La Tasting Room di Bad Attitude – Vol. 1

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Category : Varie

Il birrificio Bad Attitude di Stabio (Svizzera) – sito ufficiale – si distingue da quache tempo per un marketing piuttosto aggressivo, fatto di iniziative nuove come “Storie Liquide” e come “La Tasting Room“. Il birraio Lorenzo “Marcos” Bottoni, presente nella puntata di BQTV proprio assieme al nostro Alessio, ha deciso di scegliere 20 appassionati blogger a cui far testare le sue birre in cambio (non obbligatorio, specifichiamo) di un articolo o segnalazione, positiva o negativa che sia, sulla qualità delle stesse.

Avendo il piacere e l’onore di essere scelti, e dopo una feroce lotta (l’ennesima) con il Corriere Bartolini (a cui voglio taaaaanto bene….), oggi finalmente son riuscito ad entrare in possesso del pacchetto con le birre. All’interno ci sono due Hipster e due Rudolph. La prima è un Pilsener Organic Wine, la seconda un Winter Warmer… cioè una birra natalizia. Di più, per ora, non so dirvi perchè non le ho mai assaggiate prima e in ogni caso – oltre a non farlo alle 11 di mattina – è meglio che restino a riposare un pochettino dopo lo sballottamento subito dal viaggio. Al mio ritorno dagli Usa nella prima metà di Gennaio, vedrò bene di tirare il collo alle due specialità di casa Bad Attitude. L’iniziativa, che io trovo estremamente lodevole e, dal punto di vista pubblicitario, concreta (non stiamo qui a fare gli ipocriti, un’azienda deve farsi pubblicità e questa a me sembra una modalità molto azzeccata), ha avuto parecchie critiche in rete (“marchetta pubblicitaria”, tra le alte), che personalmente non condivido per quello scritto due righe fa.

Intanto, però, un piccolo regalino con le foto del pacco. Da notare il curioso – e profumatissimo – imballaggio.
Colgo l’occasione di ringraziare Lorenzo per il bel regalo di Natale e augurare, nel caso non riuscissimo più a scrivere qualcosa entro l’anno visto che tutti noi saremo da oggi sparsi in giro per il mondo, un buon inizio 2011. Mi raccomando, non fate i bravi.

mattia

La Milano da Bere

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Category : Varie

Oggi pubblichiamo in anteprima la serie di etichette scelte dal Birrificio Bauscia di Paolo Polli per il lancio della nuova birra, nominata La Milano da Bere (stile Pils), che raffigurano scherzosamente un po’ tutte le “anime” della Milano anni 80-90.

mattia

“Tavole della Birra d’Italia” – Anticipazioni

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Category : Varie

La guida de L’Espresso (e di Assobirra) alle Tavole della Birra d’Italia 2011 era annunciata da diversi mesi. Sarò sincero: fin dall’annuncio della sua pubblicazione, partivo prevenuto. Questo per diversi motivi: non sembrava redatta da appassionati di birra, nasceva come spin-off di una guida ai ristoranti (quindi un settore di ristorazione con funzione, orari e modalità di servizio ben diversi) e non sembravano ben chiari i criteri con cui sarebbero stati selezionati i locali.

A pochi giorni dalla presentazione, arriva qualche anticipazione, prima da Repubblica e poi dalla stampa locale (Gazzetta di Modena, nello specifico, da qui sono tratte le due tabelle), prontamente fornitami da Mattia (un grazie anche a Andrea Forti di Radio Antenna 1).

Questo breve articolo, insomma, mette insieme le prime informazioni e anticipazioni per tirare un po’ le somme.

Sulla qualità dei ristoranti, ci fidiamo di chi li ha recensiti, di qualcuno (Uliassi) avevamo già sentito parlare pur non passando le nostre serate a recensire cuochi e cucine più o meno celebri. Ho abitato vicino a Cavenago fino all’altro ieri e non sapevo dell’Hotel Devero. Peccato.

Come potrete vedere, nei locali considerati “top” c’è tanta eccellenza, dallo Sherwood Music Pub di Nicorvo (PV) alla scena romana passando per l’Emilia che Mattia ha testimoniato in diverse occasioni: su 20 pub, una buona metà è già stata trattata (se non celebrata) sul nostro blog.

