Interludio – l’Indipubs (controrecensione)

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Categoria: Birra, Festival

Ovvero, come farsi pochi amici (diciamo pure nessuno) e molti nemici (temo un lungo elenco).

Premessa: la prima edizione dello United Indipubs mi A? piaciuta per tutta una serie di motivi che potrete trovare nei due articoli (unodue) di Mattia. Splendida location (difficilmente se ne troverA� una altrettanto bella e funzionale, nelle prossime edizioni), ottima birra, publican indubbiamente appassionati e competenti, un sacco di amici da salutare e con cui scambiare pareri e impressioni.

Seconda premessa: questo articolo forse interesserA� solo a “chi fa parte del giro”. Spero di non annoiare nessun con la mia serie di considerazioni, che spero possano essere uno spunto di riflessione.

C’erano (alcuni de) i migliori publican, c’A? stato un gran festival. Davvero, la selezione delle spine era assolutamente di livello, c’erano alcune indiscusse eccellenze della birra italiana (Bi-Du, Birrificio Italiano, Lambrate, Montegioco, Toccalmatto) e uno sparuto manipolo di nuovi birrifici italiani (Brewfist, Dada, Extraomnes, Loverbeer, San Paolo, Via Priula). Qualcuno mi ha detto che complessivamente, rispetto al numero di proposte straniere, erano molto poche e di pochi birrifici. Forse c’A? del vero, anche se ripensandoci numericamente l’Italia era ben rappresentata, al limite mancava un po’ di varietA� negli stili (le infinite declinazioni di IPA, APA e luppolate varie, ma A? innegabile che il mercato e gli appassionati, ora come ora, cerchino soprattutto quel tipo di sensazioni, noi compresi). Stranamente quasi assenti le Imperial Stout, nonostante l’immensa popolaritA� di cui godono.

Qualche tempo fa ero a Selezione Birra a Rimini, e tra i vari incontri c’era questo che ritenevo molto interessante:

“IndiPub United, proposte e discussioni su una rete di gestori di locali birrari indipendenti.”

Ovviamente intervenivano e seguivano la presentazione diversi gestori di locali che amiamo molto. Sembrava che tutto questo dovesse portare alla nascita di una associazione o movimento, e anche il festival United Indipubs doveva essere un evento finalizzato allo sviluppo di una rete di questo tipo.

Le chiacchiere scambiate questo weekend invece hanno dato piA? l’idea di un gruppo di locali amici e in un certo senso “eletti” e non di un tentativo di creare una comunitA� o un movimento unito e aperto verso l’esterno. Intendiamoci: Pintaperfetta A? nata innanzitutto come occasione di testimoniare e di vantarci dei nostri viaggi e dei nostri assaggi. E non troviamo sbagliato, in sA?, il vantarsi dei propri successi. E’ la mancanza di uno sbocco propositivo quello che un po’ dA� la sensazione di occasione mancata. PerchA� a oggi quel che sappiamo del futuro A? una intenzione di fare un festival annuale (cosa buona e giusta), itinerante (preferirei di no, visto che un Podere Elisa non si trova facilmente, ma capisco che questo onore A? anche e soprattutto un onere, per chi organizza):A� con questi sei publican e le loro spine (ok) e, se proprio, un publican ospite a turno. Ecco, questo mi dA� qualche perplessitA� in piA?, perchA� i publican meritori di dare un contributo a una iniziativa di questo tipo sono di piA?, e probabilmente molti sono propensi a “esserci”. Non A? molto chiaro come potrebbero essere coinvolti, visto che l’iniziativa sembra abbastanza blindata nelle sue modalitA�, almeno a giudicare da quanto sentito al festival.

Quando ho chiesto come mai si fosse deciso di fare il festival nei tre giorni sabato-lunedA� (con il lunedA� lavorativo) mi A? stato detto che era stato fatto soprattutto per poter sensibilizzare e coinvolgere chi lavora nel settore. Effettivamente per molti sganciarsi nel weekend A? tutt’altro che facile, ma allora capisco poco la decisione di tenere (esempio) l’incontro sul rapporto birra-cibo (mi dicono interessante, dalla regia, ma me lo sono perso) di domenica.

