L’Isola Che Non C’A? 2010 – Suisio (BG)

Category : Birra, Festival

Sono passate un paio di settimane dall’Isola Che Non C’A?, festival organizzato dalla Locanda del Monaco Felice di Suisio (BG) e dalla Compagnia del Luppolo, storica associazione di appassionati di Bergamo.

Anche dopo la defezione di quelli del Birrificio del Ducato (uno dei birrifici piA? in vista in Italia), la lista dei birrifici vecchi e nuovi partecipanti alla seconda edizione del festival restava corposa e interessante. I motivi di curiositA� c’erano tutti, dal tastare il polso ai nomi storici come Bi.Du. e Orso Verde, al valutare birrifici di non facile reperibilitA� (penso soprattutto a B.A.B.B. e Civale, quasi inedito in Lombardia) o addirittura freschi di apertura (Endorama e Via Priula) per chiudere con Hibu, birrificio brianzolo sconosciuto ai piA?.

Il festival, come lo scorso anno, si A? svolto in un tendone riscaldato nella piazzetta antistante la Locanda. A differenza dello scorso anno, il clima poco propizio ha portato a spostare la musica all’interno del tendone. Della musica dirA? che mi A? piaciuto molto il trio acustico guidato da Carmen Cangiano, con una scaletta piacevole e molto adatta al festival. Degli Arimo che dire? Ero un po’ terrorizzato dall’idea di una batteria all’interno del tendone, ma sono stato smentito, la musica – a differenza di (tante) altre volte – non A? stata un peso per chi voleva godersi innanzitutto la birra e le chiacchiere in compagnia, anzi A? stata molto apprezzata dai presenti. Nota di merito anche per il tastierista rubato a qualche parrocchia locale.

L’organizzazione, oltre alla birra, prevedeva cibo olandese sia in panino (frikandelle) che zuppa (ai piselli e alla coda di bue). Gustose, economiche e molto adatte alla temperatura esterna. Il Monaco Felice riesce quindi in un nuovo miracolo, far apprezzare piatti poveri e sconosciuti anche ai diffidenti.

Ma veniamo alla birra, vera regina dell’evento. Mi ero ripromesso, anche in fase di presentazione del festival, di riassaggiare le birre di Civale provate la settimana prima all’IBF di Torino. Non l’ho fatto, limitandomi a raccogliere pareri dagli amici e conoscenti. Pareri vergini e non legati al mio assaggio della settimana precedente, quindi. La Lumina raccoglie diversi consensi, pochi entusiasmi per la Ulula, mentre la Punto di Fuga divide.

Grossa curiositA� suscitava il debutto dei due birrifici bergamaschi, entrambi con tre birre ciascuno. Di Via Priula sapevo solo quanto mi avevano detto gli amici appassionati: vincitori del concorso a Piozzo (CN) sui cloni birrari con una similGonzo, brassano in casa del B.A.B.B., come fino a pochissimo tempo fa accadeva ad Hibu. Sembra un complicato rompicapo, vero? E in effetti non sapevo che aspettarmi, anche se i pareri degli amici erano assolutamente positivi. Tre birre, tre stili. La Loertis A? una pils di stampo boemo con luppoli giusti e giusta piacevolezza, la Bacio una A.P.A. godibile, la Camoz mi A? sembrata un po’ giovane ma senza dubbio riuscita. Promosse tutte con riserva, anche perchA� tutte buone anche se mancano un po’ di originalitA� (d’altra parte…). La speranza A? di verificare tra qualche mese lo stato di cose, dato che immagino che per tutte fosse la prima cotta o quasi.

