Arriva l’IBF Milano – siete pronti?

7

Category : Eventi, Notizie in breve

Quest’anno l’Italia Beer Festival di Milano si terrA�, come giA� anticipato qualche settimana fa, al Palasharp di via Sant’Elia 33.

Lo storica e ormai un po’ vetusta tensostruttura di Lampugnano, molto comodamente raggiungibile sia in auto (uscita viale Certosa della A4) che con i mezzi pubblici (Metropolitana rossa, fermata Lampugnano) A? infatti quasi giunta al capolinea della sua lunga storia, dato che ne A? previsto lo smantellamento poco prima dell’estate 2011. Dagli anni ’80 a oggi ha cambiato mille sponsor e denominazioni (memorabile, per chi ha almeno 30 anni, la prima: Palatrussardi) e ospitato qualche migliaio di concerti, eventi sportivi e manifestazioni di ogni tipo.

Quest’anno tocca alla birra, con la formula ormai collaudata dell’Associazione Degustatori Birra. Dal sito dell’associazione giunge infatti una anticipazione dei birrifici confermati, degli orari e di altre utili informazioni.

Cominciamo dai birrifici confermati e presenti con birraio:

Amiata – Italia
Bacherotti – Italia
Bad Attitude – Svizzera
Bauscia – Italia
Bi-Du – Italia
BrewFist – Italia
Civale – Italia
Croce di Malto – Italia
Doppio Malto – Italia
Geco – Italia
Henquet – Italia
La��Inconsueto – Italia
Orso Verde – Italia
Manerba Brewery – Italia
Rurale – Italia
San Paolo – Italia
Sguaraunda – Italia
Toccalmatto – Italia
Un Terzo – Italia
Valcavallina – Italia

L’elenco, come specificato sul sito dell’associazione, A? provvisorio. La lista A? abbastanza corposa e presenta per lo piA? nomi giA� visti in precedenti edizioni dell’Italia Beer Festival (Milano e Torino). C’A? anche spazio per qualche novitA�: il debutto in societA� di Brewfist e (almeno per quanto riguarda Milano) di Bad Attitude.

Questi invece gli orari:
Ven 4/3 dalle 17.00 alle 02.00
Sab 5/3 dalle 12.00 alle 02.00
Dom 6/3 dalle 12.00 alle 24.00

Per quanto riguarda il cibo, c’A? un primo elenco di espositoriA� che comprende due produttori di prosciutti e un salumificio.

Se volete rivivere le nostre esperienze all’Italia Beer Festival, invece, ecco qualche link utile:

Italia Beer Festival Milano 2009
Italia Beer Festival Roma 2009
Italia Beer Festival Bologna 2009

Italia Beer Festival Milano 2010
Italia Beer Festival Torino 2010

alessio

IBF Milano 2011

Italia Beer Festival Milano (ex Salone della Birra Artigianale e di QualitA�), 4-6 Marzo 2011

Luogo e orari della manifestazione

Palasharp,
Palasharp, via Sant’Elia 33
20148 Milano

www.palasharp.it/

Orari:

Ven 4/3 dalle 17.00 alle 02.00
Sab 5/3 dalle 12.00 alle 02.00
Dom 6/3 dalle 12.00 alle 24.00

Come raggiungere il Palasharp

Auto
Tangenziale est/ovest, uscita viale Certosa. Parcheggio auto multipiano ATM di Lampugnano, di fronte al Palasharp, aperto tutti i giorni dalle 6.00 alla��1.00. Vi consigliamo di munirvi di monete, poichA� il pagamento A? gestito automaticamente. Navigatore, inserire: Parcheggio Lampugnano N 454900016 E 9.1288160
DisponibilitA� di parcheggio nelle vicinanze della manifestazione utilizzando anche il col parcheggio di interscambio Lampugnano o utilizzando MM con parcheggi di Cascina Gobba, Famagosta, Bisceglie, Lampugnano, San Donato e Molino Dorino.

Mezzi pubblici
Metropolitana Linea Rossa (MM1) direzione Rho Fiera. Fermata Lampugnano. 100 metri.

Treno
Stazione Centrale. Prendete la Metro Linea Verde (MM2) direzione Abbiategrasso, fermata Cadorna, poi prendete Linea Rossa (MM1) direzione Rho Fiera. Fermata Lampugnano. 100 metri.

