Programma BeVeg – presso Arci Girone a Fiesole (FI)

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Category : Eventi, Festival

Qualche riga per segnalare un evento a cui collaboro personalmente. E’ una manifestazione dedicata alla birra artigianale e alla cucina vegetariana, forse la prima nel suo genere a combinare due universi un po’ distanti. Io mi sono occupato, come potrete immaginare, della gestione birraria.

E’ articolata su due weekend, vale a dire quello del 14-15-16 ottobre 2011 e quello immediatamente successivo (21-22-23 ottobre 2011). Per ogni weekend abbiamo scelto tre birrifici che venissero a presentare e servire le proprie produzioni. Una piccola ma significativa rappresentanza di birrifici di cui abbiamo che i frequentatori del nostro sito conoscono bene, avendone parlato in occasione di festival, fiere ed eventi.

I birrifici saranno cosA� distribuiti:

14-15-16 ottobre 2011:

Birrificio Emiliano – Anzola nell’Emilia (BO)

Birrificio Endorama – Grassobbio (BG)

Birrificio Mosto Dolce– Prato (PO)

21-22-23 ottobre 2011:

Birrificio Bad Attitude – Stabio (Canton Ticino, CH)

Birrificio Brewfist – Codogno (PV)

Birrificio Dada – Correggio (RE)

L’evento si svolgerA� in orario serale (19-23.30 circa) al circolo Arci del Girone nel comune di Fiesole, alle porte di Firenze. Nella giornata di domenica, si apre a pranzo (ore 12 circa) e si tira fino a chiusura. Sono previsti concerti, mercatini e laboratori per bambini.

 

La Tasting Room di Bad Attitude – Vol. 1

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Category : Varie

Il birrificio Bad Attitude di Stabio (Svizzera) – sito ufficiale – si distingue da quache tempo per un marketing piuttosto aggressivo, fatto di iniziative nuove come “Storie Liquide” e come “La Tasting Room“. Il birraio Lorenzo “Marcos” Bottoni, presente nella puntata di BQTV proprio assieme al nostro Alessio, ha deciso di scegliere 20 appassionati blogger a cui far testare le sue birre in cambio (non obbligatorio, specifichiamo) di un articolo o segnalazione, positiva o negativa che sia, sulla qualitA� delle stesse.

Avendo il piacere e l’onore di essere scelti, e dopo una feroce lotta (l’ennesima) con il Corriere Bartolini (a cui voglio taaaaanto bene….), oggi finalmente son riuscito ad entrare in possesso del pacchetto con le birre. All’interno ci sono due Hipster e due Rudolph. La prima A? un Pilsener Organic Wine, la seconda un Winter Warmer… cioA? una birra natalizia. Di piA?, per ora, non so dirvi perchA? non le ho mai assaggiate prima e in ogni caso – oltre a non farlo alle 11 di mattina – A? meglio che restino a riposare un pochettino dopo lo sballottamento subito dal viaggio. Al mio ritorno dagli Usa nella prima metA� di Gennaio, vedrA? bene di tirare il collo alle due specialitA� di casa Bad Attitude. L’iniziativa, che io trovo estremamente lodevole e, dal punto di vista pubblicitario, concreta (non stiamo qui a fare gli ipocriti, un’azienda deve farsi pubblicitA� e questa a me sembra una modalitA� molto azzeccata), ha avuto parecchie critiche in rete (“marchetta pubblicitaria”, tra le alte), che personalmente non condivido per quello scritto due righe fa.

Intanto, perA?, un piccolo regalino con le foto del pacco. Da notare il curioso – e profumatissimo – imballaggio.
Colgo l’occasione di ringraziare Lorenzo per il bel regalo di Natale e augurare, nel caso non riuscissimo piA? a scrivere qualcosa entro l’anno visto che tutti noi saremo da oggi sparsi in giro per il mondo, un buon inizio 2011. Mi raccomando, non fate i bravi.

mattia

Orobie Beer Festival – il mio report

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Category : Birra, Festival

L’Orobie Beer Festival 2010 A? stato il primo dei due eventi estivi organizzati nel mese di luglio dalla sezione bergamasca di Mo.Bi., vale a dire la attivissima Compagnia del Luppolo.