Endorama era, almeno per i clienti abituali della Locanda, un nome ancora piA? atteso. Simone Casiraghi A? “uno dei nostri”, e dopo numerose peripezie burocratiche A? finalmente riuscito a fare il passo da celebrato homebrewer a birraio.Sulla Vermillion sospendo il giudizio, vuoi per qualche problemino di carbonazione, vuoi perchA� dopo aver bevuto bidoni di A.P.A. italiane (vero genere nazionale italiano, ormai?) ho deciso di alzare l’asticella. Rimandata alla cotta successiva, per quanto mi riguarda, anche se amici e appassionati ne ingollavano a bidoni. La Malombra l’ho assaggiata fugacemente, ma mi ha lasciato piacevolmente colpito, fresca e invitante, anche se la stagione (discorso valido anche per la Loertis di via Priula) A? quella meno adatta per birre leggere e dissetanti. Meglio, molto meglio, la Milkyman, milk stout che mi ha riconciliato con il genere, sarA� perchA� il dosaggio di lattosio A? misurato e funzionale, riuscendo a non risultare stucchevole nemmeno ai piA? diffidenti. Complimenti!

Ottima forma per Bi.Du. e Orso Verde (Rebelde a parte, purtroppo davvero irriconoscibile), birrifici storici di cui vi abbiamo parlato in lungo e largo nei due anni di Pintaperfetta, oltre che protagonisti di mille fiere e festival, compresa la passata edizione dell’Isola. Basti dire che ho aperto la prima serata con una Wabi e ho chiuso la seconda con una Confine per capire quanto sono legato alle loro produzioni.

Del Birrificio Artigianale Bassa Bresciana, meglio noto come B.A.B.B., avevo perso le tracce un paio di anni fa. Ricordavo delle birre buone, forse un po’ dolcione ma piacevoli. Avevo incrociato il birraio Riccardo Redaelli qualche mese fa all’Ines Pub di Nibionno (LC), con cui avevo scambiato qualche parere. Le birre mi hanno tutte piacevolmente sorpreso, meno dolci di quanto le ricordavo, piA? bilanciate e beverine. Ottima la Rubinia (produzione ormai storica del birrificio), come anche la Mellis, che come suggerisce il nome ha una discreta dose di miele. Normalmente, fuggirei inorridito verso altre destinazioni, in realtA� c’A? un ottimo bilanciamento con un finale amaro che la rende molto, molto piacevole. Applausi a scena aperta per la FA�m, le cui note di torbato mi hanno letteralmente conquistato.

Anche Rai del birrificio Hibu l’avevo incrociato recentemente, sia al Clock Tower di Treviglio che al giA� citato Ines Pub. In quest’ultima occasione, mi aveva fatto provare la sua nuova creatura, la Vai Tra’, una APA che mi aveva dato ottime sensazioni nonostante fosse estremamente giovane. Ero quindi fiducioso che l’avrei trovata in ottima forma al festival, e cosA� A? stato. Non solo, ho notato passi da gigante in tutte le produzioni, evidentemente in passato si soffriva e non poco la produzione senza un proprio impianto. Complimenti e un incoraggiamento a continuare sulla buona strada intrapresa.

Chiusura con Extra Omnes: a causa dei ritardi negli spedizionieri che dovevano fornire le birre del banco ombra, A? passato agilmente da comprimario di lusso a protagonista della Locanda “indoor” con la sua natalizia, la Kerst (che avevamo annunciato qua). Birra piacevole e abbastanza classica, forse poco “ambiziosa” ma senza dubbio riuscita.

P.S: un ringraziamento speciale a tutti quanti: Claudio e Carla, Moreno e Simona (grazie di tutto!), Patrizia, Davide e Antonella, Gian e tutti i compagni del luppolo, e soprattutto agli amici di sempre.

Eventi Dicembrini

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Category : Eventi

Ecco una carellata degli eventi che ci accompagneranno fino a Natale:

Le Bire de Nadal
3-4-5 Dicembre 2010, The Dome, Nembro (BG)
Se passerete al The Dome tra il 3 e il 5 dicembre potrete trovare delle chicche impressionanti (Struise, Ridgeway, De Dolle, 3 Fonteinen, Dupont, Kerkom, Het Anker, BechBrau, Almond 22, Toccalmatto, Bi-Du) e le birre di alcuni birrifici presentate direttamente dai birrai (Endorama, Via Priula, Extraomnes (solo sabato), HiBu e l’ottimo Barley). Costo dei gettoni: 7 per 10 euro. Orari: Ven 20-03, Sab 14-03, Dom 14-23. Qui la presentazione ufficiale dell’evento.