A proposito degli incontri della domenica, il piA? atteso era senza dubbio lo scontro tra titani, la resa dei conti, vale a dire:

15,30 incontro con le associazioni Birraie (mobi,unionbirrai,ADB,a��) presente un membro del C.A.M.R.A. presentato da Agostino Arioli e Andrea Camaschella, che illustreranno il movimento Inglese, per nuove idee sulle strategie da attuarsi per la valorizzazione della birra artigianale nei locali con impianti di proprietA�.

Sul forum della prima associazione citata nel comunicato c’erano state fior di polemiche e venivano promesse scintille.

L’incontro A? cominciato in leggero anticipo, erano presenti le associazioni (Giorgio Marconi per Mo.Bi., Simone Monetti per Unionbirrai, Paolo Polli per Associazione Degustatori Birra) piA? i publican dei sei locali e gli ospiti del Moeder Lambic di Bruxelles (Andy Mengal e Cinthya Paladini).

Legge le formazioni e dirige l’incontro l’arbitro signor Andrea Camaschella. Inciampa nel rapido giro introduttivo (presentando Paolo Polli come publican, anche se era stato invitato per il suo ruolo in campo associativo), poi passa la palla ad Agostino Arioli del Birrificio Italiano, che ha fatto una rapida introduzione auspicando l’unitA� di intenti tra i vari soggetti. Agostino si libera della sfera, che finisce in possesso di Colin Valentine della CAMRA. Questi riesce ad addormentare il gioco e una buona percentuale degli astanti con un paziente resoconto delle attivitA� della CAMRA dalla nascita a inizio anni ’70 ad oggi. Sua instancabile spalla, una interprete senza la minima idea dell’argomento birra, di cosa sia il CAMRA e di cosa distingue una Real Ale inglese da una Heineken. Quello che ne risulta A? un (estremamente) palloso resoconto di parti di storia dell’associazione con dettagli sulla storia birraria inglese e scozzese, dettagliata fin nelle sfumature regionali. Un intervento da mezzora buona, reso piA? lungo e confuso dai tempi di consecutiva e dalle evidenti difficoltA� della volonterosa ragazza nel tradurre (memorabili perle come “birra vera” e “birra chimica”). Pur capendo le difficoltA� della poverina, non capisco bene perchA� qualcuno non sia corso in aiuto suo e del pubblico, in fondo quasi tutti noi conoscono l’inglese in modo almeno decente e la birra quanto basta per non cadere in sfondoni. Fior di publican e di associazioni che hanno come impegno dichiarato quello di spiegare e raccontare la birra in modo adeguato, per assistere a tutto questo. Memorabili le fughe di alcuni dei partecipanti (oltre che del pubblico, me compreso) a caccia di birra durante l’infinita sequenza di aneddoti in uno scozzese talmente profondo da sembrare quasi parodistico.

Ci ha risvegliati dal torpore l’intervento di Cynthia Paladini del Moeder Lambic, con un racconto abbastanza veloce e molto concreto di quello che A? gestire un pub “di nuova generazione” nella capitale belga. Interrotta purtroppo da un maldestro e barcollante publican di provincia in cerca di protagonismo (memorabile il “corvo fritto”). La “partita” A? proseguita con veloci fraseggi un po’ inconcludenti da parte dei publican, prima di una veloce carrellata sulle varie realtA� associative, Unionbirrai come associazione (soprattutto) di produttori, Mo.Bi. di consumatori, ADB per i corsi e i festival, con appelli piA? o meno congiunti all’unitA� di intenti e frecciatine rapidamente sedate dall’arbitro che rapidamente poneva fine a una partita che prometteva grande spettacolo e invece ha rivelato ritmi lenti, gioco lento e pastoso e un finale tutto sommato prevedibile. Unico vero lampo, il piccolo racconto di Umberto del Goblin di Pavullo, visionario e poetico, tra una citazione illuminante di Bukowski e l’emozione di credere nei propri sogni e nel proprio lavoro.

