Le migliori 25 birre al mondo?

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Category : Notizie in breve, Varie

E’ uscito da poco un articolo interessante su Men’s Journal in cui si tratta del mondo birraio, e già il titolo dell’articolo parte da un presupposto un po’ pretenzioso: catalogare le 25 migliori birre al mondo. “Pretenzioso” perchè criteri davvero oggettivi non ne potrà mai avere nessuno, tutti noi siamo condizionati dal gusto, dalle abitudini e dalla conoscenza (ampissima o limitata) solo di una parte delle produzioni brassicole mondiali. Anche il più grande esperto birraio non potrà mai conoscere (gustativamente parlando) tutte le birre sulla Terra.

photo drinfoftheweek.com

E’ per questo che siamo rimasti un po’ perplessi nel leggere la lista che, bisgna dirlo, non è fatta male e non compilata da un bevitore seriale di Tennent’s Super, ma ha le sue pecche. Intanto per i tipi di birra (possibile che non ci sia nemmeno una birra Ceca nella lista? Anche a mo’ di rappresentanza), che paiono essere scelti molto a caso, senza un vero filo logico, e quasi come “capostipiti” di un genere. La stessa Saison De Ranke, eccellente birra, non può però essere messa in una lista senza aver allora compreso anche altre Saison di caratura superiore, o birre superiori dello stesso birrificio (XX Bitter, Guldenbegr, Noir eccetera). Tantissime le birre americane presenti, ma rimangono fuori anche tanti nomi importanti… in ogni caso delle vere schifezze non ce ne sono, e questo è un buon segnale. Anche un aggiornamento del Bier Koning di Amsterdam su Facebook fa notare come il criterio di scelta sembri assolutamente casuale.

La lista non si limita alle 25 birre, ma include anche  miglior brewpub, miglior meta birraia e miglior locale. La scelta di quest’ultimo (che è a Londra, da dove curiosamente non solo non proviene nemmeno una delle birre segnalate nella lista, ma da quel che si legge non ne viene servita nemmeno una) è bizzarra se si legge bene la motivazione, che tratta di “passaggi di personaggi storici” e di “caminetto”. Per carità, l’atmosfera fa la sua parte… ma se questo locale è il numero uno, allora il Kulminator, il Moeder Lambic, il Toronado, il Popeye, il White Horse dove li mettiamo?

Infine la scelta della città di Bruxelles come meta birraia principe è la ciliegina sulla torta: intanto perchè, a meno di saper cercare bene, a Bruxelles si beve tendenzialmente male (e Sam Calagione – che viene citato nella scelta della città – non crediamo finisca nel primo bar che trova tra Grand Place e il Manneken Pis) e poi soprattutto perchè nessuno di noi, dopo rapido consulto, metterebbe mai Bruxelles in cima ad una lista dei luoghi birrai indimenticabili. La città vale una visita, per carità, i locali ci sono, ma senza sapere come muoversi, il rischio di doversi tracannare litri di Stella Artois o Leffe, a prezzo italiano, è altissimo.

mattia

Borefts Festival 2010 @ Brouwerij De Molen, Bodegraven (NL)

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Category : Festival, Viaggi

Avevo proprio voglia, di una gita in Olanda. Qualche giorno ad Amsterdam (con soste obbligate al Wildeman, dove vado da molti anni, e al Beer Temple, dove non ero ancora stato), una bella spesa da mettere in stiva al Bier Koning e poi, venerdì 24 e sabato 25 settembre, saltare sul treno per recarsi alla seconda edizione del Borefts Beer Festival presso la Brouwerij De Molen di Bodegraven, nel cuore verde dell’Olanda, vale a dire in una zona tutto sommato agreste nel triangolo formato da Amsterdam, Utrecht e Leiden. A causa della sua posizione, Bodegraven si raggiunge molto comodamente sia in treno (sulla linea Leiden-Utrecht) che in automobile.

Un festival dedicato a celebrare la nuova scena birraria europea, con birrifici di chiara ispirazione americana e molto propensi alla collaborazione reciproca. I nomi più noti del gruppo sono sicuramente quelli della Mikkeller e della De Molen, ormai molto ben conosciuti anche dagli appassionati di birra italiani. Con loro, una serie di birrifici nord europei accomunati dallo stesso spirito e dalla stessa creatività, con la sola Revelation Cat (birrificio più internazionale che italiano) a rappresentare l’area mediterranea.

