Visita alla De Dolle Brouwers

5

Category : Locali

Partiamo da Bruxelles domenica mattina, intorno alle 11e30, dopo una colazione italiana, cappuccino e cannolo siciliano presso la Pasticceria Giovanni, non mancando di acquistare anche due arancini siciliani da passeggio.
Un’ora e quaranta della solita autostrada belga, direzione Bruges, traffico intenso, ma scorrevole, constatando per l’ennesima volta l’incredibile numero di auto ad ogni ora del giorno e della notte che navigano sulle strade belghe.


Il tour guidato della birreria comincia alle 14. Arrivati un po’ in anticipo (strano per esser italiani ;), decidiamo di mangiarci gli arancini passeggiando presso Diksmuide, paesino sito 3 km dopo la birreria. Solito paesino fiammingo: 15mila abitanti, una grand place, pardon… Grote Markt, con le caratteristiche case a punta, una friterie/frituur nel centro, gestita da degli improbabili pakistani, una cattedrale gotica (Sint Niklaas) chiaramente sovradimensionata, che sovrasta tutto il circondario, e una serie di pub, dove anticipiamo il pomeriggio degustativo con una Hommelbier. Praticamente, il 90 percento dei paesini fiamminghi si riconosce in questa descrizione…

Rientriamo alla de Dolle Brouwers alle due esatte, in tempo per l’inizio del tour effettuato da una simpatica nonnina, il cui ottimo inglese risente del tipico accento nederlandese. Il gruppo racchiude alcuni americani del Colorado, alcuni inglesi che hanno guidato fin qui con macchina propria e noi due che, stranamente, per essere in Belgio, siamo gli unici italiani in loco.

La prima parte del tour segue le varie fasi di preparazione della birra, condotti attraverso le varie stanze e le varie tubazioni in cui in quella settimana avevano appena prodotto e imbottigliato la Arabier. La descrizione del processo di fabbricazione A? resa molto interessante dall’aggiunta di vari episodi che la simpatica nonnina, di cui non siam riusciti a sapere il nome, racconta. Scienziati, medici, archeologi, enologi sono tutti passati di qui per confermare le proprietA� curative del rame in cui la birra fermenta, del luppolo naturale (non l’estratto!), dei vari tipi di malto e dei vari “seeds”, delle sementi usate. Inutile dire che la miglior pubblicitA� a questa birra prodotta in maniera completamente naturale A? proprio lo stato di salute della nonnina stessa!


La seconda parte segue nella casa del birraio, edificio storico parzialmente disabitato, riattivata dopo l’incendio che lo scorso anno aveva danneggiato parte degli edifici, ma non fortunatamente l’impianto di produzione. Qui il racconto si sposta sulla storia delle birre, come sono nate la Oerbier, l’Arabier, la Boskeun e la Stille Nacht, ovviamente aggiungendo simpatici aneddoti su visitatori, estimatori ed episodi avvenuti durante la storia del birrificio.

Infine, degustazione presso il bar. Alla spina troviamo Arabier, Oerbier e Stille Nacht, mentre dal frigo abbiamo l’onore di degustare le ultime bottiglie della loro Stout, addirittura ottenendone 5 a testa da aggiungere alle casse miste che ci portiamo a casa. Nota negativa? L’unica cosa di commestibile per “asciugare” la birra A?…una fetta di pane con un patA?… Almeno del formaggio a cubetti ce lo saremmo aspettato…

Il rientro a Bruxelles avviene senza intoppi, nel solito traffico intenso belga, mentre a casa ci aspetta una bottiglia di prosecco, formaggio e sopressa… Ma questa A? un’altra storia 😉

martino

Esplosione alla De Dolle

2

Category : Notizie in breve

Secondo quanto riportato da diverse fonti (tra cui il twitter del sempre ottimo Andrea Turco), questo pomeriggio sarebbe esploso un serbatoio di combustibile nella cantina della De Dolle a Esen, nella provincia belga delle Fiandre Occidentali.

L’esplosione avrebbe ferito un dipendente, non si sa ancora bene con quali conseguenze (se riusciremo a saperne di più aggiorneremo l’articolo).

La De Dolle è uno dei produttori più noti e apprezzati in Italia, con prodotti ormai classici come Arabier, Oerbier ed Extra Stout, oltre che le stagionali Stille Nacht (natalizia) e Bos Keun (pasquale), oltre che una tappa molto popolare del turismo birrario in Belgio. Noi ne avevamo parlato in un vecchio articolo.

Qui l’articolo originale con una foto dell’intervento dei pompieri.

