Generic Propecia 5mg Online. No prescription required

Proventil dosage adults recommended dosage of hoodia propecia online 5mg hoodia 750mg propecia dosage 1mg vs 5mg. Propecia correct dosage hoodia gordonii 500mg 120 capsules propecia hair loss drug does proventil have dose counter normal topamax dosage for migraines. Buy propecia generic online topamax 100mg price topamax headaches dosage topamax 25 mg hair loss propecia online canada pharmacy. Propecia dosage balding generic propecia order online propecia dosage instructions hoodia 1000 mg reviews hoodia sure rapid gels dosage topamax dosage too high. Hoodia daily dose topamax 50 mg yan etkileri nelerdir hoodia effective dose naprosyn drug class naprosyn drug action topamax 25 mg and birth control. Topamax mood stabilizer dosage topamax 50 mg uses low dose topamax and birth control hoodia effective dosage topamax 50mg propecia medication for hair loss. Topamax highest dosage propecia 1 mg and minoxidil 5 propecia 1mg pills hoodia gordonii 8500 mg weight loss 90 pills. Phentermine and topamax dosage for weight loss topamax dosage strengths best hoodia dosage buspar vs xanax forums topamax dosage for migraine propecia 1mg dose. Propecia 1mg buy hoodia 3000 mg hoodia gordonii quel dosage propecia dosage amount 5mg propecia for sale pure hoodia gordonii 1000mg. Topamax for headaches dosage topamax and weight loss dose generic propecia online hoodia max dose propecia 5mg canada pharmacy surrey bc propecia dosage 5mg. Is naprosyn a prescription drug weaning off topamax 50 mg topamax 50 mg weight loss hoodia gordonii 3000 mg hoodia dosage appetite suppressant recommended dosage of topamax for bipolar. Topamax recommended dosage for migraines propecia purchase usa hoodia gordonii 800 mg propecia generic online topamax pain dose. generic propecia online usa emsam discount coupons topamax nerve pain dosage 600 mg topamax hoodia gordonii capsules 400mg. Topamax 150 mg weight loss topamax 50 mg price in pakistan proventil dosage topamax dosage bipolar 2 emsam patch coupon 0.5 mg propecia results. Topamax 25 mg indication hoodia 400 mg erfahrungsberichte propecia dosage for male pattern baldness topamax titration dose topamax cluster headache dosage. King hoodia 1000 mg is naprosyn 500 mg a prescription drug topamax 50 mg coupon high dose topamax buspar vs klonopin anxiety propecia 1mg dosage. Dosage of hoodia propecia mercury drug price propecia (finasteride) 1 mg 84 tablets propecia 5mg vs 1mg topamax 150 mg for migraines. Propecia quarter dose buy generic propecia 5mg online topamax 50 mg price hoodia gordonii 8500 mg weight loss 90 pills opinie. Propecia best dosage propecia generic drugs hoodia 1000 mg maximum dosage of hoodia generic propecia buy online propecia dosage 5mg or 1mg. Topamax glaucoma dosage phentermine topamax dosage weight loss topamax liquid dosage topamax weight loss 25 mg topamax 25 mg high topamax 25 mg cost. Topamax for back pain dosage hoodia 400mg 60 capsules buy propecia 1mg online topamax migraine dosage emsam patch coupons hoodia dosage propecia oral vs topical. Generic propecia online cheap .5mg propecia every other day topamax maximum dosage for nerve pain hoodia 400mg. Topamax dosage for migraine prophylaxis topamax weight loss 100 mg slim hoodia gordonii 800 mg propecia 0.5 mg dose. Buspar 15 mg vs xanax topamax 300 mg a day naprosyn drug classification proventil aerosol dosage propecia dosage mg topamax 200 mg price hoodia gordonii maximum dosage. Generic propecia online pharmacy half dose propecia effective propecia 5mg for sale buy propecia canada pharmacy. Buy propecia 1mg online uk propecia dose on cycle propecia purchase uk hoodia ultramax 400 mg propecia .25mg ed. propecia purchase online canada topamax 75 mg at night topamax 30mg topamax anxiety dosage propecia 1mg costo hoodia gordonii capsules 500mg. Hoodia extract dosage propecia 1mg or 5mg topamax 100 mg 60 film tablet buy generic propecia online canada hoodia daily dosage. Correct propecia dose propecia typical dosage propecia for hair loss dosage 5mg proscar vs 1mg propecia buspar vs celexa anxiety buy generic propecia online uk. Generic propecia canada pharmacy propecia 0.5mg topamax 150 mg 300 mg topamax migraines propecia uk 5mg propecia generic online pharmacy.

