il primo sorso.

Cambiando decisamente stile, passiamo alla TropicAle del Birrificio Emiliano. Dietro un nome di una “originalitA�” sconcertante, si cela una Ipa molto interessante. Molto spinta al naso, dove trionfano note tropicali date del luppolo utilizzato (Nelson Sauvin), in bocca invece l’amaro A? estremamente moderato e gentile. Buona la bevibilitA�, grazie a un corpo medio-sottile e a questa luppolatura elegante e mai sfacciata che invita a un’altro sorso. Fuori dagli schemi delle varie Ipa ispirate agli Stati Uniti, qua il luppolo A? un mezzo e non un fine, quindi non aspettatevi una hop bomb. La nota negativa riguarda la reperibilitA�: la maggior parte della produzione A? destinata al pub Goblet di Modena (di cui i proprietari sono anche soci del Birrificio Emiliano), ma lo spaccio del birrificio A? aperto il sabato mattina e qualcosa si riesce a reperire in giro per l’Italia. Spero vivamente che crescendo le loro birre diventino piA? reperibili sul mercato.

Ultima nell’elenco A? la Hugo Ball Bitter del Birrificio Dada. Le bitter sono, purtroppo, birre non troppo considerate dai produttori italiani, anche se quando sono ben fatte hanno una bevibilitA� straordinaria. In questo caso, ci troviamo di fronte a una bitter da 4% , leggera, con un naso tenue dominato da note di radici, in bocca A? delicatamente maltata, per chiudere con un finale secco e pulente. Beverina e leggera proprio come deve essere una vera bitter, una pinta tira l’altra.

E voi? Quali sono le vostre grandi o piccole scoperte per dissetarvi nel periodo estivo?

Max

Le nostre birre estive preferite!

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Category : Birra

In questi giorni, tra una chiacchiera sui classici birrari e l’altra, ci A? venuta un’idea abbastanza semplice. Fare un piccolo sondaggio interno nell’affollata redazione di Pintaperfetta per capire quali erano le nostre birre estive preferite, dando come unico parametro la reperibilitA� delle stesse. Per dirla in modo molto semplice, evitando di nominare quella birra bevuta una sola volta in uno sperduto pub giapponese o americano o addirittura in crociera.

CosA� abbiamo incominciato a stilare dei parametri con cui ordinare le classifiche che ognuno di noi avrebbe compilato. E giA� che c’eravamo, ci A? venuto in mente che poteva essere carino chiedere la classifica a qualche amico del sito: publican, birrai, appassionati. Chi voleva, poteva anche scrivere due righe sul perchA� ha fatto determinate scelte.

Nel giro di una settimana circa abbiamo raccolto le classifiche e le impressioni e ci siamo messi a fare i conteggi.

Veniamo alla nuda classifica finale:

1- Tipopils (Birrificio Italiano, IT) “Mi vizio col mio flute pieno di Tipo, tavolino esterno al Birfud intorno alle 5 del pomeriggio e mi godo i vicoletti di Trastevere ancora privi del caos notturno…Se ci aggiungi il leggero venticello romano hai fatto il resto…Non c’A? niente di meglio!” (il Colonna)

2- Estivale (Rulles, BE) “una birra che, insieme alla Dupont, mi ha introdotto nel meraviglioso mondo delle saison. E quella che ancora oggi mi scivola via dal bicchiere piA? veloce di tutte nelle calde serate estive” (Gabriele)

3- Gose (Bayerischer Bahnhof, DE) la grande “novitA�” del 2011, anche se di novitA� non si tratta affatto. “Sentita la prima volta al BQ di Paolo Polli, me ne sono subito innamorato, beverina come pochissime birre, leggera ma al tempo stesso speziata e sapida, disseta e soddisfa il palato al tempo stesso. Il suo grosso problema? La reperibilitA�. Ma per chi ha l’Arrogant Pub a pochi km da casa, tutto diventa piA? facile…” (Nota di colore: chi ha avuto modo di passare all’Arrogant e sentirla, l’ha messa come prima assoluta)

4- Taras Boulba (De La Senne, BE) “Belgio da bere in spiaggia” (Tyrser) “Da bere a secchiate. Anzi, ora vado a farmene una…” (Darkav di Mo.Bi.: frase valida sia per la Taras Boulba che per la Estivale)

5- XX Bitter (De Ranke, BE)

6- Saison (Dupont, BE) “birra dalla quale non si puA? prescindere” (il Laschi)

7- RosA� de Gambrinus (Cantillon, BE)

8- Rodersch (Bi-Du, IT) una birra storica nella produzione artigianale italiana. Ha sofferto di un andamento un po’ altalenante dai tempi del vecchio Bi-Du, ma A? senza dubbio un classico da cui A? difficile prescindere.

