Italia Beer Festival a Bologna

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Category : Eventi, Notizie in breve

Si svolgerà tra poche settimane (nel weekend dall’11 al 13 dicembre 2009) il debutto nella città emiliana dell’Italia Beer Festival, la rassegna itinerante (di cui abbiamo già trattato le tappe romana e milanese) di birra artigianale italiana.

L’elenco espositori a oggi non è lunghissimo ma prevede alcuni birrifici che teniamo in alta considerazione (Orso Verde, Toccalmatto), diversi nomi “locali” (White Dog, Statale 9) e la “rivelazione” Croce di Malto, freschi vincitori della medaglia di platino al prestigioso World Beer Festival di Strasburgo.

Noi ci saremo, o almeno ci saranno alcuni di noi, a testimoniare la manifestazione con foto, commenti, impressioni.

Già che siamo in tema di anticipazioni, anche se non è ancora stato diffuso – o non ci è pervenuto – il programma ufficiale, cogliamo l’occasione per segnalare la festa “di piazza” organizzata a Suisio per il 27-29 novembre 2009 dalla Locanda del Monaco Felice in collaborazione con Unionbirrai. Saranno presenti Marco Giannasso di Unionbirrai e diversi birrifici artigianali italiani che sulla piazzetta antistante la Locanda serviranno le loro birre. L’evento si preannuncia interessante, e dovrebbero essere presenti – a quanto ne sappiamo – Birrificio di Lambrate, Bi.Du., Orso Verde, Toccalmatto, e ci sembra di ricordare anche Menaresta e Birrificio Italiano. Saremo più precisi in seguito. Ovviamente saremo anche lì, e in gran forze.

Birra d’Estate alla Locanda del Monaco Felice, Suisio (BG)

Category : Eventi

Lunedì 22 giugno 2009 è cominciata l’estate nel migliore dei modi con una piacevole serata alla Locanda del Monaco Felice di Suisio (BG). Per l’occasione è stata organizzata una serata intitolata (senza troppo sforzo di fantasia) Birra d’Estate, e sono state attaccati fusti di tre birrifici molto conosciuti dalla clientela fissa di Claudio: Bi.Du. di Rodero (CO), Orso Verde di Busto Arsizio (VA) e Toccalmatto di Fidenza (PR). A rotazione, assieme alle birre del Birrificio di Lambrate, occupano regolarmente un paio delle linee di spina della Locanda.

La mia presenza è stata una tappa purtroppo un po’ affrettata (ero in partenza per un viaggio che di lì a poche ore mi avrebbe portato in terra olandese: vi racconterò prossimamente) ma imperdibile.

La parte mangereccia era affidata a un buffet situato all’interno, mentre per bere e chiacchierare molti hanno approfittato dell’aria aperta e della presenza di un buon numero di appassionati per scambiare pareri e impressioni sulle ottime birre che si svuotavano con una certa rapidità.

Per l’occasione le birre prescelte da Claudio e dai mastri birrai sono state la Black Mamba del Bi.Du., la Rebelde dell’Orso Verde, mentre quelli di Toccalmatto proponevano due nuove birre, la Ambrosia e la Grooving Hop.

Che dire delle birre? La Rebelde (7,5%) si conferma ad altissimi livelli, una delle produzioni che più ci conquistano (assieme alla deliziosa Backdoor Bitter) di Cesare, mastro birraio di Orso Verde. Un sapore ricco di luppoli americani che aveva il solo “difetto” di essere conosciuto fin troppo bene dai nostri palati viziati e desiderosi di novità.

E le novità sono state assaggiate con piacere: le due nuove produzioni di Toccalmatto (che avevamo conosciuto qualche mese fa proprio in questo locale) sono una bianca di stile belga (Ambrosia, 4,5%) fresca ed estiva com’è proprio dello stile, e una golden ale (Grooving Hop, 4,3%) con degli inusuali luppoli neozelandesi che ha riscosso grande successo tra i partecipanti alla sera.

Successone anche per la Black Mamba (5%), la nera del Bi.Du. che non bevevamo da troppo tempo e che ci ha davvero stregato (ce la ricordavamo buona, non così buona). Saporita ed estremamente gustosa e beverina, ricca di luppolo, è stata una vera gioia per i nostri palati sempre assetati di grandi produzioni birrarie. Purtroppo si era fatto tardi, e una macchina ci attendeva per dirigerci a nord, dove avremmo pranzato alla De Molen di Bodegraven…

Rimini, un altro punto di vista

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Category : Eventi

Riprendendo le parole di Mattia, Rimini è certamente la miglior fiera birraria d’Italia. Per questo, credo ci sia bisogno anche di sentire un’altra campana, anche per farsi un’idea più approfondita della cosa. Organizzata a Rimini e in un’area immensa, con anche altri settori coperti – se è chiamata Food&Beverage ci sarà un motivo -, è facilmente raggiungibile sia in macchina sia in treno. L’organizzazione può apparire molto rigida, soprattutto all’inizio, ma con un po’ di parlantina e capacità di vendersi si riesce ad accedere ovunque, anche tramite biglietti da visita (che nessuno andrà a controllare se veri o falsi).

