Hipster & Rudolph

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Categoria: Birra

Con colpevole ritardo sulla tabella di marcia (viaggio in Usa e varie serate di degustazione), avendo finalmente una serata da dedicare al progetto, son qui a dire la mia. Premetto che non ho letto nessuno dei commenti-articoli degli altri “guru” sull’argomento, proprio per non farmi influenzare da giudizi, opinioni, curiosità e/o polemiche se ce ne sono state.
Per chi non sapesse di che stessi parlando, dico subito che il titolo non viene da uno scalcagnato duo country di periferia, ma dal nome delle due birre di Bad Attitude che son state inviate anche a me come parte dell’iniziativa “Tasting Room” (qui la prima puntata della storia).

L’articolo è, per precisione, scritto in diretta al primo assaggio, in una sorta di esperimento “live”. Nel primo commento poi aggiusterò magari le informazioni sballate che il mio palato, eventualmente, mi avrà suggerito (degustazione 2 Febbraio sera, pubblicazione 3 Febbraio mattina).

Partendo con la Hipster (foto sopra), si nota subito un colore dorato e velato (anche per via di una buona dose di lieviti in sospensione, che rimangono anche sul fondo della bottiglia una volta versata), schiuma bianca non eccessivamente abbondante ma fine e persistente. Al naso, l’impatto è intenso ma non troppo longevo, si sente profumo di pane, i sentori di malto sono abbondanti e piacevoli così come quelli di luppolo e agrumi. In bocca la birra risulta sicuramente più secca di quanto ci si possa aspettare dal naso, con un corpo medio (anche medio-basso), un sapore piuttosto intenso e un finale appunto secco, ben luppolato e decisamente persistente. Spezie e sentori vari (sento coriandolo e di nuovo agrumi, tipo buccia d’arancia) la rendono piacevole, anche se la componente alcolica si fa sentire. ad occhio, senza aver osservato l’etichetta, direi un 7% o forse appena di più.

Passiamo ora alla Rudolph. Il colore è più scuro, diciamo un ramato con riflessi marroni, sicuramente meno accattivante di quello della Hipster. Schiuma beige chiaro, fine e abbastanza persistente. I lieviti in sospensione qui sono decisamente meno presenti. Il naso ci dice che intanto è ben più alcolica della prima, almeno 8,5% o addirittura 9 gradi li fa, molto più speziata, i sentori paiono essere pepe, zenzero. Il profumo non è particolarmente forte nè persistente. In bocca è un’esplosione di spezie, confermo lo zenzero, il pepato, il secco del luppolo (che alla fine vince sulle spezie); corpo medio, non aspettatevi una birra “densa”. La birra risulta di non facilissima bevibilità, e va gustata con calma come si dovebbe fare con una birra invernale. In linea di massima non sono un grande fan delle natalizie, questa è buona, piacevole ma mi ha subito dato l’idea di non volermene bere tre pinte…

Tra le due, devo ammettere di preferire (con un buon margine) la Hipster, forse perchè sono in un periodo in cui preferisco birre più “facili” e da quantità piuttosto che birre corpose e/o pesanti, o particolarmente alcoliche. La Rudolph (di cui adoro l’etichetta) mi risulta un po’ “tanta”, gli odori e i sapori si bilanciano bene, senza essere aggressivi, ma sono, secondo il mio modestissimo parere, forse un po’ troppo presenti.

Ringraziando ancora Lorenzo “Marcos” Bottoni e la Bad Attitude tutta per questa iniziativa (scusandomi per il ritardo!), vi aspettiamo per la prossima puntata!

mattia

Commenti (1)

Ho guardato adesso le etichette. Sui gradi bene o male ci ho preso, sono un po’ stato largo con la Rudolph. L’altra cosa da segnalare… il ginepro della Rudolph non l’ho proprio riconosciuto. Acc!