Propecia 1mg costo Tadapox on line Dapoxetine buy australia Buy retin-a cream for acne

Eccellenza Birra (Prato, dicembre 2010) – Report

1

Category : Festival

E’ già passato un po’ di tempo dalla prima edizione di quello che, lo dico subito, potrebbe diventare un appuntameno fisso per i prossimi anni.
Eccellenza Birra, di questo stiamo parlando, si è infatti svolto dal 3 al 5 Dicembre scorsi presso l’area Fabbricone a Prato. Si è trattato praticamente di una novità assoluta per la zona; in Toscana infatti, se si esclude il Villaggio della Birra che comunque ha luogo ad almeno 2 ore di auto di distanza, è difficile trovare eventi che coinvolgano nomi di tale importanza nel panorama della birra artigianale italiana.
Infatti, sulla carta le impressioni erano ottime fin da subito. Intanto per la direzione artistica del sempre affidabile Kuaska, che per certe cose è sempre una garanzia. Poi per una davvero corposa lista di eventi e laboratori di degustazione, mai troppo tecnici e spesso rivolti ad analizzare alcuni degli aspetti più curiosi della birra artigianale, come gli abbinamenti con la cioccolata, coi prodotti del territorio e con… la musica! E poi, ultima ma non ultima, per una lista di birrifici ospiti davvero ottima, specie se si pensa che eravamo di fronte ad un vero e proprio “numero zero”. Buona parte dell’offerta era data da birrifici toscani, tra cui ben quattro pratesi a fare gli onori di casa, più lcuni birrifici ospiti di valore assoluto (tra cui Almond 22, Maltus Faber e Birra del Borgo. Per la lista completa c’è il sito ufficiale). A questi, si aggiunge uno stand gestito dallo staff del TNT Pub di Bibbiano che proponeva alcune natalizie dal Belgio più altre rarità direttamente dal magazzino di ImpexBeer.

Ma veniamo al sodo. Premetto che non ho partecipato a nessuno degli incontri e delle degustazioni e che ho girato il festival nei momenti di minor affluenza (venerdi sera e domenica pomeriggio) ma tutti mi hanno detto che al sabato era davvero difficile respirare data tutta la gente presente. Ottimo, perchè il successo di pubblico è l’ingrediente fondamentale per qualsiasi manifestazione. In effetti, Eccellenza Birra era stato pubblicizzato molto a Prato e dintorni, e l’impressione che avevo avuto era che il tutto fosse indirizzato non tanto a chi già ha familiarità con la birra artigianale, ma più alla “gente normale”. Idea che poi è stata confermata in pieno da alcune iniziative, come l’angolo per i bambini, la presenza di musica dal vivo decisamente “soft” e la zona molto grande dedicata al cibo, quasi più grande di quella della birra, con vari stand che vendevano specialità locali e non. Se davvero questo era l’intento, direi che il risultato è stato soddisfacente, dato che l’impressione era che la maggior parte degli avventori fosse gente curiosa di provare qualcosa di nuovo.

Sì, ma insomma, la birra? Diciamo che non avendo molto tempo ho preferito centellinare, evitando alcuni stand che già conoscevo e che di solito offrono prodotti non esattamente a posto. Ci saranno altre occasioni. Tra i birrifici (per me) meno conosciuti, due su tutti mi hanno favorevolmente colpito. Il primo, Doppio Malto di Erba, non è esattamente una novità dato che ultimamente si sta portando a casa qualche premio qua e là. Sia la pils che la IPA erano decisamente in forma e, benche non avessero niente di particolare o di stravagante, si sono lasciate ricordare come due tra le migliori birre della manifestazione. L’altro invece, Real Beer di Firenze, è decisamente meno celebrato e per questo forse è stata una sorpresa più grande. Birre forse non sempre perfettamente in stile, ma che a me sono piaciute parecchio (e non solo a me, stando ai commenti sentiti in giro). Una menzione particolare per la Notte Celtica, una stout che d’ispirazione irlandese ha probabilmente solo il nome. Un corpo molto robusto e un’abbondante dose di amarillo la rendono più simile a una stout americana (quindi molto più nelle mie corde… sì, capisco la soggettività del giudizio).
Poi, qualche assaggio di natalizie da birrifici conosciuti, come la 25dodici di Birra del Borgo e la Christmas Duck di Olmaia (entrambe buone ma non indimenticabili) prima di buttarsi sul belgio dagli amici del TNT. Non mi capita spesso di trovare una Avec les Bons Voeux alla spina, e devo dire che è sempre un bel bere. E c’è da dire che lo stand TNT è stato uno tra i più divertenti da osservare, specialmente per quanto riguarda la sincera curiosità degli avventori meno esperti nei confronti delle birre targate Impex. Tutti dei discreti mattoni, poco da dire, che però hanno avuto molta presa, sarà per l’elevato grado alcoolico generale (che sui più giovani ha sempre il suo fascino), sarà per i nomi strani, sarà perchè alcune erano davvero davvero buone. Tra tutte merita una menzione la Choklat di Southern Tier, una delle birre più sfacciatamente cioccolatose mai assaggiate. Non certo una session beer, ma sufficientemente strutturata da evitare di farsi archiviare dopo i primi due sorsi. Se proprio invece devo indicare una sorpresa in negativo, c’è da dire che il fusto di Extra Brune di Maltus Faber era davvero imbevibile. Peccato, perchè la birra la conosciamo ed è solitamente ottima, ma un fusto andato può succedere a chiunque.

