Una crociera davvero diversa

Category : Viaggi

Per farmi toccare il suolo iberico (terre quantomai infauste per la birra, almeno fino ad ora) ci voleva un’occasione speciale. E quale migliore occasione di Un Mare Di Birra, la crociera  organizzata da Publigiovane (ricordate Eurhop?) e dallo staff del Ma Che Siete Venuti A Fa’ (qui l’articolo di Mattia) per il decimo compleanno del pub trasteverino.

Il programma è semplice, si parte sabato 11 da Civitavecchia in direzione Barcellona, con sosta di un giorno nella città catalana fresca di trionfo in Champions League. A bordo qualche centinaio di bevitori entusiasti, qualche decina di birrai italiani e non, qualche ospite straniero, qualche degustatore più o meno famoso.

La lista delle birre confermate è una lista di eccellenza, con nomi importanti dall’Italia e dall’estero, con rappresentati paesi come Danimarca (in gran numero), Olanda (De Molen), Belgio (Cantillon), Svezia (Närke) e Norvegia (Nogne Ø).

Che altro dire? Per Pintaperfetta saremo presenti io e Andrea (quello che non scrive quasi mai). Seguiteci su Twitter (@pintaperfetta), vi terremo aggiornati.

Alessio

Borefts Festival 2010 @ Brouwerij De Molen, Bodegraven (NL)

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Category : Festival, Viaggi

Avevo proprio voglia, di una gita in Olanda. Qualche giorno ad Amsterdam (con soste obbligate al Wildeman, dove vado da molti anni, e al Beer Temple, dove non ero ancora stato), una bella spesa da mettere in stiva al Bier Koning e poi, venerdì 24 e sabato 25 settembre, saltare sul treno per recarsi alla seconda edizione del Borefts Beer Festival presso la Brouwerij De Molen di Bodegraven, nel cuore verde dell’Olanda, vale a dire in una zona tutto sommato agreste nel triangolo formato da Amsterdam, Utrecht e Leiden. A causa della sua posizione, Bodegraven si raggiunge molto comodamente sia in treno (sulla linea Leiden-Utrecht) che in automobile.

Un festival dedicato a celebrare la nuova scena birraria europea, con birrifici di chiara ispirazione americana e molto propensi alla collaborazione reciproca. I nomi più noti del gruppo sono sicuramente quelli della Mikkeller e della De Molen, ormai molto ben conosciuti anche dagli appassionati di birra italiani. Con loro, una serie di birrifici nord europei accomunati dallo stesso spirito e dalla stessa creatività, con la sola Revelation Cat (birrificio più internazionale che italiano) a rappresentare l’area mediterranea.

Il festival si è svolto all’interno del mulino della De Molen e nell’area esterna subito a fianco. Gli stand erano principalmente nell’area coperta, con soli tre birrifici (Mikkeller, Marble e Alvinne) in gazebo situati all’esterno, dove c’era un piccolo tendone, un’altra area-gazebo destinata al pubblico e una serie di tavoloni e tavolini.

La giornata di venerdì è stata tutto sommato tranquilla, con un moderato ma significativo afflusso di gente e un tempo benevolo e per lo più soleggiato, che fino al tramonto ha riscaldato anche più delle birre del festival, per lo più molto corpose (con generi come double india pale ale e imperial stout a farla da padrone). Formatosi subito il gruppetto bergamasco più uno (io) ci siamo dedicati all’assaggio di tutto ciò che ci ispirava al momento o di ciò che ci eravamo prefissi di provare. Sedotti a volte dagli stili, a volte dai nomi, a volte – nel caso ad esempio della Black & Tan Bowmore Barrel Aged di Emelisse – dall’invecchiamento in botte, vero e proprio leit motiv del festival. L’angolo della curiosità invece era per il concorso per la migliore Vuur & Vlam, uno dei classici della produzione di casa, in questo caso proposta da quasi ogni birrificio presente al festival. Personalmente, avendole provate quasi tutte (De Molen, Haandbryggeriet, Närke, Marble, Struise) ho dato la palma del vincitore alla Marble, oscuro (almeno per noi italiani) birrificio inglese che spero di poter trovare quanto prima anche nel nostro paese.

L’offerta culinaria era un po’ scarna, fino alle 17 panini e snack, dopo le 17 una classicissima carbonnade con contorno di verdure o, per i vegetariani, il solo contorno di verdure. Per questo e altri motivi ci siamo affidati a soluzioni alternative (un paio di ristorantini più avanti nella via del mulino), delegando al festival il compito di saziarci di birra.

E che birra!

