Un pub per amico

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Categoria: Locali

Scrivere una recensione del Dickinson Pub non A? una cosa semplice per me. PerchA? in questi anni il Dickinson non A? stato solo un pub o il mio local pub, A? stata una estensione del mio soggiorno, un luogo di ritrovo con amici, un posto dove finire in gloria le giornate felici, dove affogare quelle deprimenti, un posto dove conoscere una umanitA� che piA? varia non si puA?. C’eran quelle serate tristi, senza voglia di stare in casa, dove andando al Dick sapevi che qualcosa sarebbe successo, non sapevi cosa, ma qualcosa sarebbe successo. Qualcosa che ti avrebbe allietato la serata, da una chiacchierata con le splendide cameriere che lavorano o hanno lavorato lA�, o un’improbabile conversazione con qualche metallaro del posto o anche solo a bersi una birretta dietro l’altra con Maso se la serata stentava.
Il Maso e lo storico socio, il Bilo (ora tornato a ricomporre una coppia gol degna di Vialli e Mancini), hanno aperto il locale alla fine del 2005: la birreria A? ricavata in un vecchio caseificio del parmigiano-reggiano dalla forma tradizionale, un edificio protetto dai beni culturali, e si trova a Scandiano (il secondo centro della provincia di Reggio Emilia, a circa 15 km dal capoluogo). Il locale A? molto accogliente, arredato in stile rustico e negli ultimi anni ampliato fino a comprendere locali adiacenti di proprietA� del comune.

Maso in tenuta bavarese

Da subito la passione per la birra del Maso A? virata verso le birre artigianali: nel primo menA? c’erano bottiglie di Baladin, che nell’asfittico panorama reggiano di allora erano una novitA� senza precedenti. Poi pian piano il gusto per la scoperta li (ci) ha condotti a cercare birre in lungo in largo per l’Italia e per l’Europa: l’innata idiosincrasia di Maso per gli intermediari ha fatto sA� che ben presto abbia cercato contatti diretti con i produttori, sia andato in loco ad assaggiare e scegliere, spesso in birrifici semisconosciuti che poi ha a�?arruolatoa�? per il suo locale. In tutto questo io e altri amici carbonari reggiani abbiamo il nostro posticino, siamo stati i compagni di tanti viaggi di bevute e di ricerca di birre, in Italia, in Germania, in Belgio, facendo carichi con i quali tornavamo orgogliosi come i mercanti del medioevo tornavano da luoghi esotici, a dorso (A? il caso di dirlo) del mitico afrofurgone.
Il Dickinson propone solo birre artigianali, sia in fusto che in bottiglia. Il numero di spine A? variabile e a tratti casuale, ma si attesta attorno alle 7-8: non c’A? un menA? fisso, nel tempo si sono alternati molti produttori su quelle spine, a volte si A? trattato di fusti arrivati da qualche magazzino belga una tantum, piA? spesso si tratta di fusti che Maso si fa riempire appositamente per sA� dai birrifici con cui decide di collaborare.
Il triangolo classico del Dickinson copre Belgio, Germania e Italia, mentre non sono generalmente presenti prodotti inglesi o americani: in Belgio collabora prevalentemente con il birrificio Boelens situato tra Anversa e Gent, del quale in genere propone alla spina Bieken (una blonde aromatizzata al miele), Tripel Klok (che io trovo una ottima Tripel) e sotto Natale Santa Bee, nonchA� la birra prodotta per il locale, la Resdora (a�?la donna di casaa�? in dialetto reggiano), una saison ambrata scura dai gusti tipicamente belgi. Dal Belgio sono presenti anche, occasionalmente, fusti da altri birrifici piA? o meno celebrati, trovati nei vari viaggi fatti in Belgio. Tra questi ricordo Taras Boulba della Brasserie de la Senne, svariate birre di de Ranke tra cui la CuvA?e, la Saison de Dottignies, la Hop Flower, XX bitter, IV Saison di Jandrain-Jandrenouille per citarne alcuni.
Anche i birrifici tedeschi sono una scoperta del publican: nelle numerose vacanze tedesche ha battuto la campagna bavarese alla ricerca di posti che lo soddisfacessero e, individuati prodotti tipici ma con note particolari, li ha arruolati. Oggi la birra tedesca che piA? frequentemente si trova A? la Mittenwalder, che, nella perfetta tradizione tedesca, propone una Edel, una Pils, una Dunkel e qualche prodotto stagionale come la Marzen. Si tratta di birre molto pulite in perfetto stile tedesco che giocano su pochi ingredienti per realizzare prodotti puliti e freschi.
Sul fronte italiano, data la vicinanza, negli ultimi anni Maso si A? sbizzarrito di piA?: agli inizi era un po’ titubante con i prodotti di casa nostra, mentre ora collabora abbastanza stabilmente con svariati produttori. Attualmente le collaborazioni piA? assidue sono con Orso Verde (di cui A? presente, alternatamente, praticamente tutta la gamma), Birrone (che produce anche per il locale una keller venduta come Statale 63) e piA? recentemente Brewfist. Occasionalmente sono presenti fusti di altri birrifici italiani, come i locali Dada e Zimella, ma anche Opperbacco, Birranova e altri, in genere in occasione di feste o eventi birrari organizzati dal locale, come la Grande Sete o i vari compleanni.