Eccellenzabirra
3-4-5 Dicembre 2010, Area Fabbricone, Prato
Orari Ven 10-22, Sab 11-24, Dom 10-21. Anche qua la lista dei birrifici “presenti” A? lunga per cui, a parte qualche nome, vi rimando alla pagina ufficiale: ci sarannoAlmond 22, Olmaia, Maltus Faber, Mosto Dolce, Glazen Toren, De Dolle, Struise, Boelens, Nogne A?, Southern Tier, De Molen. La tre giorni A? piena zeppa di incontri tematici. Se siete in zona direi che l’evento non vada assolutamente perso.

Festival dei Birrai Eretici
4-5 Dicembre 2010, Lortica, Bologna
Prima edizione di questo Festival, che racchiuderA� in sA? la possibilitA� di fare numerosi (e notevoli) assaggi, di chiacchierare e incontrare i mastri birrai e di presenziare alle discussioni sui temi caldi del mondo birraio artigianale. La lista delle birre la potete trovare qui, ma vi anticipiamo che saranno presenti (ore 16-02 il sabato e 12-02 la domenica, con rotazione furiosa a max 5 spine alla volta, degustazione da 0.15 a 2a��) nomi come Ayinger, Bi-Du, Bad Attitude, Toccalmatto, Ducato, Revelation Cat, De Ranke, Dupont, Dark Star (qua trovate il nostro articolo sul pub ufficiale), Orkney, BrewDog, Great Divide, Southern Tier, Left Hand e altre. Peccato che io sia via, altrimenti un salto ce l’avei fatto eccome.

Christmas Beer Festival
10-11-12 Dicembre 2010, Area Polifunzionale, Imbersago (MI)
Seconda edizione del Christmas Beer Festival dedicato, come da titolo, alle birre natalizie. Dopo il successone dell’anno scorso, per il 2010 troverete le birre natalizie come la St. Bernardus, Dupont Avec Le Bon Voeux, Chouffe N’Ice, Rulles CuvA?e Meilleurs Voeux, Sierra Nevada Celebration Ale, Toccalmatto Noel de Sanglier (in cask), piA? svariate bottiglie (Gouden Caolus, Trappe Isid’or, Schneider Aventinus, Ducato Winterlude e altre). Ingresso libero (orari: Ven dalle 19, Sab dalle 16, Dom dalle 12). Per aggiornamenti potete consultare il sito ufficiale.

Real Ale Party
11-12 Dicembre 2010, Arrogant Pub, Scandiano (RE)
Otto pompe con birre inglesi la sera dell’11 e otto con birre italiane la domenica 12 da mezzogiorno in poi (possibilitA� di prenotare anche un gustoso pranzo). Per vedere la lista completa, cliccando qua accederete al nosto articolo completo.

Festa del Birrificio Emiliano
19 Dicembre 2010, Birroteca Al Goblet, Modena
Orari ancora in via di definizione, ma presumibilmente da mattina a sera per la festa del Birrificio Emiliano. Per la prima volta (era ora…) tutte le birre del birrificio saranno spinate in contemporanea e, volendo, potrete accompagnarle con lo stinco al forno. Potrete quindi trovare la Forum Gallorum, la Pomposa, Rimasta di Farro, ZemiA�n, Jorgo Stout e la nuova Pomposa di Natale. Unica assente (purtroppo) la Pils.

Bitter Winter Beer Festival
16-17-18-19 Dicembre 2010, Brasserie 4:20, Roma
Probabilmente parleremo nei prossimi giorni in maniera dettagliata di questo appuntamento. Per ora basti sapere che per ogni serata ci sarA� un “tema”: il 16 sarA� “Usa Inedited” con tutte le novitA� provenienti da oltreoceano; il 17 “Mortazza e Lambic” con Boon, Girardin, 3 Fonteinen, Revelation Cat; il 18 “West Coast Christmas” con PizzaPort, Smuttynose, Russian River e Stone; il 19, per chiudere, “Northern Light Beers” con Mikkeller e una svalangata di Nogne A?. Aggiornamenti nei prossimi giorni.

