Intervista esclusiva ad Alex Liberati

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L’ultima cotta dell’estate“. Questo il nome dell’evento organizzato da Michela e Piso della Birroteca di Greve lo scorso fine settimana (28 e 29 agosto). Il programma della due-giorni non poteva essere migliore: cotta pubblica in piazza, porchetta e, ovviamente, buonissima birra a fiumi. Protagonista assoluto dell’evento è stato Alex Liberati, che tra i suoi mille viaggi birrai (dovremmo prenderlo a scrivere per PintaPerfetta!!) ha trovato il tempo per allietarci con le sue birre e la sua totale disponibilità.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalla birra. Il sabato è stato all’insegna di Revelation Cat, il progetto più conosciuto e più apprezzato di Alex, con 4 diverse spine ataccate in contemporanea. In ordine rigorosamente alcoolico: Milk Mild, Cream Ale, Back to Basic IPA e Triple Hop Bock. Delle quattro, tutte assolutamente ottime e in forma, direi che quella che incontra meglio i miei gusti attuali è la Cream Ale, morbida, ben luppolata ma non aggressiva e assolutamente estiva. Tant’è che è stata la prima a finire, come da previsioni.
E piano piano i fusti terminati sono stati sostituiti da altri non esattamente estivissimi. Direttamente dalla Brouwerij de Molen, prima la Mout & Mocca (coffee stout da 9.5%, favolosa) poi la Bommen & Granaten (barley wine da oltre 15%, non il mio genere), che completavano il menu altrettanto estivo a base di porchetta.

La parte più interessante è stata comunque quella delle cotte pubbliche. I molti mastri birrai chiamati in causa (lo stesso Liberati e i suoi compari, più Fabio Giovannoni di Pinta Medicea) sono stati disponibilissimi con gli avventori di ogni genere, dagli homebrewers desiderosi di scambiare consigli ed opinioni, ai curiosi che si chiedevano come mai la polenta dentro il pentolone fosse così scura. E’ stata un’ottima occasione per rivedere molte facce note della scena birraia toscana, e per approfondire la conoscenza di Alex. Proprio quest’ultimo è stato così gentile da concedermi una breve intervista improvvisata, nella quale ci illustra un interessante progetto in rampa di lancio (parola d’ordine: lambic!) e ci dice la sua sulla situazione birraia in Italia (nonostante io non glielo avessi chiesto :) ).
Prima di concludere, permettetemi di menzionare ancora Michela e Piso, che con eventi come questo (ma non solo) stanno trasformando un locale giovanissimo come la Birroteca di Greve in uno dei must per gli appassionati di birra in Toscana e in Italia.

Basta indugiare, dunque. Ecco a voi Alex Liberati:

Presentazioni EurHop!

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Category : Varie

E’ stata decisamente una settimana impegnativa, ma altrettanto divertente e stimolante. Da venerdì 2 a ieri sera (domenica 11) si son rincorsi gli eventi itineranti legati alla presentazione della guida EurHop! (della quale abbiam parlato qui). Venerdì scorso in pompa magna a Roma prima presso il Domus Birrae e successivamente al Ma che siete venuti a fà, (recensione) con la presenza degli autori di maggior “peso” come Manuele Colonna, Andrea Turco, Kuaska (e in piccolo anche il sottoscritto). Il mio personale tour è poi proseguito alla Birroteca di Greve (la nostra recensione) dove s’è tenuta una splendida serata in compagnia di Michela e Piso, i due fantastici gestori che si son fatti in quattro (riuscendoci!) per rendere l’evento davvero speciale. Il magnifico buffet coll’indimenticabile cefalo sfumato di Orbetello, i crostini toscani e formaggi e salumi tipici e le buone Lilith (Bruton), Zona Cesarini (Toccalmatto), Odyessey, Amager IPA… slurp.

Dopo un giorno di pausa (il venerdì), si entra nella due giorni Modenese-Reggiana. Sabato sera presenti a Birreggio (prossimamente la nostra recensione completa) per la presentazione più “ufficiale”, domenica alle 19 presso il Goblet di Modena (recensione) e ieri sera all’Arrogant Pub di Scandiano (RE), dove abbiam trovato le solite spine clamorose più  la Three Floyds Behemoth (100-100 su ratebeer). Volevo solo sottolineare come ognuna delle tappe fatte finora (il mio tour si conclude qui, ma i ragazzi di Publigiovane continuano!) sia stata a suo modo speciale, e colgo la piccola occasione per ringraziare chi ha reso possibile la guida (che sta avendo un grande successo), chi mi ha accolto all’interno del gruppo, i favolosi (in ordine di data, eh!) Michela e Piso di Greve, Christian del Dickinson e l’organizzazione di Birreggio, Gabriele del Goblet e Alle dell’Arrogant Pub, che ci han tutti trattato da re e si son dati da fare per noi.