Un evento molto atteso, sia per l’indubbia qualitA� dei birrifici giA� noti coinvolti che per la possibilitA� di poter conoscere le novitA�, sia in termini di birrifici che di nuove produzioni.

Ma andiamo per ordine. Sabato sono arrivato nel primissimo pomeriggio al The Dome, un locale che visto da fuori sembra un sogno di Fox Mulder dopo una abbondante peperonata, situato all’inizio della val Seriana in quel di Nembro (BG) e inaugurato poco meno di un anno fa da Michele Galati dell’Abbazia di Sherwood.

Giornata soleggiata e afosa, con gruppetti di appassionati che via via raggiungono il festival e fanno scorta di gettoni da degustazione. Il formato sembra un po’ replicare quello del Villaggio della Birra, con apertura limitata al sabato e alla domenica, ma che comincia giA� piA? o meno all’ora di pranzo (domenica) o subito dopo (sabato). La grossa differenza sta nell’offerta birraria, che in Toscana A? dedicata soprattutto al Belgio, mentre qui A? dedicata ai birrifici italiani, con la sola eccezione di un habituA� degli eventi targati Michele Galati, vale a dire lo svizzero JA�rA?me Rebetez del BFM, che oltre a portare un paio di birre A? presente nella giuria tecnica incaricata di decidere le produzioni migliori del festival. Come al Villaggio, l’apertura pomeridiana A? amata soprattutto dagli appassionati, che nella tranquillitA� dell’assolato pomeriggio trovano l’habitat ideale per chiacchiere con i birrai o con amici e conoscenti che seguono con regolaritA� questi appuntamenti.

Decido di dedicare il sabato soprattutto alle scoperte e alle novitA�. Ma da cosa partire, con un’offerta cosA� sterminata?A� Da Extraomnes, vale a dire Luigi “Schigi” D’Amelio. Le birre presenti (in bottiglia) sono due, di chiara ispirazione belga, una blonde e una tripel. Assente la Saison, di cui pure qualcuno (ma non ricordo bene chi) mi aveva detto buone cose. Escludo, per temperatura e orario, la piA? corposa e mi dedico alla blonde. Una birra che mi ha colpito come poche tra quelle del festival, semplice, beverina e per niente banale, che giA� al primo sorso sembra un classico. Carine anche le etichette, semplici e di buon impatto visivo.

Di blonde in blonde, per il secondo assaggio faccio meno strada possibile, affidandomi allo stand confinante, vale a dire quello dei genovesi di Maltus Faber. La novitA� del festival A? alla spina, e come il nome stesso suggerisce (Blonde Hop) A? una versione della classica Blonde con dry hopping. Il risultato A? notevolte, e risulterA� una delle birre piA? apprezzate del festival.

Sempre nell’ottica di tenermi su birre leggere, raggiungo Maurizio Cancelli allo stand del birrificio Lodigiano. Maurizio A? stato protagonista di diverse degustazioni e presentazioni alla Locanda del Monaco Felice a Suisio (BG), e in questi anni ci A? capitato di assaggiare numerose produzioni nel suo peregrinare di birrificio in birrificio (BABB, Manerba, Lambrate, ora Lodigiano). La sua pils (anch’essa con dry hopping) non delude, anzi, e nel corso del pomeriggio avrA? modo di chiacchierare con Maurizio di progetti per il futuro. Meno entusiasti i commenti dei conoscenti (non ho avuto modo di verificare) sulle altre due produzioni, in particolare la bitter pare non fosse troppo in forma.