“nuove idee sulle strategie da attuarsi per la valorizzazione della birra artigianale”

Ecco, tutto questo non c’A? stato. C’erano i personaggi annunciati, ognuno ha recitato la sua parte, ma sono mancate le idee, la progettualitA� annunciata, o se c’erano non sono uscite durante l’incontro. I leoni dell’associazione consumatori sono stati docili e mansueti, nonostante un pubblico piA? o meno pagante che ha seguito l’incontro soprattutto per vederli ruggire contro l’associazione rivale. Intendiamoci, io amo le partite di calcioni ed espulsioni. E credo che finchA� non si affronteranno certe questioni, che siano di principio o di rivalitA� personale, la tanto declamata “collaborazione” e “unitA�” non potrA� essere che un miraggio. E l’unico modo per superare certe divisioni A? lavorare insieme, non ruggire sui forum o sui blog contro i nemici reali o presunti.

Spulciando nei vari articoli di presentazione da qualche parte (non ricordo dove) avevo letto anche che l’incontro era una occasione per prendere spunto dalle iniziative e dai metodi della CAMRA (il “modello inglese”) e confrontare la loro attuabilitA� nel Belpaese. Se questo c’A? stato, non se n’A? accorto nessuno, temo.

Alessio

Commenti (16)

Commenti a margine:
– inizialmente volevo essere anche più duro, ma questo forse avrebbe dato l’impressione che l’evento a me non sia piaciuto. Non è così, e anzi già alla prima edizione mi sembra un festival che poco ha da invidiare a manifestazioni simili (per quanto simile possa essere un festival dei pub a festival di birrificii) in Italia e in Europa;
– una nota a margine significativa riguarda il ruolo e il significato di indipendente: due pub su sei tra quelli partecipanti hanno un ruolo più o meno importante come importatori e grossisti all’ingrosso e al dettaglio. Questo non li rende meno meritori di considerazione, a mio avviso (anzi), ma mi diventa un po’ più sfumato il termine “indipendente”. Lo stesso vale per un terzo locale, che invece si è dedicato da qualche tempo alla produzione.

…. non ti è sorto il dubbio che magari a te come ad altri non è stato detto perchè non hai un locale???
Per me il lunedi è stata proprio una bella giornata: ho parlato con Nino sulla formazione del personale, con Manuele su prezzi di listino e la possibilità di avere fusti da Birrifici a cui io, con la mia mole di lavoro, non posso arrivare riscontrando l’umiltà di una persona che ti aiuta a lavorare, no che ti crea problemi ..la gag con Camaschella, che ho incontrato per la prima volta, su Interbrau ed i 40€ a fusto …Alle con cui non abbiamo iniziato con il piede giusto, ma successe anche con il Makkè …forse prima bisogna un po’ scornarsi per capirsi e rispettarsi…al posto che fare gli amiconi e poi prenderlo nel c….
Ci sono stati dei risulati, oltre quello di aver finito Kriek Cantillon, e qualcuno sicuramente prima o poi te ne parlerà, non sarà una setta, non sarà a pagamento …non sarà solo al Podere Elisa …e tante altre belle cose!!! …e ti posso dire sinceramente da Publican che ero più interessata all’incontro su impianti e spillature che non star lì a sentire l’ennesimo confronto tra le ass. a cui noi non siamo tesserati ( l’unica a cui sono stata tesserata è stato UB quando ho fatto i corsi)… sono stata anche contenta di conoscere persone come Tysers di persona e berci una birra insieme!!!

Alessio, secondo i commenti (non smentiti) su labussoladellabirra.it, l’introduzione del sig. Camaschella è stata fatta deliberatamente e concordata, a insaputa di ADB, col sig. Marconi durante una cena la sera prima.
L’invito a collaborare della nostra associazione è comunque ben supportato dai fatti visti, ad esempio, gli inviti, gli spazi e la pubblicita’ gratuite a IBF e a BQTV offerte ad altre associazioni o ai banchi spina in comodato gratuito a birrifici. Dispiace se non si è riusciti a rendere più chiara questa volontà, anche per motivi di tempo, durante l’incontro.