Qualche perplessità, però, non manca. Innanzitutto l‘Open Baladin di Roma come miglior pub nazionale, un locale su cui in più occasioni, parlando con amici e appassionati, abbiamo raccolto più critiche che complimenti. Certo è un locale che per location e numero di spine colpisce.

Poi la Ratera, ottimo ristorante “di birra” (forse, probabilmente, l’unico vero ristorante in cui la birra gioca un ruolo di primissimo piano sul suolo italico) ma che certo non è né un pub né una birreria: premiato tra i pub, non tra i ristoranti, per motivi non meglio identificati, al momento.

Il Woodstock, storico pub sui Navigli a Milano, è sicuramente un locale storico. Non si capisce come o perché sia riuscito ad avere la meglio su di un qualsiasi Irish Pub sotto casa vostra, ovunque voi siate. Approfondiremo.

Se la cava un po’ meglio La Terra di Mezzo, un discreto pub che ho visitato in una trasferta modenese con Mattia e Gabriele. Mattia era stato molto critico (i motivi li trovate sotto), tanto che fu uno degli articoli più visitati e commentati della nostra breve storia di blog, personalmente durante la nostra visita avevo trovato cose buone, magari non sconvolgenti, ma sembrava degno di nota (del resto ne abbiamo parlato). Certo mai mi sognerei di inserirlo nei migliori 20 o 30 locali di birra in Italia, anche se le curiose descrizioni delle birre proposte mi avevano molto divertito.

Certo da conoscitore della scena birraria lombarda mi lascia molto perplesso l’assenza di qualche locale bergamasco o brianzolo, come mi lascia perplesso l’assenza, su Milano città, del BQ di Paolo Polli o del Birrificio di Lambrate, il miglior brewpub d’Italia.

Insomma, per ora, più che sollevare un sopracciglio ed esprimere perplessità su chi c’è, viene da chiedersi i motivi che abbiano portato all’esclusione dell’uno o dell’altro pub.

Alessio

Per quanto mi riguarda, son contento della presenza di qualche locale della mia zona, che è sempre bistrattata e dimenticata: a Scandiano (RE) sta davvero nascendo un “polo” birraio importante, sicuramente non Roma, ma superiore (e di molto) a parecchie realtà più importanti, quindi complimenti a Alle e Maso. Anche se è un po’ che non ci vado, fa piacere che ci si ricordi del Goblin di Pavullo (MO), dove Umberto riesce a far nascere e crescere all’interno dei suoi clienti più della semplice passione per le birre.
Per quanto riguarda la Terra di Mezzo, la critica era fondamentalmente sul rapporto che il gestore aveva avuto con me e con altri clienti, ma la cosa s’è notevolmente sistemata e il locale ne ha tratto un significativo miglioramento: frequento la Terra di Mezzo da omai 5 anni, e pur essendo affezionato, nemmeno io lo considero un pub da 3 stelle, vedendo poi i nomi di quelli attorno. Diciamo un 2 abbondante.
Come diceva Alessio, curiosa la mancanza di qualche locale (il Lambrate per Milano, il Mastro Titta per Roma). Avendo trovato la lista sulla Gazzetta di Modena, sono riportati anche i locali della città, tra cui c’è segnalata un’enoteca che lavora molto bene con i vini, ma che alla spina ha una normalissima ed anonima birra chiara (1664?) e in bottiglia solo Chouffe e 32 via dei Birrai (che, casualmente, è associato ad AssoBirra – cioè chi dovrebbe decidere dell’inclusione o meno sei locali): due stelle paiono davvero esagerate non per la qualità del servizio, ma proprio perchè non c’è praticamente nessun tipo di lavoro sulla birra artigianale.
Vincitore nella categoria Beershop dell’Anno (anche qua, bisognerà capire in base a quali criteri), il Grand Cru di Sant’Arcangelo di Romagna.

Mattia

Pintaperfetta su BQTV

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Category : Eventi, Varie

Stasera il nostro Alessio sarà presente davanti alle telecamere di BQTV per parlare di birra (e del nostro progetto) nel bisettimanale appuntamento con la trasmissione a cura di ADB e condotta da Paolo Polli e Franco Re. Registreranno la puntata oggi pomeriggio a Brescia e la trasmetteranno stasera sul canale 892 di Sky alle ore 23:00.
Gli altri ospiti della serata saranno Serena (chef dell’enoteca Decanter di Milano) e Lorenzo “Marcos” Bottoni, birraio di Bad Attitude.In ogni caso recupereremo la puntata e la metteremo, appena disponibile, anche qui sul nostro sito.