Aggiornamento: sul sito ufficiale un comunicato in fiammingo (da noi tradotto) dice che il “ferito grave” è già stato dimesso e lunedì tornerà all’opera (costruire la terrazza, nello specifico). I danni provocheranno un ritardo nell’imbottigliamento di Oerbier e Arabier, e il bar è stato spostato (per i danni causati dal fumo) temporaneamente nella precedente abitazione del mastro birraio. Le visite guidate non verranno interrotte.  Solo un episodio minore e fortunatamente meno grave di quanto le prime informazioni lasciassero intendere.

Birreria Il Cantuccio – Orta S.Giulio (NO)

Category : Locali

Un appunto veloce di servizio.
Se si desidera andare al Cantuccio di Orta S.Giulio, in via Marconi 35, sarebbe preferibile indicare realmente via Marconi 35 al proprio navigatore satellitare. La distrazione porta con sA? la pena (vissuta in prima persona), di trovarsi in via Madre Teresa di Calcutta, in un viottolo sperduto con davanti verosimilmente un ospizio per vecchi o un convento (visto il nome della via).
Comunque sia, finita la nota di servizio e ripresa la corretta direzione, eccomi davanti al Cantuccio.

esternocantuccio

Il locale si trova nella graziosa cittA� di Orta S.Giulio, a 100 metri dalla stazione dei treni e quindi con la possibilitA� di sfruttare un ampio parcheggio.
Esternamente il locale ricorda i vecchi circoli Arci, il baretto di paese, mentre all’interno lo stile A? piA? standard con i classici tavoli in legno su 3 salette, sgabelli, specchi legati a vari marchi birrai (alcuni sinceramente imbarazzanti, per il nome) ma anche fantastici poster di vecchi film (quello di “Chiamatemi Aquila” di Belushi mi ha tolto piA? di un sorriso).
Il personale, cortese, ricorda molto la laboriosa frenesia di un formicaio (per numero e velocitA� di movimenti), con un servizio corretto nella presentazione della birra e nella scelta dei bicchieri.

Internocantuccio

Fatti i soliti convenevoli, passiamo al lato beverino, quello decisamente piA? interessante della segnalazione.
Il Cantuccio nella sua storia piA? che decennale, vantava un guinness ufficiale per numero di bottiglie (a livello europeo), e tutt’oggi con le sue circa 200 bottiglie alla carta si difende egregiamente. Nella lista il Belgio la fa da padrone come peso sia quantitativo che qualitativo , mentre le altre nazioni sono rappresentate da prodotti validi piA? come nota di colore (con una birra dello Sri Lanka e una della Tanzania) che di sostanza. A segnalarle tutte mi ci vorrebbe un papiro, ricordo un pA? a caso e a gusti le solite trappiste (Rochefort, Orval, Westmalle…. ), le birre della De Dolle (Arabier, Boskeun, Dulle Tuve, Stout…), le Dupont (Saison, Moinette… ) , le Boelens (Birken, Pa-gijs, Wase Wolf) e tanta altra roba buona. Un pA? vuota la casella inglese (a parte roba imbevibile) e americana. Guardando alle tipologie, la lacuna vera A? sulle acide, rappresentata solo dalle Lindemans (brrrr… ) e presentata come “birra alla frutta”, cosa infondo vera vista la sua natura sciropposa ma che non sarebbe cosa di cui farsi vanto.

La scelta delle spine A? apprezzabile e si trovano due birre classiche tedesche (Kulmbacher e Kapuziner Weiss) , la Gordon Finest Blond e due belghe (Mc Chouffe e Bonne Esperance).
Mi rimane la curiositA� del fare una vista tra qualche tempo per verificare l’esistenza o meno di una rotazione nelle spine, fattore in grado di dare uno spessore maggiore all’offerta.
I soliti panini, stuzzichini e pizzette non mancano a completare l’offerta del locale. I prezzi sono onesti, con le spine a 2,70 e 4,80 (rispettivamente la piccola e la media), e la gran parte delle bottiglie sui 4,5 per i 33cc.

Giungendo ai commenti finali, il Cantuccio merita sicuramente voti positivi e buone lodi.
L’offerta A? sicuramente tra le piA? abbondanti della zona, in particolare per quanto riguarda le bottiglie belghe e le spine non deludono. Il locale A? un pA? rumoroso per l’alta frequentazione ma rimane comunque una visita piA? che piacevole. Da seguire il sito internet per monitorare la presenza di serate di degustazioni, assaggi, feste, nuovi arrivi.
Non mi resta molto da aggiungere, tranne che per l’estate rimarrA� aperto tutte le sere. Per concludere consiglio in modo particolare la presenza dell’autista sobrio considerata l’offerta di birra, la strada lungo il lago (qualche curva vigliacca si trova) e la presenza piuttosto abbondante di controlli della forza pubblica. La stazione accanto potrebbe essere un’alternativa, anche se sono dubbioso sull’esistenza di treni in orari serali.

