Compagnia del Luppolo – Legnano (MI)

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Categoria: Birra, Locali

La mia visita alla Compagnia del Luppolo ruota sostanzialmente attorno al caso. Ci passai davanti qualche mese fa’, il nome luppoloso mi fece fermare a pensare se entrare o meno e, ahimè, non ebbi abbastanza tempo e fiuto. Per fortuna, grazie al dio del malto i beoni sono persone illuminate, e una visita casuale in un newsgroup mi ha ricondotto sulla scena di quel grande errore, con mia somma gioia.

Comunque sia, nonostante tutto ci sono arrivato, quindi partiamo con la « recensione » vera e propria. La Compagnia del Luppolo, situata a Legnano nella provincia milanese, gestita con passione, competenza (ma anche schietta modestia) da Gabriele Nigro, nasce nella sua forma attuale da un vero e proprio azzardo.

L’azzardo di cui parlo è quello di prendere un locale decennale, di tipo standard (anche se con qualche birra belga in lista) e convertirlo al servizio esclusivo di birre artigianali italiane. Gabriele ha descritto questo passaggio in modo semplice, dettato da quello che si può definire come un vero e proprio colpo di fulmine, nato da assaggi di non molto tempo fa’. Così oggi, alla Compagnia del Luppolo, è possibile trovare 5 diverse spine di birra artigianale italiana e una carta di bottiglie esclusivamente da 75cc, scelte tra le più interessanti produzioni nostrane.

Elencare le spine è praticamente inutile in quanto lo stesso Gabriele mi ha confermato la costante rotazione delle spine in grado di regalare sorprese sempre nuove a ogni visita. Giusto per dovere di cronaca al mio passaggio ho trovato alla spina due birre del birrificio del Ducato (BIA Ipa e BIA porter), la Sibilla di Toccalmatto, la S.Dalmazzo di Menaresta e una blanche di cui sinceramente non ricordo il nome.I prezzi sono corretti, 5 euro per la media, 3 per la piccola mentre il prezzo delle bottiglie è in linea con quelli dei beer-shop o di una enoteca ben fornita.

Raccontando qualche birra, ho degustato la BIA Ipa del ducato, birra molto equilibrata, fruttata e pulita al naso con i luppoli ben in evidenza e un finale amaro non invadente. Dell’assaggio della BIA porter ricordo la tostatura ben marcata, una bella schiuma persistente e il caffè a dominare i sapori. Il passaggio successivo è stato probabilmente il più deludente della serata, una Krampus 2008 (sempre del ducato), edizione speciale e a mio avviso troppo sperimentale e poco riuscita. Il profumo chiaramente rimanda alle birre acide di orgine belga mentre al palato si ferma a un ibrido poco convincente. Sapore lievemente acido e piuttosto inconsistente. Rimandata.

Infine per concludere bene la serata ci siamo concessi una bottiglia di Noel de Sanglier dell’ottimo Toccalmatto. Birra tipicamente natalizia, con un bel corpo carico, profumi dolci e bilanciata in bocca da una nota amara in grado di pulire piacevolmente il palato.

Lasciandomi alle spalle gli assaggi, qualche ultimo commento sulla Compagnia del Luppolo. Il primo pensiero che mi passa per la testa riguarda proprio l’accoglienza riservata, molto cordiale e sostenuta da un personale all’altezza della situazione.

Poco sopra ho paragonato la Compagnia del Luppolo (che non abbrevierò mai in CdL o CL … ) a una scommessa, e considerata la quantità di visitatori presenti posso concludere che sia una puntata potenzialmente vincente. Le difficoltà indubbiamente ci sono e ci saranno, sia per i costi dovuti all’esagerazione dei birrai nostrani, sia per convincere il pubblico della “Becks migliore birra del mondo” (cit.) ad aprirsi a prodotti completamente diversi dalla piattezza industriale. La rotazione delle spine, quasi eccessiva visto che cambiano di giorno in giorno, aiuterà a mio avviso a creare un buon gruppo di affezionati sempre pronti alla nuova esperienza. Il tentativo di creare uno zoccolo duro di “pasdaran della birra”, prevede inoltre una serie di eventi tra cui un corso di degustazione in collaborazione con Unionbirrai e una serie di visite mensili guidate ai birrifici più promettenti (il prossimo 29 Novembre al Maltus Faber).

