Abbazia di Sherwood – Caprino Bergamasco (BG)

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Category : Birra, Locali

L’Abbazia di Sherwood di Caprino Bergamasco (poco oltre Pontida per chi arriva da Bergamo, pochi chilometri oltre il ponte di Brivio per chi arriva dalla Brianza) è una delle birrerie di qualità storiche della Lombardia.

Sono infatti ormai diversi anni che Michele Galati e la sua famiglia gestiscono questo pub-pizzeria che ha sempre potuto vantare una selezione di birre in bottiglia tra le più numerose e interessanti d’Italia, facendolo diventare un ritrovo abituale di appassionati e non. L’ambiente è accogliente e tranquillo, il personale sempre indaffarato tra una pizza (indubbiamente buona) e un consiglio competente e appassionato.

La selezione di birre alla spina prevede una pils di tutto rispetto e due birre che hanno fatto la storia (commerciale e non) del loro genere: Guinness (stout) e Hoegaarden (bianca belga), più un paio di altre belghe interessanti. Ad esse si aggiungono con una certa regolarità e buona rotazione birre artigianali italiane (Montegioco su tutte, ma anche Maltus Faber) e vere e proprie chicche come come Brewdog (nel corso degli ultimi mesi sono passate quasi tutte dalle spine dell’Abbazia), Mikkeller, Sierra Nevada, Anchor e tante altre ancora. Purtroppo è capitato di tanto in tanto che  i fusti delle linee di spina più particolare  non siano in condizioni ottimali, anche se problemi veri li abbiamo riscontrati raramente. Sul sito dell’Abbazia di Sherwood potete verificare quotidianamente la lista delle spine “in tempo reale”.

Tra le bottiglie domina il Belgio, vuoi per ragioni storiche vuoi per lo storico successo delle birre “artigianali” belghe in Italia, successo che ha ispirato tanti mastri birrai italiani e che ha contribuito a diffondere cultura birraria e abitudine a stili di birra diversi dalle classiche lager e pils industriali di casa nostra. All’Abbazia, oltre alle classiche trappiste e di abbazia, si trova una prestigiosa selezione di birre a fermentazione spontanea con nomi quali Cantillon o Girardin, o anche l’assortimento quasi completo della De Dolle (compresa la prestigiosa Oerbier Reserva) e numerosissime rarità sapientemente custodite nella cantina di Michele Galati. Una liste di bottiglie che è sempre stata in lenta ma costante espansione, e che ha saputo allargarsi ai paesi emergenti della scena birraria artigianale: bretoni, canadesi, scandinave (Mikkeller, Nøgne Ø), olandesi (De Molen), e soprattutto americane (Flying Dog, Left Hand, Great Divide, Sierra Nevada), in uno sguazzare di imperial stout, india pale ale e barley wine adatti a ogni palato e occasione.

Oltre a tutto questo, un impegno costante sul fronte dell’approfondimento della conoscenza della birra, dalle degustazioni (Kuaska e Schigi sono di casa, ormai) ai corsi spesso in collaborazione con l’associazione  Compagnia del Luppolo, meritorio e attivo gruppo di appassionati con base nella bergamasca.

L’Abbazia di Sherwood si trova in via Cava di Sopra, 20 a Caprino Bergamasco (BG, ovviamente). Anche se l’indirizzo lascia presagire chissà quali complicate ricerche, si trova in realtà proprio sulla statale 342 Briantea che collega Como a Bergamo, ed è abbastanza facile da trovare. Il parcheggio di fronte al locale può essere un po’ pieno, specie nelle sere del weekend, ma la ricerca di un posto dietro l’angolo (si trova tra la statale e una zona residenziale) non è troppo complicata. Nel weekend può capitare di aspettare che si liberi un tavolo per sedersi, ma di solito non passa troppo tempo.