Le migliori 25 birre al mondo?

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Category : Notizie in breve, Varie

E’ uscito da poco un articolo interessante su Men’s Journal in cui si tratta del mondo birraio, e già il titolo dell’articolo parte da un presupposto un po’ pretenzioso: catalogare le 25 migliori birre al mondo. “Pretenzioso” perchè criteri davvero oggettivi non ne potrà mai avere nessuno, tutti noi siamo condizionati dal gusto, dalle abitudini e dalla conoscenza (ampissima o limitata) solo di una parte delle produzioni brassicole mondiali. Anche il più grande esperto birraio non potrà mai conoscere (gustativamente parlando) tutte le birre sulla Terra.

photo drinfoftheweek.com

E’ per questo che siamo rimasti un po’ perplessi nel leggere la lista che, bisgna dirlo, non è fatta male e non compilata da un bevitore seriale di Tennent’s Super, ma ha le sue pecche. Intanto per i tipi di birra (possibile che non ci sia nemmeno una birra Ceca nella lista? Anche a mo’ di rappresentanza), che paiono essere scelti molto a caso, senza un vero filo logico, e quasi come “capostipiti” di un genere. La stessa Saison De Ranke, eccellente birra, non può però essere messa in una lista senza aver allora compreso anche altre Saison di caratura superiore, o birre superiori dello stesso birrificio (XX Bitter, Guldenbegr, Noir eccetera). Tantissime le birre americane presenti, ma rimangono fuori anche tanti nomi importanti… in ogni caso delle vere schifezze non ce ne sono, e questo è un buon segnale. Anche un aggiornamento del Bier Koning di Amsterdam su Facebook fa notare come il criterio di scelta sembri assolutamente casuale.

La lista non si limita alle 25 birre, ma include anche  miglior brewpub, miglior meta birraia e miglior locale. La scelta di quest’ultimo (che è a Londra, da dove curiosamente non solo non proviene nemmeno una delle birre segnalate nella lista, ma da quel che si legge non ne viene servita nemmeno una) è bizzarra se si legge bene la motivazione, che tratta di “passaggi di personaggi storici” e di “caminetto”. Per carità, l’atmosfera fa la sua parte… ma se questo locale è il numero uno, allora il Kulminator, il Moeder Lambic, il Toronado, il Popeye, il White Horse dove li mettiamo?

Infine la scelta della città di Bruxelles come meta birraia principe è la ciliegina sulla torta: intanto perchè, a meno di saper cercare bene, a Bruxelles si beve tendenzialmente male (e Sam Calagione – che viene citato nella scelta della città – non crediamo finisca nel primo bar che trova tra Grand Place e il Manneken Pis) e poi soprattutto perchè nessuno di noi, dopo rapido consulto, metterebbe mai Bruxelles in cima ad una lista dei luoghi birrai indimenticabili. La città vale una visita, per carità, i locali ci sono, ma senza sapere come muoversi, il rischio di doversi tracannare litri di Stella Artois o Leffe, a prezzo italiano, è altissimo.

mattia

Intervista esclusiva ad Alex Liberati

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Category : Eventi, Interviste, Varie

L’ultima cotta dell’estate“. Questo il nome dell’evento organizzato da Michela e Piso della Birroteca di Greve lo scorso fine settimana (28 e 29 agosto). Il programma della due-giorni non poteva essere migliore: cotta pubblica in piazza, porchetta e, ovviamente, buonissima birra a fiumi. Protagonista assoluto dell’evento è stato Alex Liberati, che tra i suoi mille viaggi birrai (dovremmo prenderlo a scrivere per PintaPerfetta!!) ha trovato il tempo per allietarci con le sue birre e la sua totale disponibilità.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalla birra. Il sabato è stato all’insegna di Revelation Cat, il progetto più conosciuto e più apprezzato di Alex, con 4 diverse spine ataccate in contemporanea. In ordine rigorosamente alcoolico: Milk Mild, Cream Ale, Back to Basic IPA e Triple Hop Bock. Delle quattro, tutte assolutamente ottime e in forma, direi che quella che incontra meglio i miei gusti attuali è la Cream Ale, morbida, ben luppolata ma non aggressiva e assolutamente estiva. Tant’è che è stata la prima a finire, come da previsioni.
E piano piano i fusti terminati sono stati sostituiti da altri non esattamente estivissimi. Direttamente dalla Brouwerij de Molen, prima la Mout & Mocca (coffee stout da 9.5%, favolosa) poi la Bommen & Granaten (barley wine da oltre 15%, non il mio genere), che completavano il menu altrettanto estivo a base di porchetta.