Insomma, c’è carne al fuoco in abbondanza, non resta che mettersi in fila con l’adeguata sete, difficilmente si resterà delusi.

ps, si ringrazia Gabriele per le fotografie e Antonella per i suggerimenti nella scrittura dell’articolo… grazie.. 🙂

Commenti (14)

Posto veramente piacevole, varietà di birre enorme, spesso ci sono novità da degustare e il locale in sè è verametne ben fatto, soprattutto d’inverno scalda la serata. Presenti anche prelibati taglieri, e con le birre presenti mi ci fanno andare spesso e volentieri!

5 euro per una media…cosa significa prezzo corretto? 5 euro per una media è un prezzo da ladro come quasi tutte le birrerie propongono.un cartone di birra di dreher da 15 bottiglie costa sugli 11 euro.fai un pò tu.poi il posto può anche essere il piu bello del mondo ma 5 euro per una media ..non venitemi a dire che è corretto…e ci sono parecchi posti dove è più cara ancora.quelli dovrebbero essere bruciati

Beh, oddio, volendo c’è anche birra che costa meno della Dreher, se proprio vogliamo essere pignoli.
La qualità della birra, però si paga, e giustamente. Lungi da me voler difendere i prezzi alti, anzi, però c’è molto di peggio (vedi l’articolo sugli 8 euro la pinta a Firenze) e 5 euro, se in ambiente piacevole e se la birra è di qualità e servita bene, ci possono stare.

Premetto che il gestore e il locale in questione manco li conosco, tanto per sgombrare il campo da possibili dubbi (se ne occuparono persone la cui collaborazione con il nostro sito è terminata tempo fa).
Io non capisco bene come si possa paragonare una Dreher e una birra di qualità, se uno vuol risparmiare e bere Dreher nessuno glielo vieta ma mi chiedo perché perda tempo su un blog come il nostro.
La stragrande maggioranza delle birre di qualità viene venduta a prezzi che si aggirano attorno ai 4 euro al litro (parlo di fusti, per le bottiglie salgono e non di poco). Chi la spina deve pagarci tutte le sue spese di gestione, personale e magari portarci a casa la giornata. Vendere a 5 euro una birra pagata 4 al litro non è certo arriccchirsi.

non c’è bisogni di fare parte di un blog che si esprime su locali e birre per esserne un intenditore ok?il fattore dreher era solo un esempio.cosa c’entra risparmiare?!se si fa un paragone di prezzi tra un cartone intero di birra con una media e fai una proporzione,allora sei un pezzente?…si,per un gestore di locali però.poi ho detto dreher che non è proprio merda..avessi detto prinz…e poi se la paghi 4 euro al litro e la vendi a 5 se non sei ladro tu,lo è chi te la vende. non si scappa…portare a casa la giornata.. nessuno ti obbliga ad aprire un pub e a svolgere quella mansione.(risposta un pò d’obbiligo scusa)anche se vado nei locali da una vita non mi convinceranno mai che pagare 10000 o 12000 delle vecchie lire una media di birra per venire incontro alle tue spese,sia giusto.anche se è la migliore.ho bevuto birre fuori dall’italia di ottima qualità in mezza europa anche in birrifici artigianali e costavano sempre la metà o meno di quello che è in italia…ma evidentemente fanno schifo ovunque le birre,tranne che da noi

Sono il Davide che all’epoca scrisse l’articolo.
Cercherò di parlare chiaro senza fronzoli. Scusami Grinder, ma dai tanto l’impressione di non avere la più pallida idea di cosa stai parlando. Direi anzi che non capisci nulla (nel discorso), ma magari ti offendi pure.
La Dreher che tu citi con tanta passione è una birra industriale, con costi industriali.
La birra di cui si parla su pintaperfetta invece è artigianale, con costi artigianali.
Ora mi chiedo, tu la conosci la birra artigianale? I nomi citati nell’articolo (Toccalmatto, Menaresta, Ducato ecc.. ) ti dicono qualcosa o meno?
Perchè se io so di cosa parlo, posso dire la mia e fare una figura. Se parlo a caso, rischio di farne un’altra.

Detto questo, sono passato alla Compagnia del Luppolo (quella di Parabiago però) e l’ho trovata in ottima forma. Mi è anche giunta voce che quella di Legnano di questo articolo ha cambiato gestione. Ma infondo la recensione è vecchia di 8 mesi, e le cose possono cambiare..