Tirando le somme: organizzazione ottima (qualche erroruccio di valutazione lo si può perdonare essendo un numero zero), affluenza di pubblico oltre le attese e, soprattutto, tanta birra buona. Direi che gli ingredienti per fare di Eccellenza Birra un appuntamento fisso ci sono tutti. Ora non ci resta che aspettare la prossima edizione, e si sa che le seconde volte sono le più difficili, specialmente quando le prime riescono bene. In bocca al lupo, che di manifestazioni così non ce n’è mai abbstanza.

“Tavole della Birra d’Italia” – Anticipazioni

24

Category : Varie

La guida de L’Espresso (e di Assobirra) alle Tavole della Birra d’Italia 2011 era annunciata da diversi mesi. Sarò sincero: fin dall’annuncio della sua pubblicazione, partivo prevenuto. Questo per diversi motivi: non sembrava redatta da appassionati di birra, nasceva come spin-off di una guida ai ristoranti (quindi un settore di ristorazione con funzione, orari e modalità di servizio ben diversi) e non sembravano ben chiari i criteri con cui sarebbero stati selezionati i locali.

A pochi giorni dalla presentazione, arriva qualche anticipazione, prima da Repubblica e poi dalla stampa locale (Gazzetta di Modena, nello specifico, da qui sono tratte le due tabelle), prontamente fornitami da Mattia (un grazie anche a Andrea Forti di Radio Antenna 1).

Questo breve articolo, insomma, mette insieme le prime informazioni e anticipazioni per tirare un po’ le somme.

Sulla qualità dei ristoranti, ci fidiamo di chi li ha recensiti, di qualcuno (Uliassi) avevamo già sentito parlare pur non passando le nostre serate a recensire cuochi e cucine più o meno celebri. Ho abitato vicino a Cavenago fino all’altro ieri e non sapevo dell’Hotel Devero. Peccato.

Come potrete vedere, nei locali considerati “top” c’è tanta eccellenza, dallo Sherwood Music Pub di Nicorvo (PV) alla scena romana passando per l’Emilia che Mattia ha testimoniato in diverse occasioni: su 20 pub, una buona metà è già stata trattata (se non celebrata) sul nostro blog.

Qualche perplessità, però, non manca. Innanzitutto l‘Open Baladin di Roma come miglior pub nazionale, un locale su cui in più occasioni, parlando con amici e appassionati, abbiamo raccolto più critiche che complimenti. Certo è un locale che per location e numero di spine colpisce.

Poi la Ratera, ottimo ristorante “di birra” (forse, probabilmente, l’unico vero ristorante in cui la birra gioca un ruolo di primissimo piano sul suolo italico) ma che certo non è né un pub né una birreria: premiato tra i pub, non tra i ristoranti, per motivi non meglio identificati, al momento.

Il Woodstock, storico pub sui Navigli a Milano, è sicuramente un locale storico. Non si capisce come o perché sia riuscito ad avere la meglio su di un qualsiasi Irish Pub sotto casa vostra, ovunque voi siate. Approfondiremo.

