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Beerquake, un successone

Category : Eventi, Festival

Nessuno poteva aspettarsi un successo di queste dimensioni: anche il più ottimista ha sbarrato gli occhi davanti alla fila di persone che sabato, fin dal primo pomeriggio, si è ritrovata al festival.
Nel giro di poche ore, stands e cucina son stati presi d’assalto da affamati e assetati, e già verso le 23.30 si è cominciato a capire che i numeri previsti erano stati sottostimati. Tra mezzanotte e l’1 cominciano a finire i bicchieri e gli stands finiscono i fusti – dove son stato io son andati via 7 fusti e 394 gettoni.
A quel punto ci si butta sul whisky di Angel’s Share e sul rum di Isla de Rum… la notte è ancora giovane.
Domenica mattina si riorganizza tutto in fretta per poter essere pronti dalle 15. Non c’è la ressa del sabato, ma anche il pomeriggio festivo non delude. Finiscono fusti su fusti, la stanchezza comincia anche a farsi sentire e verso le 23 abbondanti si inizia a smontare.
Adesso la decisione da prendere è quella di scegliere quando rifarlo, e non “se”. In fondo questo è stato l’anno zero e si puó migliorare ancora, anche se non sarà facile ripetere una serata che rimarrà, per tanti motivi, storica.
Un immenso grazie infine a tutti quelli che hanno aiutato a raccogliere i fondi per beneficienza, o montando e smontando, o spinando, cucinando, servendo o pulendo, suonando, facendo volantinaggio, per la quantità di tempo disponibile e le proprie capacità: un lavoro di squadra ben fatto che dimostra ancora una volta quanto noi emiliani quando c’è da remare tutti assieme per uno scopo comune, non ci tiriamo certo indietro.
Peró mi sento di fare un nome solo, perchè nel farne di più mi scorderei sicuramente di qualcuno importante. Il ringraziamento più grande è per il padrone di casa Alberto: senza di lui tutto ció sarebbe stato difficile se non impossibile.
Per trasparenza, l’incasso è stato di € 9780 – di cui 6640€ il sabato e 3140€ la domenica.
Viva Beerquake!

mat

BeerQuake Beer Festival

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Category : Festival

Subito le info importanti:
QUANDO
4-5 Maggio 2013

ORARI
Sabato 4 maggio dalle 16:00 all’01:00
Domenica 5 maggio dalle 15:00 alle 24:00

DOVE
La manifestazione si terrà all’interno della Sala Polivalente di Castelnuovo Rangone in via Ciro Bisi, 2 nelle adiacenze della Zona Sportiva.

CONTATTI ED INFO
beerquakefestival.blogspot.it
beerquakefestival@gmail.com
la pagina dell’evento su Facebook

Proveremo, assieme a tutti gli amici e associazioni come
La Grande Schiuma – Castelnuovo Rangone, Carboneria Reggiana – Reggio Emilia, Birra Divin Piacere – Crespellano, Circolo del Luppolo – Mantova, Brewlab – Bologna, assieme a So.Li.Dò che curerà la parte mangereccia, assieme ad Angel’s Share che curerà lo spirit corner e una degustazione di whiskies, assieme alla musica dei Simspong, dei Betelgeuse e de Gli elementi, e lo staff di Radio 5.9
a organizzare questa cosa con incasso interamente devoluto a fini benefici con l’intero ricavato verrà destinato a progetti di ricostruzione sul territorio dei comuni di Medolla e San Possidonio. Sul blog vi informeremo poi su cifre e progetti precisi.
Per ora stiam vedendo quali birre portare, saranno 15 spine in contemporanea, e tutte a rotazione.
L’ingresso sarà a 5€ ma vi darà in cambio un bicchiere (pinta) in vetro che sarà VOSTRO e la prima birra da 0.3.
Per le successive, o per gli assaggi di whisky e rhum/ron, un gettone varrà un assaggio, e un gettone costerà 3€.

Dateci una mano ad aiutare chi ha avuto più sfortuna di noi. In fondo pensate che potete fare del bene bevendo birra… meglio di così è impossibile :)
Nei prossimi giorni arriveranno ulteriori info. Se cliccate sulla locandina, ne avrete una visione decisamente più confortevole.

mat

IBF Milano 2012

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Category : Festival

Dieci righe per dirvi le mie impressioni. Non voglio fare un articolo, ne potete leggere diecimila in giro.

