Guida rapida di Barcellona

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Categoria: Viaggi

Ospitiamo con piacere il racconto di Andrea: ci parla di Barcellona.

L’idea di andare a Barcellona ad Agosto e coniugare tutto quello che la città offre da vedere e da fare con un po’ di sano turismo birrario non è di facile realizzazione, specie se si ha poco tempo a disposizione. Serve quindi autodisciplina e molta voglia di camminare ma vi garantiamo che vi potete togliere delle belle soddisfazioni.

Il nostro primo assaggio ce lo facciamo consigliare da amici locali: ci mettiamo quindi in cerca della Voll Damm, considerata la “vera” birra di Barcellona. Finiamo così in un Irish Pub molto turistico vicino a Plaça de Catalunya. Si tratta di una birra industriale di 7 gradi, noiosa più o meno come una Ceres. Curiosa l’etichetta: oltre la scritta “Doble Malta” si può leggere “Para obtener una cerveza energica, capaz de soportar el verano, se duplicò la candidad de malta en la receta”. Non penso ci sia bisogno di traduzione, ma fa sorridere che le errate definizioni italiche siano uscite dai confini nazionali.

Il primo vero locale che abbiamo messo nel mirino è ovviamente la Cerveteca (Carrer Gignàs 25), già descritta in questo blog da Alessio nel report della crociera del 2011. La posizione è molto comoda, in centro e molto vicina al porto, ma rispetta orari abbastanza incomprensibili (dalle 18 alle 24). Nella lavagnetta che elenca le spine riconosciamo dei marchi “noti”: un paio di Aktienbrauerei Kaufbeuren, già viste anche a Milano e, tema ricorrente di tutta la vacanza, le ottime Brewfist. Decido di dividere gli assaggi equamente fra birre locali e straniere: tra le prime scelgo Agullons Edgar Pale Ale “Casky” e Dougall’s Red Ale, tra le seconde mi faccio servire una John John Dead Guy Ale di Rogue e una Tilquin Gueuze. Tutti gli assaggi mi hanno soddisfatto e il personale mi è sembrato competente ed appassionato.

Dall’altra parte della Rambla, nel bel quartiere di Raval, troviamo invece un altro piccolo locale tenuto da un omone simpatico e piacevolissimo: si chiama Dan e ha dato scelto di usare le iniziali della sua città di origine (San Francisco) come nome del suo locale (Bar SF, Carrer de les Carretes 48). All’interno troviamo anche Rita, la gatta mascotte, che si aggira sorniona sul bancone attenta ad evitare i nostri bicchieri. Il Bar SF è solito tenere molte birre americane alla spina, ma sfortunatamente per noi i suoi fornitori ad agosto sono chiusi per ferie. L’offerta in quel momento si basava quindi su brand europei molto noti. Tralascio le due Brewfist che conosco a memoria (credo fossero Fear e Spaceman) e assaggio la Cream Ale di Revelation Cat. Passo poi alla stranissima Kopi Ipa di Mikkeller, in cui dominano le note di caffè, pur non essendoci malti scuri. Infine, tra una chiacchiera e l’altra, Dan divide con me una bottiglia di Zulogaarden Sang de Gossa Imperial Ipa. Si tratta di un’extraluppolata spagnola, di quelle che rendono felice qualsiasi hop addicted. Dopo due ore piacevolissime al bancone salutiamo e ringraziamo il padrone di casa con la promessa di tornarlo a trovare il prima possibile. Il locale rispetta orari molto interessanti (chiude alle 3) e propone musica dal vivo, ma fate attenzione all’indirizzo perché a causa di problemi col vicinato intende traslocare al più presto.

Il George and Dragon (Diputacio 269, foto qui sopra) si trova a qualche centinaio di metri da Plaça de Catalunya. Basta seguire Passeig de Gracia e imboccare la seconda a destra. E’ un bel locale in stile anglosassone il cui nome deriva dal santo patrono dell’Inghilterra (quel San Giorgio che uccise il drago, appunto) che è in realtà è anche protettore di Barcellona. Dispone di un lungo bancone molto comodo per godersi qualche sana pinta da scegliere tra le molte birre disponibili alla spina. Nel menu leggo ancora Brewfist, ma decido di provare la Steve’s Beer, fatta da una brewfirm gestita da un certo Steve, in passato alla Cerveteria Artesana. Passo poi alla Oregasmic di Rogue, superluppolata, e infine alla SlaapMutske Tripel. Vorrei provare qualcos’altro, ma anche questo locale rispetta orari anomali (dalle 16 alle 24) considerata la norma degli orari di chiusura dei pub di Barcellona, per cui non ci rimane più tempo e l’amaro in bocca con cui rincasiamo sfortunatamente non è quello del luppolo. Uscendo notiamo la pubblicità di seminari tenuti da tal Robert Merryman, che i publican mi dicono essere una specie di guru della birra per la Spagna. Che sia il loro Kuaska?

L’HomoSibaris (Plaça Osca 4) è sicuramente il locale più interessante della scena birraria della città catalana. Si trova fuori dal centro, fermata Plaça de Sants della linea 1, a nord di Plaça d’Espanya, in una bella piazzetta con altri locali. L’offerta si concentra quasi esclusivamente su birre brassate in Spagna. Una seconda saletta dietro compensa alla mancanza di un bel bancone. Ci accomodiamo e cominciamo a ordinare: una Sants Special Bitter fatta su loro commissione in qualche birrificio della zona (molto buona), una Napar Pilsner di Navarra sicuramente migliorabile, una Reservoir Hops in bottiglia che risulta essere una IPA molto luppolata e amara. Quest’ultima è realizzata dal ragazzo seduto affianco a noi, che ci racconta di aver lavorato per anni alla corte di Alex Liberati (4:20, Impexbeer, Revelation Cat).

