Non che Cardiff sia una località particolarmente turistica, anzi, ma se mai foste di passaggio, o in città per questioni prettamente rugbystiche (come me), ecco un breve decalogo dei pochi luoghi da visitare e dei tanti luoghi da ignorare.
Comincio col dire che non c’è nulla che mi abbia entusiasmato: molti, moltissimi pub sono in realtà delle catene, e la stragrande maggioranza è di proprietà della Brains, che ha la sede proprio nella capitale gallese, e la fa ovviamente da padrone.
Di pub in linea di massima ne salvo tre, uno sulla via principale e due vicinissimi al centro. Poi ne vengono due in linea di massima decenti, e concludono la serie migliaia di posti che non meritano visita alcuna.
Il trio delle (piccolissime) meraviglie
The Goat Major, High St. praticamente di fronte al ponte levatoio del castello è la miglior proposta in città. Non enorme, ha una qualità eccezionale, che è il “numero chiuso”: non ci sarà mai affollamento all’interno perchè il buttafuori all’ingresso farà entrare le persone in maniera proporzionata a quante ne usciranno. Cinque-sei birre commerciali trovabili ovunque e 10 birre a pompa, di cui tre Real Ales e le restanti sette della Brains (ecco, mi chiedo come sia possibile sentire la differenza tra sette Ale di stile inglese di una sola marca). Il Goat Major è un pub storico di Cardiff ed è situato in una delle pochissime case ancora a tralicci.
Il The Cayo, Cathedral Rd, è segnalato dal 2006 ad oggi sulla Good Beer Guide versione UK. Rispetto al Goat Major è appena fuori dal centro, ma raggiungibile a piedi in 5 minuti dal Millennium Stadium. Abbastanza spazioso, anche se diviso in svariate sale che lo rendono un pò “labirintico” e con un bel giardino estivo fronte-strada, presenta le solite commerciali e 6 Real Ales a pompa. Io ero di particolare fretta e ho notato (e bevuto) con piacere una Wychwood Paddy’s Tout, bella corposa e cioccolatosa. Simpatica anche l’iniziativa con cui è il cliente a scegliere, attraverso un questionario, quali saranno le birre ospiti in futuro.
Y Mochyn Du, che in gallese significa Il Maiale Nero (non chiedetemi quale sia la parola che identifica “maiale”), si trova a 50 metri dal The Cayo, all’interno del parco di Sophia Garden. La casetta in cui è ospitato appare cone un mix tra la casa degli gnomi a Gardaland e una vecchia stazione-casa cantoniera completamente ristrutturata. L’interno è enorme, il bancone a pianta quadrata prende la parte centrale e tutto intorno alle vetrate ci sono i tavoli (presente anche un ampio giardino). Anche qui, oltre alle commerciali che sono presenti in grande quantità (almeno una dozzina, compresa la Moretti!) ci son tre Real Ales a pompa. Provate tutte e tre e se non ricordo il nome, (nè ho avuto la voglia di scriverlo) vuol dire che non erano niente di particolare.
A questo punto, vi starete chiedendo… “orca ma se questo era il meglio, adesso che si scende a livelli infimi che ci aspetta?”
Domanda legittima, e risposta scontata: “il nulla”.
L’incognita
Ne segnalo due, di locali, così, velocemente, che a prima vista mi avevano semi-ispirato ma in cui non son riuscito ad entrare: il Cardiff Cottage, 25 St. Mary st., uno dei pub più antichi della città, segnalato sulla Good Beer Guide 2009, che però fa parte della catena Brains. Di fronte al castello, c’è invece la Rummers Tavern, Duke St., ospitata in un inconfondibile palazzo a tralicci. Questi due sono forse i soli locali che potrei consigliarvi di provare nel caso gli altri tre fossero pieni, chiusi o sprofondati.
I maxischermi
Prima di visitare Cardiff, nessuna città o locale inglese, diciamo britannico in questo caso, mi aveva mai lanciato il messaggio “meglio avere 50 televisori ultrapiatti e un dolby sproporzionato piuttosto che della buona birra”: nella capitale gallese invece succede il contrario. Sono tanti, tantissimi i pub che pubblicizzano gli ingressi con mega-cartelloni dove si sfidano a suon di pixel, HD e canali satellitari invece che malti e luppoli. Il mio consiglio è di stare alla larga da tutti questi locali, da catene tipo O’Neill eccetera.
E, per carità, non andata a mangiare da Wok to Walk alle 3 e mezza del mattino. Fatelo per il vostro bene.
Al contrario, High St. e St. Mary St. dopo le 23 sono una fucina di fenomeni da baraccone: armatevi di telecamera e farete serata.












Oh, a me Wok to Walk piace e pure tanto.
Non ti permettere mai piu’ offendere Wok to Walk! Mi ha tenuto in vita nell’ultima visita ad Amsterdam
7 ales della Brains.. curioso.
Wok to Walk rocks!
Il Goat Major è il pub in cui vent’anni fa ho bevuto la prima birra della mia vita, la prima sera in cui ero arrivato a Cardiff per starci un anno a studiare come Erasmus: vederlo ancora in piedi (ero anch’io a Cardiff per il rugby a fine marzo) migliaia di birre (mie) dopo è sempre un’emozione.
Concordo sul fatto che la qualità dei pub a Cardiff, soprattutto nel centro, è assai bassa: un sabato sera nel centro di cardiff però è un’esperienza indimenticabile, visto che tutto il centro viene chiuso al traffico perché la città si trasforma in una festa mobile di fenomeni e fenomene da baraccone che si divertono veramente senza pensieri, qualunque cosa questo significhi. Con un po’ di ricerca si trovano però ora anche pub con birre un po’ migliori di quelle citate. Per stare tra le gallesi, io ho passato il week-end a bere solo Otley (birrificio di Pontypridd), sia a pompa sia in bottiglia, trovandomi piuttosto bene (birre premiate anche al GBBF).