  • Bella la location, l’unica è che quando è arrivata la folla siamo scappati, non si girava più: era previsto di andare via verso le 18, e per fortuna che ce la siamo giocata così. Davvero sempre piacevole scambiare idee, opinioni e ovviamente idiozie con gente conosciuta e non. L’organizzazione in sè è sempre ottima, grazie a Paolo Polli e l’ADB, e il riscontro di presenze l’ha ben sottolineato.
  • S’è fatta sentire la mancanza degli spull-boy. Il megalavandino dove lavare (e buttare, in alcuni casi) era a fianco dell’entrata, e quando s’è creata coda per cassa e gettoni, era davvero arduo farsi largo per arrivarci.
  • Bene le birre di casa del BQ, fatte dal nostro amico Davide. Pulite, semplici, corrette, in stile, piacevoli.
  • Il birrificio del momento, mi ripeto e mi ripeterò a morte, è BrewFist. I ragazzi l’han vista lunga e bene, hanno prodotti davvero eccellenti con packaging aggressivo e sono lì per aprire Terminal 1, il loro primo brewpub, a fianco del birrificio stesso. Io non posso che fargli i miei complimenti e  i migliori auguri.
  • Ho trovato una buona batteria di birre scure / stout / porter a sto giro: molto bene la Pecora Nera di Geco, la X-Ray di BrewFist, la Camoz di Via Priula, la Onice di Bauscia, la Dark Metal di Elav e la B Space Invaders di Toccalmatto. Non ho assaggiato la Nubia di Orso Verde che rimane una delle mie preferite, preferendo cercare qualcosa di nuovo.
  • La Tainted Love (collaborazione tra Extraomnes e Toccalmatto) mi è piaciuta ma non è la “mia” birra, farei fatica a berne più di un bicchiere. Mi han detto molto bene della Zest, che purtroppo mi son dimenticato di assaggiare.
  • Continua a non convincermi la Rodersch, assaggiata sabato pomeriggio verso le 17, aveva al naso e in bocca un saporaccio di formaggio/diacetile. A detta di molti amici e conoscenti del mondo della birra, non era a posto, qualcuno (io, tra gli altri) diceva anche “andata”. Immagino che quella portata al concorso, avendo vinto nella categoria kolsch, sia stata un’altra cotta. Facendola assaggiare a Tyrser, lui ha trovato che fosse in forma. E dire che una volta la Rodersch era una delle migliori tre birre italiane…
  • Tra le altre, bene la Loertis di Via Priula, la Backdoor Bitter con randall di Citra, bene la Caterpillar di BrewFist. Passabile (a me pareva un po’ troppo stucchevole ma ad altri è piaciuta) la Affumicata di Sguaraunda, non nelle mie corde (pur rimanendo fatta come si comanda) LA30 di Bauscia. Qualche birra non presentabile ovviamente c’era, inspiegabile la Forum Gallorum del Birrificio Emiliano che era stata fatta a bassa fermentazione, quando in forma è davvero una buona birra. Qualcuno mi ha riportato una Zona Cesarini non in formissima (mi dicevano per colpa del luppolo nel randall), ma non ho avuto modo di provarla. Spiace dirlo, ma ho saltato a piè pari anche lo stand di Foglie d’Erba, che a Rimini non mi aveva (ancora) convinto e quello di Bad Attitude in quanto deserto fino a pomeriggio inoltrato.

 

Un IBF ben riuscito, pieno di gente, in una bella location, un po’ piccola. Su birragenda, Maestrelli si lamentava anche del rumore prodotto dal concerto della sera precedente, il sabato fino alle 18 non c’è stato niente del genere e ne son davvero contento.

Queste vogliono essere le mie opinioni, lungi da me fare polemica gratuita, ma mi sentivo di condividerle con voi.
Ovviamente commenti come al solito aperti per dirmene quattro o aggiungere le vostre opinioni.

mat

Torna l’Italia Beer Festival a Milano!

Category : Festival

Marzo, torna la bella stagione, torna uno dei festival più amati e più affollati del panorama italiano. Stiamo parlando ovviamente dell’Italia Beer Festival di Milano, organizzato come ogni anno dall’Associazione Degustatori Birra (ADB).

Il festival si terrà da venerdì 9 a domenica 11 marzo 2012 presso lo SPAZIO ANTOLOGICO (East End Studios) in Via Mecenate 84/10, molto facilmente raggiungibile in macchina da fuori città (uscite C.A.M.M. o via Mecenate della tangenziale Est) oppure con i mezzi di superficie dell’ATM.

Questi gli orari di apertura dell’Italia Beer Festival 2012 di Milano:

Venerdì 9: 17:00-02:00
Sabato 10: 12:00-02:00
Domenica 11: 12:00-00:00

Parteciperanno ben 28 (!) birrifici, tra nomi storici (Bi-Du, Orso Verde, Doppio Malto), quasi storici (Croce di Malto, San Paolo, Toccalmatto) ed emergenti (Brewfist, Elav, Extraomnes). Abbastanza nutrita la presenza di birrifici da fuori regione: circa un terzo, provenienti per lo più dalle regioni limitrofe, ma anche dal Friuli (Foglie d’Erba), dal Veneto (Acelum e Birrone) e dal Lazio (Birradamare).