Facciamo una piccola pausa buttandoci sul cibo per asciugare, e Guillermo, il publican, ci consiglia delle fette di pane con salame locale e formaggio blu (sempre locale). Eccezionali. Anche l’offerta di cibo è infatti curatissima, come tutto all’interno del locale, del resto. Attenzione però al fatto che il rapporto quantità/prezzo non è propriamente tra i più popolari. Nel frattempo, a tal proposito, ci viene spiegato il motivo del nome del locale. Durante la dominazione romana molti aristocratici calabresi (di Sibari, ma non solo) venivano da queste parti a passare le vacanze ed erano soliti stupire la popolazione per i loro gusti molto raffinati. Lo stupore dovette essere molto forte se il modo di dire “fare il sibarese” ha resistito così tanti secoli per indicare ancora oggi uno snob. L’Homosibaris nasce quindi come giocosa evoluzione dell’homo sapiens e indica un essere umano amante della qualità tout court. Continuiamo con la seconda birra alla spina prodotta con una loro ricetta, ma questa è veramente troppo amara, fin troppo sbilanciata e anche Guillermo ammette che il birraio deve aver usato un lievito sbagliato per attenuare (almeno così ho capito). Infine ci facciamo consigliare una MontSenys Malta Cuveè, una sour ale che mi ha proprio colpito – in positivo, ovviamente. Un discreto imbarazzo mi ha colto quando Guillermo ha tentato di regalarmi una bottiglia di quest’ultima birra ed io ho dovuto a malincuore rifiutare in quanto prossimo al ritorno e munito solo di bagaglio a mano. Guillermo mostra passione, entusiasmo e anche grande rispetto per il movimento artigianale italiano, da cui ritiene ci sia molto da imparare. Mette poi anche ottima musica, che non guasta mai. L’unica vera pecca, a mio parere, è che anche qui si chiude a mezzanotte.

Ale&Hop (Carrer Basses de Sant Pere 10, foto qui sopra) non è facile da trovare perché il nome della via è piuttosto “nascosto”. Tuttavia è posizionato abbastanza in centro, nello storico quartiere della Ribeira. Il publican capisce al volo la nostra provenienza e si mette a parlare in italiano. Tra le altre cose, ci conferma la sua esperienza al Ma che siete venuti a fa. L’offerta alle spine si compone principalmente di birre spagnole e del Nord Europa. Noi assaggiamo una brown ale, la Tres Mares di Dougall, la glops ale, una pale ale di un birrificio della città, e una tool sans frontiers, belgian wild ale dalla danimarca.

Avremmo voluto fare un giro anche alla Cervesera Artesana (Carrer Sant Agustì 14), ma abbiamo seguito il consiglio di Dan del Bar SF e abbiamo evitato. Pare infatti che in seguito alla partenza dell’ultimo birraio i ragazzi della Cervesera abbiano più di qualche problemino nella produzione. Sempre grazie a Dan non ci siamo messi in cerca del Cervecerìa Jazz (Carrer de Margarit, 43), che incredibilmente osserva periodo di chiusura per ferie per l’intero mese di Agosto. Il 2D2Dspuma (Carrer de la Manigua 8) è risultato troppo lontano e fuori zona per poterlo conciliare con il resto del programma. Ci sarà sicuramente un’altra occasione!

Il movimento artigianale spagnolo è in fermento e Barcellona ricorda molto Roma all’inizio del decennio scorso. La creatività derivata dall’assenza di vincoli derivanti da una rigida tradizione brassicola è una caratteristica comune ai due paesi ed è quindi naturale che il loro movimento si ispiri ampiamente al nostro, nel bene o nel male: le Doble malta industriali, la mania delle IPA di publican e consumatori, il fiorire di birre artigianali che spaziano dalle pils alle sour ale, l’idea di abbinare la birra a cibo di qualità. Resta da vedere se il fenomeno raggiungerà le dimensioni che ha raggiunto qui da noi sia in termini quantitativi (480 birrifici artigianali), ma soprattutto in termini qualitativi (l’equivalente spagnola di una Tipopils non è ancora nata, per dire).

PS: ultimo consiglio: prima di uscire da qualsiasi locale sfruttate il bagno! Barcellona è una bellissima città, sicuramente tra le migliori d’Europa sotto tutti i punti di vista, ma vige l’assurda regola per cui l’unico modo per usare il wc dei tanti bar che s’incontrano per le vie del centro è la consumazione obbligatoria al tavolo. E non esistono bagni pubblici!

Andrea

Commenti (3)

Bar SF e HomoSibaris ce li eravamo persi in crociera o sono nati in seguito? Voglia di tornare….

Di HomoSibaris le prime notizie che ho sono della loro partecipazione all’ultimo Indipub emiliano, quindi successive alla seconda crociera. Riguardo al bar SF non so dirti molto, aveva commenti entusiastici su Ratebeer e l’ho voluto provare. Dan dice di essere lì da più di qualche anno, quindi il suo locale è probabilmente precedente alle crociere. Meritano una visita entrambi, comunque.

Andrea

Doppio malto non è una errata definizione, è una dicitura legale.

Comunque a Barcellona la birra non la sanno ancora spillare e i locali hanno selezioni altalenanti con parecchie pecche.