Italia Beer Festival – Bologna

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Categoria: Birra, PintaPerfetta, Viaggi

Dopo Milano e Roma , è la volta di Bologna come sede della (nostra) terza tappa 2009 dell’Italia Beer Festival, il tour oramai itinerante dedicato alla birra italiana artigianale.

Prima di dedicarmi al racconto del festival, mi piacerebbe fare una piccola deviazione per consigliare una birroteca in cui sono incappato casualmente nel pranzo pre-IBF. In via degli Orefici 19 è possibile trovare Eataly, un marchio diffuso in molte città (Milano, Torino e altre) in cui su 3 piani in simil centro commerciale è possibile trovare molti prodotti, dai libri ai prosciutti, dal vino alla birra.

Al secondo piano si trova uno spazio dedicato al bere con 300 bottiglie di vino e 80 birre differenti, con la possibilità sia di acquistarle che di berle in loco. Giusto per chiudere l’appunto, in Eataly ho trovato 3 spine di birra Forst (V.i.P. ,Helles Bock, Sixtus), una spina dedicata a Baladin e una “ospite” a rotazione (nel mio caso l’inglese Santa’s Butt).

Concludo la premessa segnalando i prezzi davvero competitivi nell’acquisto delle bottiglie, tra cui ad esempio una Sierra Nevada (stout o porter) a € 2,80 , la Sally Brown del Ducato a € 3,20 o una Cream Stout della St Peter’s a € 4,50.

Ben saziato e discretamente abbeverato mi sono recato quindi al’IBF, situato in pieno centro città, nel bellissimo palazzo Re Enzo a pochi passi dalla famosa piazza Maggiore. L’accesso in fiera comportava 7 euro di obolo all’ingresso, che comprendevano anche un bicchiere da degustazione in simil stile teku e la partecipazione gratuita (prenotando in anticipo) ai vari laboratori. Parlando di costi, ragionando in gettoni da 1 euro, ne serviva 1 per una degustazione da 0,1 cc e 2 per una da 0,2 cc . Il cibo, sempre pagato a gettoni (4), si limitava a panini e poco altro.

I birrifici presenti purtroppo erano ben pochi, quasi da far dubitare del titolo “IBF” , in quanto la rappresentanza extra emiliana è stata alquanto modesta.

Alla chiamata hanno risposto in ordine alfabetico : Bacherotti, Bauscia, Birrone, Croce di Malto, Geco, l’Inconsueto, San Gabriel, Statale 9, Toccalmatto, Valcavallina, White Dog mentre Freccia e Orso Verde hanno rinunciato negli ultimi giorni.

Raccontando gli assaggi, superba la produzione di Toccalmatto (piacevole conferma e qualche scoperta come la Skizoid) e ottima quella di White Dog (mia reale scoperta, con una Apa di un amaro luppoloso piacevole).

Il resto in sincerità, ammetto che è stato ben poca cosa.

Alcuni birrifici (cito tra gli altri a memoria Bacherotti e Bauscia), hanno proposto birre con aromatizzazioni e speziature a mio modesto parere ridicole. La birra con sentori di salvia alla degustazione, e poi scoperta bombata nella ricetta proprio di Salvia, penso entrerà nel mio personale bestiario. Potrei parlare anche della birra al basilico, ma direi che ci siamo già capiti.. 🙂

Un discorso a parte merita Croce di Malto, con l’attesissima Triplexxx recente vincitrice di un premio internazionale molto importante in quel di Strasburgo.

Al naso presentava un profumo sospetto ma non sgradevole, con accenni di cereale ed erbaceo. Al palato invece si scioglieva subito in un beverone troppo dolce e quasi stucchevole. Oggettivamente ho il sospetto di aver trovato un fusto (o una cotta) non particolarmente fortunata, quindi preferisco rimandarla ad assaggi futuri.

Più positiva invece l’esperienza con l’Hauria, una Koelsch molto beverina, scorrevole e piacevole al palato.

Per quanto riguarda gli altri birrifici ammetto di non essermi buttato troppo negli assaggi, scoraggiato esteticamente dai nomi pochi invitanti e ancor meno fantasiosi (chiara, rossa, ambrata, nera ecc… ). L’ultimo assaggio “potabile” di cui posso parlare è la Calypso di Valcavallina, birra dai profumi molto americani e da un corpo beverino e forse troppo timido.