Alessio

Un’altra opinione:

Sono stato all’Abbazia solo una volta, nel periodo natalizio; devo ammettere che le spine, sebbene di buon livello, non mi hanno colpito, e non c’era nulla che mi abbia fatto gridare “al miracolo”. Ma la selezione di bottiglie, quella si era impressionante: sia per le belga più ricercate, che – soprattutto – per la buona scelta di americane. Trovo infatti che trascurare le produzioni USA sia un grosso difetto della maggior parte dei pub italiani (e in generale dell’Europa continentale), perché c’è roba buonissima, che si conserva senza troppi problemi, e con un prezzo all’origine molto, molto basso. All’Abbazia ho visto decisamente delle buone cose – non al prezzo a cui le trovo oltreoceano, ma questo è comprensibile. Bene anche per le birre scandinave. Guardare quei frigoriferi era veramente un piacere, e chissà quante me ne sono perse in cantina.

Giacomo

Segnalazioni: Venezia Beer Festival (in corso) + Fa’ La Cosa Giusta (Milano) 2010

Category : Festival, Fiere

E’ cominciato ieri (e durerà fino a lunedì 14 marzo) il Venezia Beer Festival, organizzato dal Voodoo Child Pub in via Gorgo 56 a Caltana di S. Maria di Sala (Venezia).

Un assortimento di birra impressionante, forse addirittura esagerato (anche se il grosso è ovviamente in bottiglia) che propone alcune delle migliori produzioni italiane (i ben noti 32 via dei birrai, Toccalmatto, Ducato, Orso Verde, Borgo e tanti altri ancora, alcuni con mastri birrai in loco, altri no), alcuni dei principali importatori (Interbrau, ma anche Ales & Co.) e una scelta smodata di produzioni artigianali belghe, inglesi, tedesche, americane. Interverrà il solito Lorenzo “Kuaska” Dabove ed è prevista la cucina di ricette “di birra” (coniglio alla Westmalle Tripel, pasta e fagioli alla Bi-bock, chi più ne ha più ne metta).

Noi non ci saremo, salvo sorprese dell’ultimora. Abbiamo infatti in programma una festa di addio al celib un weekend di volontariato e impegno sociale. Se qualcuno vuole farci sapere com’è stato saremo lieti di raccogliere le impressioni nei commenti, sul forum o per e-mail (info chiocciola pintaperfetta punto com).

Altra segnalazione interessante per vive in Lombardia è Fa’ La Cosa Giusta 2010, la fiera del commercio equo e solidale, del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Oltre a tutti gli stand che potete immaginare avendo visto un negozietto del commercio equo e solidale, c’è una significativa presenza del mondo birrario artigianale italiano e lombardo. Birrificio Italiano, Rurale, Hibu, Br’hant, Gedeone e Birradamare sono alcuni dei produttori che saranno presenti nei padiglioni 1 e 2 della Fieramilanocity (la vecchia Fiera di Milano, insomma).

Buon weekend birrario, ovunque voi siate.

A giorni: report sul Sussex Beer Festival della CAMRA. Se intanto volete vedere com’è andata lo scorso anno potete leggere il nostro report a cura di Lorenzo.

Villaggio della Birra 2009 (Bibbiano, SI)

Category : Birra, Eventi, Viaggi

Il Villaggio della Birra si tiene ogni anno nello spazio antistante il TNT Pub a Bibbiano, frazione di Buonconvento (SI). L’edizione 2009 si è svolta sabato 5 e domenica 6 settembre, con la benedizione di un clima da favola (sole e caldo, ventilato specie nella giornata di domenica).

Attendavamo con molte aspettative questa edizione del Villaggio della Birra, per diversi motivi. Il primo è che né io né Gabriele ci eravamo ancora stati, pur avendo visitato il TNT Pub in più occasioni. Il secondo è che erano presenti tante birre e birrifici mai provati prima (Barley e Maltus Faber, per dirne un paio), e di cui avevamo sentito parlare parecchio bene da amici e conoscenti appassionati. Il terzo era la partecipazione dei mastri birrai e di una “leggenda” vivente come Tim Webb, autore della Good Beer Guide To Belgium (da parecchi anni testo di riferimento per tutti gli appassionati di birra belga) di cui recentemente è stata pubblicata la sesta edizione.