E’ quindi il momento di raggiungere Valter Loverier, che sta dietro al banco e con passione e gentilezza spiega le sue birre. Che dire delle Loverbeer? Il mio primo assaggio di Madamin A? stato circa una settimana prima del festival quando ho conosciuto Valter, e sono rimasto colpito, dopo le tante parole positive spese su di lui da amici e conoscenti che giA� avevano avuto modo di provare le sue produzioni. Nel weekend ho avuto modo di provare le altre due produzioni presenti e di riassaggiare la prima: la Beer-bera A? vinosa e beverina, mentre la Papessa (l’unica delle tre servita alla spina) A? una vera sorpresa, una imperial stout tutt’altro che scontata e moderatamente (per il genere) alcolica. Nella mia scala di gradimento, la Beer-Bera resta leggermente dietro alle altre due, ma sono tutte e tre produzioni entusiasmanti di un produttore originale che sta raccogliendo tutta la meritata attenzione.

Il resto del pomeriggio di sabato passa attraverso qualche scambio di battute con Paolo Polli (che promette scintille sulla guida Eurhop), la visione del partitone Germania-Argentina, un paio di assaggi di Zona Cesarini di Toccalmatto (purtroppo servita a temperatura eccessiva) e un giro da Enrico di Menaresta, per la nera Pan-negar (ottima come la ricordavo) e per bere una Verguenza ascoltando gli scambi di opinione tra Marco Valeriani (l’homebrewer che l’ha prodotta presso Menaresta) e Stefano Ricci.

Tra una birra e l’altra, ovviamente, c’A? spazio anche per uno spuntino. Il numero di proposte A? abbastanza limitato, la qualitA� buona, i prezzi onesti. Ottimi gli anelli di cipolla e il piattino di formaggio e salumi locali, buona anche la salamella, un po’ insapori invece i primi piatti.

La domenica invece scorre piA? tranquilla, quasi sonnacchiosa. Arriviamo appena in tempo per incrociare qualche amico presente fin dal pranzo, ma in generale c’A? meno gente rispetto al giorno precedente. A differenza del giorno precedente, che ho dedicato soprattutto alle nuove produzioni, mi dedico a un giro di “ripassi” di produzioni note, magari non bevute ultimamente. Trovo la Wabi in forma strepitosa, e pur avendo buoni profumi e una discreta luppolatura in passato l’avevo trovata poco interessante. Saranno le 5 stelle appena ricevute da Slow Food, sarA� la stagione propizia, ma non l’ho mai trovata cosA� buona.

Tra una Groovin’ Hop (Toccalmatto) e un paio di produzioni toscane (BK di Olmaia e Contessa di Amiata, che in teoria sarebbe una IPA) trovo tempo e modo di fare il ripasso delle tre produzioni Bi.Du. presenti: SuperanAle, Black Mamba, Rodersch. La prima A? una riscoperta e non la bevevo da almeno un anno e mezzo, per chi non la conoscesse A? una specie di ArtigianAle con un’esagerazione di luppoli, la seconda la favolosa stout estiva di Beppe Vento, la terza invece ha reso popolare il genere kolsch tra i produttori artigianali italiani.

Ah, come accennavo sopra, c’era un concorso con giuria. I primi due posti sono andati a due produzioni gemelle di Maltus Faber (Blonde e BlondeHop, unica differenza nota il dry hopping sulla seconda), il terzo a un classicone di Menaresta (Bockstaele Dirk), quarta piazza sempre per Menaresta con la “birra ospite” Verguenza, quinto per la Madamin di Loverbeer. Una scelta (quella delle prime due) che mi lascia un po’ perplesso, perchA� se A? vero che la birra A? buona ed A? giustamente piaciuta alla giuria, mi fa un po’ strano vedere due versioni della stessa produzione premiate insieme, e vedere al primo posto una delle poche birre in bottiglia di tutto il festival. Le altre posizioni non ci sono note, purtroppo, forse sarebbero servite a capire meglio la classifica finale.

Concludendo, il bilancio sulla prima edizione dell’Orobie Beer Festival A? ampiamente positivo, e ci auguriamo che possa diventare un appuntamento fisso dell’estate birraria. Vi salutiamo con questa ultima foto…

(un ringraziamento a Moreno e Simona per le foto presenti sull’articolo e per gli scambi di idee e assaggi durante il festival)