Infine, un ringraziamento alle persone con cui ho trascorso gli ultimi giorni, che anche se son lontane e ci son sempre troppe poche occasioni per vedersi (Alessio e Freddy) o li conosco da poco (Marco & Marco con le rispettive morose (eheheeh!!!) Germana & Claudia) si son dimostrate dei veri amici. Amici che, in fondo, son ben più importanti di una birra (ma di poco! :-) ) e che quando si trovano è giusto tenerseli stretti. Anche con un articolo autoreferenziale come questo. I lettori abituali mi perdoneranno, spero.

mattia

p.s. vabè dai, grazie anche a Silvia che mi sta sopportando anche troppo :-)

Guida Alle Birre d’Italia 2011 – Slow Food

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Category : Birra, Varie

E’ uscita la Guida Alle Birre d’Italia 2011 di Slow Food, pubblicazione abbastanza attesa fosse anche solo per cancellare il triste ricordo dell’edizione precedente, un libro con ottime promesse (il primo a voler fotografare nei dettagli il crescente movimento birrario italiano) ma con numerose pecche. Doveva essere la nostra prima recensione, quella dell’edizione precedente, ma decidemmo di soprassedere, non sapendo bene da che parte affrontare quel curioso volumetto. Già la presenza di pagine pubblicitarie in un libro (specie in una guida) mi risulta strana, ma almeno era un po’ meno fuorviante dell’insertino di una nota multinazionale presente sulla Guida Alle Birre del Mondo del compianto Michael Jackson, edita anch’essa da Slow Food.

Tra le tante perle, ricordo la totale assenza del Mosto Dolce (storico brewpub di Prato con almeno un paio di produzioni di tutto rispetto) e la presenza di nomi improbabili come il brianzolo Novecento. Difetti prontamente corretti nella nuova edizione della guida, che si concede il lusso di giocare d’anticipo inserendo birrifici in via di apertura come Extraomnes (di Luigi “Schigi” D’Amelio, letteralmente atteso al varco da un bel po’ di gente con cui ha avuto vivaci confronti in rete) ed Endorama (dell’amico Simone Casiraghi).

La vecchia guida ci diceva che le birre alla spina non meritavano giudizio né, quindi, apprezzamento. Criterio un po’ surreale, anche perché ci sono stili birrari che in bottiglia perdono tanto, se non tutto. Inoltre, ci sembrava un modo un po’ pigro e snob di liquidare i brewpub e le loro produzioni: difetto non ancora superato. Il giudizio sulle bottiglie invece vedeva un profluvio di capolavori da quattro e cinque stelle, e anche i grandi nomi dell’industria (trattati a parte nel finale) non avevano grosse difficoltà a raggiungere le due-tre stelle.

Questo, in passato. Guardiamo avanti, guardiamo al futuro, affidandoci alle stelle, appunto. Sembra esserci stata una discreta revisione in basso, con un generale abbassamento del voto che ha colpito quasi tutti.

Sul web, si è partiti dall’anteprima dell’ottimo Andrea Turco (che ha curato la parte dedicata alla birra in rete, e che ci ha segnalato: grazie) che anticipa la lista delle birre-capolavoro, quelle birre talmente buone da meritare il massimo punteggio possibile. Lista che ha destato polemiche fin dai primi commenti, con diversi lettori che contestavano l’una o l’altra birra, o facevano ironia sulle (legittime) perplessità di Paolo Polli. Ve la copiamo pari pari, per chi non avesse ancora avuto occasione di poterla apprezzare:

Chocarrubica - Grado Plato
Draco - Montegioco
Elixir - Baladin
Erika - Baladin
Filo Forte Oro – Birra Pasturana
Frakè - San Paolo
Ipè - San Paolo
Isaac - Baladin
Mama Kriek – Baladin
Martina - Pausa Cafè
Mummia - Montegioco
Nora - Baladin
Panada - Troll
Quarta Runa – Montegioco
Sticher - Grado Plato
Strada San Felice – Grado Plato
Tibir - Montegioco
Tosta - Pausa Cafè
Tosta Cuvée Acida – Pausa Cafè
Xyauyù - Baladin
Amber Shock – Birrificio Italiano
ArtigianAle - BI-DU
Ghisa - Lambrate
Nubia - Orso Verde
Porpora - Lambrate
Rodersch - BI-DU
Scires - Birrificio Italiano
Tipopils - Birrificio Italiano
Wabi - Orso Verde
Admiral - 32 Via dei Birrai
Extra Brune – Maltus Faber
Triple - Maltus Faber
BIA Golden Ale – Ducato
Divinatale - Torrechiara
Panil Enhanced Final – Torrechiara
Re Hop - Toccalmatto
Skizoid - Toccalmatto
Via Emilia – Ducato
Winterlude - Ducato
Contessa - Amiata
La 9 – L’Olmaia
Duchessa - Birra del Borgo
Enkyr - Birra del Borgo
Genziana - Birra del Borgo
Re Ale – Birra del Borgo
Reale Extra – Birra del Borgo
Re Porter – Birra del Borgo
Bianca Piperita – Opperbacco
Blanche du Valerie – Almond ‘22
10 e Lode – Opperbacco
Maxima - Almond ‘22
Noscia - Maltovivo
BB10 - Barley
BB Evò – Barley
Toccadibò - Barley

Questi dunque i capolavori dell’arte birraria italiana, curiosamente concentrati in pochissime regioni di produzione, tanto che uno potrebbe pensare che l’autore si sia lasciato un po’ trasportare dall’entusiasmo, o, come temiamo, dalle simpatie.

Altrove, invece, il neo-mastro birraio Schigi (vedi sopra) in veste di maestrina dalla penna rossa offre le sue cinque stelle e tira la riga su alcune produzioni e ne aggiunge altre, riuscendo nell’impresa quasi impossibile di aumentare le Baladin in lista, che assieme a Birra del Borgo occupano mezza lista delle eccellenze. Intendiamoci: a me, le birre del Borgo piacciono, specie alla spina. Della Genziana, provata in bottiglia un paio di volte, mi ha colpito la totale assenza dell’aromatizzazione promessa. Ma ammetto che un paio di assaggi non sono sufficienti a giudicare la complessità di una birra, e magari mi è capitata la bottiglia sfortunata. Lo stesso riesame me lo riservo per la collaborazione di lusso (con Sam Calagione della Dogfish Head) My Antonia, che almeno ha il pregio di spaccare gli appassionati tra chi la adora e chi no.

Da parte nostra, quello che notiamo è un grosso livellamento: una volta deciso che un birrificio fa roba buona, si sprecano le quattro stelle, con punte di cinque per le eccellenze e con un bel tre per le birre che a chi ha curato la guida non sono piaciute. Raramente (mai?) un birrificio “cinque stelle” si prende le due stelle per una produzione sballata, piuttosto si fa finta di nulla e si mette solo la schedina in breve senza valutazione, forse per non sporcare la scheda di qualche produttore più o meno intoccabile. A sentire i curatori, ogni birra valutata è stata assaggiata almeno tre volte. Io ho forti dubbi, specie per qualche “produzione speciale” che si è rivelata di difficile reperibilità pure nelle zone di produzione (un nome su tutti, per chi come me abita in Lombardia, può essere quello della Birra Madre di Menaresta, un frullato di lieviti impazziti di difficile valutazione: tre stelle).

A proposito di birre tre stelle: la mia più grande perplessità è proprio sulla presenza di moltissime birre liquidate con una breve scheda che riprende quasi calligraficamente la scheda del produttore e vengono liquidate con un giudizio medio senza troppi approfondimenti. Alcuni birrifici hanno una fila di stelle praticamente uguali per ogni birra prodotta, con una variabilità quasi assente. La sensazione è che le birre non siano state provate con la dovuta attenzione, perché la maggior parte dei birrifici ha un paio di prodotti di punta e un prodotto o due ai limiti della potabilità. Qui invece tutto è livellato sulla norma, come se al birrificio fosse stato assegnato un determinato punteggio e in base ad esso poi si fanno gli aggiustamenti del caso. Non si sa quindi se sarebbe utile pensare a un nuovo sistema di valutazione o se cancellare il sistema di stelle in tutto e per tutto.