Ma andiamo con ordine. Siamo giunti al Villaggio nel primo pomeriggio di sabato 5 settembre, e dopo un’ampia scorta di gettoni-consumazione (con cui si pagava tutto: birra, cibo, e pure la maglietta del Villaggio) abbiamo cominciato il lungo e atteso giro di degustazione. Abbiamo trovato subito gli amici Piso e Michela della Birroteca di Greve, con cui abbiamo chiacchierato e passato buona parte del pomeriggio tra scambi di pareri e impressioni su ciò che provavamo. Su loro suggerimento siamo partiti dalla Zagara del birrificio Barley, fresca e invitante e con un piacevole retrogusto derivante dal miele di fiori d’arancio. Una vera scoperta, come del resto la loro Macca Meda, apprezzata tantissimo da molti dei presenti.

Il pomeriggio è passato tra sorsate di birre ben note, di quelle che almeno per noi erano vere novità , di molto relax e qualche snack. Nel tardo pomeriggio era previsto il talk show sul Belgio a cura di Lorenzo “Kuaska” Dabove (nella veste di conduttore e traduttore), con ospiti Tim Webb, il canadese Mike Tessier e Nino Bacelle della De Ranke (noti soprattutto per le adorabili XX Bitter e Guldenberg). Mentre il sole tramontava, si è chiacchierato tra aneddoti sul Belgio e altre amenità. La serata è proseguita con la musica dal vivo di una cover band tutto sommato apprezzabile e qualche altra birra.

La giornata di domenica è cominciata con estrema tranquillità: incontro tra homebrewer e mastri birrai organizzato da Mo.Bi., e in parallelo l’avvio della cotta pubblica con Laurent Agache della Cazeau (di cui, tra l’altro, abbiamo provato la interessante Saison, davvero particolare) e i ragazzi di Ars Birraria.

Particolarmente apprezzata tra gli assaggi pomeridiani la Kameleon Villaggio della Den Hoppert, prodotta e infustata per l’occasione: in pratica la loro Kameleon Tripel, microbirrificio belga totalmente dedito alla produzione di birre “bio”. In pratica si trattava della Kameleon Tripel “alleggerita” di qualche grado alcolico e con un gustoso dry hopping (Styrian Golding, se non vado errato).

Nel pomeriggio si è anche tenuta il laboratorio di degustazione con Kuaska e Tim Webb, dedicato come il resto del Villaggio a produzioni italiane e belghe. Tra le protagoniste la Rulles Estivale (piccola nota: davvero notevole la differenza tra la versione in bottiglia, provata in degustazione, e quella alla spina, con agrumi molto più in evidenza), la Hofblues (pregevole stout belga della ‘t Hofbrouwerijke), la favolosa e ormai diffusa XX Bitter della De Ranke, la curiosa e apprezzabile Maagd van Gottem (la vergine di Gottem, golden ale belga con un dry hopping in bottiglia – vedi foto – più unico che raro: luppolo galleggiante compreso) e la Macca Meda di Barley. Chiusura con la ottima Extra Brune del birrificio genovese Maltus Faber, di chiara ispirazione belga e destinata, oltre che alla degustazione immediata, all’invecchiamento in cantina. Ne è stata prova l’assaggio finale di un sorso delle produzione di un paio di anni fa, davvero eccellente.

Che dire dell’esperienza nel suo complesso? Le giornate sono state molto piacevoli, con una bella atmosfera e molta tranquillità. Un’esperienza da ripetere, per tantissimi motivi, a partire dalla passione con cui viene organizzato questo evento ormai storico e consolidato.

Sembra ci sia un po’ troppo scollamento invece tra appassionati e pubblico casuale, forse troppo, anche paragonando ad altri eventi simili in altre zone d’Italia. Sembra che nonostante tutti gli sforzi e l’ottima proposta che si rinnova di anno in anno, qualcosa ancora manchi per far decollare la passione nella gente della zona, giovani e meno giovani. A numeri ci siamo, perché l’affluenza è stata buona. Sembra un po’ mancare quel tipo di pubblico intermedio, anche non superesperto di birra, curioso e pronto a provare cose nuove e intriganti, capace di apprezzare al meglio le proposte più coraggiose dei mastri birrai che di anno in anno sono protagonisti di questo evento.

Una breve nota anche sui laboratori di degustazione: favolosa l’idea di farne due con Kuaska e Tim Webb, che sono andati ovviamente esauriti in prenotazioni prima dell’inizio del Villaggio. Qualche perplessità invece sul doppio laboratorio sigari e birra, per i quali ci sembra ci fossero posti liberi fino all’inizio del laboratorio stesso: forse uno era sufficiente, lasciando spazio libero a un terzo laboratorio dedicato a qualcosa di meno impegnativo dei sigari.