Come ogni anno, non mancheranno laboratori, musica e altro ancora. Per tutte le informazioni (elenco espositori, trasporti pubblici e altro ancora) potete visitare il sito ufficiale della manifestazione.

Noi ci saremo, ovviamente.

Birra Nostra 2012

Category : Birra, Eventi, Festival, Fiere

Ecco in arrivo le nuove dall’ultima edizione di Birra Nostra, tenutasi dal 4 all’8 Febbraio scorsi a Padova, all’interno di Tecno&Food. La mia giornata di visita è stata “obbligatoriamente” il lunedì, siccome vi dovevo tenere un paio di laboratori.

Malgrado le inspiegabili soppressioni di treni da parte della nostra compagnia di bandiera, sono arrivato sano e salvo in fiera nel pomeriggio del 6 Febbraio. Come lo scorso anno l’ingresso era gratuito, con possibilità di acquistare bicchiere di vetro (per chi non si accontentasse di quelli di plastica a gratis) e gettoni da 30 cl. (3€). Interessante scelta: le degustazioni nel bicchierino piccolo erano esplicitamente gratuite, permettendo così agli avventori di scegliere con accuratezza cosa bere ed evitare di “lavandinare” i propri denari. Per quel che riguarda gli eventi, si sono susseguiti laboratori tenuti da Agostino Arioli (Birrificio Italiano), me medesimo, Fabiano Toffoli (32 Via dei Birrai) e il consueto torneo di cultura birraria.

Dovendo scegliere le birre da degustare durante i laboratori mi sono messo subito a lavoro per provarne il più possibile. Quindi con spirito di ferro ho cominciato dal primo espositore procedendo poi a casaccio per non s/favorire alcuno negli assaggi. Come avvenuto negli ultimi anni, vi era una grande presenza di aziende venete, con rare eccezioni. Per il sottoscritto è stata un’ottima possibilità per testare prodotti di una regione che conta numerosi birrifici ma che fa molta fatica ad uscire dall’ambito prettamente locale. Speculazioni su questo argomento le rimanderei ad un’altra occasione…

Primo birrificio degno di menzione è sicuramente il neonato Umami, di Olgiate Comasco. Su tre prodotti ciò che più mi ha colpito è una bassa fermentazione ambrata (Desmo 5,5%): a metà strada tra una Märzen e una Bock, presenta profumi molto delicati e una sottile nota di amaretto che la caratterizza.

Altro interessante prodotto, oltre che idea imprenditoriale, riguarda Marcello Colombari di Birra Frara. Ha sede a Ferrara (come dice il nome stesso, per chi avesse confidenza con l’Emilia Romagna) ma il birraio produce al Beerbante. Questi, quando non impegnato nella produzione, si muove col suo furgone per la città scegliendo sempre posti diversi e updatando la clientela su Facebook riguardo i suoi spostamenti. Devo ammettere che l’idea mi è apparsa alquanto interessante. Degna di nota è sicuramente la sua Boia, una export stout. Questo stile, un po’ come le più diffuse oatmeal e imperial stout, è decisamente accessibile ad un pubblico non ancora alfabetizzato, ma che riscuote non poco successo anche tra gli appassionati.

Altre birre accattivanti le ho bevute davanti alle spine del Brùton, a mio parere ottimo esponente toscano della realtà italiana. La Lilith è una degnissima rappresentante delle APA, la Bianca è invece adatta per chi andasse in cerca di sperimentazioni. Alla ricetta base di una blanche viene aggiunto un buon 10% di farro della Garfagnana; ne risulta una piacevole e rinfrescante birra di frumento ben tendente all’acido. Ottima anche la loro Dieci (barley wine).

Al centro del capannone troneggiavano le numerose spine di Ferro Distribuzione, dalle quali si poteva mescere un buon bicchiere del Birrificio Italiano,  diverse trappiste, belghe in generale, qualche tedesca e qualche ceca. Ammetto che non mi sono soffermato molto in quanto preferisco di solito fare due chiacchere col birraio; inoltre avevo fin troppo da bere tra le italiane per potermi permettere di sbevazzare birre ottime, ma già conosciute.

Giunti a questo punto vi chiederete dove sono finiti i birrifici veneti…per quelli rimando al mio articolo del Maggio scorso, in cui ho speso qualche parola sugli interessanti M’anis e San Gabriel, presenti anche quest’anno.

Alla prossima edizione!