Inoltre, quando leggo una guida birraria mi piace una certa personalità nelle scelte e anche nelle schede. Certo, c’è il rischio di sbagliare, di dire qualche fesseria, ma almeno si giustifica in qualche modo il proprio lavoro, o almeno si fa vedere che c’è un lavoro dietro. Fare il verso alla scheda del produttore, per quanto dettagliata possa essere, mi fa chiedere cosa una guida del genere aggiunga rispetto alla semplice lettura delle etichette, comodamente possibile sia nel proprio pub-beer shop di fiducia che, ancora più facilmente, sulle pagine web dei produttori stessi.

15 (quindici) euro sono tanti, per un libro con le inserzioni pubblicitarie. Inserzioni di prestigio, da un noto distributore di birra alla maggiore banca italiana, passando per il marchio più noto di caffè del Belpaese e il consorzio di una nota specialità casearia. Gente con i soldi, insomma, mica parliamo di una paginetta di qualche oscura associazione locale di appassionati.

Le cose più carine sono la breve scheda introduttiva al birrificio e la tabellina che in pochi simboli riassume le birre. Velo pietoso sulla chiocciolona Slow Food.

Giudizio finale? Compratelo se vi serve una sorta di elenco del telefono della birra italiana, con due linee guida su quello che va assolutamente evitato (birre da 1-2 stelle) e quello che andrebbe provato almeno una volta (birre dalle 3 stelle in su). A proposito, tra le birre da due stelle ci sono la Grigna, pils del Lariano, e la Dreher, che “colpisce per facilità di beva” (sic). Prosit?

Nuovo sito per Pintaperfetta

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Category : Varie

Cogliamo l’occasione del solstizio estivo per cambiare la grafica del sito, sperando di renderlo più accessibile e accattivante. Volevamo rilasciarlo oggi per festeggiare l’arrivo dell’estate, ma in effetti – almeno qui a Modena – siamo ben lontani dal suo arrivo. Per cui adesso non abbiamo un reale motivo per farlo, ma poi in fondo chi se ne importa… speriamo che vi piaccia e se trovate delle cose che non funzionano (può capitare nei primi giorni) vi preghiamo di segnalarcelo alla mail info@pintaperfetta.com

Grazie e buona navigazione!

EurHop!

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Category : Notizie in breve, PintaPerfetta, Varie

E’ un pò che aspettavo il momento di scrivere questo articolo. La sensazione è uguale a quella degli altri, probabilmente più quotati, autori, ma la gioia non è di certo inferiore, e ora lo si può annunciare: nasce finalmente EurHop!, la prima guida birraia d’Europa, tutta in italiano, che come le famose lonely planet vi porterà in giro per i vari paesi unendo la passione dei monumenti a quella per la birra.
E direte voi, perchè son così contento? Perchè nel piccolino ho dato un contributo anche io. In occasione dell’IBF di Roma e soprattutto dell’incontro con i birrai (di cui ho parlato qui), ho avuto la fortuna di conoscere due giovani editori di Roma, che con la loro Publigiovane stavano già da tempo sulle orme di questo progetto. Me l’han spiegato per bene e mi han chiesto di collaborare… per me era, come diciamo a Modena, “invitare un’oca a bere”.

Di articoli veri e propri ne ho scritti uno solo, quello su Cardiff, più qualche revisione qua e là, e la differenza con i miei colleghi, che han scritto molto più di me, è grande. Ma l’importante era riuscire ad entrare, anche solo all’ultimo istante, nel progetto, perchè, che venga bene o no (ma verrà bene, fidatevi!), che la guida sia apprezzata o no, questa resterà una piccola pietra miliare nel campo delle pubblicazioni birraie.

La guida, a cui hanno collaborato con grande impegno anche Manuele Colonna, Andrea Turco di “Cronache di birra“, Marco Manieri sulla parte turistica, Davide e Monica Bertinotti, Kuaska sulla parte riguardante l’Italia, Nicola Utzeri, Tomas Danko e Dave Szweikowsi (oltre al qui presente Mattia Simoni), sarà presentata il 20 Giugno ad Arcidosso (GR) e poi di nuovo il 29 Giugno a Roma. Nelle prime settimane di Luglio i ragazzi della Publigiovane guidati da Marco Carìa saranno impegnati in un tour de force per le provincie italiane nel progetto di promozione di EurHop!, quindi state attenti e seguite il sito ufficiale per vedere dove e quando la guida verrà presentata e quindi sarà messa in vendita. Le pagine saranno all’incirca 400, in formato classico da lonely planet, e il costo sarà di 20€.