Birre sotto l’Albero
18-19 Dicembre 2010, Macche e Bir&Fud, Roma
La splendida cornice di Trastevere come sfondo ad uno dei festival natalizi piA? apprezzati. Le birre italiane saranno ovviamente al Bir&Fud, mentre al Macche troverete quelle un po’ piA? “esotiche”. Tra i nomi eccellenti, Loverbeer, Lambrate, Lariano, Grado Plato, Rurale, Olmaia, Carrobbiolo per la parte italiana e, da quel che si puA? leggere su Cronache di Birra, De Dolle, De Molen, Narke e The Evil Twin al Macche come rappresentanti dell’estero.

Insomma, di carne al fuoco pare essercene davvero tanta, e per la prima volta anche un po’ sparsa in giro per le varie regioni, senza grosse concentrazioni. Invitiamo chiunque volesse segnalarci un evento a farlo scrivendoci alla casella info@pintaperfetta.com.

mattia

L’Isola Che Non C’A?, Suisio (BG) il 26-27 novembre

Category : Birra, Eventi

Fine novembre, tempo di Isola Che Non C’A?, ovvero il festival dedicato alle birre invernali curato dalla Locanda del Monaco Felice di Suisio (BG) e dalla Compagnia del Luppolo (branca bergamasca di Mo.Bi.). L’anno scorso (prima edizione) andA? cosA�. Rispetto alla passata edizione, mancherA� il carisma di Alex Liberati, personaggio tra i piA? conosciuti della scena romana e importatore di parecchie chicche dagli U.S.A. e dall’Europa settentrionale.

Il programma di quest’anno A? comunque molto ricco e si fa forte di birrifici noti, emergenti e neonati.

Ecco la lista:

B.A.B.B. – Manerbio (BS), attivi ormai da diversi anni;

Bi.Du. – Olgiate Comasco (CO), uno dei nomi storici della scena birraria italiana, con produzioni storiche e imperdibili come Rodersch, Artigianale e tantissime altre;

Civale – Spinetta Marengo (AL), selezionato da Slowfood come uno degli 8 birrifici “emergenti” del 2010;

Ducato (Roncole di Busseto a�� PR), vincitori di numerosi premi in Italia e all’estero: tra le produzioni piA? note, la pils Via Emilia e la Verdi Imperial Stout, piA? tantissime altre;

Endorama – Grassobbio (BG), una delle novitA� piA? attese;

Hibu – Cornate d’Adda (MB)…freschi del nuovo impianto hanno cominciato a rielaborare vecchie ricette e proporne di nuove…e i primi assaggi sono davvero interessanti…

Orso Verde – Busto Arsizio (VA), forte di cavalli di battaglia come Wa.Bi., Backdoor Bitter e Rebelde;

Via Priula – San Pellegrino Terme (BG), altra novitA� della scena bergamasca, e vincitore di un prestigioso concorso per homebrewer pochissimi mesi fa.

Il tutto si svolgerA�, come lo scorso anno, nella piazza antistante la Locanda del Monaco Felice nel pieno centro di Suisio (BG). Ogni birrificio porterA� almeno una produzione invernale e/o natalizia, e all’interno della Locanda sarA� presente un “banco ombra” dove Claudio proporrA� altre favolose birre, mentre Carla come sempre si occuperA� della (ottima) cucina.

Il pagamento delle birre avverrA� con buoni da acquistare alla cassa: saranno disponibili due formati, da 30cl. (3a��) e da 10cl (1,5a��, anche bicchiere singolo).