Altra tappa della giornata sono stati i laboratori di degustazione, dedicati all’abbinamento cibo-birra e a un’introduzione basilare alla degustazione della birra. Come tutte le cose opinabili, anche nelle 3 ore di laboratori ho sentito affermazioni non sempre condivisibili (tipo nell’abbinamento cibo-birra, in cui il suo utilizzo ricordava più lo sciaquone del bagno che un accompagnamento), comunque posso valutare l’esperienza come utile, soprattutto ai profani della materia.

Concludendo posso definire l’IBF come un opera riuscita a metà. Ottima la location (anche se con sbalzi di temperatura tra una sala e l’altra da congestione), buona l’organizzazione, i laboratori e i prezzi. Da rivedere sicuramente la presenza dei birrai, insufficienti in numero anche se questo apre un discorso forse più ampio sull’opportunità di avere più IBF durante lo scorrere dell’anno e sull’attrattività che ne consegue.

Commenti (25)

Solo una piccola precisazione: a Genova, Eataly per ora non esiste.
Ciaoo

Effettivamente hai ragione, mio errore di distrazione.. 🙂

>bicchiere da degustazione in simil stile teku
se e’ lo stesso che usano in altre manifestzioni mi pare non c’entrasse molto col teku. Per lo meno questo mi pare di una qualita’ molto superiore come tipo di vetro.

>la rappresentanza extra emiliana è stata alquanto modesta
si, solo 8 su 11 erano extra emiliani, proprio una minoranza

>presenza dei birrai, insufficienti in numero
Presenza dei birrai o dei birrifici? Quando e’ sufficiente?

>più IBF durante lo scorrere dell’anno e sull’attrattività che ne consegue
qualche maledizione ti arrivera’ da chi abita a centinaia di km dalle grandi citta’

ciao

> se e’ lo stesso che usano in altre manifestzioni mi pare non c’entrasse molto col teku. Per lo meno questo mi pare di una qualita’ molto superiore come tipo di vetro.

Magari esserci ti avrebbe aiutato nel dare un giudizio. Lo ricordava come forma pur non essendo quello. Da qui il mio “simil-teku”. Un bel bicchiere oltretutto. Il confronto con le altre IBF annuali non posso farlo non essendoci stato.

> si, solo 8 su 11 erano extra emiliani, proprio una minoranza

Probabilmente ho usato un termine non corretto. Potevo più semplicemente dire che sotto il Po c’era poco (o forse nulla). Alla fine i principali presenti erano emiliani e alcuni “minori” extra. Cmq poca roba oltre i 200/300 km di distanza.

> Presenza dei birrai o dei birrifici? Quando e’ sufficiente?

11 mi pare riduttivo. Oltretutto gran parte di scarso valore.

> qualche maledizione ti arrivera’ da chi abita a centinaia di km dalle grandi citta’

Posso capirlo. Però se si parla di Italia Beer Festival, io da non esperto penso a una fiera dei maggiori birrai italiani. Non tutti, ma almeno una parte.
Poi probabilmente sbaglio a legarmi troppo al nome, e dovrei pensare che è una fiera come un’altra dove va chi preferisce.
Forse farne 5-6 all’anno scoraggia i big ad andare a tutti. Ci sarà bisogno di una Super Italia Beer Festival a cadenza annuale per vederne di più?

Cmq grazie per i commenti, la critica aiuta a correggere le proprie imprecisioni.. 🙂

Scusa ancora e senza polemica, ma quel bicchiere di ibf col teku non c’entra nulla. C’e’ una foto qua
http://www.movimentobirra.it/forum/forum_posts.asp?TID=1422&PN=4

Italia beer festival forse vuol dire che si fa anche in giro per l’italia; quando lo facevano solo a milano mi pare si chiamasse “Salone della birra artigianale” o roba simile. A me pare una cosa lodevole che giri anche in posti dove la birra artigianale al massimo la danno a eataly.

Bacherotti era l’unico sotto il po, emilia a parte. Questo mi pare rifletta anche la distribuzione dei birrifici in italia (circa la meta’ concentrata in 4 regioni del nord).

Sullo scarso valore, anche li mi pare rifletta il valore medio dei birrifici italiani; se come dici tu 2 su 11 erano buoni (anche se non li hai provati tutti) e’ gia’ superiore alla percentuale italiana…

IBF milano credo sia sui 30 espositori, magari non e’ super ma non e’ male.

>Per quanto riguarda gli altri birrifici ammetto di non essermi buttato troppo negli assaggi, scoraggiato esteticamente dai nomi pochi invitanti e ancor meno fantasiosi

Hai fatto malissimo. L’ambra era strepitosa, la migliore a mio parere. Un vero esempio di equilibrio.