Se la cava un po’ meglio La Terra di Mezzo, un discreto pub che ho visitato in una trasferta modenese con Mattia e Gabriele. Mattia era stato molto critico (i motivi li trovate sotto), tanto che fu uno degli articoli più visitati e commentati della nostra breve storia di blog, personalmente durante la nostra visita avevo trovato cose buone, magari non sconvolgenti, ma sembrava degno di nota (del resto ne abbiamo parlato). Certo mai mi sognerei di inserirlo nei migliori 20 o 30 locali di birra in Italia, anche se le curiose descrizioni delle birre proposte mi avevano molto divertito.

Certo da conoscitore della scena birraria lombarda mi lascia molto perplesso l’assenza di qualche locale bergamasco o brianzolo, come mi lascia perplesso l’assenza, su Milano città, del BQ di Paolo Polli o del Birrificio di Lambrate, il miglior brewpub d’Italia.

Insomma, per ora, più che sollevare un sopracciglio ed esprimere perplessità su chi c’è, viene da chiedersi i motivi che abbiano portato all’esclusione dell’uno o dell’altro pub.

Alessio

Per quanto mi riguarda, son contento della presenza di qualche locale della mia zona, che è sempre bistrattata e dimenticata: a Scandiano (RE) sta davvero nascendo un “polo” birraio importante, sicuramente non Roma, ma superiore (e di molto) a parecchie realtà più importanti, quindi complimenti a Alle e Maso. Anche se è un po’ che non ci vado, fa piacere che ci si ricordi del Goblin di Pavullo (MO), dove Umberto riesce a far nascere e crescere all’interno dei suoi clienti più della semplice passione per le birre.
Per quanto riguarda la Terra di Mezzo, la critica era fondamentalmente sul rapporto che il gestore aveva avuto con me e con altri clienti, ma la cosa s’è notevolmente sistemata e il locale ne ha tratto un significativo miglioramento: frequento la Terra di Mezzo da omai 5 anni, e pur essendo affezionato, nemmeno io lo considero un pub da 3 stelle, vedendo poi i nomi di quelli attorno. Diciamo un 2 abbondante.
Come diceva Alessio, curiosa la mancanza di qualche locale (il Lambrate per Milano, il Mastro Titta per Roma). Avendo trovato la lista sulla Gazzetta di Modena, sono riportati anche i locali della città, tra cui c’è segnalata un’enoteca che lavora molto bene con i vini, ma che alla spina ha una normalissima ed anonima birra chiara (1664?) e in bottiglia solo Chouffe e 32 via dei Birrai (che, casualmente, è associato ad AssoBirra – cioè chi dovrebbe decidere dell’inclusione o meno sei locali): due stelle paiono davvero esagerate non per la qualità del servizio, ma proprio perchè non c’è praticamente nessun tipo di lavoro sulla birra artigianale.
Vincitore nella categoria Beershop dell’Anno (anche qua, bisognerà capire in base a quali criteri), il Grand Cru di Sant’Arcangelo di Romagna.

Mattia

OctobEUR Fest a Roma

7

Category : Eventi, Festival

Dalla viva voce di Alex Liberati, incontrato pochi giorni fa in occasione del Borefts Festival 2010 alla De Molen di Bodegraven (NL) siamo venuti a sapere pochi giorni fa della festa in programma tra pochissimi giorni a Roma: la OctobEUR fest, che si svolgerà a Roma in zona EUR (appunto) dal 6 al 10 ottobre 2010.

Previste poco più o poco meno di 60 birre diverse alla spina, un “banco ombra” per appassionati con chicche vintage e altre rarità, insomma tutto il meglio che la Impex, società di Alex che si occupa di importazione e distribuzione di birre di qualità, ha da offrire.

La lista delle golosità prevede Mikkeller (DK), De Molen (NL), Southern Tier (USA), Dark Star (UK), Struise (BE) e una selezione di italiane tra cui la ExtraOmnes di Schigi, White Dog (Real Ale dall’appennino emiliano) e ovviamente la Revelation Cat.

Questa la lista completa delle spine presenti al festival:

