Secondo compleanno per la Birroteca di Greve (FI)

Category : Eventi, Notizie in breve

Sabato 25 e domenica 26 giugno 2011, la Birroteca di Greve in Chianti (FI) festeggia il suo secondo compleanno con una serie di iniziative speciali: questo l’articolo sul locale, scritto dopo solo qualche settimana di apertura. Si parte sabato con una cena messicana a prezzo fisso (15 euro, birra esclusa).

Sabato e domenica saranno presenti le produzioni di Toccalmatto (e il birraio Alessio “Allo” Gatti) da Fidenza, vale a dire Ambrosia, Sibilla, Fumè du Sanglier, Re Hop, Surfing hop, Grooving Hop (fresca di restyling nella luppolatura) e Stray Dog (a pompa). Domenica ci sarà un concorso di homebrewing organizzato dall’associazione Pinta Medicea (sito), oltre che un cask speciale di Zona Cesarini con dry hopping (provata in crociera, imperdibile). Altra birra ospite la favolosa Madamin di Loverbeer.

Altre chicche e avvenimenti della domenica (dal sito della birroteca):

·      Mostra di collezionismo birraio organizzato dall’Ass. Il Barattolo

·      Mongol Rally : l’ultimo scatto prima della partenza

·      Street-food: ospite Il Nerbone di Greve con i suoi panini al Lampredotto ed al Lesso

·      h. 18 FREE-BUFFET fino ad esaurimento

La posizione ufficiale di BrewDog circa l’Arrogant Dog

14

Category : Notizie in breve

Riguardo a quello che è successo negli ultimi giorni sulla vicenda Arrogant Dog, abbiamo avuto la risposta ufficiale di BrewDog, da parte di James Watt, e per dare modo a tutti di leggerla con facilità, la pubblichiamo come articolo e con la traduzione in italiano (a cura di Alessio).

All our normal beers, Punk IPA, Trashy Blonde and Hardcore IPA have been dialled in and perfected over the course of 6-7 years from our home brewing days. The mistake on this one was to try and make a beer only once and then ship it. Even though it was a customer request this is not something we should have done as to get any beer right, requires multiple batches.

Furthermore the idea behind the beer was all wrong. The brief we were working to was make Trashy Blonde hoppier with more hops, namely Bramling Cross as a dry hop. However, normal Trashy Blonde is definitely as bitter and as hoppy as you can make a 4.1% beer and still retain balance. So by adding more hops we were not going to improve the beer. Furthermore we choose completely the wrong hops. We used Bramling Cross as the added dry hop for Arrogant Dog, which are polar opposite to the Amarillo and Moteoeka we use in the kettle. Not only did the dry hopping cancel out the awesome fruitiness of the normal hops, Bramling Cross is a poor dry hop as it imparts little aroma. Consequently we had to dry hop it really hard to try and get any pick up meaning the hops were probably in the beer too long giving dirty spicy notes.

The end result was a dirty, sulphury 4.1% ale with ineffective dry hops cancelling out the normally great kettle hops and leaving a mess of a beer.

The beer was packaged while I was away on business. As soon as I tasted it I agreed to replace it with other beers. It is not a reflection of the type of beers we like to make.

When you push the boundaries you can’t get it right every time, and we are happy to accept responsibility when it does not work.

The lesson we have learned here is to think more closely about beer ideas and recipe concepts and also not to agree to make one off special beers, we need to perfect them first!

Sorry to anyone who tasted this beer and did not like it. The bottles will be replaced. Chill out with a Punk IPA or 5am Saint. We make some pretty cool beers too!

James

Ed ecco qua la traduzione in italiano:

Tutte le nostre birre normali, come la Punk IPA, la Trashy Blonde o la Hardcore IPA sono state inventate e perfezionate nel corso di 6-7 anni circa da quando eravamo homebrewer a oggi. L’errore su questa (la Arrogant Dog, nrd) è stato di provare a fare una birra solo una volta per spedirla. Anche se questa era la richiesta del nostro cliente non è un qualcosa che avremmo dovuto fare, dato che fare una qualsiasi birra come si deve richiede numerosi lotti.

