Italia Beer Festival Milano @ Palalido

Categoria: Eventi

Oggi A? l’ultimo giorno dell’Italia Beer Festival di Milano, organizzato per la quarta volta dall’Associazione Degustatori Birra e per la prima volta all’interno del Palalido, palazzetto in zona piazzale Lotto noto per lo piA? agli appassionati di basket o di concerti rock.

Quest’anno abbiamo mantenuto il tradizionale appuntamento del sabato pomeriggio come occasione di incontro tra amici e di scambio consigli, pareri ed esperienze su ciA? che la scena birraria italiana puA? offrire.

Del festival e dei suoi meccanismi abbiamo giA� parlato per presentarlo, dare qualche consiglio e mettere cosA� il lettore in condizione di saperne il piA? possibile quindi poterne godere al meglio.

Ora che il festival (almeno per il pubblico: oggi A? l’ultimo giorno, tradizionalmente riservato agli operatori del settore) A? chiuso, possiamo mostrarvi un paio di foto e raccontarvi le nostre impressioni a posteriori.

Partiamo dalla location: la zona del “campo” A? un po’ angusta. Gli stand ci stanno comodamente, la gente un po’ meno, negli orari di massimo affollamento (il dopocena, che abbiamo evitato) immaginiamo che la situazione non fosse delle piA? facili sia per gli espositori che per il pubblico. L’idea che la gente vada a sedersi ai seggiolini in plastica lungo le gradinate non sembra essere troppo gradita alle persone con cui abbiamo chiacchierato, e viene vista piA? come un ripiego inevitabile: l’anima delle manifestazioni di questo tipo A? stare in mezzo alla gente, scambiare pareri e consigli in quella che A? la naturale AgorA� del palazzetto.

Gli espositori: non c’A? che dire, la scena birraria italiana si conferma viva e interessante, con birrifici ormai storici che presentano nuovi prodotti di sicuro interesse e debuttanti che non sembrano temere complessi di inferioritA� nei confronti di nomi e marchi consolidati. Il problema A? capire come mai non fossero presenti altri nomi importanti che negli anni scorsi avevano deliziato il pubblico con le loro produzioni, se per un problema di costi, di organizzazione o di motivazioni. La risposta non ce l’abbiamo, possiamo solo augurarci che si possa trovare un bilanciamento tra location troppo grandi (Fieramilanocity) e troppo piccole (il Palalido, appunto), e che ci siano sempre, anche in futuro, un buon numero di birrifici a portare e far conoscere le loro produzioni in questa vetrina che si conferma una delle piA? importanti italiane.

Provate e piaciute: ci siamo dedicati quasi esclusivamente alla scoperta di nuovi prodotti o birrifici.

Tra le piacevoli novitA�, vanno sicuramente menzionate la Terrarossa del birrificio B94 di Lecce, terza classificata nella categoria alta fermentazione sotto i 12A� Plato al concorso per la miglior birra dell’anno indetto da Unionbirrai. I complimenti al mastro birraio e un sincero in bocca al lupo per il futuro, sperando di rivederlo di fiera in fiera. Notevole anche la Surfin’ Hop di Toccalmatto (birrificio di cui avevamo parlato qui), provata per la prima volta alla spina.

Tra i nomi storici, spiccano due nuovi prodotti a forte presenza di luppoli. Il primo A? la SuperanAle del Bi.Du. di Rodero (CO), una specie di rielaborazione ancora piA? carica della classica ArtigianAle: promossa a pieni voti. Altra birra interessante A? la nuovissima I.P.A. dei lucchesi del BrA?ton, ancora priva di nome e temporaneamente indicata come “La Cosa”.

Tra gli importatori, impossibile non parlare dell’angolino gestito dal 4:20 di Roma, dove alcune tra le piA? interessanti produzioni europee (Mikkeler e De Molen) venivano servite con passione e competenza. Dell’olandese De Molen si era giA� parlato nell’articolo sul Wildeman, mentre la danese Mikkeler ha alcune tra le birre piA? apprezzate da diversi autori di questo blog (in particolare Andrea).

Un ultimo appunto riguarda l’offerta gastronomica, troppo limitata e a prezzi tutt’altro che competitivi. Un classico purtroppo ripetuto negli anni, il tutto in un ambiente che si fa forte – di locale in locale, di degustazione in degustazione – di trovare cibi interessanti e appetitosi e che purtroppo vede la scelta (cioccolato a parte) al tragico bivio tra una salamella argentina e una piadina a prezzi da capogiro.

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