Maxlrainer Zwickl Max
Maxlrainer Leo Weisse
Maxlrainer Pils
Braustelle Helios Kolsh
Braustelle Helios Weisse
Braustelle Ehernfelder Alt
Braustelle Summer Ale
Revelation Cat Kolsh IPA
Revelation Cat Back to Basic West Coast IPA
Revelation Cat Back to Basic West Coast IIPA
Revelation Cat Cream Ale
Revelation Cat Big Black Poochie
Revelation Cat Fly by Night
Revelation Cat Milk Mild
Darkstar American Pale (Cask)
Darkstar HopHead (Cask)
Darkstar Festival (Cask)
Moor JJJ IPA (Cask)
Moor Hoppiness (Cask)
Moor Sumerland Gold (Cask)
Mikkeller Single Hop East Kent Goldings
Mikkeller Single Hop Warrior
Mikkeller Single Hop Ten
Mikkeller Single Hop Cascade
Mikkeller Y Pale Ale
Mikkeller Green Gold
Mikkeller Triple
Southern Tier Gemini
Southern Tier Pale Ale
Southern Tier Choklat
Southern Tier Unearthly
Uncommon Baltic Porter
SmuttyNose IPA
White Dog IPA
White Dog Yellow Fever
ExtraOmnes Tripel
ExtraOmnes Blond Ale
ExtraOmnes Saison
Real Beer Notte Celtica
Struise Black Albert
Struise Mocha Bomb
Struise Pannepot
De Molen Vuur & Vlaam
De Molen Op & Top
De Molen Black Tovarishch
De Molen Hel & Verdoemenis 2009

Prevista musica dal vivo, set dj, cucina e un angolo beer shop dove poter prendere qualcosa da portare a casa. Ingresso previsto a 15€ comprensivo di 8 gettoni-degustazione e il bicchiere.

Se volete conoscere meglio Alex e le sue birre vi rimandiamo all’intervista effettuata da Gabriele qualche settimana fa, e già che ci siamo vi ricordiamo anche l’intervista realizzata a Luigi “Schigi” D’Amelio in occasione del Villaggio della Birra 2010.

Già che siamo in vena di piccole anticipazioni, abbiamo avuto conferma dell’assenza di Alex Liberati alla seconda edizione dell’Isola Che Non C’è a Suisio (BG), per impegni di lavoro all’estero. La seconda edizione sarà quindi dedicata esclusivamente a birrifici italiani, con il molto probabile ritorno di nomi ormai classici come Bi.Du. e Orso Verde. Ma non disperate: è allo studio un nuovo evento con Alex nei mesi successivi…incrociate le dita, perché potrebbe essere qualcosa di davvero interessante…

[Update] Pare che per OctobEUR sia cambiata la regola d’ingresso. Non più 15€ con 8 gettoni, ma ingresso gratuito, con però il primo “acquisto” fisso a 15€ che verranno scambiati in 10 gettoni, 1 bicchiere e il programma dell’evento.

Intervista esclusiva ad Alex Liberati

15

Category : Eventi, Interviste, Varie

L’ultima cotta dell’estate“. Questo il nome dell’evento organizzato da Michela e Piso della Birroteca di Greve lo scorso fine settimana (28 e 29 agosto). Il programma della due-giorni non poteva essere migliore: cotta pubblica in piazza, porchetta e, ovviamente, buonissima birra a fiumi. Protagonista assoluto dell’evento è stato Alex Liberati, che tra i suoi mille viaggi birrai (dovremmo prenderlo a scrivere per PintaPerfetta!!) ha trovato il tempo per allietarci con le sue birre e la sua totale disponibilità.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalla birra. Il sabato è stato all’insegna di Revelation Cat, il progetto più conosciuto e più apprezzato di Alex, con 4 diverse spine ataccate in contemporanea. In ordine rigorosamente alcoolico: Milk Mild, Cream Ale, Back to Basic IPA e Triple Hop Bock. Delle quattro, tutte assolutamente ottime e in forma, direi che quella che incontra meglio i miei gusti attuali è la Cream Ale, morbida, ben luppolata ma non aggressiva e assolutamente estiva. Tant’è che è stata la prima a finire, come da previsioni.
E piano piano i fusti terminati sono stati sostituiti da altri non esattamente estivissimi. Direttamente dalla Brouwerij de Molen, prima la Mout & Mocca (coffee stout da 9.5%, favolosa) poi la Bommen & Granaten (barley wine da oltre 15%, non il mio genere), che completavano il menu altrettanto estivo a base di porchetta.

La parte più interessante è stata comunque quella delle cotte pubbliche. I molti mastri birrai chiamati in causa (lo stesso Liberati e i suoi compari, più Fabio Giovannoni di Pinta Medicea) sono stati disponibilissimi con gli avventori di ogni genere, dagli homebrewers desiderosi di scambiare consigli ed opinioni, ai curiosi che si chiedevano come mai la polenta dentro il pentolone fosse così scura. E’ stata un’ottima occasione per rivedere molte facce note della scena birraia toscana, e per approfondire la conoscenza di Alex. Proprio quest’ultimo è stato così gentile da concedermi una breve intervista improvvisata, nella quale ci illustra un interessante progetto in rampa di lancio (parola d’ordine: lambic!) e ci dice la sua sulla situazione birraia in Italia (nonostante io non glielo avessi chiesto :) ).
Prima di concludere, permettetemi di menzionare ancora Michela e Piso, che con eventi come questo (ma non solo) stanno trasformando un locale giovanissimo come la Birroteca di Greve in uno dei must per gli appassionati di birra in Toscana e in Italia.