Aereo
Linate aeroporto: pullman 73 fino a San Babila, poi metropolitana Linea Rossa (MM1) direzione Rho Fiera. Fermata Lampugnano. 100 metri. Malpensa aeroporto: treno MalpensaExpress fino Stazione Cadorna, poi metropolitana Linea Rossa (MM1) direzione Rho Fiera. Fermata Lampugnano. 100 metri.
Visita Roadsharing.com e trova un modo alternativo per raggiungere il festival

Espositori

Elenco Espositori (Provvisorio)

Food
Dok Dall’Ava – prosciuttificio
San Marino – prosciutti
Thogan Porri – salumificio
Birrifici (con un proprio stand e con presenza del birraio) – Elenco Provvisorio
Amiata – Italia
Bacherotti – Italia
Bad Attitude – Svizzera
Bauscia – Italia
Bi-Du – Italia
BrewFist – Italia
Civale – Italia
Croce di Malto – Italia
Doppio Malto – Italia
Geco – Italia
Henquet – Italia
La��Inconsueto – Italia
La��Orso Verde – Italia
Manerba Brewery – Italia
Rurale – Italia
San Paolo – Italia
Sguaraunda – Italia
Toccalmatto – Italia
Un Terzo – Italia
Valcavallina – Italia

Pernottamento

Per gli espositori A? disponibile una convenzione all’Hotel Poliziano Fiera. Vista la concomitanza con altre attivitA� fieristiche i posti sono limitati.

Periodo:4-6 Marzo 2011;
Trattamento: B&B
Tariffa, per camera a notte, inclusiva di una ricca colazione dal buffet all’americana,
servizio, tasse ed IVA:
92 a�� singola/doppia

HOTEL POLIZIANO FIERA
Via Poliziano, 11 – 20154 Milano
Tel. +39 02.31.91.91.61 – Fax +39 02.31.91.931
groups.hotelpolizianofiera@adihotels.com
www.adihotels.com

Coppa Lombardia di Freccette 2009

Dopo il successo delle precedenti edizioni si sarA� nuovamente la Coppa Lombardia di Freccette, gara valida per le qualificazioni alla Coppa Italia Nazionale
Domenica 22 marzo 2009
Inizio gare ore 13,00
Per ulteriori informazioni scarica il volantino.

Carrom

Il Carrom A? un antico gioco di origine Indiana, molto simile al biliardo. Lo scopo del gioco A? quello di imbucare le proprie pedine prima dell’avversario colpendo lo striker (pedina battente) con un dito.

La Federazione Italiana Carrom (www.carromitaly.com) sarA� presente all’Italia Beer Festival di Milano con uno spazio dimostrativo dove chiunque potrA� provare gratuitamente il gioco ed avere la possibilitA� di sfidare alcuni dei migliori giocatori Italiani.

Edizioni Precedenti

In costruzione

2006: Salone della Birra Artigianale e di qualitA�, Italia Beer Festival
2007: Salone della Birra Artigianale e di qualitA�, Italia Beer Festival
2008: Salone della Birra Artigianale e di qualitA�, Italia Beer Festival
2009: Italia Beer Festival

–>

Edizioni Precedenti

Italia Beer Festival 2009
Italia Beer Festival 2010

Italia Beer Festival Torino @ Palavela – report

5

Category : Birra, Festival

Lo scorso weekend ho avuto modo di visitare l’Italia Beer Festival di Torino, alla sua prima edizione nella cittA� sabauda. Che cos’A? l’Italia Beer Festival? E’ il piA? importante, per storia e numeri, festival di birra in Italia. Lo organizza l’Associazione Degustatori Birra e si svolge da diversi anni a Milano (dove nacque come Salone della Birra Artigianale e di QualitA� svariati anni fa, quando il movimento birrario italiano era sA� in crescita ma ancora modesto, rispetto a oggi: quasi nessuno sito sull’argomento, quasi nessun altro festival di rilievo a testimoniare la scena italiana), poi nel corso degli anni si sono aggiunti appuntamenti consolidati o estemporanei in altre importanti cittA� italiane: Roma, Bologna, Brescia e Alessandria.

Il Piemonte A? terra di birrifici storici e affermati, oltre che di importanti realtA� emergenti del panorama nazionale. Questa ricchezza perA? non si A? mai davvero tradotta, almeno a sentire chi in Piemonte ci vive, in una vera affermazione della birra artigianale come prodotto. Per me, cresciuto in Lombardia, molti dei birrifici piemontesi sono piA? nomi sulla carta (o sullo schermo) che assaggi frequenti, vista la difficile reperibilitA� di quasi tutti i produttori nei locali specializzati e nei beer shop. Guardavo quindi con un certo interesse a questo festival e al riscontro che avrebbe potuto avere in una piazza considerata da molti appassionati come non facile.