La parte più interessante è stata comunque quella delle cotte pubbliche. I molti mastri birrai chiamati in causa (lo stesso Liberati e i suoi compari, più Fabio Giovannoni di Pinta Medicea) sono stati disponibilissimi con gli avventori di ogni genere, dagli homebrewers desiderosi di scambiare consigli ed opinioni, ai curiosi che si chiedevano come mai la polenta dentro il pentolone fosse così scura. E’ stata un’ottima occasione per rivedere molte facce note della scena birraia toscana, e per approfondire la conoscenza di Alex. Proprio quest’ultimo è stato così gentile da concedermi una breve intervista improvvisata, nella quale ci illustra un interessante progetto in rampa di lancio (parola d’ordine: lambic!) e ci dice la sua sulla situazione birraia in Italia (nonostante io non glielo avessi chiesto :) ).
Prima di concludere, permettetemi di menzionare ancora Michela e Piso, che con eventi come questo (ma non solo) stanno trasformando un locale giovanissimo come la Birroteca di Greve in uno dei must per gli appassionati di birra in Toscana e in Italia.

Basta indugiare, dunque. Ecco a voi Alex Liberati:

Presentazioni EurHop!

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Category : Varie

E’ stata decisamente una settimana impegnativa, ma altrettanto divertente e stimolante. Da venerdì 2 a ieri sera (domenica 11) si son rincorsi gli eventi itineranti legati alla presentazione della guida EurHop! (della quale abbiam parlato qui). Venerdì scorso in pompa magna a Roma prima presso il Domus Birrae e successivamente al Ma che siete venuti a fà, (recensione) con la presenza degli autori di maggior “peso” come Manuele Colonna, Andrea Turco, Kuaska (e in piccolo anche il sottoscritto). Il mio personale tour è poi proseguito alla Birroteca di Greve (la nostra recensione) dove s’è tenuta una splendida serata in compagnia di Michela e Piso, i due fantastici gestori che si son fatti in quattro (riuscendoci!) per rendere l’evento davvero speciale. Il magnifico buffet coll’indimenticabile cefalo sfumato di Orbetello, i crostini toscani e formaggi e salumi tipici e le buone Lilith (Bruton), Zona Cesarini (Toccalmatto), Odyessey, Amager IPA… slurp.

Dopo un giorno di pausa (il venerdì), si entra nella due giorni Modenese-Reggiana. Sabato sera presenti a Birreggio (prossimamente la nostra recensione completa) per la presentazione più “ufficiale”, domenica alle 19 presso il Goblet di Modena (recensione) e ieri sera all’Arrogant Pub di Scandiano (RE), dove abbiam trovato le solite spine clamorose più  la Three Floyds Behemoth (100-100 su ratebeer). Volevo solo sottolineare come ognuna delle tappe fatte finora (il mio tour si conclude qui, ma i ragazzi di Publigiovane continuano!) sia stata a suo modo speciale, e colgo la piccola occasione per ringraziare chi ha reso possibile la guida (che sta avendo un grande successo), chi mi ha accolto all’interno del gruppo, i favolosi (in ordine di data, eh!) Michela e Piso di Greve, Christian del Dickinson e l’organizzazione di Birreggio, Gabriele del Goblet e Alle dell’Arrogant Pub, che ci han tutti trattato da re e si son dati da fare per noi.