Inoltre l’idea dietro questa birra era completamente sbagliata. La direttiva su cui stavamo lavorando era di fare una Trashy Blonde ancora più luppolata con aggiunta di luppoli, in particolare di Bramling Cross come dry hopping. Tuttavia, la normale Trashy Blonde è decisamente amara e luppolata, ai limiti di quanto si possa fare una birra da 4,1% alc. e riuscire a mantenere un equilibrio. Quindi aggiungendo luppolo non stavamo migliorando la birra. Inoltre abbiamo scelto dei luppoli completamente sbagliati. Abbiamo usato Bramling Cross come luppolo da dry hopping per la Arrogant Dog, un luppolo che è l’esatto contrario rispetto ad Amarillo e Motoeka che usiamo in bollitura. Non solo il dry hoppinh ha cancellato le fantastiche note fruttate dei luppoli di base, ma il Bramling Cross è un luppolo qualitativamente povero per il dry hopping dato che dà davvero poco aroma. Di conseguenza abbiamo dovuto are un dry hopping estremamente intenso per provare a dargli un qualsiasi sapore, nel senso che i luppoli sono stati probabilmente troppo a lungo nella birra e hanno dato delle note sporche di speziatura.

Il risultato finale è una ale sporca, solforosa da 4,1% con un dry hopping inefficace che cancella la ottima luppolatura abituale ottenuta in bollitura lasciando una birra disastrata.

La birra è stata confezionata mentre ero in viaggio di lavoro. Appena l’ho provata ho concordato nel sostituirla con altre birre. Non è certo l’immagine del tipo di birra che ci piace fare.

Quando spingi oltre i confini non può andarti bene sempre, e siamo felici di accettare le nostre responsabilità quando qualcosa non va per il verso giusto.

La lezione che abbiamo imparato questa volta è di pensare con maggiore attenzione a idee e ricette per nuove birre e inoltre di non accettare incarichi di cotte speciali di questo tipo, abbiamo prima bisogno di perfezionarle!

Ci spiace per chiunque abbia assaggiato questa birra e non gli sia piaciuta. Le bottiglie saranno sostituite. Rinfrescatevi con una Punk IPA o una 5AM Saint. Facciamo anche delle birre mica male!

James

C’è del marcio in Scozia?

96

Category : Notizie in breve

Non è certo bello quando si ha a che fare con qualcuno di poco preciso, ma di peggio forse c’è solo il fatto di essere delusi per la prima volta da qualcuno di insospettabile. Sia personalmente che nelle varie chiacchiere degli ultimi anni, non avevo mai – mai – sentito parlare davvero male di BrewDog, anche quando le iniziative erano discutibili (dalla birra più alcolica agli scoiattoli) o le produzioni non troppo esaltanti. C’era sempre un po’ di rispetto in più per qualcuno che ha sempre fatto le cose di “testa sua” e che ha avuto molto successo in pochissimo tempo.

Stavolta però la questione è diversa, e mi pare giusto, sentita anche la persona in questione, esporre la situazione. L’antefatto è questo: Alle dell’Arrogant Pub di Scandiano (RE) come sapete ha, assieme ad altri 5 publican, organizzato e soprattutto ospitato lo United Indipubs tra fine Aprile e inizio Maggio. Al festival era annunciata la presenza di una birra che Alle s’era fatto fare apposta proprio da BrewDog: l’ordine era di una cotta intera (circa 1700 litri), con indicazioni “una Trashy Blonde più luppolata, possibilmente con dry hopping di Citra”. Subito dopo, la scelta è stata modificata, niente più citra ma Bramling Cross.
L’ordine, che doveva essere consegnato in tempo per lo stoccaggio pre-Indipub, consisteva in circa 700 bottiglie e 50 fusti: tenetevi bene a mente questi numeri.

Passano i giorni, e nessuno si fa sentire da BrewDog. L’Indipub si avvicina, e niente. Ormai è impossibile stoccare la birra per la festa e così Alle decide di togliere la line-up scozzese e sostituirla con le birre di Toccalmatto. Gira voce, confermata dallo stesso Alle, che James Watt sarebbe stato al festival: non verrà. L’Indipub è un successone in ogni caso, però il mistero della birra, battezzata Arrogant Dog, si infittisce.