Basta indugiare, dunque. Ecco a voi Alex Liberati:

Brasserie 4:20, Roma

14

Category : Locali

Proseguiamo il viaggio birraio di Roma con uno di locali più famosi e più apprezzati: la Brasserie 4:20 di Alex Liberati. Diverso, diversissimo da tutti gli altri locali romani che ho recensito o recensirò a breve, è aperto tre anni e mezzo e si trova in zona Portuense (mappamappa dettagliata), non lontano dal famoso mercato di Porta Portese. Tra i suoi “difetti”, sicuramente ha quello della non facile raggiungibilità (almeno per chi come me non conosce bene la città e le linee di trasporto pubblico): la metropolitana non gli passa nemmeno vicino, quindi, in mancanza di mezzi autonomi, suggerisco di visitarlo presto o di mettere in conto una bella camminata o una bella botta da tassametro.

Brasserie 4:20, Roma

Brasserie 4:20, Roma

Ricavato all’interno di vecchi magazzini, la Brasserie 4:20 è, al colpo d’occhio, uno dei locali più belli in cui mi sia mai capitato d’entrare, forse il più bello in assoluto: composto da un’unica enorme sala, si presenta con arredamenti scintillanti e di grande impatto visivo. Al contrario, rimane probabilmente un pò freddo, meno intimo e accogliente di altri locali… diciamo il posto adatto più per portare la ragazza o un paio di amici che quello dove andare a fare della gran baracca. Al piano di sopra, invece, presente una terrazza, dove c’è più possibilità di fare baccano, e dove troverete altre sei spine :-)

Io ci sono stato due volte in quattro giorni, ed entrambe le volte mi son seduto a bancone, che è ampio e dà la possibilità di stare comodi (e non stretti stretti) anche nel caso si volesse mangiare qualcosa. A proposito di cibo, i piatti succulenti non mancano nel menù e la specialità è il pesce. I prezzi, d’altro canto, non aiutano troppo ad organizzare delle abbuffate.

Venendo alla scena birraia interna, bisogna dire che è di primissimo livello: se nell’articolo sul Mastro Titta elogiavo la classicità dei prodotti, la sicurezza che i grandi nomi storici possono dare alla clientela, il 4:20 basa la sua “politica” sull’esatto contrario… la sorpresa. La quasi totalità delle persone può tranquillamente entrare e trovare un sacco di birre sconosciute, anche io, pur conoscendo i prodotti di Alex, son rimasto colpito da nomi, etichette e sapori che non credevo nemmeno esistessero.

Le spine sono ben 34: quando son stato io, 17 erano attaccate e 11 no (non conosco lo stato delle sei spine al piano di sopra). Si trovavano tre Mikkeller (due delle quali della linea Single Hop, cioè fatte con un solo tipo di luppolo e spesso usate a scopo “didattico” per trovare profumi, aromi e sentori erbacei o fruttati), la meravigliosa Southern Tier Choklat (100 su ratebeer) – che è una stout talmente cioccolatosa (passatemi il termine) che se non fosse alcolica si potrebbe tranquillamente scambiare con una tazza di Nesquik – e la sorella Southern Tier Ipa (ratebeer 97), davvero notevole. Inutile aggiungere che qui le spine cambiano a velocità vorticosa.

Brasserie 4:20, Roma

Brasserie 4:20, Roma

Tra le bottiglie, si trovano tutte le Revelation Cat (etichetta – di proprietà di Liberati – che collabora principalmente con i danesi di Mikkeller e gli olandesi di De Molen), Mikkeller, tutte le Southern Tier, le Nogne O, Portbrewing, Hoppin’ Frog, Haandbryggeriet, De Molen… nomi da mozzare il fiato ma anche birre di difficile degustazione, con spesso gradazione alcolica importante o sapori intensi: è l’altro lato della medaglia. Io ho assaggiato la Southern Tier Jah-Va che su ratebeer prende un “normalissimo” 100 e una ottima la Nogne O Dobbel Ipa (98). Perchè metto il voto di ratebeer (pur non essendo io un gran fan di voti e premi)? Perchè al 4:20 ogni spina ha segnalato voto e descrizione originale del famoso sito di rating.

