Church Brew Works – Pittsburgh (PA), USA

Categoria: Locali

Vi siete mai chiesti che cosa si proverebbe a scolarsi una decina di birre dentro una chiesa? Probabilmente no. Ma se vi può interessare, c’è anche chi ha pensato a voi; purtroppo questa persona si trova a Pittsburgh, ma non si può avere tutto. Ne esce fuori Church Brew Works – un posto che è più una curiosità che altro.

Situato vicino a downtown Pittsburgh (ci si può arrivare anche a piedi, con una camminata di circa 10-15 minuti), è assolutamente impossibile non individuare questo brewpub quando si è nei paraggi. Il motivo è semplice: è in una chiesa, e anche bella grande. Una chiesa vera e propria, eh: inizialmente dedicata a San Giovanni Battista, in un periodo di boom industriale per Pittsburgh, è stata costruita ricalcando l’architettura ecclesiastica italiana. A seguito di varie crisi economiche (sia della città che della diocesi stessa) e di cambiamenti demografici, la chiesa è stata ufficialmente chiusa nel 1993, e l’edificio è rimasto inutilizzato fino al 1996, quando dei pazzi hanno deciso di acquistarlo per trasformarlo in un birrificio.

E infatti adesso lì dentro, accanto a rosoni, navate e un simil-altare, ci sono bandiere americane e impianti di fermentazione. Quantomeno curioso. E’ evidente che qui fanno dell’immagine uno dei loro punti di forza: hanno cercato di lasciare tutto com’era nella chiesa inizialmente, facendo solo spazio per ciò che è necessario per produrre birra. Tutto in bella vista: il simbolo del birrificio è il rosone della finestra centrale della chiesa. Si sono meritati addirittura una pagina su wikipedia.

Una volta passati i primi 10 secondi iniziali di curiosità, disgusto, o brivido/terrore/raccapriccio a seconda della propria personalità, viene da chiedersi come siano le loro angeliche birre. Iniziamo col dire che ne hanno tante: la selezione è molto varia, include principalmente birre alla spina, ma anche qualcosa in bottiglia (comprese alcune che sono esclusivamente in bottiglia), e ruota velocemente. A seconda della stagione ci sono birre diverse, e ci sono sempre delle novità di anno in anno. Ovviamente, i nomi delle birre sono scelti in tema con il brewpub, e quindi abbiamo Pipe Organ Pale Ale, Pious Monk Dunkel, Celestial Gold, Confessional Kolsch. Il problema (grosso) è che alcune delle loro scelte sono – come dire – “curiose”.  Una stout al cocco? Una quadrupel in stile belga alla ciliegia o alle more? Vogliamo forse parlare della bock al cioccolato? Non so voi, ma a me queste idee generano quantomeno un po’ di sospetto.

Devo ammettere che le birre non sono così disgustose. Intendiamoci, non sono nemmeno dei capolavori; ma sono riuscito nonostante tutto a finire sia una pinta di Coconut Stout, sia una di Cherry Quadzilla. Fortunatamente in entrambi i casi l’ingrediente segreto era presente in maniera molto blanda, rendendo il tutto bevibile. Però anche la base (ovvero la birra escludendo il cocco o quant’altro) non era così convincente, e in entrambi i casi il mio giudizio è che non si superasse la mediocrità. Molto, troppo blande anche la Dunkel proposta, e la Heavenly Hefe Weizen. L’unica a superare la sufficienza è stata, secondo me, la Thunderhop Double IPA: alcoolicamente un po’ pesante, ma con un robusto corpo di malti e (finalmente!) una buona selezione di luppoli.

Da notare che nella chiesa si può anche mangiare: vengono servite pizze giganti fatte al forno (la scelta degli ingredienti ovviamente è un po’ strana, ma d’altronde cosa vi aspettavate da un posto che fa della stout al cocco il suo punto di forza?), che non sono male per gli standard americani, più panini/hamburger di vario tipo, e hoagies – una specie di ravioloni che dovrebbero essere il piatto tipico di Pittsburgh, e che vi consiglio caldamente di evitare, soprattutto per la quantità di salse disgustose con cui sono in genere serviti. Gli autoctoni mi dicono che qualche anno fa la qualità del cibo e delle birre era migliore, ma ahimè, non ci sono più i birrifici di una volta. Per concludere, aggiungo il fatto che la carità non sanno nemmeno cosa sia, qui dentro, e i prezzi sono leggermente superiori alla media.

Giacomo

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