Nei due giorni, tenendomi anche abbastanza tranquillo, la mia lista recita un lungo elenco di capolavori, sia per le birre leggere (la svedese Närke e l’inglese Marble sugli scudi) che per quanto riguarda l’infinito elenco di mattoni carichi di luppoli e di caffè, passati o meno in botti più o meno esotiche (whisky, bourbon, cognac, calvados, chi più ne ha più ne metta), e comunque quasi totalmente trovabili in Italia.

L’organizzazione, a onore del vero, raccomandava l’acquisto di bottigliette d’acqua, per reidratare il corpo e per non asfaltare troppo il palato. Una ottima idea, che ha permesso di non vedere gente crollare sotto i colpi dell’entusiasmo di birra in birra.

Il sabato è stato invece decisamente meno soleggiato e decisamente più affollato. Tra curiosi sbarchi dal canale adiacente (una truppa di signori e signore olandesi sulla cinquantina abbondante), brevi pioggerelline e rapidi cambiamenti di clima in perfetto stile olandese, la degustazione dell’infinita proposta di birre è proseguita approfittando soprattutto dei “cambiamenti di lista”, ovvero delle birre disponibili in quantità molto limitata o solo in uno dei due giorni. Il premio per l’aromatizzazione più assurda direi che va alla Rough Snuff della Midtfyns, birrificio danese che ha prodotto questa interessante birra belga che ricorda un po’  alcune Gouden Carolus e si pregia di contenere, beh, alghe e tabacco da masticare.

Vi saluto con la lista dei miei assaggi della due giorni di festival, in ordine di birrificio.

De Molen Vuur & Vlam, De Molen Kopi Loewak Calvados Barrel, De Molen Black Damnation 666, De Molen Machtig & Mooi Cognac Barrel, Emelisse Black & Tan Bowmore Barrel Aged, Haandbryggeriet Fyr & Flamme (Vuur & Vlam), Haandbryggeriet Dobbel Dose, Marble Golden Ale, Marble Dobber IPA, Marble Vuur &Vlam, Midtfyns Rough Snuff, Närke Bitter, Närke Slattöl, Närke Bitter Fyra Flammor (Vuur & Vlam), Närke Stormaktsporter 2009 Swedish Barrel, Bitter SlattölRevelation Cat/De Molen Milk Mild, Revelation Cat/Gadd’s Back To Basics IPA, Revelation Cat/Gadd’s Back To Basics Double IPA, Struise Ignis & Vlamma (Vuur & Vlam), Struise Pannepeut.

Gran finale, il cartello appeso sullo stand di Alex, esilarante.

Göteborg parte 3: Tre Små Rum, Rover, Ölrepubliken

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Category : Locali, Viaggi

Per questa terza e (per ora) ultima parte del report sulla scena birraria della seconda città svedese ho deciso di concentrare quelli che sono i locali più interessanti. Interessanti perché la personalità di chi gestisce ha un ruolo importante, interessanti perché la birra artigianale locale trova ampio spazio, interessanti perché propongono qualcosa di davvero particolare.

Due parole sulle birre artigianali svedesi, forse già scritte in occasione di uno degli articoli precedenti. Gli stili che vanno per la maggiore, oltre alle India Pale Ale (vero e proprio trend internazionale degli ultimi anni), prevedono ottime bitter, stout e porter, con una gradazione che, salvo qualche prodotto speciale, si mantiene solitamente tra i 4,5 e i 6,5 gradi. I birrifici provati sono tutti di ottimo livello, per un giudizio complessivo che a mio avviso può portare la Svezia al livello di altri ben più celebrati paesi birrari. Un segreto ben custodito, se è vero che fuori dalla Svezia sono praticamente impossibili le possibilità di reperire birra artigianale svedese.

I locali di questo articolo rappresentano a mio avviso l’eccellenza cittadina (assieme ai Bishops Arms, di cui avevo parlato in precedenza). Quello da cui voglio cominciare si chiama Tre Små Rum. Il pub è situato in una zona con un discreto numero di locali e (se ho capito bene) non lontano dall’università. Lo gestisce un curioso personaggio mediorientale con due baffi da antologia, sul bancone c’è un simpatico cartello che vieta anche solo di chiedere birra di scarsa qualità.

16 linee di spina, con ampio spazio per le produzioni artigianali svedesi (Oppigårds, Närke, Nynäshamns, Dugges e Ocean), atmosfera tranquilla e rilassata, grande competenza del personaggione (raramente ho visto tanta identità tra il gestore e il locale che gestisce, e chi lo conosce dice che ha pure una memoria da elefante). Avrei voluto passarci più tempo, ma alla fine abbiamo potuto passare solo un pomeriggio. Dell’esperienza mi ha colpito la competenza del gestore, l’offerta di spine praticamente impeccabile, e l’impressionante vetrina con le bottiglie “dal resto del mondo”, con ottima scelta di prodotti britannici e americani. E i tappeti persiani che adornano le sale del locale, mai visti prima d’ora in una birreria.