La settimana scorsa, gira voce che la birra sia arrivata dall’importatore a Ferrara (Ales & Co.), che chiama Alle per trasportarla al pub. Martedì 31 Maggio, pomeriggio, ricevo la telefonata di Alle che mi dice di aver assaggiato l’Arrogant Dog e di esserne rimasto molto deluso, quindi mi invita per mercoledì sera a fare un salto al locale e provarla.

Allora. Partiamo con le cifre. Le bottiglie sono qualcosa come 1700, mille in più del richiesto, e i fusti 20 in meno (30 invece di 50), e vabè, passi. Passi anche del ritardo di un mese, un po’ cialtrona come cosa, però si può anche chiudere un mezzo occhio (danno del festival a parte).

Il problema fondamentale è un altro: la birra stessa. Che è palesemente qualcosa di diverso da quello richiesto, partendo dal fatto che trattasi di bassa fermentazione, e non alta. Questo a detta di tutti i presenti e dell’importatore stesso. Facendo due conti, quale è l’unica birra a bassa fermentazione fatta da BrewDog? La 77 Lager. Facendo una prova, le due birre sono diversissime, quindi non c’è possibilità di sbaglio. L’Arrogant Dog risulta dolcina, maltosa come una tedesca, praticamente priva di aroma e profumi di luppolo, il dry hopping poi non lo prendiamo nemmeno in considerazione. Non cattiva, eh, ma piatta, scialbetta, senza carattere. Insomma, un’altra cosa non solo dalla birre d’origine, non solo dalla birra richiesta, ma anche da tutte le altre produzioni di casa.

Il mistero diventa ancora più grosso quando, continuando ad aprire cartoni e ad assaggiare da diverse bottiglie e successivamente anche in fusto, diverse persone cominciano a parlare di diverse birre. Diverse non nel piacere, ma nella composizione. La situazione attuale è che i fusti aperti e qualche bottiglia sono una versione molto blanda di Trashy Blonde, diciamo la birra richiesta venuta decisamente meno profumata – ma almeno trattasi di alta fermentazione. Alle l’ha battezzata come una pale ale molto pale. Tutto il resto di bottiglie invece è come quella che ho assaggiato io. Quella imbottigliata può essere una “doppia birra” anziché una sola? Le due tipologie, a detta di tutti quanti, son davvero troppo diverse per poter essere confuse…

Tutte queste cose fanno un po’ pensare, e non solo a me qualche pensieraccio è venuto, ma siccome non voglio prendermi delle querele, lascio a voi le supposizioni…

Da quando è avvenuto il fatto, Alle ha cercato di contattare BewDog per avere risposte in merito, ma nessuno ha mai risposto. L’ordine è stato fatto tramite mail, tutto scritto nero su bianco quindi sono impossibili incomprensioni dovute alla lingua. Incomprensioni che invece non ci son state per il saldo del pagamento, che è avvenuto come richiesto.

Un brutto episodio che mette un po’ in guardia su tanti aspetti: anche i più grandi e grossi sbagliano, e qui pare che lo sbaglio non sia cosa da poco e nemmeno una cavolata fatta sovrapensiero; farsi fare la birra da altri senza poterla controllare è un bel rischio, vuoi perché fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, ma la cura che un birraio mette nelle proprie produzioni non la metterà mai per i prodotti di qualcun altro.

Qui potete leggere la risposta ufficiale di James Watt, patron di BrewDog.

Mattia – Alle

p.s. per la precisione, l’articolo è stato scritto da me e riveduto da Alle, per poterlo firmare assieme.

Nuovo impianto (o quasi) in casa Toccalmatto

27

Category : Notizie in breve, PintaPerfetta

Fervono i lavori in casa Toccalmatto: settimana scorsa sono arrivati i nuovi “pezzi di impianto” che permetteranno di aumentare sensibilmente i volumi di produzione, ma senza far il salto nel buio qualitativo che spesso si verifica quando si cambia l’intero impianto di produzione passando da dimensioni modeste a impianti di medie o grosse dimensioni.