Infine, un ringraziamento alle persone con cui ho trascorso gli ultimi giorni, che anche se son lontane e ci son sempre troppe poche occasioni per vedersi (Alessio e Freddy) o li conosco da poco (Marco & Marco con le rispettive morose (eheheeh!!!) Germana & Claudia) si son dimostrate dei veri amici. Amici che, in fondo, son ben più importanti di una birra (ma di poco! :-) ) e che quando si trovano è giusto tenerseli stretti. Anche con un articolo autoreferenziale come questo. I lettori abituali mi perdoneranno, spero.

mattia

p.s. vabè dai, grazie anche a Silvia che mi sta sopportando anche troppo :-)

Guida Alle Birre d’Italia 2011 – Slow Food

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Category : Birra, Varie

E’ uscita la Guida Alle Birre d’Italia 2011 di Slow Food, pubblicazione abbastanza attesa fosse anche solo per cancellare il triste ricordo dell’edizione precedente, un libro con ottime promesse (il primo a voler fotografare nei dettagli il crescente movimento birrario italiano) ma con numerose pecche. Doveva essere la nostra prima recensione, quella dell’edizione precedente, ma decidemmo di soprassedere, non sapendo bene da che parte affrontare quel curioso volumetto. Già la presenza di pagine pubblicitarie in un libro (specie in una guida) mi risulta strana, ma almeno era un po’ meno fuorviante dell’insertino di una nota multinazionale presente sulla Guida Alle Birre del Mondo del compianto Michael Jackson, edita anch’essa da Slow Food.

Tra le tante perle, ricordo la totale assenza del Mosto Dolce (storico brewpub di Prato con almeno un paio di produzioni di tutto rispetto) e la presenza di nomi improbabili come il brianzolo Novecento. Difetti prontamente corretti nella nuova edizione della guida, che si concede il lusso di giocare d’anticipo inserendo birrifici in via di apertura come Extraomnes (di Luigi “Schigi” D’Amelio, letteralmente atteso al varco da un bel po’ di gente con cui ha avuto vivaci confronti in rete) ed Endorama (dell’amico Simone Casiraghi).

La vecchia guida ci diceva che le birre alla spina non meritavano giudizio né, quindi, apprezzamento. Criterio un po’ surreale, anche perché ci sono stili birrari che in bottiglia perdono tanto, se non tutto. Inoltre, ci sembrava un modo un po’ pigro e snob di liquidare i brewpub e le loro produzioni: difetto non ancora superato. Il giudizio sulle bottiglie invece vedeva un profluvio di capolavori da quattro e cinque stelle, e anche i grandi nomi dell’industria (trattati a parte nel finale) non avevano grosse difficoltà a raggiungere le due-tre stelle.

Questo, in passato. Guardiamo avanti, guardiamo al futuro, affidandoci alle stelle, appunto. Sembra esserci stata una discreta revisione in basso, con un generale abbassamento del voto che ha colpito quasi tutti.

Sul web, si è partiti dall’anteprima dell’ottimo Andrea Turco (che ha curato la parte dedicata alla birra in rete, e che ci ha segnalato: grazie) che anticipa la lista delle birre-capolavoro, quelle birre talmente buone da meritare il massimo punteggio possibile. Lista che ha destato polemiche fin dai primi commenti, con diversi lettori che contestavano l’una o l’altra birra, o facevano ironia sulle (legittime) perplessità di Paolo Polli. Ve la copiamo pari pari, per chi non avesse ancora avuto occasione di poterla apprezzare:

Chocarrubica - Grado Plato
Draco - Montegioco
Elixir - Baladin
Erika - Baladin
Filo Forte Oro – Birra Pasturana
Frakè - San Paolo
Ipè - San Paolo
Isaac - Baladin
Mama Kriek – Baladin
Martina - Pausa Cafè
Mummia - Montegioco
Nora - Baladin
Panada - Troll
Quarta Runa – Montegioco
Sticher - Grado Plato
Strada San Felice – Grado Plato
Tibir - Montegioco
Tosta - Pausa Cafè
Tosta Cuvée Acida – Pausa Cafè
Xyauyù - Baladin
Amber Shock – Birrificio Italiano
ArtigianAle - BI-DU
Ghisa - Lambrate
Nubia - Orso Verde
Porpora - Lambrate
Rodersch - BI-DU
Scires - Birrificio Italiano
Tipopils - Birrificio Italiano
Wabi - Orso Verde
Admiral - 32 Via dei Birrai
Extra Brune – Maltus Faber
Triple - Maltus Faber
BIA Golden Ale – Ducato
Divinatale - Torrechiara
Panil Enhanced Final – Torrechiara
Re Hop - Toccalmatto
Skizoid - Toccalmatto
Via Emilia – Ducato
Winterlude - Ducato
Contessa - Amiata
La 9 – L’Olmaia
Duchessa - Birra del Borgo
Enkyr - Birra del Borgo
Genziana - Birra del Borgo
Re Ale – Birra del Borgo
Reale Extra – Birra del Borgo
Re Porter – Birra del Borgo
Bianca Piperita – Opperbacco
Blanche du Valerie – Almond ‘22
10 e Lode – Opperbacco
Maxima - Almond ‘22
Noscia - Maltovivo
BB10 - Barley
BB Evò – Barley
Toccadibò - Barley