Sono arrivato abbastanza presto sia venerdA� che sabato, avendo modo di scambiare due parole piA? o meno a ogni stand con i birrai. Ho deciso di dedicare il venerdA� all’assaggio di birrifici che giA� conoscevo, concentrandomi su nuove produzioni e riassaggi dei “classici”, mentre il sabato l’ho dedicato a birrifici che conoscevo meno.

Sono partito facendo gli onori di casa a Bauscia, vale a dire il birrificio artigianale di Paolo Polli, presidente dell’Associazione Degustatori Birra che organizza il festival, anche per la classica indecisione causata dal piA? classico imbarazzo della scelta. Le sue birre mi sono sembrate interessanti come sempre, e durante un passaggio successivo ho avuto anche modo una birra che rimanda a quegli anni ’80 meneghini fatti di paninari, socialisti e pubblicitA�. Il nome A? tutto un programma, vale a dire Milano Da Bere, mentre lo stile A? un classico: una pils. Una birra annunciata come un po’ giovane dallo stesso Paolo, ma che risulta subito interessante con una luppolatura abbastanza importante a base del piA? classico e rinomato dei luppoli cechi, lo ZateA�, meglio noto con il suo nome germanico (Saaz). La prima delle quattro etichette “da collezione” merita una visione, vi rimando alla pagina ufficiale per non far torto all’esperienza visiva. Ne sono previste altre tre, il cui il nostro sarA� truccato di volta in volta da punk (con cresta mohicana di altri tempi), paninaro e non ricordiamo bene che altro look. Ottime anche La30, Sesi e Onice, quest’ultima bevuta durante la degustazione del sabato avente tema birra e cioccolato (protagonista Marco Vacchieri). Nell’occasione, ho anche avuto modo di scoprire la Gea, barley wine di Bauscia, un po’ giovane ma giA� parecchio intrigante. Non sono invece stato presente alla degustazione della domenica con le favolose Loverbeer di Valter Loverier e i formaggi.

Buone conferme anche da HA�nquet, forse il birrificio piA? tedesco d’Italia, scoperto all’IBF di Milano. Birre classiche, forse appena un po’ troppo: una punta di coraggio e di ambizione in piA? forse potrebbero tornare vantaggiose, anche se i prodotti sono di buon livello e non lasciano delusi.

Ma andiamo avanti, che c’A? ancora un bel po’ da raccontare. Qualche temerario forse aveva visto la puntata di BQ Tv a cui ero stato invitato poco meno di un mese fa (chi se la fosse persa la puA? scaricare qui). Tra gli ospiti era presente Lorenzo “marcos” Bottoni, personaggio molto interessante e birraio italiano in Svizzera (Bad Attitude ha base pochi chilometri oltre il confine, a Stabio). Ho avuto modo di provare le tre produzioni portate in fiera, tutte assolutamente interessanti e tutte molto beverine, semplici e pulite. Birre particolari anche senza essere particolarmente aggressive o caratterizzate. Ho passato molto tempo a chiacchierare e scambiare impressioni al loro stand, uno dei piA? frequentati del festival.

Rurale conferma l’ottima vena, con la Black Out che, ultima nata, giA� vanta un posto d’eccezione nel panorama delle stout italiane. Delle altre produzioni (la bitter Milady, la blanche Seta e l’american pale ale Terzo Miglio) abbiamo credo giA� parlato in altre occasioni, quindi mi limiterA? a ribadire la gran forma delle produzioni del birrificio di Certosa di Pavia. Ultima novitA�, la nuova grafica, con un bel gallo in controluce su sfondo colorato.

Nella seconda giornata, quella degli assaggi (per lo piA?) temerari, ho visitato Civale, Piazza dei Mestieri e Lungo Sorso, tra gli altri. Dei primi avevo giA� visto qualche bottiglia in giro: look accattivante, birre….hmm…boh? Dico che ne ho provate due produzioni che proprio non mi hanno entusiasmato (Ulula e Punto Di Fuga, se ricordo bene). AvrA? modo di approfondire la conoscenza delle loro birre questo weekend. Certo aver trovato un ragazzo volonteroso ma non troppo informato sulle produzioni del suo birrificio non ha aiutato a fugare i dubbi.