Jacopo

Programma BeVeg – presso Arci Girone a Fiesole (FI)

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Category : Eventi, Festival

Qualche riga per segnalare un evento a cui collaboro personalmente. E’ una manifestazione dedicata alla birra artigianale e alla cucina vegetariana, forse la prima nel suo genere a combinare due universi un po’ distanti. Io mi sono occupato, come potrete immaginare, della gestione birraria.

E’ articolata su due weekend, vale a dire quello del 14-15-16 ottobre 2011 e quello immediatamente successivo (21-22-23 ottobre 2011). Per ogni weekend abbiamo scelto tre birrifici che venissero a presentare e servire le proprie produzioni. Una piccola ma significativa rappresentanza di birrifici di cui abbiamo che i frequentatori del nostro sito conoscono bene, avendone parlato in occasione di festival, fiere ed eventi.

I birrifici saranno così distribuiti:

14-15-16 ottobre 2011:

Birrificio Emiliano – Anzola nell’Emilia (BO)

Birrificio Endorama – Grassobbio (BG)

Birrificio Mosto Dolce- Prato (PO)

21-22-23 ottobre 2011:

Birrificio Bad Attitude – Stabio (Canton Ticino, CH)

Birrificio Brewfist – Codogno (PV)

Birrificio Dada - Correggio (RE)

L’evento si svolgerà in orario serale (19-23.30 circa) al circolo Arci del Girone nel comune di Fiesole, alle porte di Firenze. Nella giornata di domenica, si apre a pranzo (ore 12 circa) e si tira fino a chiusura. Sono previsti concerti, mercatini e laboratori per bambini.

 

Spinalamberto 2011

Category : Festival

L’anno scorso a Spilamberto (MO), non si pensava ci potesse essere così tanta gente, e invece c’era il finimondo, tant’è vero che anche Bruno Carilli di Toccalmatto rimase spiazzato e, senza aiuti, dovette stare a banco tutta sera per servire gli assetatissimi clienti. Assetatissimi anche viste le temperature, che sfioravano i 40°. Non c’era solo lui, ovviamente, ma tutti i banchetti spina erano nelle stesse medesime condizioni: presi d’assalto.

Quest’anno Spinalamberto replica, proprio nel weekend che sta arrivando, con inizio venerdì 15 e fine domenica 17. Come l’anno scorso, il festival si svolgerà in pieno centro, proprio a fianco del castello e sulla via principale: oltre agli stands birrai, presenti anche quelli gastronomici e musicali.

Venendo alle cose che ci interessano da vicino: saranno presenti Toccalmatto, Orso Verde, Birrificio Emiliano, White Dog, BABB e Statale Nove. Quattro birrifici regionali e due “esteri”, tra cui la novità del BABB. Non sappiamo che birre porteranno i birrai, ma l’anno scorso la rotazione e la scelta furono importanti, per cui non ci dovrebbero essere grandi problemi nel trovare le vostre preferite.
Qui sotto potete vedere il programma definitivo. Se passate, ci vediamo là.

mattia

Birreggio! Edizione 2011

Category : Festival

Per Birreggio era la quarta edizione (dal 7 al 9 luglio al Circolo Pigal di Reggio Emilia) e ci aspettavamo tanto dalla festa perchè dopo i primi due anni per così dire pionieristici, l’anno scorso era stato un discreto successo e c’erano tutte le avvisaglie che quest’anno sarebbe stato meglio. Birreggio l’abbiamo pensata nel 2008: a Reggio ci sono tante feste della birra come ovunque, ma nessuna festa che prevedesse come protagonista la birra artigianale. In questo panorama asfittico abbiamo pensato che sarebbe stato bello far conoscere ai nostri conterranei cosa sia la birra artigianale.
E la soddisfazione maggiore me l’ha data un amico di vecchia data dicendomi “le altre sono feste CON la birra, la vostra è una festa DELLA birra”.
Come detto era la quarta edizione: lo schema è semplice. Concerti, cibo da festa (che nella nostra tradizione vuol dire carne alla griglia, gnocco fritto, salume e così via) e banchi che servono solo birra artigianale.Dopo la prima edizione un po’ sfortunata il nostro birraio ospite è sempre stato Cesare dell’Orso Verde, un vero amico per noi che lo invitiamo sempre con piacere e con piacere vediamo che da noi viene volentieri. Poi c’è l’immancabile nei nostri eventi Dickinson Pub di Scandiano con il suo banco e un banco tutto nostro (dove per noi intendo la Carboneria Reggiana, un gruppo di amici appassionati di birra di Reggio Emilia). Quest’anno abbiamo voluto ampliare la scena e lo abbiamo fatto con un pezzo da 90, Gianni del TNT Pub di Buonconvento che per gli appassionati non ha bisogno di presentazioni: è l’organizzatore del Villaggio della Birra, che secondo me è l’evento italiano più bello nel settore.