>Come tutte le cose opinabili, anche nelle 3 ore di laboratori ho sentito affermazioni non sempre condivisibili

Avresti potuto animare il dibattito o l’hai fatto?

>comunque posso valutare l’esperienza come utile, soprattutto ai profani della materia.

L’IBF non credo abbia voluto essere un incontro di GURU della materia. Per quello ci sono le ‘chiuse’ nei Ristoranti per i solo addetti ai lavori.

L’affluenza non sara stata all’altezza delle altre edizioni, e la causa a mio parere è stata proprio la location. Fantastica dal punto di vista estetico e architettonico, ma credo abbia fatto frenato i ‘curiosi’.

Luca

> Hai fatto malissimo. L’ambra era strepitosa, la migliore a mio parere. Un vero esempio di equilibrio.

Ambra di chi? Comunque altri assaggi non menzionati in recensione erano la weiss dell’inconsueto (scarsa), la nera di geco (buona, dimenticato di citarla)e assaggi vari da bicchieri altrui. Purtroppo non potevo “sbronzarmi” e ho fatto una scelta selettiva..

> Avresti potuto animare il dibattito o l’hai fatto?

Erano entrambi laboratori introduttivi, per neofiti. Non mi andava di fare il finto esperto che cavilla su tutto. Esistono le opinioni, e come dice il buon Clint, sono come le palle. Ognuno ha le sue.

> L’affluenza non sara stata all’altezza delle altre edizioni, e la causa a mio parere è stata proprio la location. Fantastica dal punto di vista estetico e architettonico, ma credo abbia fatto frenato i ‘curiosi’.

Possibile. Di sicuro aveva il vantaggio di essere facilmente raggiungibile. Comunque parlando di conoscenze personali, di amanti della birra, posso dirti che sono stati a casa dopo aver visto la lista dei birrifici presenti. Della location interessava poco a chi amava la birra, al limite poteva diventare argomento di discussione durante e dopo (per i pro e contro). Conosco pochi bevitori che evitano una fiera solo perchè il palazzo è bello/brutto/comodo/scomodo..

>Ambra di chi?

Ambra rossa di San Gabriel

>Erano entrambi laboratori introduttivi, per neofiti. Non mi andava di fare il finto esperto che cavilla su tutto.

Però sembra che tu lo stia facendo qui, a ‘casa tua’, e non mi pare corretto.
Le opionioni saranno anche come le palle, ma sembra che tu non le abbia avute.

Per quanto riguarda la riuscita dell’evento, probabilmente hai ragione. Gli esperti non avranno trovato interessanti le birre presenti e avranno preferito boicottare, ma eventi come questi io spero sempre che attirino persone ‘ignoranti’ per stimolare l’interesse e arrivare a vedere meno Becks e Corona negli scaffali dei supermercati.

> Ambra rossa di San Gabriel

me la segno per il futuro.

> Però sembra che tu lo stia facendo qui, a ‘casa tua’, e non mi pare corretto. Le opionioni saranno anche come le palle, ma sembra che tu non le abbia avute.

A me pare che vuoi cercare la rissa a tutti i costi. Io non vengo a casa tua a darti del senza palle e non mi sono permesso neppure qua a “casa mia” di insultare qualcuno.
In 3 ore di parlata ci sta che scappi la vaccata, o l’idea opposta alla mia. A quanto pare una recensione non può permettersi di dirlo. E’ una tua opinione. A me pare realmente una sciocchezza.
Mi pare che vuoi cercare forzatamente il pelo nell’uovo. Ho parlato espressamente di giudizi buoni ma non eccelsi. Non mi pare un’aggressione bella e buona come la tua. Se cerchi il lacchè di turno pronto alle sviolinate, cerca un altro sito.

> Per quanto riguarda la riuscita dell’evento, probabilmente hai ragione. Gli esperti non avranno trovato interessanti le birre presenti e avranno preferito boicottare, ma eventi come questi io spero sempre che attirino persone ‘ignoranti’ per stimolare l’interesse e arrivare a vedere meno Becks e Corona negli scaffali dei supermercati.

Il mio discorso era diverso. Il motorshow si fa una volta all’anno in un luogo. Lo smau uguale. Passare questo come festival italiano (poi magari lo interpreto male io), con un premio di miglior birraio e così via, quando è almeno il quarto o quinto annuale, mi pare solo dispersivo.
Chiamatela festa della birra artigianale, ostentiamo meno pretese e cerchiamo di avere più nomi pesanti. Poi la mia era un appunto da non esperto e non inserito nel mondo birraio. Se molti non sono venuti, avranno motivi precisi che probabilmente sia io che te non conosciamo.

