Edimburgo Pub Walks

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Categoria: Viaggi

Cosa può chiedere di più un birrofilo in cerca di tradizione e calorosa accoglienza? Un susseguirsi di pub senza soluzione di continuità, di metro in metro, di yarda in yarda, di piede in piede, di pollice in pollice, di pinta in pinta…

Sì: pint by pint! Qui un “continentale” si troverà piuttosto spaesato se vorrà dar credito alle bizzarre unità di misura che corrono parallele alla guida mancina. Ma al sopracitato feticista basterà adottare l’unica vera, inestimabile dimensione: la PINTA per trovarsi subito a casa. Certo, poi si scopre che anche quella è passibile di mille varianti, e che quella inglese si è da poco ridotta di circa 16 cl., ma su questo si può soprassedere. Come non emozionarsi, in un paese in cui l’associazione birraria nazionale, il CAMRA (per chi ancora non la conoscesse…), fa del titolo di questo blog una vera e propria campagna di sensibilizzazione verso i publican: serve a Perfect Pint!


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Insomma, Edimburgo è una capitale che offre tantissimo e allo stesso tempo appare decisamente a misura d’uomo; per cui potrete girarla senza affanno, con il solo sforzo dei buoni vecchi piedi. A tal proposito non potrete farvi mancare Edinburgh Pub Walks, ottimo testo curato da Bob Steel ed edito dal CAMRA. Vi permetterà non solo di visitare imperdibili locali – interessanti tanto architettonicamente quanto nell’offerta delle birre – ma vi aiuterà anche a scoprire gli angoli più nascosti e accattivanti di questa perla gaelica. Consiglio: non vi fate mancare qualche assaggio di ottimo whisky: il cugino distillato della birra è un po’ caro in Scozia, ma ossimoricamente impagabile!
Un’attrattiva più specificamente birraia è sicuramente costituita dal tradizionale sistema di mescita scozzese: ad aria compressa. Questi consiste in una leva che si apre verso il lato, la quale permette all’aria di entrare nel cask e sospingere il liquido attraverso il tubo della “spina”. Differentemente dalla più famosa pompa inglese, con questo metodo la birra viene spinta dal basso invece che risucchiata dall’alto. Da molti viene considerato il migliore (ma “molti di questi molti” sono scozzesi…).
A questo punto manca solo da rammentarvi che ad Edimburgo, come in tutto il Regno Unito e al contrario che in Italia, potete tranquillamente chiedere un tasting di qualsiasi Real Ale prima di acquistare alcunché, evitando così di dovervi ingerire a forza mezzo litro di schifezza!

Dopo qualche riga sulla città in generale, passiamo ai locali, tralasciando quelli che il giramondico staff di pintaperfetta ha già provveduto a censire.

In primis: THE BOW BAR. Locale molto piccolo ma fornitissimo. Proprio nel periodo della mia permanenza aveva organizzato un piccolo festival, il che mi ha permesso di trovare birre differenti ad ogni mia visita. Tutte tenute benissimo. Sicuramente rappresenta una tappa fissa in città, oltretutto trovandosi nella zona più turistica, non ci sono scuse per lasciarselo scappare. Buona scelta di whisky, cibo a prezzi ragionevoli. È proprio al Bow Bar che Roger Prece, il presidente del distaccamento edimburghese del CAMRA, mi diede appuntamento lo scorso gennaio. Si fece trovare “come nei migliori film di spionaggio, con un impermeabile addosso e la Good Beer Guide sotto braccio”. Simpaticissimo e disponibilissimo, ha fatto da Cicerone a me e al buon Marchino, mio collega degustatore nei primi giorni scozzesi. Con lui abbiamo fatto un pub walk indimenticabile, qualità delle birre: ovviamente impeccabile.

Seguendo proprio le orme di quella serata, passiamo al THE ABBOTSFORD BAR & RESTAURANT. Tipico pub scozzese, con l’isola-bar al centro della sala e la possibilità quindi di fare l’ordinazione su tutti i lati. Il personale è competente e come sempre vi permetterà di assaggiare la birra prima di ordinarla. Pur sito nella famosa Rose St., non risente del casino totale che vive questa strada tipicamente studentesca, essendo defilato nel braccio ovest, meno popolato. www.theabbotsford.com

HALFWAY HOUSE. Accogliente e giovanile, decisamente piccolo ma locato in una stradina pittoresca. Nota dolente: l’odore che potreste trovare all’interno potrebbe non essere di vostro gusto… www.halfwayhouse-edinburgh.com

THE TASS. Centralissimo, sulla Royal Mile. Un paio di pompe interessanti, tra cui la Tass, birra della casa. A quanto pare dovrebbero servire da bere anche in un terzo di pinta…ma che figura ci farei a chiederlo? Ci sono capitato una sera in cui un gruppetto di musicisti folk si era riunito lì per un concertino. Giovani ed anziani uniti da canti tradizionali e da innumerevoli bicchieri sui tavolini. Guardandoli, le decine di bicchieri vuoti mi sembrano i “caduti” di una pacifica battaglia per la socializzazione, e quelli pieni i prossimi ad essere “immolati” in suo nome. Che spettacolo!