Per entrare - Come già sottolineato da Mattia nel suo precedente post, bisogna pagare circa quaranta euro – per dovere di cronaca sono trentanove – per entrare, senza avere la possibilità di visitare tutti gli stand. Inoltre bisogna dimostrare di essere operatori del settore o di fare parte di un’azienda invitata. Io ho ricevuto il biglietto tramite TRK (che, fra l’altro, ringrazio), azienda operante nelle tecnologie satellitari per rintracciamento camion. Avuto il tagliando per entrare, serve qualcosa per attestare l’appartenenza alla ditta di competenza: il biglietto da visita in combinata con carta d’identità vengono tranquillamente presi in considerazione.

Gli stand - A parte i grandi colossi della birra, come Paulaner per fare un esempio, sono presenti anche vari distributori. Certamente degno di nota è lo stand Interbrau, che racchiude – tra gli altri – Augustiner e Chouffe. Molte le birre alla spina: dalla Chouffe Houblon, il prodotto meno conosciuto del nano ma eccezionale per chi adora le “luppolate”, alla Sierra Nevada pale ale, passando per Kwak, Tripel Karmeliet, Gouden Carolus Classic e Ambrio (nota di demerito), Saison Dupont e chi più ne ha più ne metta. Insomma, una sorta di paradiso, anche se molto affollato.
Davanti allo stand Interbrau c’è quello, quasi gemellato, della Brooklyn Brewery: direttamente da New York, questo birrificio era presente con vari prodotti. Quelli provati mi hanno impressionato, in maniera favorevole: buona la Brooklyn Lager, color ambrato e gusto decisamente gradevole, pazzesca quella al cioccolato, con un sapore di cacao che persisteva in bocca. Meno buona delle tre, probabilmente, la Weiss: decisamente troppo forte per i miei gusti, anche se il sapore era già inquinato dalle bevute precedenti.

Italiani – Come ogni fiera che si rispetti, anche i microbirrifici della nostra Penisola sono presenti in quantità massiccia. Parto dal Ducato, uno dei miei preferiti: AFO spettacolare come al solito, alla spina fa sentire tutto l’aroma del luppolo, mentre la VIS è oramai una garanzia. Pure i più scettici – non faccio nomi – si stanno ricredendo.
Solita menzione per Lambrate, Bidù e Orsoverde, vere e proprie realtà del mondo artigianale italiano, con prodotti sempre nuovi affiancati ai propri cavalli da battaglia.
Dulcis in fundo, da Parma arriva il birrificio Toccalmatto, sponsorizzato dal mio barista di fiducia (Claudio, della Locanda del Monaco Felice), di cui parleremo domani. La data non è casuale, giacché stasera a Suisio – proprio nel locale di cui sopra – è in programma la degustazione dei prodotti, in abbinamento con pietanze scelte dallo (o dalla?) chef Carla.

Pianetabirra, Rimini

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Category : Eventi

Nella giornata di Lunedì 16, son stato alla fiera di Rimini per partecipare a Pianetabirra, un’importante rassegna annuale dedicata alla nostra amata birra. Anche gli anni scorsi avevo provato ad andare, ma ogni progetto era sempre naufragato poco prima per via delle difficoltà nel reperire i biglietti. Per accedere alla manifestazione, infatti, o si pagano circa 40 euro di ingresso, o si entra tramite una sorta di “accredito” che possono avere solo i titolari di locali o esercizi commerciali attinenti al mondo birraio. avere uno di questi inviti permette altresì di poter accedere a zone più particolari, come gli stand di Interbrau, di Eurosaga e altri grossi importatori.

Arrivato alle 9:40 di mattina, comincio a prendere familiarità con gli stands, e soprattutto con le spine. La prima che assaggio è la Sierra Nevada IPA, di cui tanto mi han parlato bene i colleghi del blog. Sul mio orologio sono le 9:55. Alla fine della giornata, le birre bevute saranno circa 25. Da ricordare le migliori, ovviamente: Chouffe Houblon, Gouden Carolus che rimane sempre eccellente, Saison Dupont, Rulles Estivale. Ci si sposta quindi verso l’area degli stand italiani, e si trovano i piccoli e forniti banconi delle solite note garanzie: Bi-Du, Orso Verde, Vecchio Birraio, Lambrate. In più, qualcosa di nuovo come Toccalmatto che ha cose veramente interessanti (soprattutto una affumicata) e la conferma dell’eccellenza per quel che riguarda la Verdi Imperial Stout del Birrificio del ducato (già sentita a Villimpenta in una bella serata organizzata da Degustabirra).

Molti altri stand decisamente più commerciali affollano gli enormi padiglioni, ma si può dire che non ci fosse molto altro tranne il reparto italiano e i grossi stand degli importatori.
Durante le varie chiacchierate intraprese, posso dire di aver mangiato assieme ai tre importanti rappresentanti della Augustiner, e di aver conosciuto di persona i mastri birrai di Abbaye des Rocs, Rulles, e i proprietari di Sierra Nevada e della Bosteels.

Infine, la mia opinione. Credo che Pianetabirra sia di gran lunga la miglior fiera del settore, ma mi sento di suggerire (a chi non potrà essere presentato da qualche titolare di locale) di valutare bene il costo dell’ingresso, in quanto le vere specialità sono all’interno di quegli stands che senza invito rischiano, ahimè, di diventare irraggiungibili. Consigliatissimo l’arrivo in prima mattinata di giorno feriale per evitare la ressa del weekend e del pomeriggio.
Mattia