Scusate, ma non si sta esagerando un po’ con i toni della discussione?
Mi sembra che questa pagina voglia semplicemente offrire uno spazio in cui si parla di birra e non essere una specie di dogma.

Il termine “opinabile” riferito ai laboratori è da intendersi come “materia in cui è naturale che ci siano opinioni diverse, di cui nessuna può essere in assoluto giudicata sbagliata”. Quindi se si sa che esistono diciamo “scuole di pensiero” diverse, perché mettersi a cavillare ad un laboratorio introduttivo sulla birra?

> Ottima la location (anche se con sbalzi di temperatura tra una sala e l’altra da congestione), buona l’organizzazione, i laboratori e i prezzi.

Oltretutto il parere conclusivo sull’IBF mi è parso positivo, con le giuste critiche.

Invece di cercare di fare a pezzi un articolo, non si può semplicemente dire “a me è invece piaciuto particolarmente questo IBF per questo e quel motivo”? 🙂

A me pare di non aver offeso nessuno e di aver fatto osservazioni che penso costruttive non sulle opinioni ma su dati oggettivi. Se poi qualcun altro ha trasceso i toni non ci vorrei finire dentro anche io.
Le mie osservazioni riguardavano principalmente:
– bicchiere: Se qualcuno vuole sostenere che il bicchiere e’ similteku faccia pure, secondo me non siamo nel campo delle opinioni. Il primo a rispondere con toni non proprio educati e’ l’autore, del tipo se non c’eri che parli a fare.
– sulla locazione geografica e la qualita’ dei birrifici: dati numerici inesatti.
A me pare di aver parlato di birra e non di fisica quantistica.
ciao

Ma tu l’hai visto il bicchiere o parli per sentito dire?
Perchè in una parte dici che “se e’ lo stesso che usano in altre manifestzioni mi pare non c’entrasse molto col teku” e poi poco dopo dici che “Per lo meno questo mi pare di una qualita’ molto superiore come tipo di vetro.”. Insomma, l’hai visto di persona o no? Non mi pare una domanda offensiva, ma lecita richiesta di precisazioni alla contraddizione palese delle tue due affermazioni. (da una parte sembri di non averlo visto, dall’altra si)
Ho scritto “simil a” che nel mio italiano (magari scarso), significa che mi ricorda quella forma senza però esserne uguale (quindi presentando differenza).
Sulla localizzazione geografica, va bene, hai ragione. Tutto cercatori di peli nell’uovo oggi. Il concetto resta lo stesso. Tutti birrifici delle vicinanze però, che siano emiliani o meno.

ti ho messo il link della foto da mobi, e’ lo stesso bicchiere di milano che conosco molto bene; ti avevo lasciato all’inizio il beneficio del dubbio vista la palese topica.
Io non ho detto risposta offensiva, ho detto poco educata, ce ne passa. Se si apre un blog bisogna anche avere l’umilta’ di accettare le osservazioni senza personalizzare, altrimenti guarda che si vive bene anche senza essere 2.0.
Prosit

Cmq, tanto per finire la patetica discussione sul bicchiere.

http://files.splinder.com/94cbd9020275af0a8d814e23fbe0b334.jpeg

Bicchiere Teku

http://img683.imageshack.us/img683/8619/1002619.jpg

Bicchiere Fiera.

Sono diversi ovviamente, ma simili si.

complimenti per il report che mi trova concorde su molti punti

Ciao Devide, bell’articolo, purtroppo non son potuto venire, anceh se mi avevi accennato al fatto che andassi, spero in futuro di poterti seguire qualche volta, di sicuro non capiterei male, anche s eil pub dove mi chiudo a lavorare tutte le sere durante le feste mi offre discrete possibilità come sai 🙂

Azz ho scritto qualche strafalcione di battitura, ma non si può correggere 🙁

No problem, qua anche se siamo appena appena nel 2.0 non cavilliamo su i dettagli.. 🙂

A gennaio spero di scendere dalle tue parti per una buona pinta assieme.

A presto

ciao! 🙂

Caro Davide mi dispiace tanto che non ti sia piaciuta la Manifestazione.