Nelle serate della festa si terranno spettacoli musicali (a partire dalle ore 22.00): il VenerdA� ci sarA� un gruppo acustico che esplora le perle del blues e del jazz, il a�?Carmen Cangiano Acoustic trioa�?, (Carmen ha appena vinto a Savona il prestigioso premio Janis Joplin 2010 http://www.myspace.com/carmencangiano), mentre Sabato sarete coinvolti dal Folk-Rock Brembano degli a�?Arimoa�? e del loro storico leader Renato Carminati (http://www.myspace.com/arimoetnorock).

Ci si vede lA�, insomma.

La nostra idea sulle Birre di Natale 2009

Category : Birra, PintaPerfetta, Varie

Quello che avete iniziato a leggere A? un articolo sulle Birre di Natale. Partiamo con una sorta di spiegazione-base.
Cosa sono le “Birre di Natale”? Sono produzioni speciali che i birrifici commercializzano circa tra metA� Novembre e metA� Gennaio. Alcune di queste produzioni hanno una storia e si sono evolute nel tempo, altre sono solo operazioni commerciali per vendere un prodotto in piA?, altre sono semplicemente troppo “nuove” per poterne dire granchA?. Alcune Birre di Natale cambiano poi ricetta ogni anno, in minima parte o completamente, rendendo cosA� un’annata completamente diversa da quella precedente o quella successiva. Tendenzialmente, anche se A? una generalizzazione piuttosto forzata che perA? rende bene l’idea, le Birre di Natale sono principalmente ambrate o scure, dolciastre e speziate e un pA? inflazionate per quello che riguarda il tasso alcolico.

Detto questo, iniziamo una breve carrellata-antologia delle produzioni migliori, curiose, piA? trovabili tra quelle che abbiamo assaggiato.
Cominciamo con una delle piA? famose “natalizie”, piA? per il nome che per la qualitA�: stiamo parlando della natalizia di casa Achouffe, la N’Ice Chouffe (provata alla spina), che si lascia bere se non avete troppe pretese di gusto, una rossa da 8%, con la pecca di non aver un gusto particolarmente persistente e risultare un pA? annacquata. La sua versiona invecchiata di un anno (provata alla spina) risulta tuttavia eccessivamente alcolica, e sebbene il gusto ne possa appena guadagnare, la bevibilitA� cala notevolmente. Per quanto riguarda la bottiglia, il tasso alcolico A? maggiore (ben 10%) e risulta facilmente stucchevole.
Restando in Belgio, una tra le nuove produzioni A? la Kapittel Christmas, nel formato da 75cl. Il 2009 pare essere solo il secondo anno di produzione. Nel 2008 l’avevo trovata abbastanza scialba, senza particolari note positive nA? carattere. Avendola potuta riprovare poche sere fa (bottiglia, 75cl), devo dire che non arriva all’eccellenza ma una sorta di sufficienza la conquista senza grossi problemi… probabilmente meglio della N’Ice.
Tra i marchi che stanno guadagnando popolaritA� in Italia in questi ultimi tempi, ho avuto un buon incontro gustativo con la Corsendonk Christmas (8.5%, bottiglia da 75cl), che rispetto alle due appena citate risulta essere decisamente piA? corposa ed equilibrata, e si lascia bere in modo piacevole. Una vera sorpresa – forse LA sorpresa dell’anno – riguarda la produzione natalizia della Trappe, la Isid’or (provata alla spina), che si distacca notevolmente dalle succitate invernali, piuttosto classiche. Il colore leggermente ambrato, la schiuma non troppo persistente anche se molto densa, e i mille profumi di spezie la rendono particolarmente beverina, e i suoi 7.5% non risultano essere esagerati – almeno per quanto riguarda le sensazioni delle mie papille gustative.
Attraversiamo per un attimo l’Oceano Atlantico e spostiamoci in California: A? qui che viene prodotta un’eccellente Anchor Christmas (bottiglia 33cl), che come tutte le sue “sorelle” prodotte a San Francisco, A? un’eccezione per quel che riguarda il tasso alcolico: con i suoi “soli” 5.5% A? una delle invernali piA? leggere. Preparatevi perA? all’esplosione di gusto quando la sentirete: spezie, liquerizia, profumo di malto tostato per un’eccellente ambrata scura. Questa birra in linea di massima cambia piA? o meno radicalmente ricetta ogni anno, per cui probabilmente servirA� un assaggio per produzione… mi sacrificherA? volentieri 🙂
Niente di speciale invece la K9 di Flying Dog (spina) che ai suoi 7% abbina un gusto non troppo forte, e si lascia dimenticare abbastanza in fretta.
Tornando in Belgio, ho assaggiato con piacere per l’ennesima volta la St. Feuillien, che di rado sbaglia una birra, e la loro CuvA?e de Noel (33cl, bottiglia) A? semplicemente fantastica nonchA? una delle piA? impegnative per quel che concerne tasso alcolico e gusto. Scrussima a prima vista, in realtA� se messa controluce rivela un bellissimo colore rosso-rubino, ha una schiuma ben persistente e molto molto densa. La bevuta, come detto, A? molto piacevole ma non facile: la birra, corposa ed equilibrata, ha i sentori della liquerizia e i suoi 9% si fanno sentire.
Tra le natalizie piA? acoliche, ricordiamo la produzione della De Dolle, la Stille Nacht (33cl, bottiglia) che con i suoi 12% risulta essere eccellente ma anche di difficilissima degustazione, non disconstandosi troppo dalle altre produzioni del birrificio di Esen (la piccola “punta” di acidulo A? sempre presente). Particolarmente adatta all’invecchiamento, quest’estate al Kulminator di Anversa ne ho assaggiata una del 1999: il suo tasso alcolico era accentuato dai 10 anni trascorsi in bottiglia e faceva assomigliare la Stille Nacht ad un liquore.
Una delle birre che piA? escono dal contesto A? la PA?re Noel della De Ranke (33cl, bottiglia) che, come le altre produzioni della casamadre, non solo non ha nulla di dolce, ma anzi A? amara, molto luppolata e, gradazione di 7% a parte, per certi versi assomiglia molto alla sua sorella XX Bitter. Non male, anzi, ma niente di clamoroso, soprattutto se vi aspettate qualcosa di dolciastro.