Di Piazza dei Mestieri ho provato una A.P.A. (Hopper?): il giovane birraio sembrava particolarmente orgoglioso della sua creazione, io ho assaggiato con interesse ma, devo dire, senza particolare convinzione.

Maggiore attenzione mi sembra meriti il birrificio Lungo Sorso, vera rivelazione di questo festival: mentre di altri avevo giA� sentito parlare (e magari avevo provato qualcosa), questo birrificio mi risultava totalmente nuovo. Ho avuto modo di assaggiare credo 4-5 birre e in tutte ho trovato spunti interessanti e incoraggianti. Un plauso sincero e un invito a continuare sulla buona strada.

Il birrificio Croce di Malto non A? certo una novitA�, avendo vinto un anno fa a Strasburgo (con la TripleXXX) un premio internazionale tra i piA? prestigiosi in Europa. Oltre ad essa ho provato la nuova produzione, una collaborazione di prestigio con uno dei birrai piA? celebrati d’Italia, vale a dire Agostino Arioli del Birrificio Italiano. La Due Mondi A? una doppelbock tedesca con buon uso di luppoli americani, paracula quanto basta per piacere (e tanto) al sottoscritto e immagino a un buon numero di bevitori.

Grande attenzione, nel corso dei due giorni, ho riservato a un birrificio che avevo incrociato all’IBF di Milano a marzo con un paio di assaggi un po’ di corsa, vale a dire San Paolo di Torino. Ero arrivato con alte aspettative, colpa di un comune amico, e le alte aspettative sono un nemico mortale nel prepararsi a un assaggio piA? o meno critico. Nel corso della due giorni ho assaggiato tutte le loro proposte alla spina, dalla India Pale Ale IpA� aromatizzata al chinotto alla versione Harvest con luppoli freschi (buon esperimento, ma trovo meglio riuscita la versione classica) passando per Robinia, Pecan e JatobA�. Assaggi proficui e voglia di provarle con piA? calma e a bicchiere pieno, per cogliere tutte le sfumature con la dovuta calma.

Concludo sottolineando l’ottimo successo del festival in termini di pubblico, direi davvero niente male per una prima edizione. Un premio anche alla sciura sui 45 che, appena arrivata, si A? lamentata (dopo aver impegnato il lavabo per 5 minuti di orologio in compagnia di amici e amiche) a gran voce per “6 euro di ingresso e devo anche lavare il bicchiere“?

White Horse, London (UK)

4

Category : Locali, Viaggi

A Londra, come potete ben immaginare e forse sapete meglio di me, i pub dove bere non mancano, e certamente non manca la cultura birraia che pero non A? distribuita in maniera uniforme. Come da noi ci sono locali e persone che preferiscono la quantitA� alla qualitA�: ecco perchA� A? buona cosa prepararsi qualche indirizzo prima di partire per la perfida Albione.

Uno, se non IL, localeA� immancabile A? il White Horse (sito ufficiale), situato a pochi metri dalla stazione di metropolitana di Parsons Green (district line direzione Wimbledon). E’ qui che il compianto Michael Jackson veniva a cercare qualcosa di speciale, e dopo la mia visita non mi resta che inchinarmi alla scelta del beerhunter piA? famoso di tutti.

PiA? di trenta spine, alcune doppie, fanno bella mostra sul bancone di legno a pianta quadrata. Il locale A? ampio, con spazio anche all’esterno e al piano superiore. Noi arriviamo in una serata fortunata e troviamo posto abbastanza in fretta nel locale affollato anche da persone reduci dal GBBF (che recensiremo a breve), che si svolge e poca distanza. Serata fortunata perchA� A? in corso un festival di birre americane, che affiancano le cask ales fisse. Insomma, altro da fare non c’A? che mettersi sotto: parto con una leggera e eccellente Harvey’s Best Bitter mentre scorro con l’occhio il bancone per l’ispirazione. Impossibile per me bere troppo, poche ore dopo ho il volo per San Francisco e non riuscendo a prendere sonno in aereo, meglio star svegli senza mal di testa: opto quindi per delle mezze pinte.