I locali, così come i beershop, le enoteche e librerie che ne volessero fare richiesta per averla in conto-vendita, possono mandare una mail a noi di Pintaperfetta o al sito ufficiale www.eurhop.com. Fra qualche tempo sarà possibile acquistare EurHop! anche sul nostro sito.

Nel mio piccolo sono orgoglioso di aver partecipato alla stesura e ringrazio i ragazzi di Publigiovane che me ne han dato, a suo tempo, la possibilità.

mattia

Intervista esclusiva con Manuele Colonna

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Category : Interviste, Varie

Inauguriamo oggi una (si spera) lunga serie di interviste con i più stimati conoscitori del panorama italiano della birra artigianale. Iniziamo da Manuele Colonna, che abbiamo avuto la fortuna di incontrare a fine IBF Roma 2010, e che ringraziamo per la disponibilità.

Manuele Colonna è il gestore di tre locali a Roma (Ma che siete venuti a fà – votato Miglior Pub del Mondo nel 2009 -, Bir & Fud e il nuovo beershop Domus Birrae) e uno dei massimi conoscitori del mondo birrario italiano ed estero.

Parte I – 8 minuti

Parte II – 5 minuti

Lasciate, se volete, i vostri commenti qui sotto.

Mattia

La Grande Sete – Dickinson Pub

Category : Notizie in breve, Varie

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la locandina dell’evento che si terrà Sabato 3 Aprile 2010 presso il Dickinson Pub di Scandiano (RE). La manifestazione, con inizio alle 17.30, ha tutta l’idea di essere particolarmente interessante e soprattutto nuova (almeno per questi luoghi): ci saranno una quindicina abbondante di birre alla spina (al Dickinson son conosciuti per andare direttamente in Belgio e Germania a prendere i fusti e bypassare così gli importatori vari), e la cosa divertente è che ognuna sarà servita solo per mezz’ora! Ogni 30 minuti infatti si procede al cambio della birra e via, sotto con un altro bicchiere e un altro sapore!

Allego qui la preview della locandina, con orari e birre servite (c’è già la “scaletta”). Se ci cliccate sopra vi si aprirà in formato decisamente più leggibile. L’occasione pare buona, non lasciatevela scappare e se passate di lì e volete fare due chiacchiere, mi troverete di sicuro!

mattia

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La nostra idea sulle Birre di Natale 2009

Category : Birra, PintaPerfetta, Varie

Quello che avete iniziato a leggere è un articolo sulle Birre di Natale. Partiamo con una sorta di spiegazione-base.
Cosa sono le “Birre di Natale”? Sono produzioni speciali che i birrifici commercializzano circa tra metà Novembre e metà Gennaio. Alcune di queste produzioni hanno una storia e si sono evolute nel tempo, altre sono solo operazioni commerciali per vendere un prodotto in più, altre sono semplicemente troppo “nuove” per poterne dire granchè. Alcune Birre di Natale cambiano poi ricetta ogni anno, in minima parte o completamente, rendendo così un’annata completamente diversa da quella precedente o quella successiva. Tendenzialmente, anche se è una generalizzazione piuttosto forzata che però rende bene l’idea, le Birre di Natale sono principalmente ambrate o scure, dolciastre e speziate e un pò inflazionate per quello che riguarda il tasso alcolico.