Ciao Alessio,
alcune tue impressioni, sono da me condivise e già discusse con alcuni degli amici e publican presenti, già nella giornata di lunedì e nelle successive, fino alla telefonata di oggi con Alle, ti posso garantire che ci si stà muovendo molto, sia a livello di autorità, che, con idee che stiamo già valutando, ma dire che è stata un’occasione persa non è corretto, ti posso dire che la manifestazione ha già toccato il cuore di qualche collega…..
e come detto da Manuele, chi lo dice che l’Indi sia per forza annuale….
qui, al The Dome, stiamo già lavorando su un’idea per il periodo autunnale….
ci si vede domenica….
Michele

Paolo, Camaschella NON C’ENTRA NULLA, era solo un moderatore che si è dovuto attenere ad alcune “precauzioni” che volente o nolente, si sono create negli anni…Chiamale se vuoi, incomprensioni, ma Andrea non c’entra nulla e ha fatto un gran lavoro durante il festival.

Sì, è stato un peccato non approfondire su quel tema, ma l’obiettivo unitario (tra i publican) e il rilanciare la birra come innanzitutto divertimento, spero si sia colto.
Il futuro sarà quello di far girare il “marchio”, proponendo iniziative, corsi di formazione, supporto e unità tra di noi, oltre a riproporre l’iniziativa, anche se per il prossimo organizzatore sarà come arrivare dopo Papa Wojtyla…Alle e i ragazzi del Podere Elisa Santi Subito!!!
Altri pub saranno coinvolti, i nomi già ci sono, ma è da stabilire un critrerio futuro, proprio per allontanare il senso di “elitarietà”, ma preservandone comunque lo spirito…Come poter dire a qualcuno “no, tu no”…E’ brutto e fastidioso, ci vorrebbe un arbitro super-partes…Un’associazione di consumatori? Perchè no, potrebbe essere un’idea

Comunque rimane un evento di cui si parlerà a lungo, per lo spirito innanzitutto

Colonna, noi ci atteniamo a quello detto da Gember, il resto lo saprete voi, non è rilevante e non so cosa vuoi dire con incomprensioni. ADB ha partecipato in modo genuino e aperto come la manifestazione meritava. Ribadiamo i complimenti per la manifestazione ottimamente organizzata e ringraziamo per l’invito ad ADB che abbiamo accettato con entusiasmo con tanti nostri associati.

@Colonna: per decidere i partecipanti ai prossimo UIP si potrebbe creare una sorta di votazione on line dei migliori pub italiani sui vari siti (MoBi, ADB, Unionbirrari etc) e poi “scremare” i risultati tra i migliori e quelli che effettivamente possono/vogliono partecipare.

PS: complimenti per la selezione!

@Edo
Servirebbe pochissimo. Per fart un esempio in “casa”, qui abbiamo dovuto sospendere i commenti ad un articolo perchè il simpaticissimo proprietario aveva creato millemila fake (come vedi su PP non c’è bisogno di registrarsi per commentare, basta dare una mail di riferimento…) per parlare bene del suo locale.

Concordo con Mattia, c’è l’esempio(ne) dei migliori locali ratebeer (sito indipendente e straniero) che ce lo ricorda. Non voglio immaginare affidarsi a siti italiani, pur diversi ma con 1) diverso flusso di utenti 2) diversi gestori 3) competenze diverse.
Secondo me dovremmo affidarci a chi per primo si è occupato di “schedare” e segnalare posti dove bere bene, cioè noi. 😉
A parte scherzi, lasciamo che a scegliere sia chi quel lavoro lo fa e ha deciso di far partire il progetto.