In conclusione, posto eccezionale. Ma per mia personale convinzione, il 4:20 rimane il locale in cui chiudere la serata e non quello dell’aperitivo… in ogni caso, chapeau.

mattia

Pianeta Birra 2010

3

Category : Fiere

Come ogni anno, arriva Pianeta Birra, la rassegna birraia che presenta marchi, distributori e soprattutto piccole realtà artigianali al pubblico specializzato e alla massa. Come al solito la manifestazione si è svolta alla Fiera di Rimini, precisamente nei giorni 21-22-23 e 24 Febbraio. Ho avuto la possibilità di fare un’approfondita visita nella giornata conclusiva, che si è resa piacevole dalla modesta quantità di persone presenti.

Intanto bisogna dire che l’edizione 2010 si è svolta in tono minore rispetto a quella del 2009 (recensita qui): lo spazio dedicato alle birre era circa la metà di quello della scorsa annata. Poco male, in linea di massima, perchè ciò che doveva esserci, c’era.
Nella zona degli importatori, faceva da padrone il mega-stand di Interbrau, e da piccolo (ma valido) contraltare, Eurosaga. Poco più in là, una decina abbondante di stand più o meno minuscoli presentava materiali, impianti e anche qualche produzione a me cara: è il caso della Ganter di Freiburg im Breisgau, tappa obbligata nel mio annuale giro verso il Belgio, sia per la qualità delle birre che per la cura nel cibo.

Nell’area riservata alle produzioni artigianali italiane, erano molti gli stand validi, e per ovvi motivi non ho potuto assaggiare tutto (anche perchè un minimo di “lavoro” l’ho dovuto svolgere), per cui mi son buttato su qualcosa ad alto grado di “sicurezza” come Lambrate e Toccalmatto, qualcosa di nuovo (almeno per me) come Pausa Cafè, e qualcosa di imperdibile come lo stand di Alex Liberati e 4:20 di Roma.

Partiamo da Toccalmatto, che come al solito presenta in grandissima forma le sue Skizoid, Surfin’ Hop, Re Hop e Fumè de Sanglier. Passiamo da Lambrate con una sempre validissima Ligiera e una Ortiga che, quando sono arrivato, era un pò troppo calda per via di un malfunzionamento dell’impianto refrigerante… calda ma sempre buona :-)
Dopo una veloce Viaemilia e un assaggio della nuovissima Bia Ipa (davvero niente male) al Birrificio del Ducato, mi son lanciato verso lo stand di Pausa Cafè: il microbirrificio, situato nel carcere di Saluzzo, nasce da una cooperativa sociale che annovera fra gli altri progetti anche la torrefazione presente nel carcere di Torino. Il loro progetto, che sfonda le porte del sociale e dà una possibilità di riscatto lavorativo a chi ne ha bisogno e ne è meritevole, prevede la produzione di numerose tipologie birraie, dalla Pils lasciata maturare in botti di legno di Slavonia, alla notevole Chicca che usa il caffè Guatemalteco prodotto al carcere di Torino, alla DuleMes con fortissimi sentori di zafferano, alla Tosta che richiama fortissimo il sapore e l’odore di cacao.

Successivamente mi sposto dal 4:20, che non fa mai mancare il suo apporto in fatto di nomi eccellenti. Assaggio una splendida Mikkeller Single Hop Amarillo e una Mikkeller Single Hop Tomahawk. Eccellente anche la De Molen Amarillo e la Port Brewing Pizza Port. Non fa niente per “nascondersi” al palato nemmeno la Pannepot Wild.

A quel punto mi ricordo però che devo anche far finta di lavorare (diciamo dare una mano ad un amico negli assaggi). Così nello stand di Eurosaga provo una ottima Gonzo di Flying Dog e una normale Anchor Porter (in bottiglia me la ricordavo decisamengte meno dolce). Da Interbrau, assieme ad un importante dirigente di Brooklyn Brewery, assaggio con piacere tre Sierra Nevada: Pale Ale (meglio in bottiglia, stavolta: risultava decisamente scialba alla spina), Harvest (buona) e Torpedo (la migliore a parer mio). Andando avanti, Jaipur (Thornbridge, di cui ho letto recensioni negative su Mo.Bi e devo dire che hanno tutte le ragioni del mondo: fusto (fusti?) andato), Brooklyn Chocolate Stout (buonerrima) e altre cose non imperdibili.

