IBF Roma e Vittoria al 3° Campionato Italiano Homebrewer

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Categoria: Festival

Eccomi di ritorno dal centro Italia, pronto per stilarvi un bel report su quello che ormai è diventato uno degli appuntamenti più importanti dell’anno del panorama birrario italiano: IBF Roma.

Quest’anno l’organizzazione ha optato per una splendida location poco a sud del Vaticano, Villa Piccolomini. Essendo in posizione sopraelevata rispetto alla città, gode di una splendida vista sul cupolone, inoltre l’abbondante ettaro di parco e il caldo sole di domenica, hanno offerto ai visitatori l’occasione di passare una giornata all’aperto diversa dal solito.

Purtroppo note negative sono state il parcheggio inesistente (anche se pare che questo non abbia avuto ripercussioni sull’affluenza, ogni anno sempre più in ascesa) e la carenza di bagni: ho idea che le numerose siepi abbiano svolto il loro sporco lavoro! La formula è rimasta quella degli anni passati, con gli stand dei birrifici, una zona “ristorante” e laboratori per neofiti o appassionati.

A tal proposito, prima di passare alle birre presenti al festival, colgo l’occasione per spendere qualche parola sul laboratorio a cui ho potuto assistere io: La birra artigianale nei pub e locali romani e confronto con pub milanesi. In verità ci si è concentrati molto sull’analisi della realtà romana, grazie anche alla presenza di molti rappresentanti (Makke, Blind Pig, Mastro Titta, Birrifugio, Il Maltese, Bir&Fud, No Name). In questa occasione ha trovato ossigeno una querelle che ormai sta spopolando in rete e non solo, riguardo l’estrema eccedenza di birre ispirate ad uno fantomatico stile “IPA” (che a mio parere ben pochi conoscono). Non è questo il momento per approfondire l’argomento (anche se ci tengo a suggerire a tutti di andarsi a cercare cosa sia veramente una IPA…si potrebbero scoprire qualità inaspettate), malgrado ciò comprendo la frustrazione di certi publican romani, quando si lamentano che ormai un cliente su due al banco chiede: “Damme la più amara che cc’hai!”, e non aggiungo il commento…
Opinione personale: quanto tempo ci vorrà per sentirsi dire “Damme la più barricada che cc’hai!” ???
Le mode vanno prese per quello che sono.

Ora passiamo alle birre del festival. Una ventina i produttori presenti. In linea di massima non ho riscontrato difetti eclatanti nelle birre; per contro non ho trovato nulla che mi abbia toccato nel profondo. Un po’ perché effettivamente molti si concentrano su uno stile molto luppolato, appiattendo così una biodiversità che è invece fondamentale per la sopravvivenza della bevanda “birra”; un po’ perché tante le conoscevo già. Si confermano ottimi i grandi nomi e direi che il concorso Birra Artigianale dell’Anno rispecchia pienamente questo dato: tra i presenti infatti riluccicano sempreverdi Lambrate, Toccalmatto, Bi-Du e Bad Attitude (che non partecipa perché non è italiano). I nuovi Brewfist e Dada mi sembrano decisamente sulla buona strada.

Per chi volesse leggere la classifica completa del CIBA, rimando al sito dell’ADB: http://www.degustatoribirra.it/page.php?10

Altro evento interessante, anche se di minor rilievo rispetto a Birra dell’Anno è stato il 3° Campionato Italiano Homebrewer. Il terzo posto se l’è aggiudicato una interessante Stout, il secondo una intrigante California Common e il primo…una OTTIMA Brown Ale… del sottoscritto, in collaborazione con il fido compare Marchino. Come tutti gli anni il premio consiste in un buono da 100 euro per materiale di homebrewing e la possibilità di fare una cotta della ricetta vincitrice in un birrificio. In quanto a ciò posso solo anticipare che stiamo pensando di tenere da parte un fusto per un open day verso settembre-ottobre, in cui saranno invitati vecchi e nuovi corsisti ADB dell’Emilia-Romagna; prometto di tenervi aggiornati.

Sono decisamente soddisfatto di avere vinto con uno stile “sfigato, poco cool” come la Brown Ale. Provocatoriamente è una birra che non desidera affatto stupire per ingredienti improbabili, livello di amaricatura o altri estremismi, a dimostrazione del fatto che una produzione è buona se tutti gli elementi che la compongono sono armonizzati tra loro, sia essa una Pils, un’Imperial Stout o una Pale Ale. Ovviamente ciò non toglie che la birra sia ancora da migliorare!!

Detto questo, ne approfitto anche per salutare tutti gli altri homebrewers che hanno partecipato, con i quali nella giornata di domenica ho potuto scambiare qualche idea e provare qualcuna delle birre in concorso.

Per il resto mi ritengo soddisfatto dalla fiera: come sempre IBF è stato un evento che unisce il piacere di bere buona birra a quello di fare due chiacchere dal vivo con i birrai, conoscerli, ascoltare e dare consigli e maturare nuove idee per il futuro. Un arrivederci a Roma, a presto!

Jacopo

Commenti (7)

Beh, complimentoni davvero!
A questo punto sale la curiosità di assaggiarla 🙂

Complimenti!
Facci sapere per l’open day 🙂

Come mai hai scelto uno stile cosi’ poco diffuso come la brown ale?

Bella domanda!
Diciamo che provo una certa passione verso gli stili “perduti”, che sembrano semlici e banali (brown ale, mild, per citarne alcuni) ma che alla fine vengono bene solo se ti ci impegni veramente tanto (e poi c’è sempre qualcosa da migliorare).
Sono appassionato di stili birrari, quindi mi interessa scovare i pochi esemlari rimasti sul mercato di queste birre perdute nel tempo, e tentare di riprodurle, piuttosto che persistere nel seguire una moda.
So che può sembrare “reazionario”, ma in realtà tento semplicemente di colmare un vuoto. Gli homebrewer non hanno interessi commerciali quindi avrebbero il dovere di mantenere in vita ciò che il mercato rifiuta.
Non so se mi spiego…

cmq per l’open day sto lavorando per voi…tu sei di Bologna/Emilia-rom.?

Io sono toscano, ma abito diciamo “un po’ fuori mano”. Voi organizzate, e se quando capita sono in Italia, vengo molto volentieri.

Complimenti per la vittoria, ho partecipato anch’io ma sono arrivato in fondo classifica, poco male, per me era la prima parecipazione ad un concorso.
Potresti pubblicare la ricetta?

Prosit
Coraz

@Coraz

Per 12 litri:
un par de chili di pale, luppolo q.b., e tanto amore….

lol, scherzo
adesso non possiamo pubblicarla perché è tutto in movimento e ancora non abbiamo chiarito i termini dell’accordo con il birrificio in cui faremo la cotta

può essere che la pubblicheremo a cotta fatta

Grazie

Coraz