Gli ospiti: Cesare dell’Orso Verde

Per quanto riguarda le birre, ovviamente Cesare ha proposto tutto il suo repertorio: particolarmente di successo come sempre la Wabi, la sua golden ale il cui colore paglierino abbinato ad un secco taglio amaro sono un toccasana nel caldo afoso della pianura emiliana. Per ragioni comprensibili anche la sua Edenblanche ha avuto altrettanto successo. Aveva poi la Rebelde, la sua APA decisamente luppolata all’americana e fortemente alcoolica che, potrà sembrare un paradosso, io trovo estremamente dissetante (e pericolosa) e la Backdoor Bitter servita dalla pompa inglese (con cui ho lottato a lungo perchè è veramente difficile da usare con i bicchieri di plastica). L’ultima sera ha fatto capolino anche la Nubia, la sua porter.

 

Cesare dell'Orso Verde

Gli ospiti: Gianni del TNT

A Gianni abbiamo proposto di tenere un banco unicamente belga e lui ci è andato a nozze essendo un grande estimatore di quella terra: nei tre giorni della festa ha servito Valeir Blonde, de Ranke Guldenberg, Taras Boulba, Saison Dupont Dry Hopping, Schelde Laame Goedzak, St. Bernardus Prior, Rodenbach ed è comparso anche un bag box di Lambic Girardin per gli amanti dello stile. Il suo banco è stato molto apprezzato: personalmente ho trovato molto in forma la birra di de Ranke che è una certezza di grande qualità, la Saison Dupont e la Taras Boulba che è sicuramente tra le mie birre preferite in assoluto e berla alla spina è sempre un piacere. Curioso vedere le reazioni dei neofiti alla Rodenbach (in una terra di aceto balsamico), che veniva comunque fatta preventivamente assaggiare per evitare brutte sorprese. Gianni lo dobbiamo ringraziare nuovamente per la sua gentilezza e disponibilità: quando lo conobbi 5 anni fa alla prima edizione del Villaggio, tenutasi in condizioni epiche, non potevo immaginare che un giorno sarei tornato dietro le sue spine in condizioni, per così dire, più professionali.

Gli ospiti: Maso del Dickinson

Al banco Dickinson di Maso era stata demandata l’area tedesca o meglio tedescofona: presenti in gran forma la Brusca del Birrone e la Statale 63, la kellerbier che il Dickinson ha abitualmente tra le sue spine, mentre da Mittenwald venivano la ottima Pils, la Edel, una hell in tipico stile bavarese e la classica Marzen.La novità per la festa era Ratsbrauerei: piccolo brewpub sperduto a nord di Augsburg è stato scoperto da Maso durante una recente vacanza. Apprezzandone le produzioni è salito a dorso di furgone proprio la settimana prima di Birreggio per caricare dei fusti: la produzione è classica, una lager chiara, una doppelbock e una weizen. Ma l’originalità di questo piccolo birrificio (cotte da 500 litri) è che le birre sono fermentate e maturate in botte di legno, un fatto del tutto eccezionale per il panorama bavarese. In effetti un aroma legnoso rimane nella birra conferendole dei toni del tutto nuovi per birre tedesche per il resto così tradizionali.

 

Gianni del TNT in compagnia con Alle dell'Arrogant Pub di Scandiano

I padroni di casa: noi!

La Carboneria Reggiana si è infine fatta carico del panorama italiano: una menzione speciale credo vada a Birranova. Ci hanno inviato fusti di Linfa (la loro Kolsch) e Why Not (una bira delictaamente affumicata) che ho trovato essere delle sorprese molto piacevoli. La Linfa è delicatamente profumata e beverina, mentre la Why Not ha un affumicato ben percepibile ma discreto, che non stanca affatto. Presenti anche due produzioni ottime di Brewfist, la 24K e la Space man: questa seconda in particolare ha avuto grande successo e si è volatilizzata costringendoci a chiedere al birraio di portarci un fusto per l’ultima sera. Abbiamo servito anche Menaresta e in particolare la San Dalmazzo e la Flora Sambuco, quest’ultima molto apprezzata nella prima serata e finita quasi subito con recensioni molto positive da parte del pubblico femminile (incredibilmente numeroso per i nostri standard…). Infine di San Paolo avevamo Ipè nella sua versione tradizionale e nalla versione 150enario. L’ultima sera abbiamo inoltre servito la Lop Lop del Birrificio locale Dada.