Insomma, niente male davvero come fiera, tante cose buone, peccato non aver avuto un pò più di tempo per girare con calma e gustare meglio ogni bicchiere, ma essendo arrivato alle 9.40, alle 15 il mio fisico ha cominciato a cedere: il prossimo anno dovrò attrezzarmi meglio…

L’Isola Che Non C’è – fiera delle birre artigianali – Suisio (BG)

1

Category : PintaPerfetta

Si è svolta qualche settimana fa (venerdì 27 e sabato 28 novembre 2009) la prima edizione della fiera L’Isola Che Non C’è, organizzata dalla Locanda del Monaco Felice di Suisio (BG) in collaborazione con Unionbirrai.

Una manifestazione senza dubbio cominciata con il passo giusto, con la partecipazione di diverse realtà affermate della produzione artigianale del nord Italia e le favolose importazioni di Alex Liberati del 4:20 di Roma.

Ma andiamo con ordine. La location è la piazzetta antistante alla Locanda, opportunamente attrezzata con un tendone riscaldato e degli stand dove i sei birrifici ospiti spillavano e spiegavano le proprie birre. Una due giorni fortunata a partire dal clima, che era ancora tutto sommato mite rispetto ai rigori degli ultimi giorni, e che ha reso possibile una piacevole permanenza anche negli spazi esterni e non solo nel tendone riscaldato.

Venerdì 27 novembre è passato in un’atmosfera tutto sommato tranquilla, con un discreto afflusso di pubblico ma con un clima molto confidenziale. Era presente Alex Liberati del 4:20 di Roma, che da dietro il bancone serviva alcune chicche scelte tra le tante birre di altissimo profilo che importa. Nel corso della due giorni, c’è stato modo di gustare un lambic giovane e uno vecchio di Drie Fonteinen, la densissima Hel & Verdoemenis della De Molen (birrificio visitato di persona qualche mese fa), la India Pale Ale del birrificio norvegese Nøgne Ø e tanto altro ancora. All’esterno, il concerto di Simone Pirola & The Sidemen Factory, piacevolmente tranquilli e adatti al clima di un tranquillo venerdì tra amici. Qualche curiosità (e invidia) l’ha destata il mezzo di locomozione della band, una Gran Torino nera da mozzare il fiato.

All’interno del tendone, invece, sei stand di altrettanti produttori artigianali italiani. Nomi noti ai clienti della locanda come Lambrate, Bi.Du., Orso Verde e Toccalmatto, oppure nuovi come i piacentini della Buttiga e i brianzoli di Menaresta.

Una nota di demerito, purtroppo, va assegnata al Birrificio di Lambrate (purtroppo, dato che alle loro birre e al loro pub vogliamo molto bene), che all’ultimo momento non si è presentato. I fusti c’erano, ma purtroppo mancava il contatto umano con chi la birra la produce e la serve, e lo stand risultava oltremodo scarno.

Il nuovo nome, almeno per noi (Menaresta già lo conoscevamo), era quello della Buttiga, le cui birre non ci hanno colpito particolarmente. Non presentavano difetti, ma non erano sufficientemente caratterizzate da farsi amare con una “concorrenza” così competitiva. Il giudizio di Pintaperfetta è un incoraggiamento a cercare maggiore spregiudicatezza nelle produzioni future.

Bi.Du. e Orso Verde si sono confermati tra i nomi più importanti della scena, e mi ha piacevolmente stupito la natalizia dell’Orso, con una forte speziatura di anice stellato. La Rodersch godeva di ottima forma, così come Nubia e Confine. Abbiamo anche avuto modo di assaggiare la Super Sayan, il barley wine del Bi.Du. che ci ha letteralmente conquistato. Toccalmatto invece come novità proponeva la Skizoid, una India Pale Ale molto beverina e luppolata, oltre alla strepitosa Surfin’ Hop, che alla spina ci era capitato di provare solo all’IBF di Milano molti mesi prima.

La serata di sabato 28 ha invece visto una partecipazione numerosa che ha affollato l’interno e l’esterno del locale, dove si esibivano i Folkstone, chiassoso e divertente gruppo folk-metal locale che ha letteralmente animato la serata.

Nel complesso, insomma, una manifestazione riuscita e partecipata sia nell’afflusso che nella qualità dei partecipanti, con la speranza che diventi un appuntamento fisso nel nostro calendario di eventi birrari da non perdere.