Falling Rock Tap House, Denver (CO)

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Categoria: Locali, Viaggi

Dopo essere stato alla Wynkoop Bewing Company, mi son quindi diretto verso un locale “indipendente”, sempre nella zona centrale di Denver. Avevo cercato notizie su internet prima di partire e avendo trovato anche buone recensioni, decido quindi di seguirle e fare una scappata al Falling Rock Tap House (sito ufficiale).

Il locale è considerato, per il momento, il pub in città con più linee (75, più  100 bottiglie). Dico “per il momento” perchè il prossimo anno aprirà il nuovo bar dello Sheraton Hotel con 130 spine. Per carità, non sta a me giudicare numeri del genere perchè non ho davvero idea del consumo e del ricambio dei fusti, ma 130 (non che 75 sia un numero misero, eh) son davvero troppe: come si fa a gestirle e mantenere alta la qualità e il servizio?

Il locale è enorme, e quando son arrivato era aperto solo il piano terra, perchè da quel che ho potuto intuire (ma non visitare), al piano sotterraneo c’è tanto altro spazio per accogliere i numersosi (evidentemente) appassionati di birra locale: la vicinanza con lo stadio dei Colorado Rockies può darsi che faccia una gran differenza quando la squadra di casa gioca a Denver. Arredamento tipico con abbondanti rivestimenti in legno, panche, bancone lunghissimo e davvero pochissima illuminazione. Maxischermi, neon e insegne pubblicitarie fanno il resto.

Le 75 spine sono a rotazione, e viene stampato un menù ogni giorno con le spine di partenza e le spine che verranno messe su, in una sorta di sottomenù-preview. Le birre sono divise per indicazione geografica, infatti il Falling Rock sostiene la campagna “Drink Local” (che come vedremo è appoggiata anche dalla Great Divide e da tanti tanti appassionati), e la prima parte del corposo menù è dedicata alle produzioni del Colorado (circa una trentina, includendo anche birrifici assolutamente sconosciuti). Il resto è per buona parte focalizzato sulle produzioni americane, ma non mancano anche birre del vecchio continente.

Tra i birrifici del Colorado, ricordo Odell, Avery, New Belgium (che in altre occasioni ho apprezzato piuttosto poco), Ska, Steamworks, Boulder, Tommyknocker e le famose Left Hand e Great Divide. Essendo ovviamente impossibilitato a provale tutte, ma avendo anche problemi di tempo, sono purtroppo restato al Falling Rock giusto un paio di ore abbondanti, e mi son “dato” alle birre scure, che però, essendo estate al tempo della mia visita, non erano presenti in gran quantità. Nell’ordine, ho provato solo birre statali: la splendida Deschutes Black Butte Porter, la Bell & Bush Big Ben Brown Ale che mi ha soddisfatto in pieno e la “legnosissima” Tommyknocker Oaked Butthead Bock.

Il locale serve anche piatti da pub, dalle classiche chicken wings (provate, niente di eccezionale, si mangiano meglio da altre parti come allo Small Bar di Chicago), i più o meno farciti Burgers eccetera. Servizio al tavolo non particolarmente cortese e fortemente interessato alla mancia, come dappertutto in Usa. Anche qui, scordatevi di bere se non portate con voi il passaporto (e solo quello) per poter dimostrare di aver più di 21 anni.

mattia

p.s. scusate per l’ultima foto ma non avevo la mano molto ferma :-)

Commenti (1)

Le New Belgium, che su ratebeer hanno quasi tutte punteggi altissimi, anche secondo me non sono un gran che. Sicuramente raggiungono la sufficienza, ma non mi hanno mai impressionato, e infatti dopo averne provate alcune, adesso spesso le evito (se c’e’ di meglio).

Boulder e’ un birrificio nella media, con alcune produzioni interessanti (ricordo un’IPA non troppo amara ma molto pungente, e una buona oatmeal stout) ma niente di eccezionale.

Avery a quanto mi dicono e’ un gran birrificio. Le poche birre che ho sentito erano decisamente ben fatte, ma non lo conosco abbastanza per dare un giudizio completo. Da quello che ho assaggiato, promosso a pieni voti, quindi se capita l’occasione il mio consiglio e’ di buttarcisi su e sperimentare.

Gli altri non li conosco – tranne Great Divide e Left Hand, ma quelli non contano :)

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