La prima A? una 90 Shilling della Odell Brewing, una ale ambrata, equilibrata e fresca, davvero niente male. Riesco ad assaggiare una Tommyknocker Maple Nut Brown Ale che perA? A? troppo dolce per i miei gusti (anche se il sapore di nocciola era invitante): mi butto a sorpresa su una Mikkeller SpontanAle, che risulta piacevole anche se mi aspettavo tutt’altro. Questo perchA� la pecca del locale A? che i ragazzi dietro al bancone non sono particolarmente esperti e non sanno spiegare le birre, preferendo dare un mezzo dito di assaggio.

Per l’ultima birra sono stato indeciso tra una De Molen Zomer Hop IPA e la Great Divide Yeti… alla fine decido per la seconda perchA� una delle mie preferite e le volte che si trova non si puA? certo mancare. Quello che rimane al bancone con mio sommo rammarico sono fiumi di eccellenti birre come la Ruination Stone, 4-5 Real Ales, Schneider Weisse, la Revelation Cat di Alex Liberati, un paio di americane sconosciute da 12% e le piA? commerciali come Veltins.

Il cibo A? il classico da pub inglese, presentato e cucinato un po’ meglio del solito, e a prezzi decisamente piA? sostenuti. Spiace aver fatto una visita poco approfondita ma la stanchezza preventiva chiamava. Ci saranno mille altre occasioni per tornare a bere una pinta, perfetta, allo splendido White Horse.

mattia

Note di Andrea – Torno a scrivere in un’occasione speciale, per un locale altrettanto speciale. Il White Horse di Parsons Green mi ha rubato il cuore, vista la presenza di spine assolutamente interessantissime, ma anche l’atmosfera decisamente interessante. Sono stato in questo pub sia giovedA� 5 agosto (dopo una giornata al GBBF), la sera, che venerdA� 6: nella prima occasione ho bevuto pochino, giusto una Stone IPA e una Southern Tier 2xIPA. Ero cotto dall’intera giornata nella fiera londinese, quindi mi sono presentato l’indomani, verso mezzogiorno, munito del mio fegato di riserva per non mancare all’appuntamento: il nome della giornata A? assolutamente indicativo “American Beer Celebration“.

Vent’otto spine, tutte americane, che vi riporto di seguito: Sky High Rye e Whitsun (Arcadia Ales); Amber Ale e Big Eye IPA (Ballast Point); Porkslap e Moo Thunder (Butternuts); Midas Touch (Dogfish); Hoss Rye Lager, 16th anniversary IPA e Yeti (Great Divide); Double Stout (Green Flash); Milk e Imperial Stout (Left Hand); IPA e 90 Shilling (Odell); Dale’s Pale Ale e Ten Fidy (Oskar Blue); Baltic Porter (Smutty Nose); 2xIPA e Mokah (Southern Tier); IPA e Old Guardian Barley Wine (Stone); Black Rye IPA e Maple Nut Brown Ale (Tommyknocker); Siamese Twin e Bacon Brown (Uncommon Brewery); Hopdevil e Golden Monkey (Victory). Nei prossimi giorni vedrA? di scannerizzare i fogli e postarne qui le immagini. Potete solamente immaginare quanto il mio fegato sia stato contento di trovarsi lA�.

andrea

Sabato 17 e domenica 18 Luglio c’A? MonteBirra 2010!

Category : Festival, Notizie in breve

Un breve articolo (tardivo) per segnalare un evento di cui eravamo a conoscenza e di cui, per nostra disattenzione, non avevamo ancora parlato. Io ero convinto che l’avesse fatto Mattia, lui probabilmente del contrario, e stavamo per trascurare un evento tra i piA? interessanti del mese di luglio 2010.

Come il nome stesso suggerisce, trattasi di festa organizzata in casa del birrificio Montegioco. Momento clou della due giorni (alle 17.00 di sabato 17 luglio) un laboratorio di degustazione con produzioni legate in particolare alle lavorazioni in botte (Montegioco, Loverbeer, Toccalmatto, Panil) e alle birre che prevedono l’uso di uve o mosti (Montegioco, Loverbeer, Henquet, Pasturana) condotto da Lorenzo “Kuaska” Dabove e Luca Giaccone, con tanto di ghiottonerie locali garantite Slow Food.

La festa parte sia sabato che domenica nel tardo pomeriggio e si conclude a notte fonda. Per la serata di sabato A? prevista musica dal vivo, mentre domenica toccherA� a un dj occuparsi dell’intrattenimento sonoro.

Che altro? Ma ovviamente l’onnipresente (di questo periodo) presentazione di Eurhop con editori e qualche autore.

Maggiori informazioni su Cronache di Birra.