Detto questo, iniziamo una breve carrellata-antologia delle produzioni migliori, curiose, più trovabili tra quelle che abbiamo assaggiato.
Cominciamo con una delle più famose “natalizie”, più per il nome che per la qualità: stiamo parlando della natalizia di casa Achouffe, la N’Ice Chouffe (provata alla spina), che si lascia bere se non avete troppe pretese di gusto, una rossa da 8%, con la pecca di non aver un gusto particolarmente persistente e risultare un pò annacquata. La sua versiona invecchiata di un anno (provata alla spina) risulta tuttavia eccessivamente alcolica, e sebbene il gusto ne possa appena guadagnare, la bevibilità cala notevolmente. Per quanto riguarda la bottiglia, il tasso alcolico è maggiore (ben 10%) e risulta facilmente stucchevole.
Restando in Belgio, una tra le nuove produzioni è la Kapittel Christmas, nel formato da 75cl. Il 2009 pare essere solo il secondo anno di produzione. Nel 2008 l’avevo trovata abbastanza scialba, senza particolari note positive nè carattere. Avendola potuta riprovare poche sere fa (bottiglia, 75cl), devo dire che non arriva all’eccellenza ma una sorta di sufficienza la conquista senza grossi problemi… probabilmente meglio della N’Ice.
Tra i marchi che stanno guadagnando popolarità in Italia in questi ultimi tempi, ho avuto un buon incontro gustativo con la Corsendonk Christmas (8.5%, bottiglia da 75cl), che rispetto alle due appena citate risulta essere decisamente più corposa ed equilibrata, e si lascia bere in modo piacevole. Una vera sorpresa – forse LA sorpresa dell’anno – riguarda la produzione natalizia della Trappe, la Isid’or (provata alla spina), che si distacca notevolmente dalle succitate invernali, piuttosto classiche. Il colore leggermente ambrato, la schiuma non troppo persistente anche se molto densa, e i mille profumi di spezie la rendono particolarmente beverina, e i suoi 7.5% non risultano essere esagerati – almeno per quanto riguarda le sensazioni delle mie papille gustative.
Attraversiamo per un attimo l’Oceano Atlantico e spostiamoci in California: è qui che viene prodotta un’eccellente Anchor Christmas (bottiglia 33cl), che come tutte le sue “sorelle” prodotte a San Francisco, è un’eccezione per quel che riguarda il tasso alcolico: con i suoi “soli” 5.5% è una delle invernali più leggere. Preparatevi però all’esplosione di gusto quando la sentirete: spezie, liquerizia, profumo di malto tostato per un’eccellente ambrata scura. Questa birra in linea di massima cambia più o meno radicalmente ricetta ogni anno, per cui probabilmente servirà un assaggio per produzione… mi sacrificherò volentieri :-)
Niente di speciale invece la K9 di Flying Dog (spina) che ai suoi 7% abbina un gusto non troppo forte, e si lascia dimenticare abbastanza in fretta.
Tornando in Belgio, ho assaggiato con piacere per l’ennesima volta la St. Feuillien, che di rado sbaglia una birra, e la loro Cuvèe de Noel (33cl, bottiglia) è semplicemente fantastica nonchè una delle più impegnative per quel che concerne tasso alcolico e gusto. Scrussima a prima vista, in realtà se messa controluce rivela un bellissimo colore rosso-rubino, ha una schiuma ben persistente e molto molto densa. La bevuta, come detto, è molto piacevole ma non facile: la birra, corposa ed equilibrata, ha i sentori della liquerizia e i suoi 9% si fanno sentire.
Tra le natalizie più acoliche, ricordiamo la produzione della De Dolle, la Stille Nacht (33cl, bottiglia) che con i suoi 12% risulta essere eccellente ma anche di difficilissima degustazione, non disconstandosi troppo dalle altre produzioni del birrificio di Esen (la piccola “punta” di acidulo è sempre presente). Particolarmente adatta all’invecchiamento, quest’estate al Kulminator di Anversa ne ho assaggiata una del 1999: il suo tasso alcolico era accentuato dai 10 anni trascorsi in bottiglia e faceva assomigliare la Stille Nacht ad un liquore.
Una delle birre che più escono dal contesto è la Père Noel della De Ranke (33cl, bottiglia) che, come le altre produzioni della casamadre, non solo non ha nulla di dolce, ma anzi è amara, molto luppolata e, gradazione di 7% a parte, per certi versi assomiglia molto alla sua sorella XX Bitter. Non male, anzi, ma niente di clamoroso, soprattutto se vi aspettate qualcosa di dolciastro.

Un vero classico del periodo natalizio, da ormai tanti anni, è la Gouden Carolus Christmas, dolce e fortemente speziata, straordinariamente piacevole e adatta ad accompagnarsi alle specialità natalizie di casa nostra, panettone in primis. Una birra che invece (fin dal nome) nasce come natalizia è la Avec Le Bons Voeux (letteralmente: con i migliori auguri) della Dupont, un birrificio belga che ci ha sempre conquistato. Tasso alcolico importante (9,5%), bilanciatissima ed estremamente piacevole, è però diventata da diversi anni una birra prodotta e venduta durante tutto l’anno.

Tra le meno interessanti (ma non sempre terribili) possiamo citare Gordon Xmas (che quest’anno ci è sembrata, almeno alla spina, in discreta ripresa) e Delirium Noel. Entrambe sono discreti prodotti che però non ci sentiamo di consigliare come “speciali”.