Guida pratica al Belgio rapido (parte III)

6

Category : Viaggi

C’A? un luogo, diventato ormai quasi mitologico, dove la birra non A? soltanto importante, ma viene venerata. Ovviamente non dai frati che la producono, che traggono ispirazione da un’entitA� trascendente; ma da noi, che siamo senza alcun dubbio piA? votati all’immanenza, sicuramente si. Sto parlando della sperduta abbazia di St. Sixtus, a Westvleteren (Google Maps). Un luogo assolutamente impenetrabile: raramente, ad alcuni eletti viene concesso di entrare a visitare il birrificio, che si trova dentro il monastero; ma per i comuni mortali, non c’A? speranza di avere altrettanta fortuna. Tuttavia, il posto val bene una visita, per due ragioni che si faranno subito evidenti: la prima A? che, se avete seguito il nostro percorso fino ad ora e siete nella zona intorno Kortrijk (o Rubaix, o Brugges), potete arrivarci con meno di mezz’ora di macchina. In questo senso, occhio alle indicazioni: il monastero A? sperduto tra campi pieni di barbabietole da zucchero OGM, ma arrivati a Westvleteren troverete dei cartelli che vi indicano la direzione – altrimenti A? facilissimo perdersi. La seconda ragione, ben piA? importante, A? che davanti all’abbazia c’A? l’unico posto al mondo (un pub chiamato In de Vrede) dove potete bere a volontA� la birra considerata da molti la piA? buona del mondo; un titolo un po’ pretenzioso, ma sicuramente sono tutti d’accordo nell’ammettere che quantomeno sia la birra piA? ricercata al mondo. Inutile aggiungere che tutte e tre le birre prodotte dai simpatici frati (la bionda Westvleteren 6 e le due punte di diamante Westvleteren 8 e 12) siano dei capolavori assoluti. Il sistema di vendita della birra A? molto complicato; se non abitate in Belgio, A? praticamente impossibile comprarne, ma a In de Vrede potete degustarla sul posto per tutto il tempo che vorrete. Dopo il primo sorso, avrete voglia di passare tutta la giornata lA� (e anche la seguente, e quella dopo ancora…).

Inutile dire che a Vleteren non c’A? nient’altro. Non sperate di poter dormire in loco (anche se A? possibile dormire nel monastero dietro prenotazione, con una buona dose di fortuna; ma in questo momento l’ala per gli ospiti A? in rifacimento, ed A? chiusa). Se il vostro obiettivo A? passare la giornata a In de Vrede e poi andare a dormire nel posto piA? vicino possibile, potete andare a Poperinge: ci sono meno di 15 minuti di macchina, la cittA� A? carina ed A? fornita di vari alberghi, pub e ristoranti. Un’ancora di salvezza.

Tuttavia, sarebbe un peccato fossilizzarsi tutto il giorno a Westvleteren. Non perchA? non ne valga la pena, ma perchA? siete in una regione ricchissima di birrifici. Poco distante c’A? Watou, con la Het Kapittel (di cui ha parlato Andrea) e il pub della St Bernardus. E un’altra perla vi attende ai solito 15 minuti di viaggio: De Dolle Brouwers, ad Esen (Google Maps la segnala approssimativamente qui, ma non A? preciso: per arrivarci, andate ad Esen: superata la chiesa di Esen, A? sulla destra dopo nemmeno 200 metri). Il pub annesso al birrificio De Dolle A? aperto il sabato e la domenica fino alle 7 di sera, ed offre tutte le loro specialitA� alla spina: Arabier, Oerbier e la birra di stagione: nel periodo prenatalizio Stille Nacht, a inizio anno la stout. Noi abbiamo avuto la fortuna di andarci nel giorno in cui veniva presentata la Stille Nacht 2008: una delizia, come quella degli anni passati. I prezzi, ma non serve dirlo, sono irrisori. Potete anche comprare le loro birre in bottiglia (minimo nel pacco da 6), e si trovano alcune birre che non sono distribuite al di fuori della regione, come la Lichtervelds Blonde. Unico problema: dovrete trovare un guidatore in grado di ricondurvi all’albergo, perchA? noi non abbiamo trovato nessun luogo dove pernottare a distanza percorribile a piedi. Ma Poperinge dista meno di 15 minuti, non dovrebbe essere troppo complicato arrivarci. E, onestamente, una visita alla De Dolle vale assolutamente la pena, per concludere in bellezza il vostro weekend birraio!

Giacomo e Davide
(foto: courtesy Bonaga & De Dolle Brouwers)