Le attrazioni di Birreggio

Tralasciando gli aspetti non birrari della festa, ci ha fatto molto piacere avere come ospiti (nel senso che ci sono venuti a trovare) Allo Gatti birraio di Toccalmatto, Renzo Losi di Panil, Pietro Di Pilato di Brewfist ed Enrico “Babe” di Dada acompagnato dal socio Roberto. È sempre bello che questi professionisti sono mossi da una sincera passione e apprezzano ancora l’idea di andarsi a bere una birra e curiosare nelle produzioni degli amici.
L’ultima sera abbiamo anche organizzato una piccola degustazione a prezzo popolare in cui sono state degustate 3 birre marcatamente luppolate (non a caso l’evento era intitolato Lupulus in Fabula…, che bontemponi che siamo): la Burocracy di Brewfist, la Tzara di Dada (una atipica Blanche) e la Backdoor Bitter di Orso Verde.

 

Allo Gatti di Toccalmatto con il nostro beneamato Leader Mattia

Gli organizzatori, di cui faccio parte, sono rimasti molto contenti dall’afflusso di pubblico e dal fatto che tanti appassionati si sono mossi da svariate parti del centro nord, Lombardia, Toscana, Romagna, da Bologna e dal resto dell’Emilia, per venirci a fare visita: molti visi noti nel panorama degli appassionati della birra artigianale. Ci ha fatto piacere anche vedere che finalmente il nostro intento di portare la birra artigianale a Reggio comincia ad avere successo: ho visto tante persone (alcune a me note, molte altre sconosciute) a cui il mondo della birra artigianale è del tutto oscuro, assaggiare tante birre diverse con curiosità e stupore. E questa è la soddisfazione più grande proprio perchè l’obiettivo è questo: far conoscere a tanti che c’è un mondo oltre una lager ghiacciata di frigo.
Mi auguro l’anno prossimo di vedere sempre più gente appassionata e rivedere tante facce viste quest’anno: vorrebbe dire che l’obiettivo di creare un momento di divertimento nel nome della birra artigianale ha avuto successo.

Rob

p.s.
Poi in privato posso descrivervi dettagliatamente quanto ha bevuto il caporedattore di questo sito…

Beerstock 2011

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Category : Eventi, Festival

I Vizi del Pellicano è un locale / Arci non lontano da Correggio, facilmente raggiungibile da Reggio Emilia e Carpi, votato alla birra di qualità. Gli amici che lo frequentano da un po’ mi raccontano di un’ottim selezione di bottiglie e una discreta rotazione alla spina. La cosa più interessante, però, sono gli eventi che vengono organizzati: primo fra tutto, il Beerstock.

Siamo arrivati così alla quarta edizione, e quest’anno I Vizi del Pellicano avrà come ospite l’Arrogant Pub, reduce dal grande successo dell’Indipub e della nota (e speriamo conclusa) brutta vicenda dell’Arrogant Dog. Nei giorni 1-2-3 Luglio (orari di apertura: ven 19,30; sab 13; dom 13) saranno ben 26 le birre alla spina presenti, divise in 3 punti spillatura, con nomi di grande qualità come Birrificio Italiano, Toccalmatto, BrewFist, Lambrate, Bad Attitude, White Dog e i vicini di casa di Dada.

La cucina sarà in funzione per tutti e tre i giorni, con specialità della zona. Cotta pubblica alle 15 della domenica, laboratorio degustazioni (su prenotazione 338/5450243) il sabato alle 17. Ovviamente non mancherà musica e intrattenimento da beoni; possibilità di piantare la propria tenda.

L’ingresso è gratuito, basta avere una tessera Arci. Eventualmente potete provvedere a farvela là.
Per le indicazioni stradali, vi lascio al sito ufficiale.

mattia

Un Mare di Birra! (report)

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Category : Festival, Viaggi

Vi avevamo anticipato pochi giorni fa che un paio di noi (io e Andrea, nello specifico) si sarebbero imbarcati sulla crociera organizzata dal Ma Che Siete Venuti A Fa’ per festeggiare i primi 10 anni del pub romano.

L’occasione era di quelle davvero da non perdere: una festa organizzata da uno dei locali più apprezzati (già vincitore del titolo di miglior pub dell’anno secondo Ratebeer, come molti di voi già sapranno) del mondo birrario, con tantissimi nomi di prestigio coinvolti, un concorso di homebrewing (ambito premio, il rimborso totale della quota di partecipazione alla crociera stessa), degustazioni e un sacco di chiacchiere tra appassionati.

