Quattro birre (diverse) per l’Estate

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Categoria: Birra

L’estate ormai è al suo culmine, e non c’è niente di meglio di un’ottima birra artigianale per placare la sete e rinfrescarci sotto al solleone. Ormai le preferenze dei maggiori publican e esperti di birra riguardo alle birre estive  le conosciamo, ed è ovvio che compaiano i grandi nomi del panorama birrario. Ma se a un’ottima Tipopils o a una freschissima Rulles Estivale volessimo alternare qualcos’altro?

L’idea era quella di suggerirvi 4 birre italiane, non troppo conosciute, assaggiate di recente e che ho trovato perfette per il periodo estivo e che si abbinano bene con i piatti tipici della stagione.

La prima birra è la Alba del B.A.B.B. una weizen che esce dagli schemi classici dello stile. Sulle ultime cotte, i sentori di banana tipici delle weizen sono parecchio attenuati da un’abbondante speziatura, dominata in primis da sentori di pepe bianco, che ricorda le blanche belghe. In bocca è leggera, con il carattere del frumento assolutamente non dominante, fresca, beverina e con un finale delicato e morbido. E’ interessante perchè si pone fuori dagli schemi classici weisse(weizen)/blanche risultando una via di mezzo davvero interessante.

Passiamo alla Ruis di Orso Verde, prodotta dal “folle” e simpaticissimo Cesare Gualdoni. E’ una birra estiva prodotta con 4 cereali, ovvero orzo, segale, frumento e avena. Ha un bel profumo di cereali, fresco grazie al frumento e alla segale, molto leggero. In bocca ritorna il concetto di freschezza e bevibilità: sottile, molto watery, ha un luppolatura molto misurata che gli conferisce un bel finale secco. Davvero golosa e pericolosamente beverina, impossibile fermarsi dopo il primo sorso.

Cambiando decisamente stile, passiamo alla TropicAle del Birrificio Emiliano. Dietro un nome di una “originalità” sconcertante, si cela una Ipa molto interessante. Molto spinta al naso, dove trionfano note tropicali date del luppolo utilizzato (Nelson Sauvin), in bocca invece l’amaro è estremamente moderato e gentile. Buona la bevibilità, grazie a un corpo medio-sottile e a questa luppolatura elegante e mai sfacciata che invita a un’altro sorso. Fuori dagli schemi delle varie Ipa ispirate agli Stati Uniti, qua il luppolo è un mezzo e non un fine, quindi non aspettatevi una hop bomb. La nota negativa riguarda la reperibilità: la maggior parte della produzione è destinata al pub Goblet di Modena (di cui i proprietari sono anche soci del Birrificio Emiliano), ma lo spaccio del birrificio è aperto il sabato mattina e qualcosa si riesce a reperire in giro per l’Italia. Spero vivamente che crescendo le loro birre diventino più reperibili sul mercato.

Ultima nell’elenco è la Hugo Ball Bitter del Birrificio Dada. Le bitter sono, purtroppo, birre non troppo considerate dai produttori italiani, anche se quando sono ben fatte hanno una bevibilità straordinaria. In questo caso, ci troviamo di fronte a una bitter da 4% , leggera, con un naso tenue dominato da note di radici, in bocca è delicatamente maltata, per chiudere con un finale secco e pulente. Beverina e leggera proprio come deve essere una vera bitter, una pinta tira l’altra.

E voi? Quali sono le vostre grandi o piccole scoperte per dissetarvi nel periodo estivo?

Max

Commenti (8)

solleone? estate? a Torino piove da un mese…taccy suy

Anche io sono per le birre di Cesare…..Wabi & Ruis su tutte….a seguire la Sunflower di Valcavallina, la 8 di Scarampola, la Dau di Troll e last but not least la Bianca di Maltus…..

Tutte abbastanza conosciute , devo dire , pero’ con loro è stato amore a prima vista e sorso…

Concordo in toto con Rampollo riguardo alla Dau, quando è in forma è davvero da bere a secchiate, con quella nota pepata che ti spinge a berne un’altro sorso. Grazie per la segnalazione dei prodoti di Valcavallina e Scarampola, cercherò di provarli il prima possibile.
@De:la: speriamo che il tempo migliori, male che vada si festeggia il ferragosto con una stout!

Io segnalo la saison del Birrificio Vecchia Orsa (Crevalcore – BO), e anche la Girasole (weiss) del Birrificio Zimella (Reggio Emilia). ciao a tutti

La mia ultima scoperta estiva è stata la Hop Sun di Southern Tier, bevuta alla spina al BeerTemple di Amsterdam poco più di un mesetto fa (mentre chiacchieravo di birre giapponesi con Peter Van den Arend, che non fa mai male 🙂 ).
Estiva al massimo: profumata, corpo leggero ma non impalpabile, amaro che si fa sentire senza essere aggressivo…
Ecco, mi sono fatto venire sete da solo…

La Hop Sun è ottima, forse una delle migliori di Southern Tier che, francamente parlando, è un po’ lontano dalle mie corde. L’ho bevuta solo in bottiglia ma mi era piaciuta moltissimo, purtroppo è un po’ che non la vedo in giro.
In questo caso parlavamo di birre italiane, ma un piccolo OT ci sta benissimo.
P.s. chissà che in un futuro non si faccia un piccolo escursus proprio sulle birre giapponesi… 😉

Su tutte, la Dragoverde del Lambrate… scende come se fosse acqua!