Il discorso cambia (relativamente), quando ci troviamo a parlare di birre natalizie nella nostra giovane (maltosamente parlando) Italia. Se è pur vero che la categoria “Birra di Natale” indica tutto e nulla, nel contesto locale questa variabilità aumenta in modo ancora più netto sia tra birra e birra, sia nella stessa birra tra un anno e il successivo.
Quest’anno nel mio personale taccuino del 2009 qualche assaggio da raccontare c’è pure, ovviamente senza avere la pretesa di citare le birre più buone o più rappresentative del nostro scenario, quindi introduciamo qualche nome per mettere un pò di ciccia al fuoco.
Il primo personale assaggio natalizio è stato la Babbo Bastardo prodotta dal lombardo birrificio Geco, birra dal nome clamoroso e caratterizzata da una speziatura con bacche di ginepro e pepe rosa. Purtroppo al palato la speziatura è difficilmente percettibile e il tutto affonda in un alcool fin troppo invadente. Discorso opposto per la natalizia del birrificio Inconsueto. Sgraziata e con un tenore alcolico veramente poco natalizio.

Ma non tutto è male, pur ammettendo che in Italia le natalizie realmente commoventi mancano ancora all’appello. Buona e ribevibile volentieri la Noel Du Sanglier , con piacevoli sapori di candito, dolce e un amaro ben bilanciato. Una spanna leggermente sotto la Natalizia di Maltus Faber, una “tripel” secca ma equilibrata e scorrevole al palato. In ultimo, l’assaggio più recente (è in questo momento nel mio bicchiere :-) ), la Natale 2009 del Orso Verde. Assaggio che conferma come il mio Orso preferito sia tornato nuovamente in sella dopo una natalizia 2008 finita nel lavandino (e qualche cotta sfortunata nel nuovo impianto). Birra robusta (l’alcool batte il suo conto), di colore ambrato carico e con sentori di anice. Promossa, pur senza essere clamorosa. Un pò come i miei italici assaggi 2009.

Dall’altra parte dell’oceano, ecco che cosa è arrivato sulla slitta quest’anno:

Decisamente inconsueta, visto lo stile, tutti gli anni fa la sua comparsa la Bells Winter White: una bianca sullo stile belga, con frumento americano e lieviti Hefe mescolati con lieviti belga. Nonostante non sia un fan delle witbier, devo ammettere che questa è piuttosto ben fatta, molto beverina; quantomeno rappresenta una variazione alle alcooliche birre invernali che si trovano di solito.
Infatti, per non smentirsi la Bells propone anche, nel periodo invernale, il devastante Expedition Stout: un concentrato di malti e luppoli per un Imperial Stout di prima qualità. Il malto tostato la fa da padrone, con un potente aroma di caffè, frutti scuri, cioccolato e un sentore di spezie (vaniglia). Denso, densissimo, cremoso e poco carbonato, è in assoluto un piacevole colpo di grazia. Consigliato a fine serata.
Sempre nel periodo invernale, poco prima di Natale, arriva, attesa come i dolci della befana dai bambini che sanno di essere stati buoni, la Brooklyn Black Chocolate Stout. Un’esplosione di gusto che non mancherà di invadere il vostro palato, se avrete occasione di bere questo capolavoro: colore intenso, corpo potente di malto con un deciso sapore di cioccolato, non troppo dolce, finale ben bilanciato dal luppolo. Ottimo candidato anche per l’invecchiamento – da non perdere.
Ci offre qualcosa di natalizio anche la Rogue: la sua Santa’s Private Reserve è un amber ale prodotto con molti luppoli, carbonazione vivace, malti leggermente aromatici, un tocco di spezie, e amaro luppolato finale. Non una delle mie preferite, ma ben fatta.
Smuttynose produce un ben più modesto Winter Ale, disponibile di solito da fine Ottobre a Gennaio. Corposo, sullo stile di una Dubbel belga, ma mi convince poco – come molte delle produzione americane fatte sullo stile europeo. Leggermente speziato, non troppo alcoolico, passa piuttosto inosservato.
Great Divide si getta invece su un old ale, con il suo ormai tradizionale Hibernation Ale natalizio: invecchiato almeno tre mesi prima di essere distribuito, inizia con malto prepotente, noci, abbastanza dolce; finisce più acidulo, con alcool ben presente, adatto a riscaldare le notti invernali. Può essere ulteriormente lasciato in cantina per intensificare il già complesso profilo.
Infine, personalmente considero natalizia anche la Stone Double Bastard: disponibile per poco tutti gli anni a partire da Novembre, è in tutto e per tutto una versione “incattivita” dell’Arrogant Bastard ale, con tutto ciò che questo comporta. Un Ale americano potente, opaca, con un corpo deciso di malto che viene presto annichilito dal luppolo. Estrema sotto ogni punto di vista, eppure piacevole. Un bel regalo di Natale.