Grinder, al prezzo della birra contribuiscono diversi fattori. Dalle materie prime (indubbiamente più economiche all’estero, perché in Italia sostanzialmente manca agricoltura da birra), al sostegno statale e regionale (in Italia viene destinato al vino, all’estero anche o solo alla birra), alle accise (in Italia: la birra ha un’accisa in costante aumento – vedi ultimi articoli – mentre quella del vino è ferma a 0). In Italia il vino lo fa qualunque contadino senza troppe difficoltà, se vuoi aprire un birrificio puoi perdere anni in burocrazia infinita.
Poi se a te piace l’argomento sul costo della birra in Italia puoi approfondire con uno qualunque di quei “ladri” che la producono alla prima occasione (festival, presentazione o altro). Non essendo il mio mestiere posso al massimo testimoniarti quello che so, e cioè che il prezzo al litro di una artigianale in Italia è grossomodo quello, sia che tu vada a prenderla da un distributore che al birrificio stesso, fatture alla mano.

non è che a me ”piace” l’argomento sul costo della birra.lo so che in italia è”paga e taci”però forse saltano all’occhio certe cose e qualcuno si pone qualche domanda…non mi sembra fantascienza.conosco toccalmatto e probabilmente non conoscevo tutto sui costi delle birre artigianali dell’estero,rispetto l’italia.la mia risposta di prima sarà anche da ignorante,(siamo in tanti purtroppo per te)ma non è che mi cambi molto.anche a saperne sui costi e i prezzi le tasse ecc,…allora deve essere quasi impossibile guadagnarci aprendo birrerie artigianali in un paese dove la maggior parte delle persone ha il palato sputtanato dalla merda che le hanno fatto bere per anni.ho bevuto diverse birre artig.alcune erano buone altre non mi sono piaciute adesso ho capito il motivo.ormai sono assufatto.poi se non capisco nulla di birre artigianali e dell’argomento come dici tu…ok.anche se il gestore è il più onesto di tutti,alla maggior parte dei clienti un minimo di dubbio verrà sempre.anche se conosce le cifre.il mio era un discorso generico sui 5 euro a media ecc…purtroppo si tende a fare di tutta l’erba un fascio,includendo nelle categoria anche chi non c’entra..comunque ero finito sulla pagina web perchè stavo cercando il posto che poi però non ho trovato…andrò a quello di parabiago

Non voglio ergermi ad esperto che se la prende con il novizio. Anche perchè esperto non sono.
Semplicemente l’esempio Dhrer era veramente mal posto.
Oltretutto all’estero alla spina, di rado trovi sotto i 4 euro, parlando di qualità ovviamente (non dubito che la beck’s costi meno).
Chiudo con metafora. Per me i 5 euro di una pinta artigianale stanno ai 30 euro di una buona cena in una osteria tipica. Se c’è materia prima e qualità, e costi alla fonte provabili, li pago.
Tu mi hai risposto che 30 euro sono troppi quando il Mc Donalds vende menu a 8/10 euro.
Capisci che si parlava di mondi completamente distanti e non paragonabili.
Tutto qua.

McDonalds negli USA vende bicchieroni di tè ad 1 dollaro. Secondo questo ragionamento non riusciresti mai a berti un buona matcha (che di sicuro lo paghi piu’ di un dollaro) perche’ il venditore sarebbe un ladro 🙂

mah! vorrei veramente rendervi partecipi di cosa vuole dire acquistare, farsi consegnare (quanto costa un corriere?) immagazzinare e servire una birra di qualità in un impianto di spinatura con lavaggio della via ad ogni cambio di fusto… tutto normale… 5 euro a media mi dispiace ma non fa arricchire… anzi!
Ho d apoco preso il Locale ( ex Luppolo) di Legnano e vi assicuro che “La qualità si paga” sia x chi compera , sia per chi vende…. chi preferisce il vino in cartone lo continui a consumare, chi vuole vino di qualità la acquisti in enoteca…. e la birra non sfugge a queste regole… Meditate!

Ciao Max!
Cosa servite ora di particolare?
A Legnano non passo da una vita oramai..

In realtà qua c’è uno solo ce fa polemica e tutti gli altri che la pensano come te (o quasi).

infatti la” polemica” era già strafinita finita 4 messaggi fa con le spiegazioni di davide in merito alle mie provocazioni.ma c’è qualcuno che vuole fare il grande 15 giorni dopo che ci siamo scannati,con il messaggio che c’è qualcuno che fa polemica…cazzo complimenti.. bravo.non l’avevo capito che non havevo ragione