Pianeta Birra 2010

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Categoria: Fiere

Come ogni anno, arriva Pianeta Birra, la rassegna birraia che presenta marchi, distributori e soprattutto piccole realtà artigianali al pubblico specializzato e alla massa. Come al solito la manifestazione si è svolta alla Fiera di Rimini, precisamente nei giorni 21-22-23 e 24 Febbraio. Ho avuto la possibilità di fare un’approfondita visita nella giornata conclusiva, che si è resa piacevole dalla modesta quantità di persone presenti.

Intanto bisogna dire che l’edizione 2010 si è svolta in tono minore rispetto a quella del 2009 (recensita qui): lo spazio dedicato alle birre era circa la metà di quello della scorsa annata. Poco male, in linea di massima, perchè ciò che doveva esserci, c’era.
Nella zona degli importatori, faceva da padrone il mega-stand di Interbrau, e da piccolo (ma valido) contraltare, Eurosaga. Poco più in là, una decina abbondante di stand più o meno minuscoli presentava materiali, impianti e anche qualche produzione a me cara: è il caso della Ganter di Freiburg im Breisgau, tappa obbligata nel mio annuale giro verso il Belgio, sia per la qualità delle birre che per la cura nel cibo.

Nell’area riservata alle produzioni artigianali italiane, erano molti gli stand validi, e per ovvi motivi non ho potuto assaggiare tutto (anche perchè un minimo di “lavoro” l’ho dovuto svolgere), per cui mi son buttato su qualcosa ad alto grado di “sicurezza” come Lambrate e Toccalmatto, qualcosa di nuovo (almeno per me) come Pausa Cafè, e qualcosa di imperdibile come lo stand di Alex Liberati e 4:20 di Roma.

Partiamo da Toccalmatto, che come al solito presenta in grandissima forma le sue Skizoid, Surfin’ Hop, Re Hop e Fumè de Sanglier. Passiamo da Lambrate con una sempre validissima Ligiera e una Ortiga che, quando sono arrivato, era un pò troppo calda per via di un malfunzionamento dell’impianto refrigerante… calda ma sempre buona :-)
Dopo una veloce Viaemilia e un assaggio della nuovissima Bia Ipa (davvero niente male) al Birrificio del Ducato, mi son lanciato verso lo stand di Pausa Cafè: il microbirrificio, situato nel carcere di Saluzzo, nasce da una cooperativa sociale che annovera fra gli altri progetti anche la torrefazione presente nel carcere di Torino. Il loro progetto, che sfonda le porte del sociale e dà una possibilità di riscatto lavorativo a chi ne ha bisogno e ne è meritevole, prevede la produzione di numerose tipologie birraie, dalla Pils lasciata maturare in botti di legno di Slavonia, alla notevole Chicca che usa il caffè Guatemalteco prodotto al carcere di Torino, alla DuleMes con fortissimi sentori di zafferano, alla Tosta che richiama fortissimo il sapore e l’odore di cacao.

Successivamente mi sposto dal 4:20, che non fa mai mancare il suo apporto in fatto di nomi eccellenti. Assaggio una splendida Mikkeller Single Hop Amarillo e una Mikkeller Single Hop Tomahawk. Eccellente anche la De Molen Amarillo e la Port Brewing Pizza Port. Non fa niente per “nascondersi” al palato nemmeno la Pannepot Wild.

A quel punto mi ricordo però che devo anche far finta di lavorare (diciamo dare una mano ad un amico negli assaggi). Così nello stand di Eurosaga provo una ottima Gonzo di Flying Dog e una normale Anchor Porter (in bottiglia me la ricordavo decisamengte meno dolce). Da Interbrau, assieme ad un importante dirigente di Brooklyn Brewery, assaggio con piacere tre Sierra Nevada: Pale Ale (meglio in bottiglia, stavolta: risultava decisamente scialba alla spina), Harvest (buona) e Torpedo (la migliore a parer mio). Andando avanti, Jaipur (Thornbridge, di cui ho letto recensioni negative su Mo.Bi e devo dire che hanno tutte le ragioni del mondo: fusto (fusti?) andato), Brooklyn Chocolate Stout (buonerrima) e altre cose non imperdibili.

Insomma, niente male davvero come fiera, tante cose buone, peccato non aver avuto un pò più di tempo per girare con calma e gustare meglio ogni bicchiere, ma essendo arrivato alle 9.40, alle 15 il mio fisico ha cominciato a cedere: il prossimo anno dovrò attrezzarmi meglio…

Commenti (3)

Invidia totale. Poco da aggiungere…

Pausa Caffè è stata per noi la rivelazione 2010. Le loro birre ci sono piaciute tantissimo…cosa che non possiamo dire del birrificio Opperbacco, alcuni siti ne parlano talmente bene che ne siamo rimasti veramente delusi soprattutto della Triplipa. La jaipur a pompa era terribile,ma ti posso giurare che Lorenzo non mi ha mai venduto una bottiglia più che a posto!!!Sulla Torpedo siamo d’accordissimo…e la birra da cui tornavamo a fine giornata è stata la My Antonia!!!Ci siamo stati 3 giorni…i birrifici conosciuti non li abbiamo assaggiati..e Alex faceva buca (come si dice in Toscana!!)
Siamo contenti che ti piacciano le single hop…la prossima volta vieni a trovarci al posto di Alessio…(scherzo, poi lui ti spiegherà)

Se solo potessi fare un salto da voi, lo farei volentierissimo. Appena ho un weekend libero da impegni lavorativi, giuro che farò di tutto per passare ;-)
Sulla Jaipur, boh… ho letto dappertutto che il fusto era andato, quindi ne ho 1) parlato con il rappresentante che diceva che “siccome era una Cask, è molto diversa dalla bottiglia”; 2) allora io che son testardo l’ho provata lo stesso 3) era semplicemente andata 4) anche la Sierra Nevada Pale Ale aveva un nonsochè di strano.
Resta il fatto che in bottiglia a parer mio è una buona birra, non ottima ma buona, e di grosse “sòle” dalla Jaipur non ne avevo mai prese. Fino a mercoledì scorso :-)

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