Blind Tiger – New York City (NY), USA

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Categoria: Locali

Nell’area di New York City ci sono molti birrifici, microbirrerie e brewpub (mi vengono in mente Sixpoint, Brooklyn Brewery, Chelsea Brewing Company, Heartland, e la lista continua), tra i quali non ho mai mancato di trovare qualcosa che mi piacesse; ma immagino capiti anche a voi di voler andare in un posto, senza dover scegliere prima che cosa bere. Perché limitarsi ad un solo birrificio, se posso andare in un pub che tiene un’ottima selezione delle migliori birre che si possano trovare? Ed ecco che in nostro soccorso arriva la Blind Tiger Ale House, senza dubbio il mio pub “birraio” preferito a Manhattan. Ma andiamo con ordine.

Nel cuore dello West Village (Google Maps), non lontano da Washington Square, e facilmente raggiungibile in metropolitana (linea rossa 1-2, oppure A-C-E), Blind Tiger si trova in una zona di ristorazione: i blocchi lì intorno sono pieni di bar e ristoranti. A mio parere, non è certo una delle zone più affascinanti della città, e anzi, se non ci fosse Blind Tiger avrei pochi altri motivi per andarci (anche se magari mi sono perso una miriade di locali fantastici – chi ha il tempo per provarli tutti?). In realtà, anche il pub inizialmente era da un’altra parte (Hudson Street, al limite sud dello West Village), ma dopo essere stato spodestato da Star Bucks, ha deciso di spostarsi più a nord, in un piccolo locale costruito con legno proveniente da una fattoria del XIX secolo. Sarebbe stato un gran peccato perdere un’istituzione della scena delle birre artigianali newyorkese. Una nota piacevole: il locale è privo di televisioni. Se a voi questo sembrerà normale, sappiate che negli Stati Uniti non è raro imbattersi in locali con più schermi televisivi che metri quadri, e la cosa mi da un fastidio incredibile (mia opinione personale, ma dal momento che mi state leggendo, ve la beccate tutta). I pub in particolare tendono ad essere afflitti da questa piaga. Ma a Blind Tiger potrete riposare gli occhi in santa pace, coccolati dall’innocuo baccano di una massa di potenziali ubriaconi, senza essere obbligati a sorbirsi l’ultima, noiosissima partita degli Yankees.

Passiamo a discorsi più interessanti. L’idea dietro al locale è semplice: solo birre di qualità. Lì dentro si può scegliere ad occhi chiusi, e quello che vi verrà portato non vi deluderà.  Circa 30 linee di spina (il numero di quelle disponibili può variare leggermente), a rotazione, selezionate tra le migliori birre artigianali di tutto il mondo. La maggior parte delle produzioni è nordamericana, ma si trova sempre qualcosa anche di belga. Non ci sono limitazioni di stile o birrificio: la rotazione consente di avere un po’ di tutto, dalle imperial stout alle pilsner, passando per barley wine, ma con un occhio di riguardo per i pale ale, che vanno per la maggiore negli USA. Un’occhiata al sito ufficiale consente di farsi rapidamente un’idea di cosa sia disponibile.

Nella mia ultima visita (è un po’ come scartare i regali di Natale), siccome sono stato bravo, la tigre cieca mi ha portato Left Hand Milk Stout (cream stout, molto delicato, ben bilanciato e vellutato), Rogue Brutal Bitter (una bitter preparata con così tanto luppolo Crystal, forte ed aromatico, che si avvicina ad una IPA), Goose Island IPA (ne ho già parlato qua, anche i muri sanno quanto mi piace), Green Flash West Coast IPA (ottimo esempio di IPA, con un corpo di malto di media robustezza, e un trionfo di luppoli con finale acido), per finire con Dick’s Barley Wine (buona carbonatura, dolce ma non in maniera eccessiva – un barley wine non devastante come altri suoi compagni, e per questo più facile da bere). La lista è lunga, e quello che più apprezzo di questo locale è che la selezione è sempre molto, molto varia. In genere ci sono una ventina di birrifici diversi rappresentati, e anch’essi ruotano, per cui si può trovare veramente di tutto. Alcuni classici della East Coast e dintorni sono comunque quasi sempre presenti: Smuttynose, Brooklyn Brewery, ma anche Goose Island, Sly Fox. Tra le belga, Cantillon è un classico.

Oltre alle spine, c’è anche una selezione di bottiglie. Ammetto di non aver mai guardato in dettaglio la lista delle bottiglie, perché mi fermo sempre alle spine. So che ci sono numerose bottiglie invecchiate: ho visto Chimay blu con vari anni di stagionatura, barley wine, lambic.

Le birre sono sempre servite in un bicchiere appropriato, e con una buona spillatura, per quanto mi è capitato di vedere. Nonostante la calca che c’è spesso al bancone, si riesce a farsi servire in un tempo decente, visto che nelle ore di punta ci sono almeno 3-4 persone addette alla spine.

In più, vari eventi birrai sono organizzati praticamente tutte le settimane: il mercoledì è dedicato ad un birrificio artigianale, sempre diverso, del quale troverete sul posto il mastro birraio per bere assieme una pinta e scambiare due chiacchiere. Naturalmente questo implica che le spine del locale si adeguino al birrificio ospite, proponendo a volte decine di birre prodotte dal mastro birraio in questione. Leggenda vuole che, per una di queste serate, siano arrivati a dedicare l’intero impianto ad un solo birrificio, includendo 28 birre alla spina, 2 a pompa, e 1 a caduta.

I prezzi sono assolutamente in linea con la media statunitense. Quando andate in un pub che fa della qualità delle birre il suo forte, dovete aspettarvi di pagare tra i 6 e gli 8 dollari per una pinta, e Blind Tiger non fa eccezione. Siccome questi prezzi sono praticati anche in città molto meno costose di NYC, trovo che sia perfettamente accettabile. E’ possibile anche mangiare qualcosa, sebbene la lista di piatti non sia lunghissima. Non ho mai testato la qualità del cibo, quindi non so dare consigli; però la zona pullula di ristoranti, e se la cena non vi soddisfa, non avrete problemi a trovare qualcos’altro.

Cos’altro aggiungere? Adoro questo posto. Non è solo la lista delle birre che conta, ma anche l’ambiente: e questo piccolo e affollato locale, ripieno di autoctoni ma anche amanti della birra in viaggio, ha stoffa da vendere. Andateci appena possibile. Un’ultima cosa: siccome il pub è davvero piccolo, e ci va davvero tanta gente, conviene andare presto (intorno l’ora di cena, 7PM), specialmente di venerdì e sabato.

Giacomo
(P.S: le foto che avevo fatto, siccome sono un’idiota, le ho perse e me ne scuso;
ringrazio i rispettivi autori)

Commenti (2)

Che bello il Blind Tiger! ci sono stato ad ottobre.

mi scende la lacrimuccia, non so se per l’ambiente o per le Hot Wings più “hot” che abbia mai mangiato, neanche la 90 minutes contrastava un pochino le fiamme dell’inferno… :-)

Beh, le Hot Wings vanno sempre prese “a tuo rischio e pericolo” :)
Io onestamente non sono un fan del cibo americano estremo, e’ troppo ripieno di spezie e tende ad uccidere i sapori.
Comunque buona scelta la 90 minutes: con il piccante, le birre luppolate tendono a dare sollievo al palato!

Tra poco piu’ di un mese conto di tornare a fare un saluto alla Tigre Cieca. Mi sto gia’ domandando che spine ci saranno!

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