Un altro gioiello è il CAFE ROYAL, si può anche mangiare ma fate attenzione, perché i prezzi del ristorante attiguo – che va sotto lo stesso nome – sono piuttosto salati. Gli interni pieni di sfarzo e l’isola-bar al centro costituiscono un vero pezzo di storia della città, non fatevi mancare per nulla al mondo una macchina fotografica. www.caferoyal.org.uk

Il DAGDA BAR è un po’ più defilato rispetto ai precedenti, zona sud-est della città, molto popolata da studenti. Sala singola, poche pompe ma ben tenute. Qui ho provato una Raj IPA di Tryst: un buon vecchio stile, anche se decisamente amara, regala all’olfatto i complessi sentori fruttati del malto. La maggior parte delle IPA in UK sono di questo genere, e a dire la verità, quando ben fatte, le adoro.

THE ANTIQUARY si trova invece nella New Town. Più in stile scozzese, quindi con l’isola-bar al centro di una grande sala, è decisamente più ampio del precedente e popolato anche negli orari meno di punta. Prevalgono i toni del legno e il camino nel centro della sala aiuta a rendere caldo e accogliente l’ambiente. A dir la verità le pompe non mi hanno esaltato ma i prezzi non sono alti e potrete sempre trovare in offerta il whisky della settimana. www.theantiquarybar.co.uk

Con THE GUILDFORD ARMS approdiamo in uno dei locali più belli che possiate trovare ad Edimburgo. Rimarrete stupefatti dal calore che comunica la sala bar. Merita una sosta anche solo per poterlo ammirare; da provare assolutamente il piano superiore. www.guildfordarms.com

Va citato anche il BLUE BLAZER, sito dove il centro storico lascia spazio al West End, forse una delle zone più “modaiole” della città. Non mancano infatti le discoteche: nel cammino verso il pub si stagliavano al mio fianco lunghe file di giovani in attesa di essere “messi in lista”. Rispetto alla tranquillità di cui si poteva godere nei pub finora menzionati, qui vige la legge del casino totale. Per quanto ben fornito un certo indispettimento mi ha suscitato la riluttanza del barista alla mia richiesta di togliere lo sparkle dalla pompa. Giudizio comunque positivo.

Mancherebbero altri due locali che voglio solo velocemente ricordare: l’ottimo KAY’S BAR, consigliatomi da Mattia, autore infatti del relativo articolo qui sul sito, ed il BLACK BULL. Vi ho potuto mangiare un ottimo haggis ad un costo irrisorio: con una qualsiasi tessera studentesca avrete infatti diritto al 10% di sconto, partendo inoltre da prezzi di base decisamente bassi. Infine una piccola sezione sui microbirrifici. Non è certo un problema trovare le creazioni locali nelle città del Regno Unito, basta fare attenzione ai “LocAle” pub…ma fare una visita di persona nei luoghi di produzione, dico io, è sempre una esperienza piacevole.

Nella campagna a sud-est di Edimburgo, distante circa tre quarti d’ora dal centro, si trova STEWART BREWING. Le visite sono su appuntamento ma anche se vi presentate lì senza preavviso non vi negheranno certo un assaggio e qualche minuto di attenzione per spiegarvi le birre. In generale si trovano le tipiche scozzesi – con nomi che vogliono strettamente legarsi al territorio – e sperimentazioni luppolose. Le stagionali riservano qualche sorpresa più allettante: doppelbock, weizen, pils. www.stewartbrewing.co.uk

A conti fatti cosa troverete ad Edimburgo? Basse gradazioni alcoliche ma alte fermentazioni, una piccola città, ma una grande offerta da ogni punto di vista, clima freddo ma calda accoglienza. Che dire? Slan-je va!

Jacopo

Commenti (8)

Colgo l’occasione del tuo primo post “ufficiale” in solitaria per darti il benvenuto!

Stappo una Brooklyn Chocolate Stout alla tua salute.

Complimenti, ottimo articolo.

mmmm… che bei ricordi Edimburgo… quanta voglia di tornarci! Grazie del report.

Cos’ha l’odore dell’Halfway house?
Io non ho mica sentito niente quando ci sono stato!
Sono curioso adesso!!!…D
E comunque direi che merita assolutamente, premiato anche dal Camra come migliore di Edimburgo 2009-2010, no? 😛

Complimenti per l’articolo comunque!

ahahaha
l’halfway house….
beh, la sera che ci sono stato io…probabilmente il bagno era stato usato un po’ troppe volte, e le birre erano purtroppo tutte acide

malgrado questo immagino che sia stato un caso, infatti me ne hanno parlato tutti bene, inoltre mi era stato consigliato da Roger (che ho citato nell’articolo) sulla cui competenza non si discute —– !lol!

comunque grazie a tutti per i complimenti
e….abbondate con i commenti!!
saluti

ahhahahha l’articolo è strepitoso come è scritto, e i commenti dell’autore si vedono che sono molto sentiti e che è un degustatore molto attento!
Spero che ne scriva ancora che oltre a essere molto utili sono molto divertenti!

provati in 3 ad edimburgo
bow bar: piccolo, ben fornito, ma niente cibo (solo una sweet pie se ho capito bene).
abbotsford bar: ottimo, primo pub del giro in scozia. Mangiato neanche tanto male (solito burger, patatine e salad) e la mitica sticky toffee pudding.
cafe royal bar: il migliore, imho. Buone spine, disponibili e buon cibo.

Strepitoso articolo……………a metà mese con un gruppo di alcolisti trentenni per un addio al celibato (birra e wisky) saremo ad Edimburgo per tre giorni (arriviamo venerdì e ripartiamo lunedì mattina) ………… visti i tanti posti da visitare ci consigli la tua personale lista di locali (magari divisa per giorni……….)………….. siete grandi………