Un vero classico del periodo natalizio, da ormai tanti anni, A? la Gouden Carolus Christmas, dolce e fortemente speziata, straordinariamente piacevole e adatta ad accompagnarsi alle specialitA� natalizie di casa nostra, panettone in primis. Una birra che invece (fin dal nome) nasce come natalizia A? la Avec Le Bons Voeux (letteralmente: con i migliori auguri) della Dupont, un birrificio belga che ci ha sempre conquistato. Tasso alcolico importante (9,5%), bilanciatissima ed estremamente piacevole, A? perA? diventata da diversi anni una birra prodotta e venduta durante tutto l’anno.

Tra le meno interessanti (ma non sempre terribili) possiamo citare Gordon Xmas (che quest’anno ci A? sembrata, almeno alla spina, in discreta ripresa) e Delirium Noel. Entrambe sono discreti prodotti che perA? non ci sentiamo di consigliare come “speciali”.

Il discorso cambia (relativamente), quando ci troviamo a parlare di birre natalizie nella nostra giovane (maltosamente parlando) Italia. Se A? pur vero che la categoria “Birra di Natale” indica tutto e nulla, nel contesto locale questa variabilitA� aumenta in modo ancora piA? netto sia tra birra e birra, sia nella stessa birra tra un anno e il successivo.
Quest’anno nel mio personale taccuino del 2009 qualche assaggio da raccontare c’A? pure, ovviamente senza avere la pretesa di citare le birre piA? buone o piA? rappresentative del nostro scenario, quindi introduciamo qualche nome per mettere un pA? di ciccia al fuoco.
Il primo personale assaggio natalizio A? stato la Babbo Bastardo prodotta dal lombardo birrificio Geco, birra dal nome clamoroso e caratterizzata da una speziatura con bacche di ginepro e pepe rosa. Purtroppo al palato la speziatura A? difficilmente percettibile e il tutto affonda in un alcool fin troppo invadente. Discorso opposto per la natalizia del birrificio Inconsueto. Sgraziata e con un tenore alcolico veramente poco natalizio.