Partiamo dall’inizio. La paura di imprevisti e intoppi motivava chi partiva da lontano a prendere in considerazione ampi margini di tempo sulla partenza. Questo ha portato a un primissimo assembramento di appassionati già a inizio pomeriggio, nonostante la partenza ufficiale fosse fissata intorno alle 22. Per non farmi mancare niente, la fortuna ha voluto che finissi nella primissima macchina a presentarsi nel piazzale del porto di Civitavecchia. Ci si sposta subito per un panino o due al terminal, dove piano piano vediamo arrivare, nell’ordine, un gruppetto dal Veneto, un simpatico irlandese amico della comitiva di Almond ’22, un gruppo di danesi. Poi un momento di stanca, l’arrivo dei primi birrai (Almond 22, Bi-Du, Olmaia) e poi di tutti gli altri. La nave è in ritardo, prima leggero poi più pronunciato, prolungando la lunga attesa e il sospirato primo sorso. Finalmente ci si imbarca, ricevendo braccialetto e bandana arancione e bicchiere e di ordinanza. Salto in camera a liberarsi dei bagagli, folla al ristorante, forsennato lavoro dello staff per aprire in tempi record le spine, e poi si parte (dal porto, e con le birre), con buona parte dei 500 partecipanti a Un Mare Di Birra che carichi di entusiasmo si recano a procurarsi i primi assaggi.

La lista delle birre e dei birrifici annunciati a bordo era qualcosa di impressionante e forse mai visto, almeno in Italia. Tutti i migliori nomi dell’Italia della birra, supportati da un nutritissimo gruppo di birrifici danesi e scandinavi, più chicche dal Belgio ad opera dello staff del Moeder Lambic di Bruxelles e tanto altro ancora.

La prima nottata si è trascorsa nell’entusiasmo generale che ci ha portato ad assaggiare quante più cose nuove possibili tra quelle attaccate, più qualche classicone qui e là a cui è difficile rinunciare. Abbiamo passato tutto il tempo possibile al pub nella sala principale, salutando vecchi e nuovi amici e lasciandoci coinvolgere nell’entusiasmo e nella follia che regnava su di noi. E poi, dato che non ci bastava e dato che c’era qualche mattone prestigioso, tutti a bordo piscina dove aveva nel frattempo aperto il “pub sotto le stelle”. Ancora birre, chiacchiere, casino, altre birre, fino alla splendida alba sulle bocche di Bonifacio, tra Corsica e Sardegna, giusto in tempo per cedere alla stanchezza e rifugiarci in cabina.

Qualche ora di sonno, un caffè propizio per ritrovare le forze, e un giro al pub mattutino, sempre a bordo piscina (a dire la verità, più simile a un grosso bidet, ma non era per quello che ci eravamo imbarcati). Sole, sorrisi, facce stanche ma non disposte a cedere: si ricomincia, chi con la Biscotti, chi con la Not So Mild Ale (forse la miglior birra della crociera, anche se la concorrenza è spietata e so che ognuno ha eletto le sue) di Shiga Kogen/Nøgne Ø. Corsa a sfamarsi in mensa, riposino, e via di nuovo al pub principale, con qualche fusto nuovo e qualcuno già aperto la sera prima. I più attenti erano reduci da una degustazione sulle birre lavorate in botte di cui ho sentito dire (non mi ero iscritto, ahimè) cose favolose, con il coinvolgimento di nomi noti e nobili come quelli di Lorenzo “Kuaska” Dabove, Jos Brouwer e Derek Walsh.

Sbarchiamo a Barcellona domenica sera, sorprendentemente puntuali: la nave aveva recuperato il ritardo alla partenza. Raggruppamento in direzione di un ristorante poi trovato chiuso, cena in un posto abbastanza turistico, dopocena in un brewpub barcellonese di cui mostro una foto. Delle birre non parlerò, limitandomi a dire che non sono state trovate particolarmente gradevoli da nessuno dei presenti. Se passate da quelle parti, trovate altro a cui dedicarvi. E’ andata meglio a chi ha attraversato la città per recarsi a un evento in un locale abbastanza valido, anche se l’accoglienza pare sia stata abbastanza fredda. Attendo testimonianze più specifiche da chi c’era.

La mattinata di lunedì è cominciata con la solita routine (colazione, raggruppamento, e poi via a trotterellare per un giro turistico – le due case di Gaudì, poi Sagrada Familia, poi un ristorante dove ci siamo trovati benissimo (la Cerveceria Catalana, raccomandatissima). Due passi nel barrio Gotico, vagando senza meta, per vedere il centro storico e per digerire l’impegnativo pranzo. Per puro caso ritroviamo un gruppo di crocieristi (Gennaro di Amiata, Bruno e Allo di Toccalmatto, Nino dello Sherwood Pub e altri ancora), il tempo di fare 20-30 metri a piedi e ci ritroviamo, senza averla cercata, alla Cerveteca. Locale promosso a pieni voti, piccolo e caotico (c’era mezza nave!), con buone spine e ottime bottiglie, e il piacere di ritrovare le Rogue, forse la birra americana importanta con più discontinuità in Italia. Anche la birra spagnola, stavolta, ne esce benone, con la Pura Pale (già provata mesi fa al Moeder Lambic Fontainas) fresca e beverina.