Mai detto questo. A quanto pare si preferisce fissarsi su dettagli e critiche (che speravo costruttive) rispetto al leggere frasi come “Ottima la location ….. , buona l’organizzazione, i laboratori e i prezzi. ”
Se è una bocciatura questa…

Risposte in breve, non essendoci stato (faccio parte di quelli che non ha ritenuto necessario fare 200km per birre che tutto sommato conosce):

@ amarillo: lui c’è, stato, tu ed io no. Non so se fosse l’esatto bicchiere che usano in altre manifestazioni, tu sei sicuro del contrario. Domanda…perché?
@ SR & polliadb: grazie della visita, innanzitutto. Per quanto riguarda quest’ultimo, sono sicuro che non sia facile avere tutto e sempre a disposizione per una fiera, ma questo è motivo della principale critica di Davide, giusta o sbagliata che sia: ha senso chiamare Idb una manifestazione che al massimo si può definire interregionale? Forse sarò legato ai grandi centri (mio malgrado), ma non c’è paragone tra la manifestazione di Milano in questi anni e quella di Bologna, anche solo a guardare i birrifici coinvolti. Forse l’errore è duplice: nostro (di Davide, nello specifico) nel credere che il marchio Idb significhi una rassegna estesa della scena birraria italiana, e vostro, nel presentare Idb come tale. In mezzo ci sono sfumature e posizioni diverse e logicamente personali, in cui c’è chi si riconosce (SR) e chi meno (amarillo, che mi sembra di capire non fosse nemmeno presente). Inutile dire che, concorde o meno, preferisco l’opinione di chi c’era, sennò l’articolo me lo scrivevo dalla mia poltrona senza nemmeno prendermi la briga di verificare chi c’era e chi no.

@davide Non volevo e non voglio la rissa a tutti i costi, solo che alcune tue affermazioni mi sono sembrate offensive più che critiche vere e proprie. Forse ho letto io tra le righe significati che non c’erano e allora ti chiedo scusa, ma se gli animi si sono scaldati forse non sono stato il solo a ‘fraintendere’…

Comunque sia, ben vengano le discussioni se il messaggio che passa non è ‘io sono io e voi non ci capite un c..o’ dal Marchese del Grillo. 🙂

Prosit
Luca

@alessio
il bicchiere l’ho visto nelle foto, e’ lo stesso anche se non c’ero a bologna. E’ un “simil” bicchiere da vino bianco come puoi vedere.
Anche se non c’ero ho contestato cose che ritengo oggettive, non ho detto “non e’ vero che c’era lo sbalzo di temperatura” o “il food era buono”.

La cosa che mi fa sorridere è che non si abbia niente di meglio da fare che passare tempo a fare pelose puntualizzazioni su particolari abb. insignificanti.
Quel bicchiere l’ho fatto vedere a molti e più o meno tutti hanno confermato quella che è una similitudine, un’impressione. Cosa ben lontana dalla verità oggettiva.
Il senso della mia recensione era riportare mie personali impressioni, non spacciare verità assolute. Nel mio commento su mobi mi pareva di aver lasciato intendere il mio amore amatoriale (usando amatoriale sia come amatore di birra, sia come appassionato non professionista) per la materia e la mancanza di desiderio di apparire come il solone di turno (tentazione che può scattare facilmente a quanto vedo in giro.. )
E’ un blog di amici questo, rilassiamoci un pò.

mi sono perso gli sviluppi del post. vorrei solo dire che il mio commento, un po’ criptico e sollecitato da un intervento su MoBI, non voleva essere una denigrazione dell’operato di Paolo Polli e di IBF, ma un apprezzamento a Davide su alcuni punti, in particolare:

– innanzitutto il coraggio di prendere qualche posizione scomoda, cosa affatto scontata quando ci si espone sul web (chissà poi perchè)

– Triplexx: per primo l’ho criticata, tipo 5 min prima che scrivessero della vittoria della medaglia di platino a Strasburgo. sentire che parecchi altri la pensano come me, nonostante i premi, mi conforta e mi da la cifra del valore di una frangia di pensatori indipendenti italiani. tutto questo senza ovviamente voler penalizzare Croce di Malto che sono degli OTTIMI professionisti (conoscendoli) e che hanno il diritto di realizzare le birre che preferiscono

– birre con ingredienti strani (vecchio tema)

– offerta modesta e abuso del termine “Italian”, non mi sognerei mai di fare nemmeno 50 km per così poco

qualcuno, Paolo Polli, ha pensato bene su altre piattaforme di chiedermi conto delle mie belligeranti dichiarazione di cui al commento 15 sentendosi chiamato in causa. ho un’opinione precisa di PP e della sua attività, ma non essendomi recato a Bologna non avevo ragione di estrarre le freccie dalla faretra e pensavo si fosse capito