Il festival si è svolto all’interno del mulino della De Molen e nell’area esterna subito a fianco. Gli stand erano principalmente nell’area coperta, con soli tre birrifici (Mikkeller, Marble e Alvinne) in gazebo situati all’esterno, dove c’era un piccolo tendone, un’altra area-gazebo destinata al pubblico e una serie di tavoloni e tavolini.

La giornata di venerdì è stata tutto sommato tranquilla, con un moderato ma significativo afflusso di gente e un tempo benevolo e per lo più soleggiato, che fino al tramonto ha riscaldato anche più delle birre del festival, per lo più molto corpose (con generi come double india pale ale e imperial stout a farla da padrone). Formatosi subito il gruppetto bergamasco più uno (io) ci siamo dedicati all’assaggio di tutto ciò che ci ispirava al momento o di ciò che ci eravamo prefissi di provare. Sedotti a volte dagli stili, a volte dai nomi, a volte – nel caso ad esempio della Black & Tan Bowmore Barrel Aged di Emelisse – dall’invecchiamento in botte, vero e proprio leit motiv del festival. L’angolo della curiosità invece era per il concorso per la migliore Vuur & Vlam, uno dei classici della produzione di casa, in questo caso proposta da quasi ogni birrificio presente al festival. Personalmente, avendole provate quasi tutte (De Molen, Haandbryggeriet, Närke, Marble, Struise) ho dato la palma del vincitore alla Marble, oscuro (almeno per noi italiani) birrificio inglese che spero di poter trovare quanto prima anche nel nostro paese.

L’offerta culinaria era un po’ scarna, fino alle 17 panini e snack, dopo le 17 una classicissima carbonnade con contorno di verdure o, per i vegetariani, il solo contorno di verdure. Per questo e altri motivi ci siamo affidati a soluzioni alternative (un paio di ristorantini più avanti nella via del mulino), delegando al festival il compito di saziarci di birra.

E che birra!

Nei due giorni, tenendomi anche abbastanza tranquillo, la mia lista recita un lungo elenco di capolavori, sia per le birre leggere (la svedese Närke e l’inglese Marble sugli scudi) che per quanto riguarda l’infinito elenco di mattoni carichi di luppoli e di caffè, passati o meno in botti più o meno esotiche (whisky, bourbon, cognac, calvados, chi più ne ha più ne metta), e comunque quasi totalmente trovabili in Italia.

L’organizzazione, a onore del vero, raccomandava l’acquisto di bottigliette d’acqua, per reidratare il corpo e per non asfaltare troppo il palato. Una ottima idea, che ha permesso di non vedere gente crollare sotto i colpi dell’entusiasmo di birra in birra.

Il sabato è stato invece decisamente meno soleggiato e decisamente più affollato. Tra curiosi sbarchi dal canale adiacente (una truppa di signori e signore olandesi sulla cinquantina abbondante), brevi pioggerelline e rapidi cambiamenti di clima in perfetto stile olandese, la degustazione dell’infinita proposta di birre è proseguita approfittando soprattutto dei “cambiamenti di lista”, ovvero delle birre disponibili in quantità molto limitata o solo in uno dei due giorni. Il premio per l’aromatizzazione più assurda direi che va alla Rough Snuff della Midtfyns, birrificio danese che ha prodotto questa interessante birra belga che ricorda un po’  alcune Gouden Carolus e si pregia di contenere, beh, alghe e tabacco da masticare.

Vi saluto con la lista dei miei assaggi della due giorni di festival, in ordine di birrificio.

De Molen Vuur & Vlam, De Molen Kopi Loewak Calvados Barrel, De Molen Black Damnation 666, De Molen Machtig & Mooi Cognac Barrel, Emelisse Black & Tan Bowmore Barrel Aged, Haandbryggeriet Fyr & Flamme (Vuur & Vlam), Haandbryggeriet Dobbel Dose, Marble Golden Ale, Marble Dobber IPA, Marble Vuur &Vlam, Midtfyns Rough Snuff, Närke Bitter, Närke Slattöl, Närke Bitter Fyra Flammor (Vuur & Vlam), Närke Stormaktsporter 2009 Swedish Barrel, Bitter SlattölRevelation Cat/De Molen Milk Mild, Revelation Cat/Gadd’s Back To Basics IPA, Revelation Cat/Gadd’s Back To Basics Double IPA, Struise Ignis & Vlamma (Vuur & Vlam), Struise Pannepeut.

Gran finale, il cartello appeso sullo stand di Alex, esilarante.