Guida alla California (2/3): Highway 1 & Los Angeles

Categoria: Viaggi

Vi avevo (colpevolmente) lasciato in una “una truzzissima Dodge Avenger blu metallizzato con tanto di spoiler” all’ombra del Golden Gate Bridge, ma sono certo che nessuno avrebbe il coraggio di lamentarsi per esser stato abbandonato a San Francisco…

Il viaggio verso sud con meta San Diego si svolge lungo la straordinaria, leggendaria e indescrivibile Highway 1: la strada e il paesaggio sono così belli che quasi ci si può dimenticare di malti e luppoli. Se passate da queste parti con il caldo e non disdegnate una giornata in spiaggia il mio consiglio è di saltare a piè pari Santa Cruz e dirigervi dritti dritti a Carmel-by-the-Sea dove una calma unica e una spiaggia bianchissima vi aspettano – per gli appassionati di golf, qui è dove si trova il Pebble Beach Golf Course. Appena entrati in paese fermatevi alla Bruno’s Grocery, fatevi fare un bel paninazzo e tirate giù qualche bottiglia dal frigo soprendentemente fornito: dirigetevi quindi in spiaggia e gustatevi qualche ora di paradiso condita, nel mio caso, da una Lagunitas Sonoma Farmhouse Hop Stoopid, assolutamente all’altezza della spiaggia bianca e il mare turchese.

Carmel-by-the-Sea: scusate se non cè nessuna birra in questa immagine, ma dovevo convincervi a non lasciarvi scappare questo posto incantevole!

Carmel-by-the-Sea: scusate se non c'è nessuna birra in questa immagine, ma dovevo convincervi a non lasciarvi scappare questo posto incantevole!

Proseguendo verso sud, dopo una notte passata in un motel a Big Sur (più o meno lo scenario ideale per un film horror in cui a un certo punto uno dei protagonisti sfodera l’evergreen: “OK, dividiamoci!”), condita da svariate birre in bottiglia collezionate per la strada (tra le varie non posso non citare New Belgium Ranger IPA e Sierra Nevada Torpedo Extra IPA), si riparte al mattino presto con destinazione Santa Barbara. Inevitabile, e consigliatissima, è la visita all’Hearst Castle (Mr. Hearst è il personaggio a cui Citizen Kane – Quarto Potere – è ispirato): si “perdono” 2-3 ore, ma valgono assolutamente la visita di questo posto incredibile e la guida vi farà apprezzare a fondo il personaggio che ha creato dal nulla un posto indescrivibile (io sono sempre stato contro le visite guidate, principalmente perchè eternamente noiose, ma questa, oltre a essere obbligatoria, è veramente straordinaria, nda). Ok, scusate la parentesi da Lonely Planet dei poveri e torno in carreggiata: la sosta di servizio per il pranzo è prevista a San Luis Obispo, per l’esattezza al Novo Restaurant, dove un’insalatina e un’ottima e fresca Firestone Walker 31 California Pale Ale, servite in un’accogliente giardino/patio mi offrono ristoro data la giornata esageratamente calda. Una volta giunti a Santa Barbara dopo un pomeriggio di spiaggia e una serata di shopping e cazzeggio ci troviamo alle 10 di sera passate con una buona dose di fame e sete: volendo evitare un ristorante optiamo per il Santa Barbara Brewing Company pub, dove un discreto cheesburger viene bagnato dalle beverine, ma non indimenticabili, XPA, IPA e Ocean IPA. La serata si conclude con una compagnia conosciuta all’ostello composta dal proprietario e altri locals che inizialmente mi portano in un club in cui si sta svolgendo una gay-night… non essendo molto propensi usciamo e ci dirigiamo verso un’altro club dove una buona Firestone Walker Double Barrel Ale (DBA) mi fa compagnia mentre vengo approcciato, questa volta, da un’avvenente 30enne – di sicuro un bel passo in avanti rispetto alla zia 40enne del Toronado (ma che bellissimo posto la California!!!).

Barneys Beanery, Los Angeles

Barney's Beanery, Los Angeles

L’ultimo paragrafo di questa puntata è dedicato a Los Angeles, volutamente non approfondita sotto l’aspetto brassicolo, destinato all’ampliamento dato il mio futuro soggiorno per 8 giorni ad Agosto. Ma gli spunti e i consigli certamente non mancano: per esempio la Barney’s Beanery, storica destinazione per i viaggiatori westbound lungo la storica route 66 e, come se non bastasse, si narra che Quentin Tarantino abbia scritto la sceneggiatura di Pulp Fiction proprio su questo bancone, che ha anche avuto tra i suoi abituali frequentatori Jim Morrison, Jimi Hendrix e Janis Joplin, che proprio qui ha avuto il suo ultimo drink. Sono solo le 3 del pomeriggio, quindi non mi posso spaccare anche perchè sono l’unico over 25 della spedizione, quindi l’unico a poter guidare (sigh!): mi faccio quindi consigliare da una simpaticissima cameriera montenegrina, che mi delizia con un’ottima e rinfrescante Samuel Adams Imperial Pilsner. La sera un’ottima cena al Village Idiot, ristorante nel quartiere indie di Melrose Blv (non fatevi ingannare dall’aspetto esteriore, da fuori sembra una bettola, dentro è invitante e accogliente, riuscendo comunque a essere molto alla mano) accompagnata da una Bear Republic Hop Rod Rye Ale e dalla locale Craftsman Heavenly Hefe concludono quella che per il momento è la mia esperienza di LA per quanto riguarda malti, luppoli & co.

Non ci resta che risalire sulla macchina truzza e scendere verso la splendida San Diego, per poi finire a Sin City, Las Vegas… (…e prometto che non vi faccio aspettare altri 2 mesi per la terza parte!)

Lorenzo

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