La festa prosegue in nave, dato che è ormai sera e bisogna ripartire. Stavolta non ci sono imprevisti, e si parte senza contrattempi per un’altra lunga notte di bevute e risate in direzione Porto Torres. Stavolta però facciamo un pochino più i bravi, e rientriamo in cabina ben prima dell’alba. La notte pare sia durata molto a lungo, con scene che voi umani non potete immaginare. Nemmeno io, a dire il vero, e mi toccherà vivere con la curiosità.

La mattina il pub a bordo piscina gode della piscina finalmente aperta e di un sole battente (qualcuno commenterà “sembra Rimini a Ferragosto”). Da buon vampiro, sopporto male così tanta luce e lascio ad altri la tintarella e le sdraio. Mi dirigo verso la sala principale, dove si sta consumando il giudizio delle birre homebrewing. Numero abbastanza moderato (poco sotto le 20) ma qualità molto alta, con diverse birre davvero interessanti. Primi classificati due amici (uno è Valentino Roccia, purtroppo mi sfugge il nome del secondo) che hanno fatto cotte a quattro mani. Bravi!

Dopo pranzo (e dopo la premiazione del concorso hb), degustazione su barley wine e dintorni. Si comincia con un raffinatissimo progetto del Birrificio del Ducato, vale a dire la Beersel Morning, che come il nome fa capire trattasi di una birra basata sul lambic 18 mesi di Armand Debelder della Drie Fonteinen e, come avrete intuito, sulla New Morning del birrificio di Roncole Verdi. La birra è interessante ed equibrata, davvero una piacevole scoperta.

Si prosegue con due produzioni a cura degli statunitensi di Stillwater, vale a dire la Stateside Saison e la Existent. Due birre che partono dal Belgio per arrivare…boh? Devo dire la verità, non mi hanno conquistato. La prima è una saison con sentori fruttati molto piacevoli, ma che scalda un po’ troppo il palato. La seconda è scura, si sente del tostato(ne) e pare abbia passato del tempo in botti di bourbon. Forse la mia preferita tra le due, ma per nessuna mi sarei strappato i capelli.

Arriva il momento di Valter Loverier, che presenta una birra che rappresenta l’inizio (è stata brassata all’apertura del birrificio) e la fine (viene commercializzata ora) di Loverbeer, almeno fino a ora. La Dama Bruna basa la sua struttura su quella della Madamin, ma c’è un percorso di riposo e maturazione aggiuntivo per arrivare a quello che è un dichiarato omaggio alle oud bruin belghe. Il risultato è soddisfacente ma direi perfezionabile, specie in prospettiva di un annunciato cambio di zuccheri che dovrebbe far giovare sia l’aspetto visivo (“scurendo” il prodotto finito) sia aggiungendo complessità organolettica.

Chiusura di degustazione con un birrificio che come pochi sa farsi amare o odiare. Personalmente, ci ho messo davvero tanto, spaventato a volte dai sentori acidi a volte dalla potenza alcolica di buona parte delle sue produzioni più celebrate. Una combinazione che raramente amo, ma che ultimamente mi sta cominciando ad affascinare. L’ultimo assurdo progetto parte da un’idea nata dopo una buona sbronza, protagonisti lo stesso Jerome Rébetez e il birraio di Terrapin (Athens, Georgia, USA). Trattasi di un birrone (barley wine?) carico di stranezze che ho apprezzato e non poco, e con un nome credo ancora provvisorio (qualcosa tipo “incredibile cuvée di Jerome e xxx”).

C’è il tempo per un paio di birre, stiamo scegliendo cosa quando veniamo convogliati a un assaggio per pochi di perle della Närke Kulturbryggeri (Skvatt GALEn, Bästa Rököl, Bäver). La prima è erbale più che erbacea, se ho capito bene brassata con acqua in cui sono state bollite bacche di ginepro. La seconda è affumicatona, la terza è un’assurdità che contiene estratto di ghiandole di castoro. Medicinale come uno sciroppo di altri tempi, ma non cattiva. Chiusura con la classicissima Kaggen Stormaktsporter 2005, un dannato capolavoro di cui non ci si stancherebbe mai.

Che dire? Un’esperienza fantastica, forse irripetibile. Chi c’è stato sa cosa intendo, gli altri spero che potranno avere un’altra occasione.

Alessio