In questo caso, si tratta di quattro nuovi pezzi, un “pentolone” di bollitura di dimensioni ragguardevoli, un mixer e due fermentatori da 1750L che vanno così ad aggiungersi all’impianto già presente.

Il birrificio, che aveva chiuso il primo anno di attività con una produzione di circa 400 hl e il secondo con un ottimo 700 hl, avrà così la possibilità di poter aumentare la produzione fino a raggiungere i circa 1500 hl annuali.

Questo permetterà di poter aumentare progressivamente la produzione fino a portarla a circa il doppio di quella attuale, permettendo così di dissetare molti più palati e di raggiungere, in futuro, anche gli obiettivi di esportazione che sono nelle corde del birrificio.

Questa ci mancava: la Birra da Design

7

Category : Notizie in breve

Che il mercato della birra artigianale sia in crescita è fuori di dubbio. Che anche i cosiddetti media lo stiano capendo e cavalchino l’onda con pubblicazioni, articoli, filmati… pure. Che poi il 95% di questi sia di un livello imbarazzante, lo sappiamo.

Ormai la birra fa moda, probabilmente più del vino (a 7 euro il quarto di bicchiere) e dei cocktail (a 12 euro), in alcune zone di sicuro. Ma quello che ho visto io  racchiude un po’ tutti gli aspetti grotteschi di superficialità, di moda eccetera.
L’altra sera, uscito dal ristorante argentino, passo davanti ad un noto negozio di design – che, diciamolo, ha cose splendide a prezzi disumani – e mi imbatto in una pila di scatole arancioni con scritto “birra artigianale”.

Non ho potuto esimermi dallo scattare un paio di foto con il cellulare, come potete vedere qui sotto. Ma perchè la birra da design? Ma cosa diavolo serve? Al di là di quello, da notare la bottiglia trasparente (orrore!!!) a mo’ di Corona e Adelscott, la dicitura “Bionda” e “Rossa”, che come noto vogliono dire davvero tutto di una birra (….), il motto “va come una viola” (???)…
Por que, por que, por que? (cit.) Ma è davvero necessario che qualche gonzo ci caschi e paghi una fortuna per acqua sporca furbescamente inscatolata? Ma è necessario che un (bel) negozio da design si metta a vendere sta roba qua?

Soprattutto, chi la produce?
Purtroppo, non ho idea del prezzo, in vetrina era l’unica voce che mancava, ma se dovessero metterlo fuori, riaggionerò. Però mi stupirei se costasse meno di 20 euro.

mattia

Bus Attitude?

Category : Notizie in breve

Tra le nuove stravaganti e spesso azzeccate idee di Lorenzo Bottoni e di Bad Attitude, vi segnaliamo quella che c’è giunta all’orecchio questa settimana. Il birrificio ha comprato un pulmino volkswagen, quello tipico anni ’70 da “figli dei fiori“, o come viene chiamato in una puntata dei Simpson, il “cucca-mobile“.
Bene, il mezzo verrà trasformato il pub viaggiante, con banchettino spine portatile, a mo’ di veicolo pubblicitario. Proprio per questo motivo, Bad Attitude ha bisogno di chiunque di voi abbia a cuore l’arte e la grafica, ne sia appassionato o sia dotato di buone mani e creatività. Come spiegato meglio e dettagliatamente nel file allegato qui sotto, è stato indetto un bando per dipingere/illustrare il pulmino secondo le vostre idee: come fare? Basta seguire le istruzioni!

Ecco qua il bando!

Mi raccomando, quindi, fuori le idee!

mattia

Pieno sostegno a Jurij Ferri di Almond ’22

3

Category : Notizie in breve

Sostengo, a nome personale prima e del blog dopo, piena solidarietà a Jurij Ferri, mastro birraio di Birra Almond ’22 di Spoltore (PE), che nei giorni scorsi è stato vittima di una salata multa da parte dell’autorità competente (Ministero dell’Agricoltura) per aver oltraggiosamente inserito in etichetta la voce “Birra Artigianale“.
Secondo le autorità, questa dicitura non è prevista dalla legge, e a Jurij è stato in qualche modo “consigliato” di cambiarla nell più semplice “birra”. La legge applicata, come si può vedere dalla bacheca di facebook, è del 1962.