Mattia (Belgio&Usa)
Davide (Italia)
Giacomo (Usa)

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Villaggio della Birra, Septemberfest (due, addirittura!), Bocktoberfest…

Category : Birra, Eventi, Notizie in breve, Varie

Qualche segnalazione e suggerimento per le prossime settimane.

Partiamo dalla più importante per gli appassionati di birra artigianale italiana e belga. Il prossimo weekend (sabato 5 e domenica 6, per la precisione) a Bibiano, ridente frazione sulle colline sopra Buonconvento (SI), si terrà l’edizione 2009 del Villaggio della Birra. Sarà presente il “solito” Kuaska (Lorenzo Dabove), e sarà accompagnato da due ospiti d’eccezione: il canadese Mike Tessier e l’inglese Tim Webb, autore della Good Beer Guide To Belgium, il testo di riferimento mondiale per ogni appassionato di birra belga. Per l’occasione presenterà l’edizione 2009 (uscita a inizio estate per la CAMRA) e sarà coprotagonista di alcuni laboratori di degustazione con Kuaska.

Tra le case produttrici belghe presenti ci saranno De Dolle, De Ranke e Rulles, oltre a un “Lambic Corner” dedicato alle acide, mentre le italiane saranno quattro: Baladin, Barley, Maltus Faber e Olmaia.

Io e Gabriele saremo presenti e vi sapremo raccontare la nostra esperienza nel corso della prossima settimana. Maggiori informazioni le trovate sul sito ufficiale.

Un altro appuntamento interessante, se vi trovate nel Mantovano, può essere la Septemberfest 2009 organizzata a Curtatone (MN) da venerdì 4 a domenica 6 settembre. Più che le proposte musicali (abbastanza dozzinali e paragonabili a una qualsiasi festa della birra della val padana) è interessante la proposta birraria, che riunirà diversi birrifici artigianali “della zona”: BABB, BirrOne, Corte Pilone, Ducato, Renazzese, Statale 9 e Toccalmatto. Se capitate da quelle parti, fateci sapere com’è andata.

Sempre parlando di Septemberfest, non si può non citare l’originale: a Carrara, in virtù del gemellaggio con Ingolstadt (città della Baviera nota soprattutto per ospitare la sede della Audi), si svolge da una trentina d’anni una Septemberfest davvero con i fiocchi.

Da venerdì 4 parte anche la prima Bocktoberfest del Bock Ale di Macherio (nella neonata provincia di Monza e Brianza). Menù speciale bavarese, e linee di spina dedicate con le versioni “Oktoberfest” di HB, Spaten, Augustiner, Lowenbrau e altre ancora…

Addio pinta di vetro?

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Category : Notizie in breve, Varie

L’allarme, per fortuna di noi italiani, pare limitato ai cittadini di sua maestà Elisabetta II. Per farla breve, dato che gli inglesi al terzo gallone diventano nostalgici e ci può scappare la rissa (citazione obbligatoria), pare che si stia pensando di eliminare la classica pinta in vetro per sostituirla con materiali meno dannosi (magari il plasticone dell’Ikea e di alcune feste all’aperto, che può essere anche vagamente “stiloso”, ma in quanto a gusto….), come se i veri colpevoli delle risse fossero i bicchieri e non chi li ha in mano.

La notizia è rimbalzata sui principali siti italiani (Corriere e Repubblica, tra gli altri) e di bocca in bocca tra gli appassionati di birra. Noi avevamo in programma un sentito “J’accuse” in difesa della pinta perfetta, vale a dire quella in vetro, ma siamo stati preceduti dall’ottimo Andrea Turco sul suo sito Cronache Di Birra.

Le nostre perplessità su un’iniziativa di questo genere sono le stesse: puoi anche affidare lo studio alle migliori menti, ma se ti tocca scartare tutti i materiali più indicati (vetro, metalli, coccio) restano solo plastica e derivati. Con buona pace della tradizione, del gusto e di tutti i normali consumatori di pinta che verranno brutalizzati da questa decisione. Personalmente troviamo agghiacciante l’idea di bere una Real Ale (le birre simbolo del Regno Unito) in bicchiere di plastica.