Alla fine si tratta comunque di un successo in tutto e per tutto per la manifestazione. E se è vero che molto del merito va alla qualità delle birre proposte, non possiamo fare a meno di citare l’ottima organizzazione di Gianni, Vanessa e tutto lo staff del TNT pub e di chi ha collaborato. Appuntamento quindi all’anno prossimo, dato che ora che finalmente abbiamo provato il Villaggio non credo che riusciremo a farne a meno.

Se volete vedere qualche altra foto scattata al Villaggio, potete cliccare qui.

’t Hofbrouwerijke

La Birroteca di Greve – Greve In Chianti (FI)

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Category : Locali

C’è chi ad avere un locale “interessante” per gli appassionati di birra ci arriva per gradi, chi quasi per caso, e chi invece già all’apertura ha ben chiaro un progetto in testa. E’ sicuramente il caso di Piso e Michela, che hanno inaugurato la Birroteca di Greve un mesetto fa con le idee ben chiare: una lista di bottiglie molto particolare, un menù ricco di ingredienti autoctoni e biologici e pure qualche idea per incentivare la pratica tanto in disuso (in Italia) del cosiddetto “guidatore sobrio”.

Ma andiamo per gradi. Gabriele (vero e proprio “Uomo del Giappone” del nostro blog) durante l’evento “Slow Beer” a Prato conosce Piso e Michela e viene a sapere della prossima apertura della Birroteca. Non riesce a presentarsi all’inaugurazione, ma un amico conferma una buona impressione. Approfittando di una mia visita in terra toscana, ci rechiamo insieme a Greve (dopo uno scollinamento nel cuore del Chianti e in una delle zone più belle della Toscana). Dopo qualche breve giro per la cittadina, complice anche un navigatore satellitare bizzoso, riusciamo a individuare la Birroteca e  a trovare parcheggio. La Birroteca si trova in uno slargo di via Vittorio Veneto (al 100) che è una vera e propria piazzetta.

Il locale è piccolino e molto accogliente, con un paio di linee di spina (entrambe della Hofbräuhaus di Monaco di Baviera) e un buon numero di birre in bottiglia. Le italiane sono soprattutto toscane (Amiata, Brùton, Olmaia, Cajun), ma non solo (l’ottimo e ormai onnipresente Ducato, più Cittavecchia e Almond 22), e rappresentano una presenza abbastanza compatta nella lista.

Le inevitabili belghe sono presenti in numero tutto sommato limitato rispetto alla media, e molto legato ai gusti dei gestori: diverse Dupont, qualche trappista (Orval, Westmalle, Rochefort)  e altro ancora, per un totale di poco meno di 30 bottiglie diverse circa.

La parte del padrone, caso abbastanza strano (e apprezzato), spetta all’offerta proveniente dai paesi di lingua inglese. Cominciamo con le scozzesi: il celebratissimo Brewdog apre le danze, con ampia scelta tra le loro proposte (comprese le spettacolari Paradox), poi Harviestoun e Orkney (di cui non finirò mai di apprezzare abbastanza la Red McGregor).

Gli inglesi probabilmente sono in testa per numero di bottiglie: tra i birrifici più noti in Italia di cui trovare ampia selezione alla Birroteca, non possiamo non menzionare Meantime, Ridgeway e St. Peter’s, tutti presenti con un ampio assortimento dei propri prodotti. La lista si chiude con le americane: potrete scegliere tra la totalità (o poco ci manca) delle Flying Dog e delle Anchor (come la Liberty Ale, forse la più famosa ale americana) e un paio di ottime Sierra Nevada.

In un’area come la provincia di Firenze, in cui la situazione birraia è abbastanza indietro rispetto ad altre regioni, qualcosa sta finalmente iniziando a muoversi. La Birroteca è un locale che non sfigurerebbe neanche in ben altri contesti, che non si mette in concorrenza con altri pub della zona ma va ad integrarsi nel panorama con un’offerta ampia, originale e di assoluta qualità. Se poi ci mettiamo anche che Greve in Chianti è proprio un bel posto dove si mangia benissimo, ben vengano altre iniziative del genere!