Curioso che l’attività di Jurij sia stata inquadrata come “artigiana” in camera di commercio e poi venga multata per aver prodotto qualcosa di artigianale… chi l’avrebbe mai detto!

Insomma, pare che da adesso in poi non esista modo per differenziare la dicitura in etichetta tra una orrenda e industriale (nonchè di proprietà estera) Birra Moretti e una piccola impresa locale e ARTIGIANA che fa prodotti di qualità.

Io vedo questo solo come uno dei tanti passi che le multinazionali del settore, assieme alla politica, hanno cominciato a fare e faranno nei prossimi tempi per sbarazzarsi della piccola e aggressiva fetta di mercato costituita dalla gente che vuole bere bene e con responsabilità: i primi vogliono la quantità e non la qualità, i secondi far applicare pene sempre più severe per tenere a bada la fetta di popolazione che corrisponde alla casalinga di Voghera.

Speriamo che la vicenda abbia una repentina svolta e che si possa tornare a qualcosa di sensato. Lunga, lunghissima vita alla birra ARTIGIANALE.

mattia

Chi mi sa dire che birra è?

21

Category : Notizie in breve

Chiunque di voi riesca a dirmi di che birra si sta parlando qui sotto, vince un giro allo United Indipubs al banchetto dell’Arrogant, offerto da me, in persona. La descrizione è quella della casa madre.
Sarebbe buona cosa non usare Google nè partecipare se si conosce già la risposta!

Schiuma bianca e compatta, fine e abbastanza persistente, si presenta subito con profumi di cereali, alcune evidenti note di crosta di pane e una delicata sottolineatura floreale e fruttata mantenuta piacevole dall’apporto aromatico del luppolo che le conferisce la complessiva piacevolezza. Al gusto questa birra di bassa fermentazione si conferma per equilibrio e corpo leggero, molto scorrevole e con un finale moderatamente luppolato che invoglia subito il secondo sorso. Questi requisiti fanno di *** una birra eclettica nel senso che si presta all’aperitivo o alla pausa di metà pomeriggio. Si beve da sola o con qualche appetizer, ma sa reggere bene il confronto pure con piatti leggeri a base di carni bianche o con formaggi morbidi e delicati.

Parrebbe buona, no?

Prima grande conferma allo United Indipubs

Category : Eventi, Notizie in breve

Dopo quella già annunciata di Coline Valentine, presidente del Camra, arriva la prima delle varie conferme di presenza allo United Indipubs Beer Festival, e come promesso ve la sveliamo non appena l’abbiamo saputa: sabato 30 Aprile sarà della manifestazione nientemeno che James Watt, che assieme a Martin Dickie è il fondatore di BrewDog. Proprio da BrewDog verrà una delle tre creazioni appositamente brassate per l’Arrogant Pub, e si chiamerà Arrogant Dog (le altre due provengono dal Birrificio Lambrate di Milano e dal Birrificio Dada di Correggio).
Vi terremo informati sulle prossime news!

mattia

Nuova fabbrica per la Revolution Brewing di Chicago

1

Category : Notizie in breve

La scena birraria di Chicago non conosce soste. Se da una parte la Anheuser-Busch InBev si è dedicata all’ennesima acquisizione mettendo le mani sulla Goose Island, scatenando commenti che oscillano tra il preoccupato e l’indignato nella community del web, dall’altra la Revolution Brewing (visitata poco tempo fa da Giacomo e Mattia) si attrezza per crescere, annunciando la costruzione di un impianto di produzione di circa 10.000 metri quadri, con laboratorio e taproom interna di circa 1.000 metri quadri.

Le ambizioni dichiarate di Josh Deth (che non fa mistero di seguire il modello di crescita della Goose Island) di diventare il nuovo birrificio cittadino di Chicago trovano quindi nuova forza produttiva che porterà il birrificio anche alla produzione e distribuzione di lattine e bottiglie che, almeno per il primo periodo, saranno destinate esclusivamente alla zona di Chicago.

Per maggiori informazioni, l’articolo del Chicago Tribune (in inglese, ovviamente).