9- Orval (Orval, BE) “fresca, con una puntina acida rinfrescante e facilmente reperibile, per le giornate di caldo e sete tra le mura domestiche” (Tyrser)

10- Ortiga (Lambrate, IT) “la mia prima scelta, e chi ha avuto la fortuna di berla alla spina (al Lambrate, a Roma, e nei pochi altri posti dove si ha la fortuna di trovarla) sa senza dubbio a cosa mi riferisco. Luppoli sloveni, la Ortiga A? una golden ale elegante e amara quanto basta per non stancare mai” (Alessio)

Ora un po’ di dati:

  • tra le birre non in classifica che hanno ricevuto non pochi voti e commenti, ricordiamo Op & Top (De Molen, NL), Zona Cesarini (Toccalmatto, IT), Iris (Cantillon, BE), Magut (Lambrate, IT) e Wabi (Orso Verde, IT).
  • In totale sono state 83 le birre scelte dai nostri amici, dimostrando cosA� che la scelta sul mercato A? ampia e di qualitA�.
  • La birra piA? volte inserita nella lista A? stata la Tipopils (13 volte), seguita da Rulles Estivale (8), Saison Dupont (7), XX Bitter (6) e Zona Cesarini (5).
  • Tra le birre che hanno sono state messe al primo posto piA? di una volta, ricordiamo Gose (4 vittorie), Tipopils (3), RosA? de Gambrinus e Taras Boulba (2 ciascuna). Trentacinque le birre che hanno avuto almeno un podio, 13 quelle che hanno conseguito almeno un primo posto. Le uniche due ad avere fatto l’en-plein dei primi tre piazzamenti, sono Tipopils e Estivale, ovvero le prime due classificate.

Infine, i ringraziamenti a chi in questi giorni ci ha risposto: in ordine di tempistica (cosA� da non fare torto a nessuno) Stefano Ricci, Davide di Bussola dell Birra, Manuele Colonna, Claudio de La Locanda del Monaco Felice, Gianluca di BeerMessenger, Velleitario, Livio di Beertop Beershop, Darkav di MoBi, Tyrser, Alle dell’Arrogant, Maso del Dickinson, Alberto Laschi di inbirrerya e Bruno Carilli di Toccalmatto. Questi quelli che hanno risposto, per gli altri, buon per la prossima volta…

mattia e alessio

Secondo compleanno per la Birroteca di Greve (FI)

Category : Eventi, Notizie in breve

Sabato 25 e domenica 26 giugno 2011, la Birroteca di Greve in Chianti (FI) festeggia il suo secondo compleanno con una serie di iniziative speciali: questo l’articolo sul locale, scritto dopo solo qualche settimana di apertura. Si parte sabato con una cena messicana a prezzo fisso (15 euro, birra esclusa).

Sabato e domenica saranno presenti le produzioni di Toccalmatto (e il birraio Alessio “Allo” Gatti) da Fidenza, vale a dire Ambrosia, Sibilla, FumA? du Sanglier, Re Hop, Surfing hop, Grooving Hop (fresca di restyling nella luppolatura) e Stray Dog (a pompa). Domenica ci sarA� un concorso di homebrewing organizzato dall’associazione Pinta Medicea (sito), oltre che un cask speciale di Zona Cesarini con dry hopping (provata in crociera, imperdibile). Altra birra ospite la favolosa Madamin di Loverbeer.

Altre chicche e avvenimenti della domenica (dal sito della birroteca):

A�A�A�A�A�A� Mostra di collezionismo birraio organizzato dalla��Ass. Il Barattolo

A�A�A�A�A�A� Mongol Rally : la��ultimo scatto prima della partenza

A�A�A�A�A�A� Street-food: ospite Il Nerbone di Greve con i suoi panini al Lampredotto ed al Lesso

A�A�A�A�A�A� h. 18 FREE-BUFFET fino ad esaurimento