Questi dunque i capolavori dell’arte birraria italiana, curiosamente concentrati in pochissime regioni di produzione, tanto che uno potrebbe pensare che l’autore si sia lasciato un po’ trasportare dall’entusiasmo, o, come temiamo, dalle simpatie.

Altrove, invece, il neo-mastro birraio Schigi (vedi sopra) in veste di maestrina dalla penna rossa offre le sue cinque stelle e tira la riga su alcune produzioni e ne aggiunge altre, riuscendo nell’impresa quasi impossibile di aumentare le Baladin in lista, che assieme a Birra del Borgo occupano mezza lista delle eccellenze. Intendiamoci: a me, le birre del Borgo piacciono, specie alla spina. Della Genziana, provata in bottiglia un paio di volte, mi ha colpito la totale assenza dell’aromatizzazione promessa. Ma ammetto che un paio di assaggi non sono sufficienti a giudicare la complessità di una birra, e magari mi è capitata la bottiglia sfortunata. Lo stesso riesame me lo riservo per la collaborazione di lusso (con Sam Calagione della Dogfish Head) My Antonia, che almeno ha il pregio di spaccare gli appassionati tra chi la adora e chi no.

Da parte nostra, quello che notiamo è un grosso livellamento: una volta deciso che un birrificio fa roba buona, si sprecano le quattro stelle, con punte di cinque per le eccellenze e con un bel tre per le birre che a chi ha curato la guida non sono piaciute. Raramente (mai?) un birrificio “cinque stelle” si prende le due stelle per una produzione sballata, piuttosto si fa finta di nulla e si mette solo la schedina in breve senza valutazione, forse per non sporcare la scheda di qualche produttore più o meno intoccabile. A sentire i curatori, ogni birra valutata è stata assaggiata almeno tre volte. Io ho forti dubbi, specie per qualche “produzione speciale” che si è rivelata di difficile reperibilità pure nelle zone di produzione (un nome su tutti, per chi come me abita in Lombardia, può essere quello della Birra Madre di Menaresta, un frullato di lieviti impazziti di difficile valutazione: tre stelle).

A proposito di birre tre stelle: la mia più grande perplessità è proprio sulla presenza di moltissime birre liquidate con una breve scheda che riprende quasi calligraficamente la scheda del produttore e vengono liquidate con un giudizio medio senza troppi approfondimenti. Alcuni birrifici hanno una fila di stelle praticamente uguali per ogni birra prodotta, con una variabilità quasi assente. La sensazione è che le birre non siano state provate con la dovuta attenzione, perché la maggior parte dei birrifici ha un paio di prodotti di punta e un prodotto o due ai limiti della potabilità. Qui invece tutto è livellato sulla norma, come se al birrificio fosse stato assegnato un determinato punteggio e in base ad esso poi si fanno gli aggiustamenti del caso. Non si sa quindi se sarebbe utile pensare a un nuovo sistema di valutazione o se cancellare il sistema di stelle in tutto e per tutto.

Inoltre, quando leggo una guida birraria mi piace una certa personalità nelle scelte e anche nelle schede. Certo, c’è il rischio di sbagliare, di dire qualche fesseria, ma almeno si giustifica in qualche modo il proprio lavoro, o almeno si fa vedere che c’è un lavoro dietro. Fare il verso alla scheda del produttore, per quanto dettagliata possa essere, mi fa chiedere cosa una guida del genere aggiunga rispetto alla semplice lettura delle etichette, comodamente possibile sia nel proprio pub-beer shop di fiducia che, ancora più facilmente, sulle pagine web dei produttori stessi.