Maso e la Carboneria Reggiana in visita da Boelens

Anche la scelta delle bottiglie A? piuttosto ricca e si orienta prevalentemente sul fronte belga, frutto dei numerosi viaggi fatti nelle Fiandre. Il menA? A? abbastanza variabile (Maso A? poco avvezzo alle standardizzazioni) e comprende in bottiglie da 33 cl un vasto panorama di birre belghe, dalle piA? classiche a nuovi birrifici emergenti (Brasserie de la Senne, Schelde,…). PiA? limitata la scelta di bottiglie da 75 cl che ultimamente A? orientata verso le classiche perle di Glazen Toren. Occasionalmente sono presenti gueuze, quasi mai a menA?, estratte dal banco frigo come conigli dal cappello.
Per quanto riguarda il cibo fino a poco tempo fa il menA? proponeva classici piatti e panini da birreria, con particolari punte per i gran piatti alla tedesca (salsicce, wurstel, patatine,…). Un locale cucina un po’ limitato ha sempre impedito al Dickinson di proporre piatti troppo elaborati: per un felice periodo erano serviti primi della tradizione reggiana fatti a mano (tortelli in particolare) ma purtroppo lo spazio limitato ha impedito di proseguire su questa strada. Negli ultimi tempi invece A? stato introdotto un piatto che puA? dare dipendenza a chi lo ama: gli arrosticini di pecora, estremamente gustosi ma con il difetto di impedirti di smettere di mangiare!
Maso A? poco incline all’ordine e alla disciplina e una situazione a cui i clienti affezionati sono abituati A? la discrepanza a volte totale tra quanto A? presente alla spina e quello che c’A? scritto sulla spina stessa… meglio sempre chiedere anche perchA? a volte si scopre della presenza di chicche occasionali che non compaiono a menA?.
Il Dickinson A? spesso organizzatore o co-organizzatore (come ad esempio l’Emilia Hold ‘em), o anche solo attore, di eventi birrari. Con noi carbonari reggiani organizza Birreggio. Presso il locale invece, soprattutto in autunno e primavera organizza eventi basati sulla birra, come la sopracitata Grande Sete (che in genere si svolge verso aprile) o il compleanno del locale, che si tiene tutti gli anni in un momento imprecisati tra settembre e novembre. In queste occasioni sono spesso presenti fusti di birrifici diversi dal solito, con la presenza occasionale di qualche birraio.
Se passate dal Dickinson A? molto probabile che troviate a banco me o qualcuno degli appassionati locali di birra, oltre a una improbabile fauna umana tipica dei paesini della provincia emiliana. Non importa se nel primo dopo cena o a tarda notte in quelle serate indimenticabili nate per caso.
Saremo lA� ad aspettarvi.

Rob

Commenti (1)

Bellissimo articolo, bravo ROB!!! come sempre grande Maso!!!