The Rover è il locale birrario di Göteborg per eccellenza. Due soci a dirigere il tutto, un gruppetto di ragazzi e ragazze di competenza estrema a far la spola tra tavoli e bancone, è la meta preferita di chi vuole una birra di qualità in città. Si viaggia a birra alla spina (oltre 20 linee, tutte scelte tra il meglio della produzione nazionale e non), con qualche piccolo frigo dietro il banco con una selezione di birre in bottiglia (le americane Hoppin’ Frog, o le trappiste belghe, per fare un paio di esempi).

Si mangia bene, ed è facilmente affollato. Un consiglio è di andare presto, se volete essere sicuri di trovare posto. Per chi ama le classifiche, il Rover si è classificato al trentaquattresimo posto della classifica dei migliori beer bar di ratebeer. Una volta al mese aprono un cask sul banco, e noi abbiamo avuto la fortuna di essere presenti (la prima sera che eravamo in città, fortuna sfacciata) per gustare dell’ottima Nynäshamns Brännskär Brown Ale, mentre la birra che ha riscosso maggiore successo al nostro tavolo è stata la Oppigårds Amarillo Spring Ale.

Cosa fate se siete due soci con estrema competenza, un locale favoloso (il Rover, appunto) e sempre pieno? Semplice, ne aprite un secondo dall’altra parte del centro. Così è nato l’Ölrepubliken, o Repubblica della Birra. Una trentina di spina (a raccontarli insieme sembra quasi una cosa normale, trovare trenta linee di spina in un locale) con maggiore spazio per le produzioni non svedesi (Belgio, Danimarca) e una lista di bottiglie che supera agilmente le 300 unità. Il cibo è simile a quello del Rover (pub food preparato con la massima cura, gustoso e saporito), l’atmosfera più moderna.

Concludendo, insomma, Göteborg si rivela una città di assoluta eccellenza birraria, con due birrifici cittadini e ampia offerta cittadina di birrerie di altissimo livello, in cui è facile trovare il modo di soddisfare la propria sete. Con l’inglese si viaggia bene ovunque, come in tutte le città scandinave, il costo della trasferta è simile a quello di una qualsiasi grossa città europea. Ah, e ci si arriva in aereo con una nota compagnia low-cost.

Göteborg (Svezia)

Category : Viaggi

Alla voce malti e luppoli, Göteborg è una città straordinariamente viva. Bere buona birra è piuttosto semplice. Come nella miglior tradizione scandinava, trovare locali dove alzare il gomito non è per nulla complicato, anzi la tradizione birraia in questa cittadina nel sud della Svezia è davvero importante. Non è affatto strano imbattersi in un gruppo di signore sulla cinquantina fermarsi a chiacchierare davanti a una pinta dopo aver fatto la spesa. Ci sono molti locali distribuiti equamente in tutta la città dove poter scegliere tra un’ampia selezione di birre locali ed estere. Tra le birre locali da segnalare senza ombra di dubbio quelle prodotte dai birrifici cittadini Carnegie, Ocean e Dugges. Impossibile non trovare anche altre birre svedesi come Falcon, Nils Oscar e Oppigårds, per non parlare di assolute eccellenze come la Närke. Tra i principali locali da segnalare, al numero 12 di Andra Langgatan c’è il Rover, 19 linee di birre alla spina principalmente svedesi e ottima selezione di birre in bottiglia. Di nuovissima apertura l’Ol Repubblik (la Repubblica della birra), locale dove trovare 30 (si, 30!) linee di birra alla spina di provenienza principalmente belga, americana e svedese (Sveagatan, 25). Se siete in città (il pub è in Plantagegatan 1, una traversa della famosa Linneggatan) fate un giro al The Old Beefeeter Inn, locale di chiara influenza britannica. Una curiosità: il birrificio Dugges produce una Lager su misura per questo locale. Tradizionale ma da vedere anche il Dubliner’s, situato al 50B di Östra Hamngatan. Il 7:ans è una dei più antichi pub di Goteborg: aperto nel 1900, è un ritrovo di scrittori, musicisti e artisti in genere. Lo trovate al 7 di Kungstorget. Un consiglio, rilassarsi qui con un libro in una mano e una birra nell’altra è un’esperienza da provare. Infine in città ci sono due The Bishop Arms: al 6 di Järntorget (20 linee) e al 36 Kungsportsavenyn (25 linee). Entrambi sono caratterizzati da settimane a tema (un esempio: quella che si è appena chiusa è stata la settimana della Porter) e proprio per questo valgono la pena di essere vissuti almeno per una sera.

(articolo di Andrea C., il primo “ospite” su Pintaperfetta)