Ma non tutto A? male, pur ammettendo che in Italia le natalizie realmente commoventi mancano ancora all’appello. Buona e ribevibile volentieri la Noel Du Sanglier , con piacevoli sapori di candito, dolce e un amaro ben bilanciato. Una spanna leggermente sotto la Natalizia di Maltus Faber, una “tripel” secca ma equilibrata e scorrevole al palato. In ultimo, l’assaggio piA? recente (A? in questo momento nel mio bicchiere 🙂 ), la Natale 2009 del Orso Verde. Assaggio che conferma come il mio Orso preferito sia tornato nuovamente in sella dopo una natalizia 2008 finita nel lavandino (e qualche cotta sfortunata nel nuovo impianto). Birra robusta (l’alcool batte il suo conto), di colore ambrato carico e con sentori di anice. Promossa, pur senza essere clamorosa. Un pA? come i miei italici assaggi 2009.

Dall’altra parte dell’oceano, ecco che cosa A? arrivato sulla slitta quest’anno:

Decisamente inconsueta, visto lo stile, tutti gli anni fa la sua comparsa la Bells Winter White: una bianca sullo stile belga, con frumento americano e lieviti Hefe mescolati con lieviti belga. Nonostante non sia un fan delle witbier, devo ammettere che questa A? piuttosto ben fatta, molto beverina; quantomeno rappresenta una variazione alle alcooliche birre invernali che si trovano di solito.
Infatti, per non smentirsi la Bells propone anche, nel periodo invernale, il devastante Expedition Stout: un concentrato di malti e luppoli per un Imperial Stout di prima qualitA�. Il malto tostato la fa da padrone, con un potente aroma di caffA?, frutti scuri, cioccolato e un sentore di spezie (vaniglia). Denso, densissimo, cremoso e poco carbonato, A? in assoluto un piacevole colpo di grazia. Consigliato a fine serata.
Sempre nel periodo invernale, poco prima di Natale, arriva, attesa come i dolci della befana dai bambini che sanno di essere stati buoni, la Brooklyn Black Chocolate Stout. Un’esplosione di gusto che non mancherA� di invadere il vostro palato, se avrete occasione di bere questo capolavoro: colore intenso, corpo potente di malto con un deciso sapore di cioccolato, non troppo dolce, finale ben bilanciato dal luppolo. Ottimo candidato anche per l’invecchiamento – da non perdere.
Ci offre qualcosa di natalizio anche la Rogue: la sua Santa’s Private Reserve A? un amber ale prodotto con molti luppoli, carbonazione vivace, malti leggermente aromatici, un tocco di spezie, e amaro luppolato finale. Non una delle mie preferite, ma ben fatta.
Smuttynose produce un ben piA? modesto Winter Ale, disponibile di solito da fine Ottobre a Gennaio. Corposo, sullo stile di una Dubbel belga, ma mi convince poco – come molte delle produzione americane fatte sullo stile europeo. Leggermente speziato, non troppo alcoolico, passa piuttosto inosservato.
Great Divide si getta invece su un old ale, con il suo ormai tradizionale Hibernation Ale natalizio: invecchiato almeno tre mesi prima di essere distribuito, inizia con malto prepotente, noci, abbastanza dolce; finisce piA? acidulo, con alcool ben presente, adatto a riscaldare le notti invernali. PuA? essere ulteriormente lasciato in cantina per intensificare il giA� complesso profilo.
Infine, personalmente considero natalizia anche la Stone Double Bastard: disponibile per poco tutti gli anni a partire da Novembre, A? in tutto e per tutto una versione “incattivita” dell’Arrogant Bastard ale, con tutto ciA? che questo comporta. Un Ale americano potente, opaca, con un corpo deciso di malto che viene presto annichilito dal luppolo. Estrema sotto ogni punto di vista, eppure piacevole. Un bel regalo di Natale.

Mattia (Belgio&Usa)
Davide (Italia)
Giacomo (Usa)

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