15 (quindici) euro sono tanti, per un libro con le inserzioni pubblicitarie. Inserzioni di prestigio, da un noto distributore di birra alla maggiore banca italiana, passando per il marchio più noto di caffè del Belpaese e il consorzio di una nota specialità casearia. Gente con i soldi, insomma, mica parliamo di una paginetta di qualche oscura associazione locale di appassionati.

Le cose più carine sono la breve scheda introduttiva al birrificio e la tabellina che in pochi simboli riassume le birre. Velo pietoso sulla chiocciolona Slow Food.

Giudizio finale? Compratelo se vi serve una sorta di elenco del telefono della birra italiana, con due linee guida su quello che va assolutamente evitato (birre da 1-2 stelle) e quello che andrebbe provato almeno una volta (birre dalle 3 stelle in su). A proposito, tra le birre da due stelle ci sono la Grigna, pils del Lariano, e la Dreher, che “colpisce per facilità di beva” (sic). Prosit?

Nuovo sito per Pintaperfetta

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Category : Varie

Cogliamo l’occasione del solstizio estivo per cambiare la grafica del sito, sperando di renderlo più accessibile e accattivante. Volevamo rilasciarlo oggi per festeggiare l’arrivo dell’estate, ma in effetti – almeno qui a Modena – siamo ben lontani dal suo arrivo. Per cui adesso non abbiamo un reale motivo per farlo, ma poi in fondo chi se ne importa… speriamo che vi piaccia e se trovate delle cose che non funzionano (può capitare nei primi giorni) vi preghiamo di segnalarcelo alla mail info@pintaperfetta.com

Grazie e buona navigazione!

EurHop!

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Category : Notizie in breve, PintaPerfetta, Varie

E’ un pò che aspettavo il momento di scrivere questo articolo. La sensazione è uguale a quella degli altri, probabilmente più quotati, autori, ma la gioia non è di certo inferiore, e ora lo si può annunciare: nasce finalmente EurHop!, la prima guida birraia d’Europa, tutta in italiano, che come le famose lonely planet vi porterà in giro per i vari paesi unendo la passione dei monumenti a quella per la birra.
E direte voi, perchè son così contento? Perchè nel piccolino ho dato un contributo anche io. In occasione dell’IBF di Roma e soprattutto dell’incontro con i birrai (di cui ho parlato qui), ho avuto la fortuna di conoscere due giovani editori di Roma, che con la loro Publigiovane stavano già da tempo sulle orme di questo progetto. Me l’han spiegato per bene e mi han chiesto di collaborare… per me era, come diciamo a Modena, “invitare un’oca a bere”.

Di articoli veri e propri ne ho scritti uno solo, quello su Cardiff, più qualche revisione qua e là, e la differenza con i miei colleghi, che han scritto molto più di me, è grande. Ma l’importante era riuscire ad entrare, anche solo all’ultimo istante, nel progetto, perchè, che venga bene o no (ma verrà bene, fidatevi!), che la guida sia apprezzata o no, questa resterà una piccola pietra miliare nel campo delle pubblicazioni birraie.

La guida, a cui hanno collaborato con grande impegno anche Manuele Colonna, Andrea Turco di “Cronache di birra“, Marco Manieri sulla parte turistica, Davide e Monica Bertinotti, Kuaska sulla parte riguardante l’Italia, Nicola Utzeri, Tomas Danko e Dave Szweikowsi (oltre al qui presente Mattia Simoni), sarà presentata il 20 Giugno ad Arcidosso (GR) e poi di nuovo il 29 Giugno a Roma. Nelle prime settimane di Luglio i ragazzi della Publigiovane guidati da Marco Carìa saranno impegnati in un tour de force per le provincie italiane nel progetto di promozione di EurHop!, quindi state attenti e seguite il sito ufficiale per vedere dove e quando la guida verrà presentata e quindi sarà messa in vendita. Le pagine saranno all’incirca 400, in formato classico da lonely planet, e il costo sarà di 20€.

I locali, così come i beershop, le enoteche e librerie che ne volessero fare richiesta per averla in conto-vendita, possono mandare una mail a noi di Pintaperfetta o al sito ufficiale www.eurhop.com. Fra qualche tempo sarà possibile acquistare EurHop! anche sul nostro sito.

Nel mio piccolo sono orgoglioso di aver partecipato alla stesura e ringrazio i ragazzi di Publigiovane che me ne han dato, a suo tempo, la possibilità.

mattia