Ciao sono stato con alcuni altri soci ADB Emilia-Romagna all’indipub solo domenica 1 maggio purtroppo. Il festival era davvero ben organizzato e la location splendida (appena un po’ fuori mano se vogliamo dirla tutta) ancora più valorizzata da una giornata di sole meravigliosa.
Concordo in pieno su quanto hai scritto sul convegno tra le Assoicazioni davvero troppo autoreferenziale per nulla propositivo nè dialogante; Per quanto attiene i dispetti, polemiche e polemicuccie di cortile, a me personalmente poco appassionano, al contrario di qualche altro amico di ADB 😉 e non sono altro che la cartina di tornasole del gigantesco nanismo del movimento,… siamo pur sempre il paese dei mille campanili…

@Mattia/Alessio: in effetti, ora che me lo fate notare… sono stato troppo candido!

Ma ci dobbiamo fidare proprio di ‘sti publican de l’osti?! 😀

.. scherzi a parte, spero vivamente che l’occasione si ripeta, in quanto è stata davvero divertente, a parte il CAMRiano di domenica che ha ammorbato un po’ tutti con i racconti dell’associazione.

@Michela è stato un piacere anche per me incontrarti di persona.
Così come è stato divertente e accrescitivo (!!!) scambiare due parole con tutti i folli appassionati che ho incontrato in quei tre giorni.

Alessio, bel pezzo davvero. La metafora calcistica ha reso bene l’idea di come è andato il convegno. Non essendo stato presente non oso fare nessuna considerazione, solo un suggerimento per i numerosi convegni che mi sono sciroppato/organizzato nella vita: si dovrebbe dare ai diversi relatori un input preciso su cosa dire, che taglio dare al proprio intervento. Insomma, mettere dei “paletti” per evitare racconti autocelebrativi, polemiche o chiacchiere a vanvera. Questo solo per ridurre la percentuale “imprevisti”, eliminarli del tutto è impossibile…
Un saluto e complimenti…

Salve a tutti, desidero dire la mia dopo una settimanina dall’evento. Ho partecipato purtroppo solo domenica.

Concordo sull’ottima riuscita in quanto festival di birra, un po’ meno sui buoni propositi di far incontrare le associazioni. Quotando assolutamente il commento di Maurizio, direi che per una prossima volta si potrebbe pensare di organizzare un “convegno” (quella chiaccherata non aveva nulla del convegno, chi solitamente ne segue lo sa…) in maniera un tantino più professionale.
Vogliamo far incontrare le associazioni? Bene: CHIARIAMO SU COSA dovrebbero incontrarsi. Magari su una proposta di legge che certifichi la Birra Artigianale? Vediamo cosa hanno da dire. Non credo che ci siano ancora i numeri per farsi sentire dal legislatore, ma sicuramente le DO del vino sono state ottenute promuovendolo con una maggiore professionalità di quanto non si stia facendo per la birra.
La birra può rimanere la bevanda della cordialità (l’alcool ha sempre fatto stringere un sacco di mani) pur acquisendo un profilo più alto, possibilmente non coi prezzi, ma coi fatti.

Tornando su sentieri meno tortuosi…sulle birre presenti non ho avuto assolutamente alcun problema. Mi ha fatto seriamente piacere bermi qualche bicchierino straniero. Devo dire che tra tutte (purtroppo poche) quelle che ho bevuto solo una è stata pressocché indecente. Trattasi di una barricata italiana di un birrificio che tra l’altro adoro. Un’altra moda destinata a calmierarsi col tempo.
Ottima offerta comunque da parte di tutti i publican, davvero competenti e cordiali dietro le spine.

Spero che l’evento si possa ripetere al più presto, magari tenendo conto delle critiche costruttive che come sempre seguono la “prima”.

Bacioni carissimi

@Jacopo: barricata… Inverno Nucleare?!

Pare che il “buon” Colin Valentine abbia una bella considerazione per i beer bloggers…

http://zythophile.wordpress.com/2011/05/28/beer-bloggers-want-you-to-drink-keg-says-camra-chairman/

pff… -.-“