Cossab – Buenos Aires (AR)

Categoria: Birra, Locali, Viaggi

Eccoci alla seconda (e ultima) puntata sulla scena birraria di Buenos Aires. Stavolta parliamo del Cossab, un brewpub che genera certe aspettative, essendo il locale di Buenos Aires con voto più alto tra quelli recensiti su ratebeer. In una zona non così centrale della capitale (Google Maps), si riesce a raggiungere tramite la metropolitana senza grossi problemi, ma richiede un po’ di tempo. Tuttavia stiamo parlando di quello che dovrebbe essere il miglior brewpub della regione, quindi non mi faccio scoraggiare.

L’ambiente è completamente diverso da quello dell’Antares: questo è un pub di quelli “vecchio stile”, con musica rock, arredamento con teschi e adesivi attaccati ovunque, si vedono anche giubbotti di pelle. Nonostante tutto la clientela è molto variegata, e si va dai motociclisti alle universitarie. Un punto a favore. Siccome non ho mangiato, decido di ordinare qualcosa: la specialità di questo pub sono delle picadas (ovvero dei taglieri misti) molto variegate, che spaziano da quella standard con salumi e affettati, ad alcune più elaborate con formaggi (che non conosco assolutamente), frutta secca, alcune verdure e amenità varie. Ne prendo una un po’ a caso, e devo ammettere che non è affatto male, sebbene non abbia la minima idea di quello che sto mangiando. Ma ovviamente il mio obiettivo è la birra, non il cibo. Quindi mi getto all’esplorazione.

L’offerta pare interessante: ci sono 6 spine con birre di produzione del pub, e una ventina di bottiglie argentine – più varie birre europee. Cominciamo col dire che le birre europee sono quelle che in Europa si trovano di solito al supermercato, quindi niente di interessante su questo versante. Però le spine del Cossab mi intrigano. Prima, cattiva notizia: la IPA è finita. Mi spiace, ma me ne farò una ragione.

Inizio con la Rojiza, loro cavallo di battaglia: un ale dal bel colore rosso, aroma leggermente fruttato, discreta carbonazione e sapore di malti tostati, caramello, dolciastra. Discreta, piacevole da bere, ma un po’ troppo leggera per i miei gusti: un corpo più presente non avrebbe guastato. Proseguo con la Negra, una stout (?) che ha il colore della stout, ma poco altro. Il corpo è completamente diverso da quello che mi aspetterei da una stout, la carbonazione è troppo forte, si sente molto il malto, ma la tostatura non è evidente. Non cattiva, ma se vogliono farne una buona stout, c’è ancora molto da fare. Passo poi alla Oatmeal Stout: stavolta lo stile è azzeccato, molto vellutata, sapore poco persistente ma piacevole, di cioccolato e caffè. Questa mi è sembrata sulla buona strada.

Ignoro le altre spine presenti (la birra al miele è un rischio che non sono disposto a correre, la Rubia è un golden ale del quale, sul momento, non ho voglia), e passo a qualche bottiglia, sempre argentina. Per continuare la serie delle stout mi dedico ad una Bersaglier  Stout: e nonostante sia in bottiglia, mi è sembrata fin da subito molto migliore della Cossab Negra. Bel colore nero opaco, ottima schiuma, aroma di caffé, leggermente secca e con un discreto corpo. La miglior stout della serata. Infine, una Zeppelin Roja: altro ale ambrato, un po’ troppo dolce, sapore di malti caramellati che svanisce troppo presto. Sciapita.

Tiriamo le somme: il pub ha un’ottima offerta di birre argentine, la più ampia che ho trovato (e, a detta dei proprietari, la più vasta della regione). Il problema è che le birre argentine, nella mia breve esperienze, tendono tutte ad essere sciapite: si riesce a volte a raggiungere la sufficienza, ma non ho trovato nessun capolavoro. Tuttavia, non è mancato qualcosa di interessante (Cossab Rojiza e Stout, Bersaglier Stout). Forse con gli anni le cose miglioreranno. Nel frattempo, se vi piacciono i pub con musica rock o se avete soltanto una sera da dedicare alla birra mentre siete a Buenos Aires, questo è probabilmente il posto dove andare: l’offerta è ampia, i prezzi abbordabili, le spine sono bevibili e potete anche sgranocchiare qualcosa. Gli ingredienti per passare una buona serata e allargare le proprie conoscenze birrarie ci sono tutti.

Giacomo

Comments are closed.