Alcuni di voi si ricorderanno che, esattamente 16 anni fa, proprio in questo periodo dell’anno, Elio e le Storie Tese cantavano che “fondamentalmente agli americani non interessano i mondiali di calcio” (un link per gli smemorati). E avevano profondamente ragione.
La situazione è forse cambiata? Dubito molto, come dubito che la Nigeria vincerà questi famosi campionati di calcio mondiali. Ma c’è sempre qualche eccezione; e se vi trovate a Chicago nel prossimo mese, alla ricerca disperata di un posto che vi permetta di seguire le partite della vostra squadra preferita, qualunque essa sia, annaffandiole con una buona birra, Small Bar è la risposta.
Trattasi infatti di un micro-catena costituita da 3 bar, sparsi nei posti più in tra i giovani di Chicago, che ha fatto della buona birra e del calcio il suo marchio di fabbrica. Infatti, 2 dei 3 bar trasmetteranno tutte le partite dei mondiali, anche quelle ad orari più improponibili oltreoceano (forse le trasmetterà anche il terzo bar, ma non siamo riusciti ad avere conferma). Inutile che facciate domande sulla qualità/dimensione dello schermo: siamo negli Stati Uniti, e questo dovrebbe bastare. In più, è un buon posto anche per eventuali altre partite “importanti” durante la normale stagione calcistica, sia europea che statunitense. Siete tifosi dei Chicago Fire? Questo è il posto giusto dove andare (subito dopo lo studio di un buon psicanalista).
Dopo avervi annoiato con queste curiosità, passiamo al lato più importante: come si beve in questo locale? Noi siamo stati al bar su Fullerton, vicino all’omonima stazione della metropolitana sulla Red Line; e, sebbene non sia il posto più clamoroso dove abbiamo messo piede, sicuramente se la cava bene. Il locale è fornito di un impianto di circa 25 spine; alcune (poche) di queste sono occupate da birre che per un europeo sono poco degne di nota – per non dire di peggio – come Carlsberg, Delirium Tremens, Lindemans Framboise, tedesche e belghe “facili”. Ma l’attenzione è votata principalmente alle produzioni artigianali nord-americane, con un occhio di riguardo per l’area di Chicago e dintorni. Si trovano quindi birre di Metropolitan, Two Brothers, Three Floyds e Half Acre, ma anche Founders, Dogfish Head. Two Brothers e Dogfish Head sembrano essere ben rappresentate, in genere; mentre la prima non mi ha convinto (la Cane & Ebel è buona, ma non un capolavoro, nonstante il roboante punteggio di 96 su ratebeer: l’ho trovata troppo evanescente e non abbastanza corposa), la Dogfish fa molte buone cose (su tutte, le IPA). Non prendete l’orrida Festina Peche, però: quella è disgustosa. Eccellenti anche la Green Flash West Coast Ipa e le Victory (che tra spina e bottiglia, son presenti in grande quantità).
Buona anche la lista delle bottiglie, molto fornita e piena di cose interessanti provenienti da tutto il mondo. Addirittura la Lion Stout, birra (in lattina!) prodotta da una birreria a 3500 piedi di altitudine nello Sri Lanka, supportata da Michael “beer hunter” Jackson in persona. Mattia l’ha apprezzata ma l’ha trovata eccessivamente carbonata; ma le stout frizzanti (per certi versi simili alle porter) sono abbastanza diffuse in Nord America, e a me piacciono. Molto beverina, secondo me.
Un difetto: le stout sono poco rappresentate (tranne la suddetta Lion e la sempre buona Left Hand Milk Stout alla spina), mentre sono più presenti i generi che vanno per la maggiore negli USA, in particolar modo ales e birre leggere. Un secondo difetto: la spillatura è veramente distratta; e se per gli ales alla fine non ne risente molto, per altre birre ci vorrebbe un po’ più cura.
Per chiudere, alcune note di carattere generale: il cibo è di qualità media; tipico cibo da pub americano, molto meglio di qualsiasi fast food, ma niente di eccezionale. L’arredamento è anch’esso standard, ma di ottima qualità: c’è anche una bella mezzanina disponibile per feste private. Infine, i prezzi sono in linea con la media della città: circa 5-6 dollari per una pinta. Pinte che sono molto abbondanti, piene fino all’orlo e quasi sempre senza schiuma a causa della spillatura. A volte organizzano anche eventi birrari più elaborati, come cene, degustazioni o presentazioni di birre; tenete d’occhio il sito, se avete intenzione di passarci.
Alle tastiere: Giacomo
Alle luci: Mattia










